MILANO ROZZANO Le 14 persone arrestate oggi per la violenta rissa con colpi di pistola e machete, avvenuta la notte tra il 6 e il 7 aprile scorsi nel quartiere Gratosoglio di Milano, hanno agito ”per mero senso di rivalsa reciproca”.
Lo scrive il gip Anna Magelli nell’ordinanza di custodia cautelare, con cui dispone il carcere per undici persone e gli arresti domiciliari per altre tre. Gli arrestati – hanno ricostruito le indagini condotte dalla squadra Mobile – fanno parte di due fazioni contrapposte, una del Gratosoglio e l’altra nel confinante comune di Rozzano, in lotta tra loro per il controllo del territorio. Sono gravemente indiziati dei reati di rissa, lesioni gravi, porto abusivo di arma da sparo ed esplosioni pericolose in luogo pubblico. Gli scontri, iniziati a Rozzano con l’aggressione di un ragazzo colpito ai denti con il calcio di una pistola, sono proseguiti nella notte in via Costantino Baroni, a Milano, con l’uso di armi da fuoco, coltelli, spranghe e bastoni. Due le persone ferite in modo grave: un 25enne albanese, colpito al volto con un machete e ricoverato poi in codice rosso all’ospedale Humanitas, dove è stato sottoposto a più interventi chirurgici all’occhio sinistro, a cui ha subito un grave indebolimento permanente. L’altro è un italiano di 48 anni, che ha perso due incisivi superiori dopo essere stato colpito diverse volte alla testa e al volto, a capo della fazione di Rozzano, insieme al fratello di 44 anni, a cui prima della rissa aveva scritto per messaggio: ”Piglia due o tre mazze da baseball per sfondare tre coglioni”.