L’ufficialità arriverà solo martedì con la certificazione dell’istituto zooprofilattico sperimentale. Ma la notizia è già certa: c’è un secondo caso di peste suina africana in un allevamento di suini nel novarese. Il nuovo caso è stato riscontrato a Cascina Alba, sempre nel territorio di Trecate, di proprietà della stessa azienda a cui appartiene Cascina Bellaria, dove la scorsa settimana l’arrivo della peste suina ha costretto all’abbattimento di oltre 500 scrofe con i loro suinetti. Nella seconda cascina di proprietà della famiglia Boldini i suini da abbattere saranno però molti di piu’, fino a 7000. L’ipotesi è che alcuni capi che si trovavano nella cascina ormai “depopolata” siano stati spostati nell’altra struttura.
La conferma della positività delle analisi è arrivata nella serata di venerdì. Ora si pensa già alla operazione di abbattimento. Il tema della crudeltà delle modalità di abbattimento era stato sollevato, anche con la diffusione di filmati girati con l’ausilio del drone, rispetto a quanto accaduto nei giorni scorsi a Cascina Alba. Ad accendere i riflettori era stato il team investigativo di Food For Profit, guidato dalla giornalista Giulia Innocenzi.
Le operazioni di abbattimento a Cascina Bellaria potrebbero cominciare già domani, probabilmente durante la notte. la Regione Piemonte “non intende ricorrere a ditte esterne ma a provvedere esclusivamente con personale interno”. Lo conferma l’assessore regionale all’Agricoltura. Paolo Bongioanni. Per quanto riguarda la scelta sulle modalità di abbattimento tra quelle previste dai regolamenti europei, sarà definita dal settore sicurezza alimentare della Regione Piemonte. “Di sicuro – specifica l’assessore smentendo alcune ipotesi circolate nelle scorse ore – non saranno utilizzate ditte esterne, ne’ tanto meno quella olandese”. L’azienda olandese di cui si parla è quella intervenuta in alcuni casi in Lombardia, che utilizza per il depopolamento degli allevamenti risultati infetti il gas di CO2.
