Categoria: Cronaca

  • Inflazione, Codacons: Milano regina, nel 2023 +1.657 euro a famiglia

    Inflazione, Codacons: Milano regina, nel 2023 +1.657 euro a famiglia

    Il Codacons diffonde oggi la classifica ufficiale delle città italiane dove i rincari di prezzi e tariffe hanno pesato di più nel 2023.

    Attraverso i dati definitivi forniti oggi dall’Istat, l’associazione ha calcolato l’impatto dell’inflazione in termini di aggravi di spesa per le famiglie residenti nel corso dell’ultimo anno. Milano si conferma nel 2023 la “regina dell’inflazione”, ossia la città dove l’aumento di prezzi e tariffe, a parità di consumi, ha determinato il più forte impatto sulla spesa delle famiglie, pari in media a +1.657 euro su base annua a nucleo residente a fronte di un tasso di inflazione medio del +6,1% – analizza il Codacons –

    Al secondo posto si piazza Varese con +1.581 euro annui, seguita da Bolzano con +1.542 euro. Sul fronte opposto, la città dove il caro-prezzi ha pesato di meno è Potenza, con un aggravio medio di spesa nel 2023 pari a +731 euro a nucleo residente; in penultima posizione Catanzaro (+820 euro) seguita da Reggio Calabria (+840 euro). Le città dove i prezzi sono saliti di più nel 2023 sono Genova e Brindisi, con un tasso medio del +6,9% (contro il +5,7% della media italiana), seguite da Grosseto (+6,8%), Alessandria e Benevento (entrambe al +6,6%). Fanalino di coda Potenza col +3,7% annuo.

  • Discarica Casorezzo: il Consiglio di Stato respinge il ricorso dei Comuni

    Discarica Casorezzo: il Consiglio di Stato respinge il ricorso dei Comuni

    “Prendiamo atto del parere negativo del Consiglio di Stato, che ha respinto i nostri appelli (come peraltro quelli di Solter e Città Metropolitana Milano) contro il disastroso progetto della discarica nel Parco del Roccolo. In attesa del giudizio su un ricorso ancora pendente, ci riserviamo il tempo necessario per approfondire le sentenze e valutare gli aspetti legali.
    Di certo confermiamo la nostra volontà di percorrere tutte le strade che ci consentano di contrastare un progetto dannoso per l’ambiente e per il territorio, portato avanti senza nemmeno rispettare le sospensive imposte negli ultimi mesi ed in spregio alla voce dei cittadini e delle associazioni che sostengono la nostra battaglia per il Parco del Roccolo”

    E’ la nota firmata oggi da Susanna Biondi – Sindaco di Busto Garolfo, Pierluca Oldani – Sindaco di Casorezzo, e Matteo Modica – Sindaco di Canegrate, in merito alla ben nota vicenda della discarica. Vicenda politica e amministrativa molto complessa e ricca di colpi di scena. Nella primavera 2022 era giunto il pronunciamento del TAR di Milano relativo ai ricorsi presentati dal PLIS del Roccolo e dai Comuni di Busto Garolfo e Casorezzo, dagli Agricoltori e da Legambiente contro le autorizzazioni per la realizzazione della discarica di rifiuti speciali nel PLIS del Roccolo, nel territorio comunale di Busto Garolfo e Casorezzo, rilasciate da Città Metropolitana di Milano lo scorso agosto. La sentenza fu giudicata netta e inequivocabile: in quell’ambito di pregio ecologico e ambientale, discariche di quel tipo non si possono realizzare.

    Nell’aprile 2023, tuttavia, il Tar della Lombardia aveva rigettato il ricorso presentato dal Parco del Roccolo e dai due comuni interessati dal progetto Solter che prevede una discarica di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da siti contaminati. L’ultimo tentativo messo in atto per bloccare la riqualificazione dell’area denominata AteG11 un tempo utilizzata per l’estrazione di inerti destinati all’edilizia attraverso il conferimento di rifiuti speciali era così naufragato. L’ultima speranza per gli antidiscarica era appunto il ricorso al Consiglio di Stato che poteva ribaltare la sentenza, anche se le speranze erano già ridotte al lumicino. Quel “non s’ha da fare” urlato a gran voce dai sindaci di tutto l’Altomilanese, dal Parco del Roccolo , dagli agricoltori e dai comitati antidiscarica non è stato sufficiente a far valere le ragioni del no sul tavolo del Giudice amministrativo. A questo punto bisognerà attendere la prossima (definitiva?) sentenza, o pronunciamento dei Tribunali. La contesa continua, anche se indubbiamente quello comunicato oggi è un duro colpo alle speranze dei Comuni.

