MILANO “La concezione dell’economia di mercato che ha prevalso negli ultimi quarant’anni, il neoliberismo, non ha dato risultati positivi” nel perseguimento di una “società buona”, rivelandosi “poco sostenibile dal punto di vista economico, sociale, politico e ambientale”, creando “enormi disuguaglianze sociali”.
È uno dei passaggi della Lectio Cathedrae Magistralis pronunciata dal Premio Nobel per l’Economia 2001 Joseph Eugene Stiglitz ieri a Milano all’Università Cattolica del Sacro Cuore. “L’aumento delle diseguaglianze economiche e sociali che il neoliberismo ha favorito rappresenta l’antitesi di ciò che si potrebbe pensare come una buona società”, ha detto Stiglitz che ha criticato “i sostenitori del capitalismo senza vincoli”. Per Stiglitz “il capitalismo senza vincoli limita la libertà della maggior parte degli individui di realizzare pienamente il proprio potenziale. Il vero pericolo del neoliberismo è la distruzione dei valori e l’indebolimento delle libertà”. Secondo il premio Nobel, “il capitalismo sta creando un tipologia di uomo che finirò per divorare lo stesso capitalismo” che “senza riforme potrebbe non essere sostenibile”. L’alternativa è il “capitalismo progressivo”, una concezione dell’economia di mercato che offre la “promessa di un’economia prospera in una società giusta, libera, e inclusiva” e “comporta un migliore equilibrio tra Stato, mercato e società civile, con una serie di accordi istituzionali, tra cui cooperative e istituzioni no-profit”. Il professore della Columbia University ha chiosato dicendo che “il capitalismo progressivo può funzionare solo in uno Stato democratico; e uno Stato può essere veramente democratico solo con sistemi di pesi e contrappesi, che non funzionano se non ci sono adeguati sistemi di controllo”.