25 anni e mezzo in Togo. Una vita di impegno, passione, amore per gli altri, fede. La magentina Maristella Bigogno si avvia a concludere questo breve periodo di vacanza nella sua città natale, ma prima di tornare in missione ad Amakpapè ha voluto salutare gli amici, chi la conosce, chi la sostiene, in un incontro a Casa Giacobbe. Un incontro al quale hanno partecipato il Sindaco Luca Del Gobbo che ha voluto sottolineare la riconoscenza della città consegnandole una targa e gli assessori Stefania Bonfiglio, Maria Rosa Cuciniello e Giampiero Chiodini. Niente immagini o video durante la serata, ha spiegato il fratello Francesco. Soltanto la voce della Mari.
MAGENTA – Perchè è giusto ascoltare le sue emozioni. Tutto, per Maristella, comincia in famiglia con il desiderio di trasmettere il messaggio di Dio. “Tra due giorni saranno 60 anni di matrimonio per i nostri genitori – ha detto Maristella – e chi li ha sposati è un missionario che ha fondato una grande missione a Minas Gerais. Fin da piccoli abbiamo sempre sentito parlare di missioni, di condivisione, di poveri, del desiderio di aiutare. Tutto questo continua alle elementari. In occasione della mia Prima Comunione ho incontrato una missionaria laica e poi entrano nel tuo cuori le parole del Signore che ti dice ‘andate e battezzate tutte le nazioni’. Parole che diventano voglia di cominciare a camminare”. Il 26 febbraio 1998 Maristella arrivo in Togo. Non sapeva nulla di quel paese, scherzando ha detto che associava il nome si biscotti..
“si arriva dove tutto cambia, dove tutto è da imparare. Mi spingeva il desiderio di amare e servire le persone. Sono partita con queste motivazioni”. Canta una canzone che dice: “vorrei che le mie mani avessero la forza per sostenere chi non può camminare”. Racconta alcune delle sue tante esperienze. Nel luglio ‘98. una mamma bussa. Era con una bimba sulla schiena. Era malata. Non c’era nulla. La bimba non camminava. Le madri dicono di non sapere cosa fare. Me ne occupo io e una ragazza americana. Prendiamo la macchina e andiamo, non conoscevo nulla. La bimba si chiamava Domenica. Partimmo per l’ospedale. Lungo la strada chiedevo dove fosse l’ospedale. Ricordo quel viaggio. Arriviamo e la bimba fu operata d’urgenza per perforazione intestinale causata da febbre tifoide. Da quel giorno il mio impegno con i malati è continuato e continua anche oggi. Io trasporto malati tutti i giorni. In Togo l’assistenza sanitaria è solo per le persone assunte dallo Stato. Gli altri si devono arrangiare. La salute è impossibile per la maggior parte delle persone In Togo ci sono strutture sanitarie di eccellenza, ma per chi ha i soldi”.
Maristella ricorda un altro episodio: “Un giorno arriva una ragazza. Non cammina. Ha 16 anni ed è cieca. Lo è diventata, dice il papà. Per otto mesi abbiamo prescritto una serie di visite. Scopriamo che la sua cecità era dettata da cataratta causata dal diabete. L’abbiamo fatta operare e adesso è sotto insulina e ci vede. L’abbiamo aiutata a studiare per diventare parrucchiera. Tanti casi, ma per fortuna sono diminuiti negli ultimi tempi. Ci sono le mamme, molte sono malate delle malattie più varie, mentali, Aids. Una mamma, un anno e mezzo fa è morta. Aveva tre bambini che sono diventati nostri. Anche per loro abbiamo avuto le stesse cure e premure. Il bambino deve poter giocare, studiare, crescere con la bellezza di poter dire di avere vissuto quell’età”. Il messaggio di Maristella è semplice e diretto: “Quante volte ci sentiamo dire ‘Cosa possiamo far di fronte a un problema enorme? Fame nel mondo, disoccupazione. Madre Teresa diceva che se vuoi cambiare il mondo comincia ad amare la tua famiglia. Questo per dire che Dio con noi è così. Se siamo determinati è perché prendiamo la benzina da lui. In terza media ci facevano i famosi schemi che indicavano come il 20 per cento popolazione consuma l’80 per cento della ricchezza. Non è cambiato nulla in oltre 40 anni, anzi forse è peggiorato. Ma io non guardo le percentuali. Io faccio un pezzettino e di quello sono responsabile. Se ognuno di noi ama, il mondo lo cambia. Il segreto della felicità? Se vogliamo essere felici facciamo felici gli altri”.
Oggi la missione di Maristella è un punto di riferimento. “Siamo arrivati in quarta superiore con 600 ragazzi a scuola. – continua – L’anno prossimo concluderemo il ciclo con la maturità. Adesso c’è un grande centro, il primo della prefettura per risultati. Quest’anno, ho paura a dirlo, abbiamo pensato di imbarcarci su una cosa grande. Dopo le scuole. Le case, le chiese, è arrivata la volta dell’ospedale. Un grande progetto disegnato da suor Patrizia su tremila metri quadrati piani. Abbiamo voluto cominciare con questo progetto perché non si può sempre correre tutti i giorni versi ospedali lontani. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. A novembre arriverà un geometra italiano. Gli scavi cominceranno, se Dio vuole, a dicembre”. Durante la serata il giovane Ricky ha letto un brano di Bruno Ferrero. Quindi hanno parlato le persone che la conoscono. Che lavorano con lei. Bianca Martino, vice coordinatrice dell’istituto comprensivo Papa Giovanni paolo II, il messaggio della San Vincenzo portato da Gabriella Cellamare e la testimonianza di chi si è recato volontario in Togo. Ed ecco il messaggio del Sindaco di Magenta Del Gobbo: “Alla nostra Maristella Bigogno per i 25 anni di missioni in Africa. Esempio di profondità umana, carità e impegno, ha saputo essere testimone di generosità e dedizione al prossimo, portando nel Mondo il calore e l’affetto dei Magentini. Con stima e gratitudine’’.
