Cinque anni fa si stava per entrare nell’era della pandemia da Sars-CoV-2. “A distanza di tempo, oggi, la sensazione è quella del sollievo, perché effettivamente è ‘passata la nottata’, la lunga nottata. E oggi fortunatamente il Covid è un problema minore, anche se si succedono queste nuove sottovarianti di Omicron”.
Così all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, epidemiologo e docente straordinario all’Università Vita Salute San Raffaele di Milano e già direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute durante la pandemia. “E’ umano, dopo un’esperienza come quella che abbiamo vissuto – continua Rezza – rimuovere, dimenticare quello che è stato, soprattutto la difficoltà dei primi 2 anni, fino al marzo del 2022, quando è stata dichiarata la fine dello stato d’emergenza, che è stato un po’ un punto di svolta”. Sicuramente, però, dopo quanto vissuto “siamo più preparati”. Ciò che va evitato, in ogni caso, “è il susseguirsi d’allarmi. Non fa bene a nessuno gridare ‘al lupo al lupo’ perché dopo, quando il lupo arriva, magari non siamo pronti ad affrontarlo.
E’ bene essere cauti, ma non generare allarmismi ingiustificati che creano scetticismo nella popolazione”, aggiunge Rezza, ricordando che per essere sempre pronti ad affrontare un’emergenza “serve un’azione non solo nazionale, ma internazionale, come ci ha ricordato proprio la pandemia”. Il nostro Paese “non è diverso dagli altri e tutti, in Europa, scontiamo il fatto che abbiamo dei sistemi sanitari che già faticano nella gestione ordinaria. Serve rafforzarli anche nella routine di tutti i giorni: se un pronto soccorso scoppia in una fase di ‘pace’ – conclude Rezza – in emergenza ovviamente non può farcela”.
