Trenord: nei primi sei mesi del 2023 i graffitari hanno ‘colpito’ 2472 convogli, danni da milioni

MILANO Tutti “giustamente scandalizzati per i tre vandali che hanno graffitato la Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Unanime la condanna della politica.

Che, appunto, chiede esemplari punizioni. Nel primo semestre 2023 i treni lombardi sono stati colpiti dai graffitari 2472 volte, all’esterno e all’interno: una media di 14 atti vandalici al giorno. In soli sei mesi, nei depositi di Trenord sono stati ripuliti 111mila metri quadri di graffiti; furono 220mila in tutto il 2022. Costo, 10 euro per mq. Ogni treno pulito e’ di fatto una nuova ‘tela’ per vandali e teppisti. Che, per lo piu’, spariscono nel nulla”. E’ la riflessione pubblicata su Linkedin da Paolo Garavaglia, direttore della comunicazione di Trenord.

Come si è arrivati dai muri ai treni?

I primi tagger lavoravano principalmente sui muri dei quartieri di New York: quindi come si è arrivati ai treni?

Il motivo principale è stato semplice: i ragazzi che taggavano i muri erano principalmente giovani ed utilizzavano i mezzi pubblici per spostarsi quindi qualsiasi superficie era adatta per lasciare la propria firma. Il fido compare di ogni giovane writer era il marker nero o bianco (raramente colorato), sempre pronto all’uso per scrivere il proprio nome su un muro, una porta o all’interno di bus e metropolitana.

I primi cambiamenti arrivarono negli anni 70 con la diffusione della vernice spray: ingrandire il proprio nome per renderlo più visibile rispetto a quello degli altri è considerato il primo passo verso l’evoluzione dello stile e del writing stesso.

I writer iniziarono a colpire i treni durante la notte, nelle yard, ma fu grazie ad un esperimento di Pear 136 che si iniziò a ragionare sui pannelli: questo writer con rullo e vernice iniziò a dipingere in alcuni parchi il suo nome per terra in lettere gigantesche affinché venissero lette dagli aerei. Altri writer presero ispirazione da questa cosa e fecero lo stesso su alcuni muri di una stazione della Broadway: fu la cosa più grossa mai vista in una metropolitana.

La storia e l’evoluzione che ha avuto il train bombing è assurda: si è passati dalle piccole tag all’interno dei vagoni a pezzi sempre più elaborati e complicati sulla parte esterna. Oggi ci sono migliaia di writer che colpiscono treni e metropolitane ed il giorno dopo aspettano con ansia di poter fotografare il proprio pezzo.