Categoria: Cronaca

  • Presentato a Legnano 300 più uno, il progetto che contrasta la povertà. Presente anche Magenta con assessore e referenti del volontariato

    Presentato a Legnano 300 più uno, il progetto che contrasta la povertà. Presente anche Magenta con assessore e referenti del volontariato

    Finanziato da Fondazione Cariplo insieme a Fondazione Peppino Vismara e Intesa SanPaolo è stato presentato questa mattina a Legnano il progetto sovraterritoriale ‘300 + 1’ volto a contrastare la povertà con azioni concrete. Era presente anche una delegazione di Magenta con l’assessore ai Servizi Sociali Giampiero Chiodini e i referente del volontariato Gabriella Cellamare e Vittorio Lanzetti. Presente anche Carla Dessi, responsabile progettuale ufficio di piano.

    Capofila del progetto è la cooperativa Albatros, insieme ad una rete composta da numerosi enti presenti sul territorio. Il progetto intende favorire l’occupazione di persone in difficoltà economica che hanno perso il lavoro. Intende affrontare le problematiche che sono aumentate in virtù della crisi e migliorare il benessere psicologico di persone e famiglie che stanno vivendo condizioni di disagio socio economico. L’esperienza di Tessere Lavoro, ora si evolve con ‘300 più uno’. Un’esperienza, quella di Tessere Lavoro, che ha permesso di trovare poco meno di 50 posti di lavoro. Anche se non tutte con Tessere Lavoro perché le persone che si sono presentate non rientravano nelle linee guida stabilite.

    Ma come si inserisce il volontariato in questo contesto? “Continueremo ad ascoltare le persone, tenendo presente che il nostro è un colloquio diverso. – spiega Gabriella Cellamare – Prima della parte burocratica abbiamo l’ascolto che è fondamentale. L’esperienza dei volontari permette di individuare quelle che sono le cose da fare per quella singola persona. Accompagnarla in comune, darle suggerimenti, verificare che lo sgravio delle utenze sia stato fatto per fare un esempio. Al di là del progetto in sé, il volontario è importante”.

  • Caso Venturi: dopo l’assoluzione sui social si scatena la rabbia di Giorgia Benusiglio

    Caso Venturi: dopo l’assoluzione sui social si scatena la rabbia di Giorgia Benusiglio

    “Non ho parole, questa sentenza è un insulto non solo a Carlotta ma a tutte le donne picchiate, maltrattate e stalkerizzate. Ingiustizia è stata fatta”.

    Non c’è pace per la famiglia Benusiglio. Dopo la rabbia della madre della stilista 37enne che venne trovata morta nei giardini di piazza Napoli, a Milano, la notte del 31 maggio 2016, (“Spero che Carlotta non veda, non ho parole, non c’è giustizia”), è arrivata anche la reazione, pubblicata su una storia Instagram, di Giorgia Benusiglio, sorella di Carlotta, alla sentenza della Corte d’appello di Milano che ha assolto l’ex compagno, il Magentino Marco Venturi da tutte le accuse, in particolare dall’omicidio volontario e anche dal reato di morte come conseguenza di stalking.

  • Studenti del Liceo Quasimodo di Magenta sul palco del Piccolo di Milano per Vajonts 23

    Studenti del Liceo Quasimodo di Magenta sul palco del Piccolo di Milano per Vajonts 23

    Sono anni che il liceo Quasimodo di Magenta intrattiene una collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano. Lunedì sono partiti quattro pullman per l’evento Vajonts 23, a 60 anni dal disastro che costò la vita a quasi duemila persone. “Alcuni dei nostri studenti sono saliti sul palco con due insegnanti – ha commentato la preside Donata Barbaglia – per loro e per noi è stata una grande emozione.

    Rappresentazioni come quella andata in scena lunedì sera servono per interrogare le menti dei ragazzi e ricordare quali disastri può commettere l’uomo. La memoria deve aiutarci a non commettere più certi errori, anche se purtroppo la storia ci ha insegnato che non è andata così”. Un testo firmato da Marco Paolini che ha visto tra i narratori anche il Sindaco di Milano Giuseppe Sala. Un evento terminato in tutti i 130 teatri d’Italia alle 22.39 quando il monte Toc franò sulla diga. “Oltre alla ricorrenza di lunedì scorso – continua la preside – sono più di 20 anni che con il Piccolo Teatro portiamo avanti un progetto per i ragazzi. Spesso vengono organizzate delle conferenze con i collaboratori del Piccolo e, a volte, è capitato che degli spettacoli venissero organizzati appositamente per noi”. Lunedì c’erano le quinte del liceo musicale e del Classico, metà al Piccolo e metà al Carcano dove il taglio era più scientifico.

