Categoria: Cronaca

  • Casa, Idealista: a giugno 14% vendute in meno di una settimana, tramite la piattaforma di annunci dedicata

    Uno studio pubblicato da idealista rileva che il 14% delle case vendute tramite la piattaforma di annunci durante il mese di giugno era sul mercato da meno di una settimana.

    ROMA – Un altro 11% di abitazioni ha impiegato da una settimana a un mese per essere venduto; il 38% da uno a tre mesi; Il 27% tra tre mesi e un anno e l’11% più di un anno. I casi di “vendite express” sono più frequenti soprattutto nei grandi mercati, con le percentuali più alte di vendite in meno di una settimana a Verona, con il 36%, seguita da Trieste (35%) e Milano, dove il 29% dei venditori hanno trovato un acquirente in meno di 7 giorni. Seguono Firenze (28%), Palermo (27%), Parma (26%), Padova (25%) e Ravenna (25%) dove praticamente 1 abitazione su 4 viene venduta in modo rapido. Con un tasso superiore alla media nazionale troviamo altri 18 mercati tra i quali spiccano Roma (24%), Bologna (20%) e Napoli (17%).

    Novara è l’unica città che si attesta sulla stessa media nazionale del 14% di vendite lampo. Il 70% dei mercati (65 città capoluogo) si collocano sotto questa soglia con agli estremi Ferrara, Pesaro, Vicenza, Venezia, Cagliari, Arezzo, Siena, Piacenza e Pisa con il 13% del mercato express e, dall’altro lato, Caltanissetta (1%), Teramo (2%) e Chieti (3%) nella parte più bassa del ranking.

  • Turismo, Federalberghi: 34,7 mln di italiani in vacanza Il 41% resterà a casa.

    I motivi? Principalmente economici

    MILANO – Saranno 34,7 milioni gli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una vacanza fuori casa durante il periodo estivo, dormendo almeno una notte fuori casa. Secondo quanto emerge dall’indagine della Federalberghi sul movimento turistico degli italiani nell’estate 2023, il 58,8% della popolazione, tra maggiorenni e minorenni, ha già fatto una vacanza nel mese di giugno o si appresta a farla nei mesi di luglio, agosto e di settembre.

    Ma c’è una buona parte della popolazione – il 41,1% – che non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per motivi economici (48,2%), per motivi familiari (22,5%), per impedimenti di salute (16,1%), perché si andrà in vacanza in un altro periodo (9,6%). La maggioranza dei vacanzieri (56,3%) passerà da 4 a 7 notti fuori casa o farà vacanze più lunghe (25,8%). Invece, coloro che passeranno o si potranno permettere un week end o poco più saranno il 17,9%. L’89,6% degli italiani per la propria vacanza estiva principale rimarrà in Italia. Tra questi, il mare si conferma la meta preferita (82,3%), seguito dalla montagna (8,5%) e dalle città d’arte (2,7%). Anche tra chi si recherà all’estero (10,4%), sarà il mare ad attirare maggiormente (59,7%), soprattutto in paesi vicini allo Stivale.
    La spesa media complessiva (comprensiva di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) stimata per tutto il periodo estivo si attesta sugli 972 euro a persona. Il giro d’affari complessivo è di 33,8 miliardi di euro. La vacanza principale costerà 884 euro a chi rimane in Italia e 1.394 euro a chi va all’estero. Questo risultato sarebbe potuto essere ancora maggiore se non fosse stato per l’aumento dei prezzi che sta caratterizzando questo periodo. Infatti, proprio a causa dell’inflazione, un terzo dei vacanzieri (32,8%) ha deciso di ridurre la spesa per questa vacanza e il 13,6% è stato indotto a ridurre la durata del viaggio. La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 29,1% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 28,2% al pernottamento, il 21% alle spese di viaggio, il 9,2% allo shopping e il 12,5% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite). Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, l’albergo rimane la scelta privilegiata, con il 26,3% delle preferenze insieme alla casa di parenti o amici (26,3%).
    Seguono, il b&b (19,9%), la casa di proprietà (13,6%) e l’agriturismo (5,6%). Quanti ai mesi più gettonati per andare in vacanza, l’1,4% degli italiani che hanno effettuato o effettueranno un periodo di ferie principale durante l’estate 2023 ha scelto il mese di giugno per la propria vacanza principale; agosto si conferma il mese leader, con il 77% degli italiani che lo scelgono per la propria vacanza principale, seguito dal mese di luglio, che fa registrare un 17,6%, mentre il 4% di chi andrà in vacanza ha preferito settembre. Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si lasciano guidare nel 76,9% dei casi dalla ricerca delle bellezze naturali del luogo, nel 37% dall’abitudine, nel 29% dalla voglia di relax e nel 23,6% dalla facilità di raggiungimento della destinazione. Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno a passeggiate (77,3%), serate con gli amici (61,1%) e ad escursioni e gite per conoscere il territorio (54,9%). Il 55,1% dei vacanzieri utilizzerà la propria macchina per recarsi presso il luogo della vacanza. Il 31,6% viaggerà in aereo e il 5,1% in nave. La comodità ha prevalso nella scelta del mezzo (66,2%)

