“Berlusconi non lo voleva, perché era contro il suo modo di intendere la tv commerciale dell’epoca. Per lui la tv era prendere le grandi star dalla Rai e non concepiva l’idea di spendere soldi su una tv che stava appena nascendo”. Lo ha detto Antonio Ricci, ideatore di Drive In, parlando all’Università Cattolica di Milano al workshop ’40 anni di Drive In, la trasmissione che ha cambiato la storia della tv’.
“Drive In è ancora oggi una pagina importante della tv commerciale, l’abito da sera con cui si è imposta. Ha dato l’idea dell’identità di rete. Oggi sarebbe ancora possibile farlo?”. Lo ha detto Carlo Freccero, ex direttore del palinsesto di Italia 1, parlando all’Università Cattolica di Milano al workshop ’40 anni di Drive In, la trasmissione che ha cambiato la storia della tv’.
“A Berlusconi non interessava molto all’inizio, lui voleva dettare la linea editoriale delle sue reti, voleva fare tutto e la sua idea si basava su due pilastri: la cultura popolare italiana e il modello della tv commerciale americana. L’obiettivo era parlare alla pancia del paese”, ricorda Freccero. “Drive In era connesso con il pubblico giovane dell’epoca, creando modelli narrativi presenti ancora oggi a Striscia la notizia. La velocità che impone alla tv di allora era incredibile. E’ il tipico prodotto post moderno che spazia tra presente e passato”, spiega Ferrero
