La Vigevano Malpensa al Parlamento Europeo: parla l’on. Danzì (5 Stelle)

Ieri a Bruxelles, la Commissione PETI, che si occupa delle petizioni, ha deciso di tenere aperti i due fascicoli che riguardano altrettante aree verdi strategiche site in Lombardia.

Di entrambi l’Europa continuerà ad approfondire i contenuti e la conformità delle opere previste con le norme comunitarie (l’ultima delle quali è la Nature Restoration Law approvata la scorsa settimana in Plenaria)

Due decisioni molto importanti perché riguardano ampie aree verdi e agricole strategiche per l’Italia e l’Europa.

BRUXELLES “Bruxelles continuerà a controllare il rispetto dell’ambiente in Lombardia, contro colate di cemento inutili e dannose: ieri mattina la commissione Peti, di cui faccio parte, ha deciso di tenere aperte le due petizioni presentate dai cittadini lombardi contro le opere previste nel Parco Agricolo Sud e contro la Vigevano-Malpensa inserita nel Parco del Ticino. Due grosse aree verdi importanti per la pianura padana, dove l’inquinamento è tra i più alti d’Europa: siamo molto soddisfatti”, così Maria Angela Danzì, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

“Le due distinte petizioni riguardano due aree a forte vocazione agricola con numerose imprese ad alta specializzazione. In entrambi i casi, come Movimento 5 Stelle abbiamo sostenuto le posizioni dei proponenti. Sulla Vigevano-Malpensa abbiamo ribadito che il territorio richiede infrastrutture che colleghino il territorio pavese con Milano e che riducano il traffico nei centri abitati della zona: la superstrada fortemente voluta da Regione e attuale Governo, invece, non porterà questi servizi, distruggerà la biodiversità di queste aree del Magentino-abbiatense e arrecherà un danno irreparabile alle attività agricole qui insediate. Per quanto riguarda il Parco Agricolo Sud abbiamo sottolineato che la sua salvaguardia è strategica sotto vari punti di vista e invece qui si progettano stadi, strade e autostrade: stiamo parlando del parco periurbano più grande d’Europa e di una delle aree più produttive del sistema agroalimentare lombardo da cui molto dipende la sicurezza alimentare resa precaria dalla guerra in Ucraina. Per queste e tanti altre ragioni, bene espresse dai firmatari delle petizioni, siamo contenti che l’Unione europea continuerà a seguire da vicino il destino degli ecosistemi lombardi. Chiediamo di farlo anche alle istituzioni locali, a partire dalla Regione e dal Comune di Milano capofila della Città metropolitana”, conclude Danzì.