RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO In merito agli ultimi fatti che hanno interessato la città di Abbiategrasso con l’inchiesta Hydra, vorrei con l’occasione esporre alcune puntualizzazioni riguardo alla nota vicenda, assumendomi anche le responsabilità di quanto in seguito scritto, prendendo le distanze da certe rimostranze avanzate da alcune fazioni politiche che, da diversi giorni, insistentemente, chiedono le dimissioni del sindaco Cesare Nai, lo scioglimento del consiglio comunale, nel rispetto del principio “simul stabunt vel simul cadent” e, quindi, il conseguente rinvio ad nuove elezioni.
Vorrei provare ad “uscire” dal mio essere di parte, e porre un’osservazione obbiettiva dei fatti, ricalcando quelle basi a cui il nostro sistema politico e sociale si fonda, anche negli aspetti di natura giurisprudenziale, dal momento in cui ritengo che la politica e la giurisprudenza abbiano molte cose in comune che le legano tra loro.
Da un punto di vista giurisprudenziale, è innegabile che l’autorità giudiziaria non abbia rilevato alcuna azione penalmente rilevante nei confronti degli attori di questa vicenda.
Tralasciando, pertanto, la questione dal punto di vista prettamente giuridico, rivolgerei l’attenzione sull’ “opportunità morale” per la quale diverse fazioni della massima assise cittadina continua a gran voce a richiamare.
La vicenda è ormai nota in quanto già da tempo alcune testate giornalistiche ed una “nota” trasmissione televisiva ne hanno enfatizzato la vicenda.
Richiamando l’opportunità morale vi è da considerare che di fronte alla Legge, tutti i cittadini godono di pari diritti, compreso coloro che hanno già ampiamente pagato il debito con la giustizia, pertanto, vi è il dovere morale, soprattutto da parte del primo cittadino, di essere scevro da faziosi pregiudizi, specie nei confronti dei propri cittadini.
Vi è da considerare anche il profilo caratteriale dello stesso primo cittadino, il quale è libero di stabilire come ritenere opportuno l’incontro con i relativi cittadini, abbattendo quell’invisibile e consistente muro che separa l’autorità amministrativa dai propri amministrati, anche andando loro incontro ad ascoltare le singole richieste.
Rimane evidente che non tutti i cittadini godono di un profilo culturale elevato e, molto spesso, può capitare di imbattersi in soggetti che, utilizzano un linguaggio poco “urbano”, fatto anche di paragoni insensati, che proprio in virtù della loro estrazione sociale si tende a soprassedere, non considerando pienamente il valore di tale linguaggio. Se così non fosse, avremmo tribunali e carceri intasate.
Questo richiamo alla moralità più volte acclamato da alcuni componenti del consiglio comunale lascia trasparire quella volontà di voler sovvertire la legittima e democratica scelta operata dall’elettorato abbiatense, tralasciando il vero confronto basato sulle idee ed i progetti con il solo fine di costruire una vera democrazia a beneficio dell’intera collettività abbiatense.
In democrazia, sono le idee che vincono e non le persone.
Christian Troiano