  • Risse sempre più frequenti: il questore di Milano sospende la licenza ad un bar a Cinisello Balsamo

    Risse sempre più frequenti: il questore di Milano sospende la licenza ad un bar a Cinisello Balsamo

    Ieri pomeriggio, gli agenti del commissariato locale hanno notificato la sospensione al titolare dell’attivita’ in quanto, da maggio 2023 fino a oggi, gli agenti sono intervenuti nei pressi del locale diverse volte, per liti e risse che hanno coinvolto avventori e il proprietario stesso.

    In particolare, a maggio 2023 due ragazzi sono stati trasportati in ospedale con ferite alla testa e poi dimessi con 5 e 10 giorni di prognosi; a novembre due avventori ubriachi hanno avuto una violenta lite con il buttafuori finita con il trasporto in ospedale di quest’ultimo e con una prognosi di 10 giorni per l’avventore.

    Ad ottobre i poliziotti sono intervenuti con diverse volanti per sedare una rissa, con lanci di bottiglie di vetro avvenuta tra una decina di clienti. Nell’occasione cinque persone sono state accompagnate in ospedale di cui una in stato di incoscienza, perche’ attinta dai vapori di un fumogeno scagliato da ignoti sulla folla.

    Ad inizio mese, il locale e’ stato teatro di un’accesa lite tra due addetti alla sicurezza dovuta a incomprensioni lavorative a seguito della quale uno dei due veniva colpito violentemente al volto dal collega riportando 10 giorni di prognosi.

    I militari dell’Arma dei Carabinieri della stazione di Cinisello Balsamo, tra il 2019 e il 2022, sono intervenuti presso il circolo privato per problematiche analoghe, ovvero per liti tra avventori gravati da precedenti e tra avventori e addetti alla sicurezza.

  • Videosorveglianza a Robecco sul Naviglio: telecamere al mercato e in zona asilo

    Videosorveglianza a Robecco sul Naviglio: telecamere al mercato e in zona asilo

    Continuano a Robecco sul Naviglio i lavori per il posizionamento delle telecamere di videosorveglianza. Mercoledì sono state sistemate in piazza del mercato e nella zona dell’asilo. Come spiega il comandante della Polizia locale Gianluca Salice l’occhio vigile delle telecamere sarà fondamentale per la prevenzione. Andranno ad inquadrare le strisce pedonali e l’ingresso in paese.

    “Con le ultime telecamere il numero totale degli impianti sistemati è arrivato a sei – commenta Salice – Stiamo facendo un buon lavoro che ci consentirà di avere sott’occhio le zone principali di Robecco”. Naturalmente si continuerà su questo fronte studiando altri punti sensibili dove proseguire con il posizionamento delle telecamere.

  • Tentata estorsione e rapine: smantellata baby gang a Corsico, arrestati quattro minorenni

    Tentata estorsione e rapine: smantellata baby gang a Corsico, arrestati quattro minorenni

    Lunedì 15 Gennaio 2024, a Corsico, alle prime luci dell’alba i Carabinieri della Compagnia di Corsico hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale per i minorenni di Milano, su richiesta della competente Procura della Repubblica, nei confronti di una baby gang composta da quattro giovani, due italiani, un sedicenne ed un diciassettenne, un ucraino di sedici anni, ed un sedicenne gambiano, tutti residenti a Corsico, ritenuti responsabili, a vario titolo, di tre tentativi di estorsione e tre rapine, di cui una tentata, tra l’ottobre e il novembre 2023.

    L’indagine, condotta dalla Stazione CC di Corsico e coordinata dalla Procura presso il Tribunale per i minori di Milano, prende piede dalla denuncia sporta ad ottobre 2023 dalla madre di un giovane coetaneo degli odierni indagati, vittima di estorsione da parte della baby gang che, con minacce, violenza e atteggiamenti prevaricatori, gli chiedeva una somma di denaro per estinguere un asserito debito. Gli accertamenti successivi hanno permesso di delineare il ruolo di ciascun concorrente nel reato e raccogliere elementi in ordine ad ulteriori due eventi estorsivi, uno avente carattere di cavallo di ritorno per una playstation 4 rapinata poco prima alla giovane vittima, e tre rapine poste in essere dal gruppo di giovani che, in altrettante occasioni, si è presentato a casa del denunciante appropriandosi, con minaccia e violenza, di una playstation 4, di un joystick della medesima console e di un IPhone XR.

