Dal revenge porn di cui sono vittime le adolescenti all’aumento delle truffe amorose in cui cadono donne mature se non proprio anziane. Sono in aumento gli atti persecutori, e in particolare quelli perpetrati attraverso la rete, contro le donne, secondo quanto confermato dalla Polizia Postale, in un Forum organizzato dall’Associazione Italiana di Vigilanza e Servizi Fiduciari, a Sicurezza, uno dei 4 format di Milan International Building Alliance Dai dati più recenti della Direzione Centrale della Polizia Criminale, gli atti persecutori hanno avuto dal 2019 al 2022 un incremento del 7% e per il 74% riguardano le donne.
“Dopo la pandemia c’e’ stato un aumento davvero esponenziale – ha detto Tiziana Liguori, dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica – Preoccupa particolarmente il revenge porn di cui sono vittime le più giovani, ma anche donne più adulte, poi le sostituzioni di persona per screditare la vittima, ma uno dei fenomeni che ultimamente colpisce di più sono le truffe amorose in rete, in cui cadono donne già di una certa età, irretite da un amore, disposte a sostenerlo economicamente anche con centinaia di migliaia di euro fino a rovinarsi: con molta difficoltà arrivano da noi perchè c’e’ di mezzo anche la propria dignità”. Nel Forum è stato affrontato anche il tema delle aggressioni fisiche attraverso un focus sulla sicurezza urbana di Assiv.
“Tra gli attori in campo ovviamente in primis ci sono le forze dell’ordine, ma anche la sicurezza privata, che ha naturalmente dei limiti normativi – ha detto la presidente Maria Cristina Urbano – Ma già in tanti contesti operiamo in modo sussidiario, quindi la nostra riflessione è se si può mettere a sistema questo patrimonio di competenze e vederci non antagonisti ma complementari”. Anche con l’aiuto anche della tecnologia, come le tante novità presentate alla Fiera Sicurezza. “Noi abbiamo da tempo realizzato un dispositivo poi lasciato nel cassetto – ha detto Francesco Lucarelli, del Corpo Vigili Privati Spa – Funziona tramite semplice app del telefono, manda un impulso alla nostra centrale, emette un segnale sonoro come deterrente, scatta foto, può darci la geolocalizzazione in modo che noi allertiamo la polizia e se il cellulare viene sequestrato c’e’ un braccialetto elettronico che funziona con le stesse modalità”.
