Statua distrutta a Varese, Sgarbi: ‘Cog….. che devono pagare’

VARESE “Evidentemente i tedeschi sono stati poco rispettosi e vanno perseguiti penalmente e civilmente”. Così Vittorio Sgarbi, sottosegretario al ministero della Cultura, ha commentato all’Adnkronos l’episodio degli influencer tedeschi che hanno distrutto una statua attribuita allo scultore Enrico Butti posizionata al centro di una fontana nel parco di Villa Alceo, un boutique hotel di Viggiù, in provincia di Varese, dove il gruppo alloggiava.

Il sottosegretario ha anche rivelato di possedere a sua volta due statue di Butti, di cui una in bronzo. “E’ la seconda volta che accade. Era già capitato che un austriaco si fosse seduto sulla statua di Paolina Borghese a Possagno…”, ha poi ricordato Sgarbi, che non ha esitato a definire “dei cogli…” i turisti che hanno danneggiato l’opera d’arte. A far indignare il sottosegretario anche i 200 euro che, a detta del proprietario di Villa Alceo Bruno Golferini, gli influencer avrebbero consegnato come risarcimento. “I duecento euro se li mettano…”, ha concluso amaramente il sottosegretario.

“Fare il turista non è solo piacere ma è anche responsabilità e rispetto del luogo che ci accoglie”.Così Barbara Mazzali, assessore a Turismo, Marketing territoriale, Design, Moda e Grandi Eventi di Regione Lombardia commentando l’episodio della statua dell’ottocento distrutta a Villa Alceo, nel Comune di Viggiù nel Varesotto. Autori del gesto un gruppo di giovani turisti tedeschi, tra cui un noto influencer, intenti a girare un video per i social.”Assistiamo sempre più spesso a video dove il nostro patrimonio artistico-culturale è vittima di stupidità e maleducazione di persone che – ha continuato Mazzali -. senza l’adeguata cultura, si arrogano il diritto di deturpare con ferite non rimarginabili i nostri beni monumentali. Purtroppo non è il primo episodio e vedere quella statua, attribuita allo scultore Enrico Butti, raffigurante una splendida figura femminile ridotta in frantumi, è vergognoso. Auspico che l’Iter del disegno di legge presentato dal governo che prevede l’inasprimento delle pene per chi deturpa e deteriora i beni culturali veda quanto prima la sua approvazione”. “Abbiamo il dovere di proteggere da gesti incivili quel patrimonio che ci è stato consegnato – ha concluso – per poterlo a nostra volta affidare ai nostri figl