  • Stuprata mentre faceva jogging: confessa il 26enne marocchino fermato dai CC

    Abdelfatah Ennakach ha confessato di aver violentato lo scorso 23 dicembre la donna di 40 anni che stava facendo jogging nella zona Cascina Nesporedo, a Locate Triulzi (Milano). Le ammissioni del 26enne, fermato il 25 luglio dai carabinieri a San Donato Milanese, sono state fatte nel corso dell’udienza di convalida davanti alla gip Daniela Cardamone. “Non la conoscevo e sono dispiaciuto per quanto successo”, ha detto Ennakach, difeso dall’avvocato Massimiliano D’Alessio.

    LOCATE TRIULZI MI – La donna ha raccontato che, mentre stava correndo nei pressi della cascina, è stata aggredita “di sorpresa alle spalle” dall’uomo che le ha chiuso “la bocca per impedirle di urlare” e di “chiedere aiuto”. E l’ha, poi, “trascinata con forza nella boscaglia”. La vittima, dopo aver chiamato i carabinieri, è riuscita a fornire una sommaria descrizione del violentatore. Le indagini sono partite da alcuni oggetti sequestrati in quell’area: uno scontrino, una busta e una vaschetta.

    Poi gli investigatori hanno effettuato una serie di appostamenti e raccolto informazioni nella zona, territorio di spaccio. Sono riusciti così a risalire all’utenza telefonica di uno dei pusher più attivi, proprio il 26enne marocchino, e i tabulati hanno confermato che l’utenza quel giorno era nella zona della violenza sessuale. E sono stati sentiti, poi, alcuni ‘clienti’ dello spacciatore, che si faceva chiamare “zio” o “Abdul” e che aveva anche un alias di copertura. Dopo quel fatto del 23 dicembre, ha raccontato una testimone, era “sparito dalla circolazione”. Anche altri testi, sempre suoi clienti, hanno evidenziato il suo “atteggiamento sessualmente molesto”. Una donna ha messo a verbale che nei primi giorni di gennaio sarebbe stata molestata da lui.

    In un caso aveva pure già tentato di “trascinare via” una donna. Poi, gli esiti degli accertamenti scientifici del Ris di Parma sulle impronte trovate sugli oggetti sequestrati, in particolare sulla vaschetta, hanno confermato che un’impronta apparteneva al 26enne. E le analisi delle tracce biologiche, infine, hanno fornito un’ulteriore certezza sull’identificazione. Il giudice nel disporre il carcere spiega che il giovane, irregolare e senza fissa dimora, potrebbe scappare e commettere altri abusi. Ha agito, scrive il gip, con una “modalità rapida” e con una “accurata scelta della vittima”, quando “non c’erano persone presenti” nella zona.

  • Besate, sabato alle 11 i funerali di Gianni Beltrami. Il cordoglio bipartisan della politica

    BESATE Da ieri mattina il Presidente Gianni Beltrami sarà in camera mortuaria a Motta Visconti, aperta dalle 8,30 alle 18.30, in viale Contessa G. del Marino 2 (di fronte al cimitero). I funerali si terranno invece sabato mattina alle ore 11.00 a Besate, nella Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo, piazza Don Zanatti 8.

    Stanno arrivando molte reazioni e partecipazioni al dolore per la morte improvvisa di Gianni: segno evidente della stima di colleghi ma anche degli avversari politici.

