MILANO “L’Ats Città Metropolitana di Milano vuole rassicurare gli operatori della Continuità assistenziale e i cittadini di Milano: con la nuova organizzazione della ex Guardia medica, il servizio non solo sarà garantito, ma migliorato e reso più capillare ed efficiente”.
Replica così l’Agenzia di tutela della salute della metropoli lombarda alla nota firmata da 124 medici impegnati nel servizio che hanno espresso perplessità sulla riorganizzazione che debutterà in questi giorni e si sono detti preoccupati per il possibile impatto sulla qualità dell’assistenza offerta, avanzando in particolare 3 richieste: la previsione di 4 centrali uniche e non una sul territorio della città, il mantenimento di 23 medici in postazione di notte fino all’1.30 (e almeno 16 dopo); l’adeguamento della retribuzione oraria. L’Ats porta i suoi numeri per spiegare la ragione del nuovo assetto, assicurando che si è operato “all’interno degli accordi nazionali e regionali” e che le chiamate dopo mezzanotte saranno al massimo una ogni 50 minuti, in media. “Tempi congrui”, sostiene l’agenzia. Viene fatto anche un raffronto fra il prima e il dopo la riorganizzazione: secondo i dati raccolti nel 2023, si legge in una nota diffusa dall’ente, “nei giorni feriali” ora “ogni operatore riceve una chiamata ogni 42 minuti nella fascia oraria 20-24, mentre nella fascia 24-8 l’intervallo sale a 222 minuti (una chiamata ogni 3 ore e 42 minuti); nei giorni festivi, invece, ogni operatore riceve una chiamata ogni 42 minuti nella fascia oraria 20-24, mentre nella fascia 24-8 una chiamata ogni 113 minuti (un’ora e 53 minuti)”. Con la nuova organizzazione della continuità assistenziale, “un operatore riceverà una chiamata ogni 35 minuti nella fascia 20-24 sia nei giorni festivi sia nei giorni feriali, una chiamata ogni 51 minuti nella fascia 24-8 nei giorni festivi e una chiamata ogni 111 minuti (un’ora e 51 minuti) nella fascia 24-8 nei giorni feriali. Si tratta di tempi più che congrui per svolgere un’attività di risposta telefonica e anche per poter svolgere una televisita attraverso gli strumenti di telemedicina previsti dalla nuova Centrale UniC.A”, dice l’Ats