Con le condanne di ieri vengono certificate le infiltrazioni della cosca dei Piromalli anche nel settore della ristorazione e dei locali della movida milanese, come quelli all’interno del Mercato comunale del quartiere Isola, una tra le zone più frequentate negli ultimi anni nel capoluogo lombardo.
Stamane infatti la gup di Milano Daniela Cardamone, accogliendo la ricostruzione della pm della Dda milanese, Silvia Bonardi, ha inflitto pene che vanno dai 2 anni e 8 mesi ai 18 anni e ha disposto un risarcimento di 2 milioni di euro per danno patrimoniale e di immagine al Comune.
La decisione è arrivata al termine del processo in abbreviato nei confronti di nove imputati, tra cui il presunto boss Salvatore Giacobbe, i suoi due figli, Angelino e Vincenzino, e Agostino Cappellacci, ritenuto vicino alla potente famiglia di Gioia Tauro. Inoltre sono stati confiscati immobili in provincia di Mantova, di Lecco e a Gioia Tauro, due orologi per un valore di 57 mila euro e le quote delle società Masseria e La Masseria, che gestiscono una bottega alimentare all’interno del Mercato comunale.
Le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e intestazione fittizia di beni, reati aggravati dal fatto di aver agevolato la ‘ndrangheta e pure traffico di rifiuti.