    “Oggi se ne va un Amico, un appassionato e amante vero della politica e del territorio. Fino all’ultimo ho sperato che tu potessi farcela, anche perché dovevamo incontrarci dopo quella visita di controllo… invece questa volta non ce l’hai fatta e ci hai lasciati tutti senza parole… Ciao Gianni riposa in pace”, scrive il sindaco di Ozzero Guglielmo Villani.

    “Lo ricordo dietro alla sua scrivania in Villa Castiglioni, quando mi convocó come assessore per risolvere una bega amministrativa per cui il Parco doveva pagare degli interessi senza motivo. Il tono passó dal rimprovero, allo scambio amichevole dopo oltre un’ora di discussione. Aveva, anche per la dimensione professionale che aveva vissuto come bancario, a cuore i conti e il modo con cui si spendevano i soldi.
    Al tempo stesso capitava anche di vederlo pingere quando, commosso, ringraziava i suoi dipendenti e in particolare modo le sue guardie del Parco Lombardo della Valle del Ticino o quando chiamò il poeta abbiatense Da Col per lo scambio di auguri natalizi alla fagiana per delle letture augurali.
    Ci siamo sentiti fino all’ultima Pasqua quando, non mancando mai di ricambiarmi gli auguri, mi aveva mandato i suoi a nome suo e di sua moglie a cui vanno le mie condoglianze.
    Un ricordo umano che mi porterò per tanto tempo”, aggiunge l’esponente del Pd di Magenta, Enzo Salvaggio.

    E’ fuori dubbio che Gianni mancherà, e tanto. Non solo ai suoi cari.

  • Comazzi: sconcertante sfrattare Le Trottoir, casa di Andrea Pinketts. Ha ragione

    MILANO “Una decisione che mi lascia sconcertato. Solo due anni fa “Le Trottoir” di Piazza XXIV Maggio riceveva l’Ambrogino d’Oro e ora il Comune vuole sfrattarlo dai suoi storici locali. È inaccettabile”.

    Commenta così il consigliere comunale di Forza Italia e assessore regionale al Territorio e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi, la notizia dello sfratto dello storico locale della zona navigli da parte dell’Amministrazione milanese. “Il locale non ha debiti di alcun tipo ed è in regola con i pagamenti. Da più di trent’anni è parte della memoria storica e culturale di tutti i milanesi: qui veniva a scrivere il grande Andrea Pinketts e Philippe Daverio teneva lezioni gratuite. E ora il Comune di Milano vuole far chiudere definitivamente questo luogo. A nulla sono serviti gli appelli dei proprietari, il sindaco Sala infatti ha fatto orecchie da mercante alle lettere inviate e ora si rischia di perdere un altro tassello fondamentale della storia della città. Non possiamo permettere che ciò accada” conclude Comazzi.

    Un locale mitologico, così considerano Le Trottoir quelli che lo amano. E sono in tanti, anzi tantissimi. Siamo negli anni ’90 e il locale all’epoca si trovava in Corso Garibaldi. La sua insegna verde (ma non solo) è entrata nella memoria collettiva. Le Trottoir è il locale degli artisti e non poteva quindi nascere che in Brera, da sempre il quartiere bohemiens di Milano. E qui, di artisti, ne sono passati a manciate.

    L’indimenticabile Andrea Pinketts l’aveva destinato a luogo in cui scrivere fin dal primo giorno in cui vi mise piede, Philippe Daverio vi teneva lezioni gratuite sull’arte per tutti gli appassionati. Come si può pensare di sfrattare un’icona?

  • Boffalora, incidente frontale: 4 feriti

    BOFFALORA Incidente a Boffalora sopra Ticino verso le 17.30 di ieri. Due i veicoli coinvolti provenienti in senso opposto che si sono scontrati frontalmente all’altezza di via Circonvallazione incrocio con via San Defendente. La dinamica è ancora da chiarire.

    Dalle prime informazioni uno dei due veicoli avrebbe svoltato a sinistra senza accorgersi che arrivata un’altra auto. L’impatto frontale è stato praticamente inevitabile. Tre gli equipaggi dei vigili del fuoco intervenuti, oltre all’autoinfermieristica e agli equipaggi della Croce Azzurra di Buscate e della Croce Bianca di Magenta. I rilievi sono stati effettuati dalla Polizia locale di Boffalora sopra Ticino. Quattro le persone che hanno riportato ferite. Due sono stati trasferiti all’ospedale di Legnano in codice giallo e gli altri due a Magenta. 

