Sempre a proposito del rapporto tra Islam e Occidente, ci pare interessante proporre il pensiero dell’amico eurodeputato di Fratelli d’Italia, Vincenzo Sofo, su quanto accaduto di recente in Svezia.
Alcune decine di persone hanno fatto irruzione giovedì nell’ambasciata svedese a Baghdad, in Iraq, per protestare contro il governo svedese e la decisione di permettere una manifestazione a Stoccolma in cui mercoledì era stato bruciato il Corano.
I manifestanti si sono radunati su indicazione del predicatore sciita Muqtada al Sadr, sono entrati nell’edificio che ospita l’ambasciata svedese con cartelli di protesta e urlando slogan in difesa del Corano: dopo circa quindici minuti, quando sono intervenuti alcuni agenti di sicurezza, hanno lasciato l’ambasciata.
Di seguito la riflessione di Vincenzo Sofo.
“Bruciare il Corano davanti a una moschea NON È un atto identitario e non servirà a risollevare la civiltà europea.
Servirà solo a fare sempre più dell’Europa un simbolo del rigetto di ciò che è identità e spiritualità (a partire dal cristianesimo) in nome del laicismo e del materialismo. Distruggendo ogni possibile punto di incontro con quei mondi che si trovano al di là del Mediterraneo e sempre più a casa nostra e con i quali dovremo dunque sempre più avere a che fare. E aumentando anzi il solco che alimenta lo scontro di civiltà.
Il tutto dando occasione a potenze straniere di inserirsi in questo scontro ponendosi come difensori di queste comunità presenti in Europa, utilizzando questo ruolo per aumentare la propria influenza negli affari europei.
E infatti Turchia e Marocco, a differenza dei paesi europei che mai si schierano a difesa dei cristiani nel mondo, si sono subito schierate a difesa dei musulmani presenti in Europa.
L‘Europa non la risolleviamo bruciando i simboli identitari degli altri ma tornando ad amare, a valorizzare e a difendere i simboli identitari che ci appartengono”.