    Degli arrestati: due sono stati associati presso al carcere minorile C. Beccaria di Milano (uno dei quali era già detenuto poiché arrestato nel corso delle indagini); uno è stato associato ad una comunità per minori ed uno è stato sottoposto all’obbligo di permanenza in casa. Per un quinto minore, 14enne dominicano, è stata inserita una nota di rintraccio in Interpol, poiché risulta essere rientrato nel paese di origine.

  • Ristoratrice di Lodi, si indaga per istigazione al suicidio

    Ristoratrice di Lodi, si indaga per istigazione al suicidio

    I carabinieri indagano per risalire all’identità del computer o dello smartphone dal quale è partita la recensione online di un cliente della pizzeria Le Vignole di Sant’Angelo Lodigiano che si sarebbe lamentato per aver mangiato nel locale con a fianco due gay e un ragazzo disabile. La titolare della pizzeria, Giovanna Pedretti, 59anni, trovata poi morta nel fiume Lambro, aveva risposto a quelle parole e poi era stata accusata sui social di aver inventato tutto solo per farsi pubblicità.

    I militari chiederanno a Google una risposta per chiarire ogni dubbio – la donna non ha lasciato biglietti di addio – nell’inchiesta della Procura di Lodi che ora procede per istigazione al suicidio, ipotesi che consentirà oggi e nei prossimi giorni gli approfondimenti e gli accertamenti tecnici necessari. Le indagini procedono anche per chiarire ogni aspetto di quando accaduto domenica mattina quando la donna, dopo essere uscita di casa in auto all’alba, si sarebbe tagliata le vene dei polsi per poi gettarsi nelle acque del Lambro. Sulla pista del suicidio, infatti, non sembrano più esserci dubbi.

    ‘Stampa e tv: rispettate la famiglia e non fatevi vedere più”. È il grande striscione comparso questa mattina sulla cancellata del parco di fronte alla pizzeria ‘Le Vignole’ di Sant’Angelo Lodigiano, la cui titolare, Giovanna Pedretti, è stata trovata senza vita domenica, dopo il caso mediatico suscitato dalla recensione contro gay e disabili. La vittima con la famiglia abitava proprio nell’appartamento al piano superiore della palazzina di via XX settembre che al piano terra ospita la pizzeria

  • Chat sessista in circolo del Pavese: indaga la Procura…

    Chat sessista in circolo del Pavese: indaga la Procura…

    La Procura di Pavia ha aperto un’indagine sul caso di una chat sessista che vede coinvolti otto soci della Canottieri Ticino, uno dei club storici della città. A darne notizia è oggi il quotidiano “La Provincia pavese”. I fatti risalgono alla fine di agosto. A presentare la denuncia sono state alcune giovani donne, frequentatrici del circolo, dopo aver saputo che nella chat si parlava di loro in termini volgari.

    Messaggi in cui compaiono commenti su particolari fisici della ragazze e anche allusioni su loro presunte relazioni con altri soci. Ad informare le giovani sarebbe stato uno dei partecipanti al gruppo, che non avrebbe condiviso il contenuto di quei dialoghi. La Procura indaga con l’ipotesi di reato di diffamazione. Gli accertamenti della polizia postale sulla chat sono ancora in corso. Nel frattempo il collegio dei probiviri della Canottieri Ticino ha deciso di sospendere un consigliere della società che faceva parte del gruppo. I partecipanti alla chat si sono rivolti ad un legale, sostenendo che il gruppo sarebbe stato scoperto in seguito alla sottrazione di un telefonino da un lettino in piscina mentre il proprietario si era allontanato.