    “Il teatro – aggiunge la preside – è una forma di spettacolo che richiede una certa preparazione e altrettanta sensibilità. Crediamo molto in questo progetto che, durante il periodo precedente alla pandemia, ha raggiunto partecipazioni incredibili. Al punto che da Magenta partivamo con nove pullman alla volta di Milano. Oggi abbiamo un inevitabile calo, ma contiamo di tornare a quei livelli”. Si sceglie la commedia piuttosto che la tragedia con docenti qualificati. “Nel teatro non hai un video o un telefonino davanti, nel teatro c’è la tua testa che deve ragionare”, conclude. (Video di Marcello Stoppa Corona tratto dalla pagina fb Naviglioparlante)

  • 13 piccoli canguri trasferiti dal lago di Pusiano (Como) in Toscana

    13 piccoli canguri trasferiti dal lago di Pusiano (Como) in Toscana

    Sono stati trasferiti in Toscana 13 esemplari di wallaby (dei piccoli canguri), discendenti di due esemplari presenti dal 1991 sull’Isola dei Cipressi, sul lago di Pusiano (Como), isola di proprietà privata. Al termine di una lunga vicenda giudiziaria, gli animali sono stati prelevati dai Carabinieri forestali di Como e li hanno trasferiti in Toscana all’interno di una struttura idonea convenzionata con il Ministero dell’Ambiente, dove potranno vivere liberi e nel rispetto delle loro esigenze etologiche.

    I wallabies sono i discendenti di due esemplari che erano stati portati sull’isola nel 1991 dallo zoo di Milano e, nonostante non avessero dato alcun problema ed essendo in un ambiente delimitato, sono stati confiscati perché ne è vietata la detenzione, in quanto ritenuti animali pericolosi.

  • Dairago, studenti a scuola di sicurezza

    Dairago, studenti a scuola di sicurezza

    La sicurezza si apprende sin dalla più tenera età. Ne è consapevole il comune di Dairago che, nell’ambito del Piano per il diritto allo studio, ha deciso di proporre agli studenti dei suoi plessi il progetto “A scuola di sicurezza”.

    L’iniziativa sarà portata avanti in collaborazione con la Polizia Locale cittadina, i Carabinieri della stazione di Busto Garolfo, la Protezione civile di Dairago e i Vigili del Fuoco. “Il progetto – spiega il comune in una nota- intende promuovere la cultura della sicurezza e della salute negli ambienti di studio e di vita affinchè questa diventi non solo un’attività educativa, ma anche preventiva , mirando inoltre ad avere una nuova visione dei ruoli dei vari dipartimenti e corpi preposti a vario titolo agli interventi di emergenza”.

    E’ quindi rilevante, sostiene l’amministrazione comunale, che i giovani abbiano già salda contezza dei servizi che si occupano della sicurezza e di quando si debbano rivolgere a essi. “Gli alunni – prosegue il comune- saranno guidati a conoscere le forze che, a vario titolo, intervengono nella protezione quotidiana e, in caso di emergenza, la loro specificità e i loro interventi, e a conoscere i comportamenti corretti, da quelli da evitare nei vari ambienti e nelle varie circostanze a quelli corretti in casi di imprevisti ed emergenze”. Ai ragazzi saranno date anche indicazioni per quanto concerne le modalità di intervento per il primo soccorso.

  • 11enne abusata a Varese: indagata anche la madre

    11enne abusata a Varese: indagata anche la madre

    Le avrebbe consentito d prendere il treno da sola per andare a scuola a 11 anni. Per questo la madre della bambina adescata su Snapchat e abusata da un 25enne varesino, condannato dal Tribunale di Varese a 5 anni per abusi su minore, è finita nel registro degli indagati “per non aver vigilato – spiega l’avvocato di parte civile Massimo Tatti, che nel processo in primo grado contro il 25enne rappresentava la donna e la figlia – Come se la mia assistita avesse qualche responsabilità nell’accaduto”.

    “E’ una madre separata di 4 figli – aggiunge – . Ha permesso che la figlia compisse un breve tragitto in treno per andare a scuola. Non è certo responsabile di quello che è accaduto”. Il 25enne, arrestato lo scorso marzo senza che la Procura ne desse notizia, ha abusato sessualmente della ragazzina intercettata sui social. Lei ha detto alla mamma che andava da un’amica e la donna le ha concesso di prendere il treno “Come faceva per farla andare a scuola – spiega l’avvocato Tatti – La mia assistita ha altri tre figli. E lavora. Non avrebbe avuto la possibilità di accompagnare tutti. Il tragitto in treno era breve. In orario diurno. Ed è stata lei a capire e subito denunciare cosa era accaduto alla bambina. Perché punirla? Non è certo lei la responsabile dell’accaduto”.

    Il 25enne, fingendosi più giovane, ha convinto la ragazzina a mandargli delle foto prima e ad incontrarlo poi a casa sua “dove erano presenti le sorelle e i genitori – aggiunge l’avvocato Tatti -. Non solo. Dopo aver abusato della bambina in ogni modo, il 25enne, insieme al padre, altro adulto, hanno portato la piccola a mangiare una pizza. Ma la mia assistita è finita nel registro degli indagati perché, dovendo lavorare, le faceva prendere un treno. Francamente mi pare inaccettabile”.

