Coldiretti, agricoltori lombardi in piazza a Bruxelles

“Come Coldiretti siamo qui per chiedere che vengano recepite le nostre istanze: non e’ piu’ tempo di annunci, vanno cambiate subito le regole che rischiano di portare al collasso la nostra agricoltura, in tempi di grandi incertezze internazionali”.

Lo afferma il presidente di Coldiretti Lombardia Gianfranco Comincioli da Bruxelles, dove si trova alla guida della folta delegazione lombarda con agricoltori provenienti da tutte le province, che sono scesi in piazza per la mobilitazione promossa da Coldiretti, insieme ad altre migliaia di imprenditori agricoli italiani.

Stop alla burocrazia e all’aumento dei costi che danneggiano gli agricoltori italiani, incrementare gli aiuti alle aziende per contrastare la crisi e l’aumento dei tassi di interesse, garantire una moratoria sui debiti, rafforzare la direttiva europea contro le pratiche sleali e cancellare definitivamente l’obbligo dei terreni incolti.

Sono solo alcune delle proposte del Piano presentato dalla Coldiretti in occasione della manifestazione nella capitale belga in concomitanza del Consiglio dei Ministri agricoli sulla proposta di semplificazione della Pac.

“Chiediamo risposte esaustive – spiega il presidente di Coldiretti Ettore Prandini da Bruxelles – in tempi certi alle necessita’ delle nostre aziende per scardinare quei regolamenti che non hanno senso.

Per questo abbiamo messo in campo un lavoro costante di mobilitazione, ma anche di rapporto diretto con le istituzioni europee. Una grande organizzazione come la Coldiretti ha il dovere di trasformare la protesta in proposte concrete, nella consapevolezza che la maggior parte delle battaglie cruciali per il futuro delle nostre campagne si combattono proprio a Bruxelles.

Proprio per questo abbiamo predisposto un documento strategico anche sulla Pac dei prossimi anni, che deve essere semplice e in linea con le necessita’ delle imprese. Dobbiamo dire basta alla contrapposizione tra agricoltura e ambiente voluta da Timmermans, gli agricoltori sono il primo presidio ambientale”.