Smart working sempre più diffuso: lo è per l’85% dei lavoratori di Città Metropolitana

Una migliore organizzazione del tempo, lavorativo e privato, per una qualità della vita più alta e un benessere generale destinato a crescere nel tempo. In particolare, è stata portato all’attenzione dell’assemblea, l’importante lavoro svolto per lo smart working e l’e-work, “istituzionalizzati” nel Pola (Piano organizzativo lavoro agile),nel Piao (Piano integrato di attività e organizzazione), nel piano delle Performance e in quello delle Azioni positive.

Nel 2023, su 796 dipendenti, 679 sono smartworkers (85,3%).Anche quest’anno riflettori accesi sull’attività del Dipartimento Risorse Umane e organizzazione a favore della conciliazione dei tempi, secondo due prospettive: accrescere la consapevolezza e promuovere incentivi.

La Città metropolitana ha rappresentato l’adesione alle politiche di inclusione e sostenibilità con l’illustrazione delle azioni intraprese in tema di gestione del tempo, digitalizzazione e semplificazione, per assicurare l’esercizio del diritto al tempo dei cittadini e delle cittadine, a partire dal modello organizzativo di smart working e fino al modello di mobilità dolce con il biciplan Cambio.

L’ente di area vasta è tra i numerosi partner di “Time4All”, progetto riconosciuto dal programma CERV (Citizens, Equality, Rights and Values) della Commissione europea per la diffusione delle politiche sui tempi nelle municipalità comunitarie.

L’obiettivo comune a partner italiani ed europei (oltre alla Città metropolitana, infatti, sono coinvolte venti organizzazioni unite dalla Rete dei tempi, che rappresentano municipalità, metropoli e regioni d’Italia, Francia, Austria, Germania, Belgio e Grecia) è sviluppare innovative politiche sui tempi e garantire il diritto al tempo per tutte le cittadine e i cittadini.

Il principio di partenza condiviso è che una migliore organizzazione del tempo migliora il benessere, l’uguaglianza, la produttività e la sostenibilità, aumentando la partecipazione e la consapevolezza civica. Promuovere una nuova organizzazione del tempo, quindi, significa per le istituzioni rispondere ad una esigenza diffusa della cittadinanza, di una vita più sostenibile.

La dimensione locale e metropolitana è stata ritenuta come quella ideale per attuare questo progetto, perché è proprio in queste aree che le persone vivono le loro routine quotidiane, e sì può, di conseguenza, fare la differenza e agire concretamente.