La morte di Matteo Pinoli: il ricordo di TN

Innumerevoli sono stati in questi anni gli incontri con Matteo Pinoli. Il nostro luogo d’incontro casuale, ma che spesso diventava fisso, era per un caffè dalla signora Carmela, la storica panetteria caffetteria della via Novara.

A metà mattina quando avevi l’esigenza di sgranchire le gambe e fare quattro passi ecco che ti incamminavi per il breve tragitto e spesso trovavi il Matteo sulla soglia del negozio con l’immancabile sigaretta.

Così come immancabile era il suo sorriso. “Ciao Fabri come va?”. Si parlava un po’ di tutto, specie della ‘nostra’ Magenta.

Non mancava, ovviamente, qualche cenno sulla passione ossessione del sottoscritto (vale a dire l’Inter…) però, era bello chiacchierare con lui perché era persona gradevole.

Faceva parte di un mondo di sinistra che sapeva ancora cosa significasse il confronto democratico delle idee. Era l’amico di tutti.

Anche perché spesso come battuta gli ribadivo “che l’unica tessera che ho avuto sempre in tasca e che con ogni probabilità, avrò sempre è e sarà solo quella dell’Inter”. Quella dei partiti, onestamente no.

Tra i nostri ultimi incontri mi ricordo anche anche un piacevole omaggio.
Il libro sulla storia della “Cà del Boia” o meglio ancora la ‘Casa del Popolo’ il Circolo Rinascita luogo storico per la Sinistra Magentina.

Lui veniva da lì, io politicamente non propriamente (anche se l’interesse come detto è relativo assai) e ora che Matteo non c’è più quel libro è qui sulla mia scrivania a ricordarmelo.

E chissà che tra un articolo e l’altro da inserire, in questa mondo frenetico dei social, non riesca a trovare il tempo per leggere quelle pagine di cui Matteo, spesso mi chiedeva conto:

‘Fabri l’hai letto il libro?’ E io Matteo ti prometto che appena riesco… Beh le promesse sono promesse e vanno mantenute. Ciao Matteo.