Un rapporto critico tra adolescenti e alcol, non tanto per la frequenza, ma per l’utilizzo ‘da sballo’: oltre 7 ragazzi su 10 si sono ubriacati almeno una volta, secondo i primi risultati dell’indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia, edizione 2024, realizzata da Laboratorio adolescenza e Istituto di ricerca Iard, con il supporto operativo di Mediatyche Srl, su un campione nazionale rappresentativo di 3.427 studenti tra i 13 e i 19 anni.
In generale bevono alcol più volte alla settimana meno del 15% dei maschi e uno scarso 10% delle femmine, e il 50% afferma di non bere mai alcol. Ma tra i non astemi il 75% si è ubriacato almeno una volta, il 32% dei quali più di 3 volte. E nella fascia degli ultimi 2 anni di scuola superiore, la percentuale di chi si è ubriacato più di 3 volte sale al 45% e la percentuale di chi non si è mai ubriacato scende all’11%. Una sorta di ‘passaggio obbligato’, dunque, dove nel 20% dei casi il condizionamento degli amici è forte. La percezione degli adolescenti, inoltre, è che bere alcol faccia molto meno male alla salute che fumare sigarette e meno male anche di quello che può derivare da una vita stressante. Alla domanda ‘quanto sei d’accordo nell’affermare che bere alcol può provocare problemi di salute?’, solo poco più del 30% ha risposto ‘molto d’accordo’, mentre il 40% si è indirizzato su un più vago ‘abbastanza d’accordo’. Forse hanno ragione nel desiderare che la scuola dia loro informazioni più precise al riguardo.
L’emergenza alcol – afferma Gianluigi Marseglia, direttore della Clinica pediatrica dell’Università di Pavia e membro del Consiglio direttivo di Laboratorio adolescenza – è forse oggi una delle maggiori per quel che riguarda l’adolescenza. Ogni sabato sera, tanto per citare un caso pratico, il Pronto soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia si prepara alla sfilata notturna di adolescenti e giovani adulti con disturbi legati all’abuso di sostanze alcoliche. Malessere, stato confusionale, fino ad arrivare a vere e proprie intossicazioni e al coma etilico. A volte sono i genitori, ma spesso sono altri giovani, gli amici, che accompagnano al pronto soccorso, spaventati, il loro o la loro socia di bevute”.
