D’Om de Milan: il ‘dolce’ progetto di Davide Oldani

Si chiama ‘D’Om de Milan’ l’iniziativa nel segno della milanesità e della riscoperta della tradizione gastronomica nata all’ombra delle guglie del Duomo di Milano, tra la Veneranda Fabbrica del Duomo e lo chef Davide Oldani. Un progetto che, fin dal nome, celebra il Duomo, simbolo della città del mondo, in risposta all’appello lanciato dalla Veneranda Fabbrica per continuare a riscoprire la storia del suo eterno cantiere attraverso molteplici e trasversali iniziative, con una serie di dolci creazioni realizzate dallo chef in edizione speciale, dedicata all’ente incaricato dal 1387 della tutela, della valorizzazione e del restauro della Cattedrale.

“Con Davide Oldani è stato un incontro nel segno della milanesità – ha detto Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano -. Si è entusiasmato ascoltando i racconti della tradizione popolare legati alla gastronomia e nati all’ombra del Duomo. Da qui, è scaturita l’idea di realizzare qualcosa insieme, anche in vista del Natale. Nasce così D’om de Milan: iniziativa milanese al 100%, a partire dal nome, che ridisegna il nostro progetto del Panettone del Duomo di Milano, divenuto negli ultimi anni un classico dell’autunno in città, riscuotendo curiosità e simpatia.

Un progetto che vuole anche riportare i milanesi a riscoprire il Duomo – la loro casa – con biglietti e opportunità di visita”. Tra i protagonisti delle creazioni il D’Om de Milan un vero panettone milanese che Davide Oldani ha realizzato attingendo alla classica ricetta fedele alla tradizione, a lievitazione alta e disponibile nel formato da 1 kg. Con l’acquisto del panettone, al costo di 49 euro sono inclusi due biglietti per la visita del Complesso Monumentale del Duomo di Milano (Duomo, salita alle Terrazze in ascensore e Museo del Duomo). Il panettone D’Om de Milan sarà acquistabile a partire dal 10 novembre presso il Duomo Shop (Piazza del Duomo, 14/a) e online dal sito duomoshop.com. Numerosi sono i riferimenti che legano la Cattedrale al cibo: dalla grande facciata alle falconature, nascosti nei colorati antelli delle vetrate, tra i peducci scolpiti e nei fregi che ne percorrono il perimetro.