RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Abbiategrasso e l’abbiatense stanno vivendo il loro momento più buio; alcune amministrazioni, Regione Lombardia e ANAS, hanno deciso di trasformare le ultime campagne non cementificate vicino a Milano in una squallida e degradata periferia preferendo una mobilità impattante su gomma all’adeguamento delle strade esistenti e al raddoppio della tratta ferroviaria tra Abbiategrasso e Mortara.
I campi vicino allo scheletro della SILTAL sono stati recintati con una rete arancione che fa finalmente capire a tutti l’enorme dimensione del futuro centro commerciale.
Nello stesso periodo, naturalmente sempre a cavallo delle festività, ANAS ha indetto il bando di gara per l’affidamento dei lavori della tratta C (Ozzero – Albairate) della superstrada depositando il progetto esecutivo .
Il nostro territorio subisce cosi una doppia aggressione che lo modificherà per sempre e cambierà radicalmente in peggio la qualità della vita e della salute dei suoi cittadini . Gli amministratori dei Comuni favorevoli a questi scempi così come quelli di Regione Lombardia e, impossibile da non citare, il Sindaco di Abbiategrasso , si assumono una responsabilità devastante rispetto al consegnare alle future generazioni un enorme pezzo di terra compromesso per sempre.
Facciamo poi notare che l’intervento stradale non andrà nè a Malpensa nè a Milano ma finirà su una rotonda ad Albairate e sicuramente aumenterà livelli di traffico sulla strada per Baggio dove non è prevista alcuna riqualificazione.
I cantieri resteranno aperti per anni aumentando l’inquinamento e, purtroppo, ancora le persone non conoscono il progetto e credono che “sette chilometri di strada con cavalcavia , ponti e gallerie artificiali connetteranno al meglio le diverse realtà e anche i tratti interessati dal trasporto su ferro” (dichiarazione della Consigliera regionale della Lega Silvia Scurati).
L’ignoranza regna sovrana in mezzo all’indifferenza.
Già sono arrivate per la seconda volta le lettere di esproprio agli agricoltori.
Aziende agricole frammentate ,di cui sei nella zona interessata dall’enorme ponte in comune di Albairate, costruito sul Naviglio Grande, la Vigevanese e la stazione della Bruciata, vedranno i fondi e i reticoli idrici tagliati da una infrastruttura costosissima e inadeguata a risolvere i problemi di traffico .
Oggi il progetto è profondamente cambiato : la tratta C è una anacronistica circonvallazione di Abbiategrasso che soddisfa gli appetiti speculativi di una classe dirigente inadeguata a governare un territorio agricolo di pregio. Pensare che, attraverso la legge obiettivo prima e il commissariamento poi , questa infrastruttura avrebbe dovuto avere un interesse nazionale , cioè collegare l’areoporto di Malpensa alla città di Milano.
Ad oggi ci sono ancora due ricorsi pendenti : il primo depositato al Tar del Lazio contro la nomina del Commissario Straordinario per palese conflitto di interesse,il secondo al TAR Lombardia contro la chiusura favorevole della Conferenza dei servizi da parte del Commissario che ha ignorato la contrarietà del Comune di Albairate , di Cassinetta di Lugagnano,di Boffalora , del Parco del Ticino , del Parco Sud Milano e della Città Metropolitana . Noi non ci arrendiamo. La mobilitazione continua, e contiamo sull’aiuto e senso di responsabilità della nostra comunità civile che ama questo territorio per garantire alle prossime generazioni un mondo migliore.
Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano
SIETE- LEGITTIMAMENTE- FUORI DAL TEMPO. E MINORITARI
Pubblichiamo integralmente il documento dei Comitati No Tangenziale, come sempre fatto (quando ce li hanno mandati). Ci limitiamo a sottolineare due elementi di acclarata semplicità. Per quanto riguarda l’area commerciale di Abbiategrasso, pur ammettendo senza problemi che questo giornale non va in sollucchero quando apre un supermercato ci sono alcuni aspetti da ricordare o rinverdire, quanto meno. Suddetta area era commerciale da decenni, persino negli anni in cui sedeva in Consiglio comunale (2002-2007) Alice Boni, molto vicina alle vostre posizioni. E’ rimasta tale, ha superato le forche caudine di discussioni e ricorsi dinanzi alle competenti autorità amministrative, costati decine di miglia di euro (ai ricorrenti), supportati da avvocati di vaglia. L’iter è stato giudicato confacente alle leggi. Punto.
Sulla superstrada, che invece ci vede orgogliosamente fermi sulla posizione di UNICO GIORNALE DELL’EST TICINO da sempre schierato per il SI, spiace nuovamente rilevare come non solo a parere di chi scrive siate fuori dallo zeigeist, ma proprio fuori dal tempo. Sostenete da decenni una legittima posizione di minoranza. Dal 2001 ho partecipato a decine di incontri organizzati da voi e al di là della litanica riqualificazione delle strade esistenti non si è mai andati. Soltanto voi, sempre legittimamente si intende, pensate che il collegamento Abbiategrasso-Robecco, l’attraversamento di Robecco, il traffico folle di Pontenuovo, ossia la magna pars della rete viabilistica dell’Est Ticino possa ritenersi degna dei tempi che viviamo, che se vi sfugge è l’Anno del Signore 2024. Anche in questo caso i Tribunali hanno affrontato la questione, l’iter è stata modificato millanta volte ma sta seguendo tutti i sacri e complicati crismi della burocrazia italiana. Se fosse per voi rimarrebbe tutto così com’è. Inoltre continuate a chiamarvi No Tangenziale quando il progetto cui vi opponete NON prevece la costruzione di una tangenziale, e nomina sunt consequentia rerum. Secondo voi prevale l’ignoranza: non capisco se indifferenti e ignoranti siano solo quelli che non la pensano come voi, oppure no. Vi accingete a perdere un’altra battaglia. Nella sconfitta spesso c’è nobiltà. Nella vostra, a mio modo di vedere, c’è una posizione largamente e assolutamente minoritaria, che dovreste avere il coraggio di testare una mattina alle 8, a Robecco sul Naviglio, tra le migliaia di automezzi che rimangono incolonnati perché nel terzo millennio devono passare da un ponte concepito ai tempi delle carrozze e della biada. Punto, e stop. E adesso speriamo che quanto prima si materializzi il via libera alla tratta rimanente del progetto Malpensa. Senza rancore. Ossequi.
Fabrizio Provera
