Rogo Rsa Milano: perizia per capire se morti evitabili

MILANO Martedì 25 luglio con il sopralluogo nell’area della rsa ‘Casa dei coniugi’ a Milano e l’eventuale prelievo di reperti utili inizierà la perizia per stabilire le cause dell’incendio in cui hanno perso la vita sei anziani lo scorso 7 luglio.

Il consulente della procura – il professore Davide Luraschi del Politecnico di Milano – potrà essere affiancato dai consulenti degli indagati, sei in tutto oltre alla cooperativa Proges che deve rispondere della legge 231 che disciplina la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi. Gli accertamenti tecnici irripetibili sono stati stabiliti dai pm Sara Arduini e Maura Ripamonti per “ricostruire come si è sviluppato e propagato negli ambienti” l’incendio, oltre che per “sottoporre a esame le misure di prevenzione antincendio attuate presso la struttura e la loro idoneità” rispetto a quanto è successo dieci giorni fa. Gli accertamenti riguarderanno in particolare a stanza numero 605 da cui sono divampate le fiamme. Tra i quesiti c’è la necessità di capire “quali caratteristiche hanno avuto i fumi che ne sono derivati e come e con quali tempi si sono propagati nella struttura”, ma anche “le disposizioni organizzative, le attrezzature e i dpi disponibili, il numero di addetti presenti e la loro formazione” con l’obiettivo di chiarire “se si tratta di misure conformi ai modelli normativi e idonee ai fini della prevenzione di incendi del tipo di quello che si è verificato”. Gli accertamenti dovranno stabilire i materiali di composizione dei materassi e della biancheria dei letti delle prime due donne morte per le fiamme, “specificando se fossero o meno ignifughi”, inoltre “quali misure preventive del rischio antincendio – ivi comprese misure tecniche, organizzative e formative del personale – sarebbero state doverose in relazione alle caratteristiche della struttura, al numero e alle condizioni dei degenti, valutando anche il caso di indisponibilità dell’impianto di rilevazione fumi” che non funzionava da mesi.

Ai consulenti viene inoltre chiesto “se la presenza di un impianto di rilevazione fumi in piena efficienza avrebbe potuto evitare il decesso di tutte o di una parte” delle persone che hanno perso la vita o “se attraverso quali misure preventive l’incendio avrebbe potuto essere evitato o quantomeno contenuto, in termini di intensità, durata ed effetti, con specifico riguardo alla propagazione ed alle caratteristiche dei fumi”. Domande a cui gli esperti dovranno rispondere, mentre per giovedì sono state disposte le autopsie per le sei vittime. La procura che procede per omicidio colposo, incendio e lesioni colpose ha iscritto sei persone nel registro degli indagati. Si tratta di Michela Bolondi e Francesca Corotti rispettivamente presidente e vice presidente del cda di Proges, la cooperativa che gestisce la struttura di proprietà del Comune. Indagati anche Giancarlo Anghinolfi, direttore generale di Proges, Claudia Zerletti, direttrice della struttura di via dei Cinquecento, Michele Petrelli, direttore del Welfare di Palazzo Marino e Guido Gandino responsabile dell’Area residenzialità che si occupa anche delle strutture di anziani e di persone con disabilità.