Magenta: “Attenzione agli insegnanti di dubbio valore, danneggiano i nostri bambini. Vi racconto una storia vera” (di Walter Bassani)

Ecco una storia vera. “Aiutare i giovani.” (di Walter Bassani)
ATTENZIONE agli spenna polli che promuovono “metodi intuitivi” deridendo e sbeffeggiando l’insegnamento di teoria e solfeggio. Da veri dilettanti perdenti costoro mirano al desiderio dei genitori di vedere i loro figli suonare per poter cavare loro i soldi di tasca. A parte le qualità naturali di una persona, nessuno studio approssimativo ha mai formato dei professionisti. Costoro che per promuovere la loro dubbia attività cercano di distruggere il lavoro dei professionisti, nella loro vita artistica hanno sicuramente fallito il difficile studio della teoria e del solfeggio.
Vi racconto qui una storia vera. Un giorno non tanto lontano, iniziando un laboratorio musicale con una classe seconda di una scuola elementare, dopo essermi presentato, i bambini incuriositi dalla mia postazione, che comprendeva un Mac, Logic, casse e un pianoforte elettrico, mi fecero alcune domande inerenti a quella tecnologia. Su richiesta mostrai loro come in un minuto si può assemblare una “base” semplicemente allineando su una griglia alcuni rettangolini colorati (groove).

Il risultato sonoro scatenò il loro entusiasmo e molti di loro riconobbero i ritmi utilizzati nelle “canzoni” dei loro cantanti preferiti (sempre e solo un paio e per tutti). Il tutto avvenne senza toccare il pianoforte, cosa che molti di loro avevano già notato. Finita questa dimostrazione dissi loro:” Bene. Chi fa quello che avete visto e ascoltato, viene definito “sound designer” cioè colui che prende dei pezzetti di musica e ritmo già registrati da musicisti e costruisce un disegno fatto da rettangoli che suonano , una specie di Lego musicale. Questo è disegnare il suono”. Ora parleremo di musica. Vi chiederei di sedervi e di chiudere gli occhi per ascoltare il lavoro che invece viene creato dal musicista. Da questo momento in poi saremo noi a creare dei rettangolini di musica (battuta o misura) che anche chi non sa suonare potrà poi in seguito utilizzare. I bambini si sedettero in un secondo e chiusero gli occhi. Io cominciai un’improvvisazione al pianoforte elettrico. Ricordo che iniziai con una lenta melodia sulle note alte che fece aprire subito gli occhi ai bambini che però fingevano di tenerli chiusi. Modulando tra le tonalità toccai il loro cuore facendogli provare allegria (modo maggiore), tristezza (modo minore), paura (con un intervallo di 5a diminuita sui bassi suonati con forza) incertezza, usando gli intervalli di 4a e cose irripetibili ricche di tante emozioni che al momento mi uscirono dal cuore e dalle mani per via dell’atmosfera fantastica che c’era in quella classe. Dopo averli portati sui diversi stati emotivi, che gli amanti delle canzoni conoscono bene, chiusi con “krik e krok” la colonna sonora di Stan Laurel e Oliver Hardy che li fece ridere.

Quando mi fermai, i bambini mi guardarono basiti e dopo un silenzio di qualche secondo partì dal loro cuore un applauso smarrito. Uno dei bimbi si alzò dalla sedia, venne da me, appoggiò i pugni sui suoi fianchi e mi disse”: Ma tu…come fai a sapere quali tasti devi schiacciare?”. Io chiesi il suo nome e lo portai alla lavagna, presi il gesso e feci un segno chiedendogli:” Cos’è questo segno?” lui sorridendo mi rispose:” E’ una “A”. io continuai:” Chi ti ha detto che questa è una “A?” e lui:”Me l’ha insegnato la mia maestra. “Bene!” dissi io.” I tasti che devo schiacciare me li ha insegnati la mia maestra.”  Rivolgendomi a tutta la classe chiesi:” Volete vedere l’alfabeto della musica?” Ovviamente, visto l’entusiasmo del momento, ci fu un coro all’unissono di “Siiiii!” In quel momento mi resi conto che a quei bambini non era reale che la musica potesse scaturire dalle mani di un essere umano attraverso l’uso di uno strumento musicale. La loro unica realtà era che la musica nasce dal computer, dal tablet, dal telefonino e dalla TV.
Prima di allora io avevo dato per scontato troppe cose e non mi ero reso conto che, per nostra mancanza di rispetto e attenzione, ai bambini viene negata la conoscenza di molte cose. Ovviamente quella mattina i bambini impararono senza alcuna fatica a conoscere le note sul pentagramma, comprese tutte le definizioni di Musica (dalle Muse, le figlie di Mnemosine e Zeus, le dee che incantavano l’animo umano), pentagramma (dal greco Penta (5) e Gramma (scritto), la chiave di violino che determina la posizione della nota SOL sulla seconda riga (o rigo), Impararono a leggere le note e a cantarle mentre io le indicavo sulla lavagna e in contemporanea le suonavo sul pianoforte. Stiamo parlando di solfeggio cantato. Alla fine del laboratorio, tutte quelle classi avevano collaborato attivamente e insieme avevano scritto un musical sull’ambiente che rappresentarono dal vivo. Tutte e cinque le classi realizzarono insieme i disegni e il videoclip della canzone “Giannino Caterpillar”. Una delle brave maestre di questi bravi bambini mi disse:” Domani scade il termine per la presentazione di un lavoro didattico al concorso del Ministero della Pubblica Istruzione per EXPO 2015, dici che possiamo iscrivere il lavoro che hanno fatto i nostri bambini?”.

Io risposi che andava fatto assolutamente e che il lavoro appassionato di quei bimbi sarebbe sicuramente stato premiato. Successe che “Giannino Caterpillar” venne premiato con la presentazione del video (con la presenza dei bambini e delle maestre) in uno stand del ministero dedicato alla scuola al Padiglione Italia. Il nome della scuola e il lavoro vennero pubblicati tra le eccellenze della scuola italiana del Ministero della Pubblica Istruzione dando un giusto riconoscimento ai ragazzi e alle brave maestre che hanno fatto di tutto per far felici i loro piccoli. Chi fosse interessato a vedere il video di Giannino Caterpillar potrà scrivermi in privato. I bambini devono avere più attenzione da parte degli adulti. Il loro futuro dipende dalle competenze che noi riusciamo a trasmettere loro, quelle competenze che la tecnologia invadente, e in molti casi “insegnanti” di dubbio valore, stanno letteralmente cancellando togliendo così a loro la possibilità di usare la fantasia e la creatività. Facciamo attenzione perché il tempo stringe. Walter Bassani