  • Riti satanici e messe nere: Procura Milano chiede condanne sino a 8 anni

    Riti satanici e messe nere: Procura Milano chiede condanne sino a 8 anni

    Il pm di Milano Stefano Ammendola ha chiesto condanne fino ad 8 anni di reclusione per i due genitori affidatari a processo con rito abbreviato, davanti al gup Sofia Fioretta, con l’accusa di riduzione in schiavitù perché per circa 15 anni, tra il 2000 e il 2015, avrebbero costretto una giovane, ospitata nella loro casa quando era appena maggiorenne, a subire “violenze sessuali, anche di gruppo”, anche in “un contesto di riti satanici e messe nere”.

    Nel processo la donna, che ora ha 41 anni, è assistita dal legale Massimo Rossi come parte civile e ha presentato una richiesta di risarcimento danni per milioni di euro. La vicenda, con indagini della Dda di Milano, era venuta a galla quasi un anno fa e a novembre 2022 il Tribunale del riesame milanese aveva revocato la misura dell’obbligo di dimora e di divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico per i due coniugi. Per l’uomo il pm ha chiesto oggi 8 anni di reclusione, mentre per la moglie sono stati chiesti 6 anni.

    La Procura contesta agli indagati di aver esercitato sulla donna “poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà”. Nel 2002 dalle violenze, anche psicologiche, subite dalla giovane da parte del genitore affidatorio, a cui viene contestato anche il reato di violenza sessuale di gruppo, è nato un figlio. I genitori hanno sempre negato sostenendo che le denunce della donna sono “tutta una invenzione”. Il caso ha avuto un iter giudiziario travagliato con denunce presentate dalla donna anche fuori dalla Lombardia e indagini che erano state archiviate. La sentenza nel processo milanese è prevista per fine mese.

  • Ladri di rame al cimitero di Magenta: scoperchiate almeno cinque cappelle

    Ladri di rame al cimitero di Magenta: scoperchiate almeno cinque cappelle

    I ladri sono entrati l’altra notte al cimitero di Magenta e hanno trafugato il rame da almeno cinque cappelle. E’ l’ennesimo danno per i proprietari costretti a sobbarcarsi spese per migliaia di euro. “Nel mio caso – racconta una donna – hanno asportato la tettoia di rame e hanno lasciato il cornicione di rame. Abbiamo dovuto provvedere subito alla sistemazione perché rappresentava un pericolo. I ladri, prima di andarsene, hanno lasciato il piede di porco e un paio di forbici sulla tettoia”.

    Soltanto un paio di settimane prima era avvenuto un altro furto, in un’altra zona del cimitero. “Abbiamo provveduto alla segnalazione all’ufficio competente del comune e alla Polizia locale – continua – ma le spese sono a carico nostro perché si tratta di una cappella privata. A questo punto non metteremo più il rame, ma il catrame. Troppo alto il rischio di subire ancora furti. Una maggiore sicurezza sarebbe da auspicare, sia in orario notturno che in quello diurno. Quando al cimitero, in alcune zone, non c’è nessuno”.

  • Corsico, furti di auto: tre arresti dei Carabinieri

    Corsico, furti di auto: tre arresti dei Carabinieri

    I carabinieri della Compagnia di Corsico hanno arrestato, per furto di tre autovetture, un 28enne, un 22enne ed un 57enne, tutti italiani con precedenti. I Carabinieri hanno individuato i tre soggetti che, nella notte tra il 5 ed il 6 ottobre a Milano, si sono resi responsabili del furto di tre autovetture, di cui una asportata in via Zanella e rinvenuta in via madre Teresa di Calcutta, una asportata in via Sidoli e rinvenuta in via Valsesia ed una asportata in via Manzoni e rinvenuta in quella via san Romanello.

    Le perquisizioni personali e domiciliari hanno consentito di rinvenire numerosi oggetti utili per il furto di auto tra cui due disturbatori di frequenza, 33 adesivi di lettere e numeri per falsificare targhe, un rilevatore di radiofrequenze, una radio portatile sintonizzata su canali in uso alle forze di Polizia, 57 chiavi vergini di autovetture varie, 8 centraline bypass, 4 centraline de-codificate. Le autovetture sono state recuperate e restituite ai proprietari. Gli arrestati sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza.

  • Novara, 2 chili e mezzo di droga in casa: 20enne arrestato dalla Polizia

    Novara, 2 chili e mezzo di droga in casa: 20enne arrestato dalla Polizia

    La Polizia di Novara, nella giornata del 10 ottobre, nell’ambito di servizi finalizzati al contrasto del fenomeno e dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha arrestato un 20enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

    Il ragazzo era stato già denunciato per aggressione. Gli agenti, a seguito di perquisizione personale e locale, hanno trovato, all’interno dell’abitazione di residenza, circa un 1,5 kg di hashish, 1kg di marijuana, materiale da confezionamento, per la pesatura e circa 2.000 euro.