Battaglia di Magenta, discorsi all’Ossario, Del Gobbo: “Non dimentichiamo la nostra Storia, su quella costruiamo una comunità di Pace”

Ricordare la Battaglia del 4 Giugno vuol, dire ricordare cosa è stato quel giorno per l’Italia e per l’Europa. Ricordare dei giovani che persero la vita e non una guerra. Lo ha detto il Sindaco Luca Del Gobbo durante il suo discorso al termine della messa celebrata da don Giuseppe Marinoni al parco dell’Obelisco Ossario che custodisce i resti dei caduti di quel 4 Giugno 1859. Ha introdotto i discorsi Pietro Pierrettori, presidente della Pro loco di Magenta. “Qui è cominciato il cammino di un’Italia unita e in pace”, ha detto. C’erano il senatore Massimo Garavaglia, l’on., Umberto Maerna, l’assessore Gianluca Comazzi per la Regione con Silvia Scurati, la delegazione francese con Il Sindaco i presidenti del comitato, i numerosi sindaci del territorio, soprattutto Montebello, Palestro, Solferino, Turbigo e Melegnano. Le forze dell’ordine, con i Carabinieri, Polizia Stradale e Guardia di Finanza.

“Oggi è una doppia festa – Ha detto il Sindaco Luca Del Gobbo – 2 giugno e 4 giugno. Mi rifaccio al presidente Mattarella che ha invitato tutti a non dimenticare i nostri valori e la nostra storia. Non abbiamo mai voluto rievocare una guerra, ma ricordare cosa è stato quel 4 giugno per l’Italia e per l’Europa. L’autodeterminazione di un popolo e la possibilità di cominciare un percorso che si concluderà con la nostra Costituzione, dopo la seconda guerra mondiale. Quel 4 giugno ci ricorda che quei valori sono ancora attuali. Il rischio, oggi, è di avere un pacifismo un po’ superficiale. C’è voglia di renderci tutti uguali nel nome del politicamente corretto. Ma noi abbiamo un’identità, ed è quella che ci permette di costruire una vera comunità di pace. Che, come ricordava don Giuseppe, non è solo l’assenza di guerra, ma la possibilità che ogni persona riesca a realizzare quello che il Creatore ha pensato per lui. Che ogni popolo diverso riesca a vivere insieme. E’ più facile costruire se ho una storia, un’identità e se so dove devo andare. Non dimentichiamo la nostra Storia e su quella storia costruiamo una comunità di pace”.