Ci avviciniamo al giorno di San Martino, a Magenta l’attesa cresce per l’assegnazione del San Martino d’Oro. Facciamo alcune riflessioni su questo riconoscimento che rappresenta pur sempre un momento di grande interesse per la città. Secondo Francesco Bigogno le modalità di assegnazione andrebbero riviste.
“Non sarebbe male creare un apposito comitato, – commenta – in luogo di sole tre persone sia pur autorevoli come il Parroco, il Sindaco e il Presidente della Pro loco. Esiste un regolamento che, a mio avviso andrebbe cambiato. Questo per far diventare l’assegnazione del riconoscimento una festa per tutti”. Un comitato allargato a più persone che possano esprimere la propria opinione, o magari dare la possibilità anche ai cittadini di esprimersi. “E’ un bellissimo momento per Magenta che andrebbe rilanciato coinvolgendo i cittadini – continua – creando una sorta di festa di popolo. Dal cittadino che vive nelle frazioni, ai quartieri nord e sud, in modo che tutti si sentano protagonisti”. Non sappiamo certo se questo potrà mai accadere. Secondo Bigogno però c’è una questione da non sottovalutare: “Non è il premio città di Magenta e si usano fondi pubblici. . commenta – Va bene solo se la cittadinanza viene coinvolta”. Ci piace anche fare pronostici perché ognuno avrà senz’altro un nome che vorrebbe vedere sabato sera salire sull’altare. Bigogno si era espresso, come personaggio al quale assegnare il prestigioso riconoscimento, con don Fausto Giacobbe.
“Ha contribuito al restauro completo della basilica, -dice – 120 anni di basilica e don Fausto, mi sembra un connubio perfetto”. Molti lo assegnerebbero a Maristella Bigogno, sorella di Francesco che quest’anno ha festeggiato i 25 anni di missione in Togo concedendosi un periodo di riposo a Magenta. “Maristtella meriterebbe un san Martino d’Oro al mese, per me è fuori categoria – conclude – Non entro certo nelle dinamiche di chi decide e quali sono i fattori che influiscono facendo pendere l’ago della bilancia su una persona piuttosto che un’altra. Sia don Fausto che Maristella sono persone di altra categoria. Dobbiamo esser orgogliosi di loro”.