  • Milano, ragazza morta per tiramisù: c’era mascarpone nel prodotto

    Milano, ragazza morta per tiramisù: c’era mascarpone nel prodotto

    L’evento che “ha causato il decesso di Anna Bellisario” è “da ricondurre, secondo la prospettazione accusatoria, all’erroneo utilizzo di mascarpone nella produzione della crema destinata al tiramisù vegano”. Lo scrive il procuratore di Milano Marcello Viola in un comunicato relativo alla “misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare qualsivoglia attività imprenditoriale” per un anno nei confronti di due responsabili, madre e figlio, della Glg srl, azienda produttrice del “Tiramisun”.

    “La quantità di caseine riscontrata nel prodotto in questione – spiega la Procura – indica che il mascarpone era presente nel preparato come ingrediente e non come ‘semplice’ contaminante e che, quindi” è risultato “fatale per la vittima”, che era fortemente allergica al latte. L’attività investigativa ha “consentito di individuare la causa dell’accaduto nel tiramisù parzialmente ingerito dalla vittima, per presenza di beta-lattoglobuline nonostante il prodotto fosse venduto come ‘vegano’”. Dalle indagini sono emersi “fin da subito”, chiariscono i pm, “molteplici criticità in ordine alle procedure produttive” alla Glg srl, “alla formazione del personale, nonché alla prevenzione, eliminazione e/o riduzione dei pericoli che hanno avuto un effetto causale nella determinazione” della morte.

    Le altre posizioni “inizialmente iscritte, a fini di garanzia per consentire il più ampio contraddittorio in fase di consulenza tecnica”, come quelle dei responsabili del fast food dove la ragazza mangiò il dolce, “sono state stralciate ed in relazione alle stesse si procederà con richiesta di archiviazione, avendo escluso l’efficienza causale delle loro condotte nella determinazione dell’evento mortale”

  • Robecco sul Naviglio, ladri a Carpenzago tentano il furto in via Sant’Anna

    Robecco sul Naviglio, ladri a Carpenzago tentano il furto in via Sant’Anna

    Ladri in azione nella frazione di Carpenzago a Robecco sul Naviglio. Le telecamere di un privato hanno inquadrato pochi giorni fa, il tentativo commesso da tre individui arrivati in via Sant’Anna, poco prima del ristorante Il Glicine, a bordo di una Golf di colore bianco.

    Si sono avvicinati ad un cancello cercando di forzarlo, ma evidentemente si sono sentiti disturbati e si sono immediatamente allontanati. Probabilmente erano gli stessi che si sono introdotti in un’abitazione nella zona delle villette a schiera, sempre nella frazione di Carpenzago.

  • Col figlio in auto per spacciare: Varese, processo a donna 57enne

    Col figlio in auto per spacciare: Varese, processo a donna 57enne

    Una donna di 57 anni, bidella incensurata residente a Casciago (Varese), è a processo davanti al Tribunale di Varese con l’accusa di spaccio in concorso. I carabinieri del comando provinciale di Varese erano arrivati all’abitazione di Casciago dove la donna vive con il figlio nell’estate del 2021. In casa i militari trovarono una 357 magnum nascosta in un armadio con tre chili tra hashish e marijuana e 16 grammi di mdma, più soldi in contanti, per un totale di quasi 50mila euro.

    Le manette scattarono per la 57enne, per il figlio 26enne della donna e per la compagna del ragazzo, di 24 anni. Figlio e compagna hanno patteggiato; la bidella è comparsa a processo oggi. Per l’accusa la donna era consapevole dell’attività illecita venuta a galla con il sequestro della droga, dell’arma (poi risultata rubata) e dei soldi. Non solo; per gli inquirenti era lei, unica tra i tre ad avere macchina e patente, ad accompagnare il figlio a ritirare dai grossisti lo stupefacente da spacciare. Gli elementi a sostegno di questa tesi sono nel materiale investigativo che è stato portato in udienza, in tribunale a Varese, dagli operanti che all’epoca dei fatti avevano svolto le indagini.

    Tra questo materiale ci sono delle intercettazioni tra l’allora 26enne e la madre, incentrate sulla droga da preparare per i clienti. Altre intercettazioni riguarderebbero carichi di stupefacente in arrivo, e da ritirare recandosi a Induno Olona da un contatto. Ritiri che la donna, per la procura di Varese, ha condiviso con il figlio. La 57enne, difesa dall’avvocato Marco Bianchi, respinge ogni accusa. La linea difensiva è chiara: la bidella dava dei passaggi al figlio ma nulla sapeva dei suoi traffici e mai ha trattato con gli spacciatori.