Sono anni che versa in condizioni disastrate. L’edificio di via Bachelet, nella zona industriale di Magenta, è un’area dismessa molto pericolosa. Lo segnalano coloro che tutti i giorni passano da quella strada. Non è recintata e chiunque può accedervi senza fatica. L’esterno è stato sommerso da cumuli di rifiuti. La porta di ingresso è stata sfondata lasciando cocci di vetro dappertutto e i tre piani sono a rischio crollo. «Saranno dieci anni che si trova in queste condizioni – commenta un cittadino – sarebbe bello sapere se ci sono possibilità che venga sistemata». Confina con il deposito della Movibus, con un ampio capannone sul retro. I locali interni sono in condizioni deprecabili.
Preda dei vandali che li hanno letteralmente devastati. Escrementi umani, rifiuti, materassi gettati alla rinfusa e pacchetti di sigarette in quantità, un televisore ultimo modello e decine di bottigliette di birra in vetro. L’ultimo piano è allagato dalla pioggia delle ultime ore e accedervi è un rischio enorme. I passaggi sono senza protezione e cadere è facilissimo. «E’ l’estate il periodo peggiore – commenta un residente della zona industriale – spesso vediamo gente che entra e esce da quella struttura. Si tratta, quasi sempre, di giovani». Nel mese di marzo del 2023 si sviluppò un incendio al secondo piano. Rogo del quale rimangono ancora i segni visibili.
Furono i frequentatori del centro islamico che si trova proprio di fronte, sul lato opposto di via Bachelet, a dare l’allarme. Un gruppo di vandali entrò nella struttura e vi appiccò il fuoco per puro divertimento. Per poi fuggire e far perdere le tracce. Non mancano i senza tetto, anche se l’edificio è poco conosciuto e anche difficilmente raggiungibile essendo situato a circa tre chilometri dalla stazione ferroviaria. «Si tratta davvero di una struttura abbandonata da anni – commenta Munib Ashfaq, presidente del centro islamico di via Bachelet – e spesso utilizzata da vandali e senzatetto. Pericolosissima assolutamente visto il degrado. Volevo contattare il curatore che sta gestendo il fallimento (purtroppo non so chi sia)».
