Varese, 44enne cade col parapendio

Un uomo di 44 anni è stato salvato ieri pomeriggio, dopo che era caduto con il parapendio in un’area impervia, un bosco nei pressi della cima del Monte Nudo, a Cittiglio, in provincia di Varese, a circa 1.200 metri di altezza.Dopo l’allarme si sono attivate le squadre del soccorso alpino della stazione di Varese, con cinque tecnici, che hanno supportato le operazioni dell’elisoccorso di Areu.Sul posto anche i vigili del fuoco.Lo fa sapere una nota del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) della Lombardia.Le squadre del Cnsas hanno recuperato il 44enne, trasportato poi in ospedale in codice verde.

Il parapendio è una vera e propria macchina volante e la vela è un’ala che per volare ha bisogno di una certa velocità per generare la portanza necessaria. In condizioni di aria calma qualsiasi vela omologata è in grado di volare da sola con un regolare moto rettilineo, senza alcun intervento del pilota. Più le condizioni termiche e di vento sono sostenute e più la vela è avanzata, maggiore sarà lo sforzo richiesto dal pilota per mantenere la vela in assetto. La maggior parte dei piloti che hanno volato in termica hanno sperimentato una “chiusura”. In questi casi la vela perde pressione facendo precipitare il pilota per alcuni metri fino a che la velocità permette alla vela di riaprirsi. Le omologazioni Dhv dovrebbero garantire sempre una riapertura della vela in caso di chiusura senza l’intervento del pilota.