Anziano morto carbonizzato a Voghera: quattro arresti

Svolta nell’omicidio di Enore Saccò, il 75enne trovato carbonizzato della sua villetta andata a fuoco a Bressana Bottarone, nel Pavese, lo scorso 12 febbraio. Quattro fermi sono stati eseguiti nei confronti di altrettanti soggetti tra i 22 e i 40 anni. Al termine degli interrogatori due degli arrestati arrestati – C.O. (35 anni) e D.B.D. (40 anni) – sono stati condotti presso il carcere di Pavia, mentre gli altri due – N.S. (26 anni) e B.A. (30 anni) – presso li carcere di Voghera, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pavia, che hanno svolto le indagini insieme alla Compagnia Carabinieri di Stradella, sotto la direzione della pm di Pavia Giuliana Rizza, hanno eseguito diverse perquisizioni domiciliari, allertati da conversazioni intercettate che prefiguravano il possibile omicidio della fidanzata di uno degli autori dei delitti al corrente del loro coinvolgimento. Gli indagati, nella mattinata di ieri, sono stati interrogati presso gli uffici dei Carabinieri del Comando Provinciale di Pavia dal Pubblico Ministero e gli interrogatori sono proseguiti fino a notte fonda. Da quanto emerso dalle indagini tuttora in corso, l’omicidio sarebbe la diretta conseguenza di un litigio, scaturito per ragioni economiche, poi degenerato. Nella serata del 12 febbraio 2024 si sarebbero presentati a casa di Saccò, un ex tipografo che viveva da solo – per chiarire alcune divergenze di natura economica. Nel corso della discussione sarebbe stato commesso l’omicidio.

Dopo un maldestro tentativo di portar via il corpo, tentando di caricarlo sul furgone della vittima, nell’intento di disfarsi di ogni prova, i 4 avrebbero provocato l’incendio dell’abitazione col corpo della vittima al suo interno. Nei giorni seguenti, i soggetti fermati avrebbero tentato di sbarazzarsi delle prove che avrebbero potuto collegarli all’omicidio, come indumenti e scarpe, poi ritrovati e sequestrati dai Carabinieri nel corso delle perquisizioni avvenute nella giornata di ieri presso i domicili e i luoghi abitualmente frequentati dagli indagati. L’indagine, anche con il supporto del Ris di arma, è andato avanti con l’analisi di ore e ore di immagini degli oltre 30 impianti di videosorveglianza recuperati, oltre che ascoltando numerosi testimoni.