  • Rissa con machete a Rozzano-Gratosoglio, il Giudice: agito per pura rivalsa

    MILANO ROZZANO Le 14 persone arrestate oggi per la violenta rissa con colpi di pistola e machete, avvenuta la notte tra il 6 e il 7 aprile scorsi nel quartiere Gratosoglio di Milano, hanno agito ”per mero senso di rivalsa reciproca”.

    Lo scrive il gip Anna Magelli nell’ordinanza di custodia cautelare, con cui dispone il carcere per undici persone e gli arresti domiciliari per altre tre. Gli arrestati – hanno ricostruito le indagini condotte dalla squadra Mobile – fanno parte di due fazioni contrapposte, una del Gratosoglio e l’altra nel confinante comune di Rozzano, in lotta tra loro per il controllo del territorio. Sono gravemente indiziati dei reati di rissa, lesioni gravi, porto abusivo di arma da sparo ed esplosioni pericolose in luogo pubblico. Gli scontri, iniziati a Rozzano con l’aggressione di un ragazzo colpito ai denti con il calcio di una pistola, sono proseguiti nella notte in via Costantino Baroni, a Milano, con l’uso di armi da fuoco, coltelli, spranghe e bastoni. Due le persone ferite in modo grave: un 25enne albanese, colpito al volto con un machete e ricoverato poi in codice rosso all’ospedale Humanitas, dove è stato sottoposto a più interventi chirurgici all’occhio sinistro, a cui ha subito un grave indebolimento permanente. L’altro è un italiano di 48 anni, che ha perso due incisivi superiori dopo essere stato colpito diverse volte alla testa e al volto, a capo della fazione di Rozzano, insieme al fratello di 44 anni, a cui prima della rissa aveva scritto per messaggio: ”Piglia due o tre mazze da baseball per sfondare tre coglioni”.

  • Maltempo, Regione Lombardia fa la stima dei danni: 168 milioni

    MILANO “La stima dei danni da maltempo nella nostra Regione che ho anticipato martedì in Consiglio è stata già ampiamente superata ed è destinata a crescere. Ad oggi, infatti, i danni segnalati per il maltempo da parte di 117 enti hanno già superato i 168 milioni di euro, di cui 77,3 per il comparto pubblico e 91,4 per il comparto privato, nonostante manchino ancora le quantificazioni di numerosi Comuni, tra i quali la città di Milano e i centri dell’hinterland, tra i più duramente colpiti dalla grandinata di due giorni fa, che indubbiamente incideranno in modo significativo facendo lievitare l’entità dei danni”.

    Lo fa sapere l’assessore regionale alla Protezione Civile e Sicurezza, Romano La Russa.

    I Comuni hanno sette giorni di tempo per presentare a Regione Lombardia la prima stima dei danni subiti sul proprio territorio attraverso la compilazione della scheda A sul portale regionale Ra.S.Da. – RAccolta Schede DAnni. Un flusso continuo di informazioni dal territorio che si sta aggiornando di ora in ora e sul quale sono al lavoro i tecnici della Protezione Civile, supportati da ARIA.

    “Desidero ringraziare tutta la struttura della Protezione Civile regionale che si sta prodigando senza sosta in questi giorni complicati – ha sottolineato La Russa – i volontari, i sindaci, le Province e tutti gli operatori intervenuti senza dimenticare i nostri dirigenti e i tecnici stanno dando un apporto fondamentale per uscire dalla fase dell’emergenza”.

    Ad oggi il territorio provinciale che ha segnalato il numero più consistente di danni, che superano i 64 milioni di euro, è Mantova, sferzata da una violenta grandinata già una settimana fa. Seguono i territori della provincia di Varese con una stima parziale dei danni attestata ad oltre 52 milioni di euro, poi quelli di Brescia con 22 milioni di euro e Como con quasi 13 milioni.

