Il gip di Milano: restano in carcere i due fiancheggiatori dell’Isis

I due uomini di origine egiziana arrestati martedì a Milano per partecipazione all’Isis e istigazione a delinquere con finalità terroristica “sono abitualmente dediti non soltanto al download di copioso materiale di propaganda e apologia del jihadismo” ma “anche alla condivisione di questo materiale” e “quindi sono dediti a una consapevole e deliberata attività di proselitismo via social a favore dell’Isis”.

È quanto scrive il Gip di Milano Fabrizio Filice respingendo la richiesta di revoca di misure cautelari in carcere presentate dai legali del 44enne italiano di origine egiziana Alaa Refaei di Monza e il 49enne Mohamed Gharib Hassan Nosair di Sesto San Giovanni, accusati nell’inchiesta di Digos e Polizia Postale, coordinate dal Procuratore di Milano Marcello Viola e il pm Alessandro Gobbis, di apologia dello Stato Islamico sui social, insulti antisemiti, minacce a “cariche istituzionali italiane” e di aver inviato soldi in Medioriente (Yemen e Palestina) a sostegno della donne dello “Stato islamico”.

Secondo il Gip, che giovedì ha sentito i due uomini in carcere a San Vittore, “l’aperto sostegno all’Isis, veicolato attraverso la detenzione e la condivisione del materiale propagandistico” non sarebbe “limitata a una condivisione ideologica degli obiettivi dell’organizzazione terroristica (per esempio il regime siriano di Assad, come dichiarato dagli indagati durante l’interrogatorio di garanzia, NdR)” ma “espressamente rivolta al metodo estremamente violento attraverso il quale” l’organizzazione cerca di “perseguire i propri obiettivi”.