L’incendio nella Rsa di Milano, un’operatrice: eravamo pochi a lavorare

MILANO Nella Rsa di Milano dove stanotte è divampato un incendio che h causato sei morti e 80 feriti ”gli operatori erano troppi pochi”. A dirlo è Elsa (nome di fantasia, ndr), operatrice asa nella Casa per i Coniugi di via dei Cinquecento.

La donna racconta della notte scorsa, quando ha ricevuto una chiamata dalla struttura: “Io non ero di turno – dice -. Mi hanno chiamata al telefono questa notte dalla reception verso le 3.30. Era la mia collega della rsa che piangeva disperata chiedendomi di venire a dare una mano perché era scoppiato l’incendio in un reparto. Urlava e piangeva e mi chiedeva: ”ti prego corri”. E soprattutto ”chiama qualcuno che abita qui vicino”. Infatti io ho contatto le altre colleghe, molte sono venute in taxi. Io sono arrivata di corsa e ho trovato già tutti qui i vigili del fuoco, polizia, carabinieri”. Quindi, aggiunge, ”sono salita di corsa al primo piano; ci hanno subito chiesto di spostare e trasferire gli ospiti da un reparto all’altro per ripararli. Abbiamo trasferito letti, carrozzine. Eravamo tutti molto agitati. Gli operatori che avevano lavorato la notte erano distrutti. Loro si sono preoccupati degli ospiti e li hanno accuditi rischiando la loro stessa vita, sono stati i primi”. Il primo piano del palazzo ”era invaso dal fumo, l’odore era molto forte. I pompieri ci hanno dato le indicazioni su cosa dovevamo fare e come dovevamo comportarci. I miei colleghi dicono che gli allarmi antincendio comunque avevano suonato. E da lì hanno chiamato i pompieri”. Qualcuno le chiede se quando è entrata si è resa conto che stava rischiando la vita: ”Si, ma io lavoro qui da tanti anni. Mio marito ha anche provato a bloccarmi quando volevo uscire di casa. Era disperato, mi ha detto: ‘sono le 3.30, dove vai?’, ma io gli ho risposto: ‘non mi interessa, devo andare’”. Quando sono arrivata, continua Elsa, ”con i rinforzi eravamo tantissimi, ma all’inizio erano in pochi, di solito la notte siamo 5 operatori. Prima del Covid eravamo l due, dopo di che in uno per reparto. Abbiamo anche fatto una riunione nell’ambito del sindacato perché anche noi abbiamo paura di accudire così tanti ospiti di notte. La risposta dell’rsa è stata che stavano vedendo, che dovevamo portare pazienza e che avrebbero sistemato”. Alcune delle persone che hanno perso la vita, ”le conoscevo -aggiunge poi-; del resto io lavoro qui da più di dieci anni, per me erano diventate persone di famiglia. Se sono uscita nel mezzo della notte, rischiando la vita -dice tra le lacrime- vuol dire che ci tengo”. In passato Elsa avevo lavorato anche nel reparto da quale si sono propagate le fiamme; i cronisti allora le chiedono se si sia fatta un’idea di cosa sia potuto succedere in quella stanza: ”Io so che quella ospite fumava -dice sottovoce-. Non so se fumasse anche in camera, ma tutti sapevano che fumava; so che a volte fumava anche di nascosto. E’ possibile che lo abbia fatto anche stanotte”