Un nuovo farmaco contro la sclerosi multipla

Dopo otto anni di follow-up, il 76% dei pazienti trattati con il farmaco immunomodulatore ozanimod per la sclerosi multipla recidivante risulta libero da progressione della disabilità confermata a sei mesi. Lo evidenziano alcuni dati diffusi dall’azienda Bristol Myers Squibbl. I risultati aggiornati di due studi denominati Daybreak e Radiance, entrambi di fase 3, presentati al meeting Joint Ectrims-Actrims tenutosi a Milano mostrano, inoltre, che il trattamento con ozanimod ha comportato tassi contenuti di progressione indipendente dall’attività recidivante e di peggioramento associato alle recidive, indicatori principali di progressione di malattia e di disabilità permanente della sclerosi multipla.

La prima lettura intermedia dello studio di fase 3 Enlighten evidenzia che almeno la metà dei pazienti con sclerosi multipla recidivante precoce mostra un miglioramento clinicamente significativo delle funzioni cognitive rispetto al livello basale dopo un anno di trattamento con ozanimod. “La disponibilità di dati clinici a medio e lungo termine su ampie casistiche di pazienti ci ha permesso di ottenere nuove informazioni sull’azione di ozanimod”, sottolinea Massimo Filippi, direttore dell’unità di Neurologia, servizio di neurofisiologia e unità di Neuroriabilitazione dell’ Irccs ospedale San Raffaele di Milano.

“Abbiamo nuovi dati – aggiunge – che evidenziano come chi è sempre stato trattato con ozanimod presenti migliori risultati. Il farmaco, infatti, conferma di poter svolgere un’importante azione preventiva contro l’atrofia cerebrale. Sempre partendo dagli studi Radiance e Daybreak, sono ora disponibili anche dati a otto anni che evidenziano come il paziente, trattato in modo continuo con la terapia orale, presenti un accumulo di disabilità minore. Si stanno perciò aprendo nuove ed interessanti prospettive per una più efficace gestione della patologia e dei suoi principali sintomi”.