    Ecco i fondi richiesti per provincia:

    BERGAMO: 6.739.739 euro
    BRESCIA:22.640.555,54 euro
    COMO: 12.959.547,72 euro
    LECCO: 5.545.429,31 euro

    SONDRIO: 1.849.120,47 euro
    VARESE: 52.200.000 euro
    MILANO: 685.254,08 euro
    CREMONA: 1.713.300 euro
    MANTOVA: 64.009.499,99 euro
    MONZA E BRIANZA 359.615

    TOTALE: 168.702.061,11.

  • Faccia da lettore da giornale scomparso….. i tempi della comunicazione che cambiano

    Il mio grande ritorno sul set non ha dovuto attendere troppo e oggi di buona mattina mi sono recato alla stazione di Trecate …. Il chiosco di vendita giornali e sigarette chiuso…

    Ho preso il treno, la metro per un bel percorso e sono arrivato al teatro di posa dove dovevo interpretare un venditore di panini…
    Forse è già da un bel pò di tempo che questo accade ma l’ho notato molto oggi …
    Un utilizzo importante di quasi o più di 1 ora di strada senza vedere nemmeno un essere umano con in mano un giornale o rivista o supporto cartaceo…
    Siamo diventati tutti ecologisti o tecnologici o preferiamo parlare da soli o con il nostro compagno di viaggio?
    Siamo più comodi a dare spazio a Morfeo senza paura di un furto o scippo…???
    La cosa mi sembra molto particolare e segna il tempo che passa e la fine di una abitudine forse troppo costosa e obsoleta?
    La notizia deve esser fresca e fatta al minuto senza più bisogno di troppa preparazione.
    Le versioni web sono più economiche ed esaustive …
    Ricordo in passato dove vedere una stazione voleva dire avere la sicurezza di trovare un edicolante e un pozzo di fortuna…

    Quello che però volevo mettere in evidenza è la grande fetta di palinsesto per fare veder prime pagine di quotidiani senza lettori o limitati ad un club!!

    Forse il quotidiano molto spesso può portare ad essere additato se non consono all’ambiente o può creare imbarazzo o malinteso…
    Può fare avere un giudizio o troppo alto o non veritiero.
    Meglio un più anonimo smartphone o tablet…
    In passato per passare inosservato si prendeva un giornale da leggere oggi attiri l’attenzione di più di essere nudo…

    Le nostre notizie devono essere nude e crude e in 30 battute di ali o X …
    I motivi di una crisi sono molti: il costo prima di tutto ma anche il senso unico della notizia??? No quella non attira più …

    Poi opinionisti??? O supporter o tifosi… Molti giornali senza neanche vederli sai già cosa hanno dentro. Forse l’evento sorpresa potrebbe tirare su le vendite al lumicino.
    Ma non ci credono neppure gli editori.
    Forse ormai neanche più i bar comprano i giornali perché i clienti se lo rubano e litigano
    Forse lo prendono solo le tv: un altro media che non ha ancora tirato il gambino ma quasi

    Oggi sul set ero l’unico a vedere anche la tv generalista…gli altri la usano per vedere piattaforme e web …
    Ma sia i giornali che le tv ballano mentre affondano…….meglio veder morire la madre che i figli…perdere il potere.

  • Arluno, carta solidale per 135 famiglie

    ARLUNO – In tutto, in paese, sono 4414. Alcune possono fronteggiare con le spalle larghe il momento difficile per la loro benestanza economica, altre non nuotano nell’oro ma tutto sommato riescono ad andare avanti, altre ancora, invece, abbisognano di un sostegno per potersi permettere anche i generi di prima necessità.

    A queste ultime famiglie si è rivolta la Carta Solidale che ad Arluno sarà destinata a 135 di esse. A individuare i nuclei familiari arlunesi destinatari del beneficio introdotto dal Governo è stato direttamente l’Inps che ha verificato l’esistenza dei nuclei composti da almeno tre persone e il cui Isee non è superiore a 15 mila Euro. La precedenza nell’erogazione sarà per quanti hanno componenti in famiglia nati tra 2009 e 2023. Poi saranno considerati i nuclei con nati tra 2005 e 2009 e infine quelli con componenti familiari nella Dsu inferiori a tre e con Isee crescenti. L’importo a disposizione dei beneficiari sarà di 382,50 Euro e sarà spendibile per generi alimentari di prima necessità.

    Cristiano Comelli