La Lombardia compie un passo decisivo verso l’autonomia differenziata. A Palazzo Lombardia, ieri il presidente Attilio Fontana e il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, hanno firmato le pre-intese con lo Stato sulle prime quattro materie che non richiedono la definizione dei Lep: protezione civile, professioni, previdenza complementare integrativa e coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario.
Un passaggio che, nelle parole del governatore, ha «un valore epocale» e segna l’avvio concreto di un processo atteso da anni dai lombardi, dopo il referendum del 2017 e l’approvazione della legge quadro nel 2024. La Lombardia, insieme a Veneto, Piemonte e Liguria, è tra le Regioni che hanno chiesto di riaprire le trattative sulle materie non-Lep, avviando il percorso istituzionale più avanzato mai realizzato dall’introduzione dell’articolo 116 della Costituzione.
Fontana: “Più poteri ai territori, benefici immediati per i cittadini”
Per il presidente Fontana, la firma è molto più di un atto formale: «L’Autonomia è una riforma di cui il Paese ha bisogno. Significa dare ai territori la possibilità di decidere davvero, anche nel rapporto con l’Europa. Con queste pre-intese cominciamo finalmente a vedere benefici concreti».
Sul fronte sanitario, arriva una svolta attesa da anni: la Lombardia potrà gestire con maggiore libertà le risorse del Fondo sanitario nazionale, superando la “logica dei silos” che impediva di utilizzare i risparmi e di spostare fondi da un capitolo all’altro. «Potremo liberare fino a 600 milioni di euro da investire in incentivi per il personale, aumento delle prestazioni e servizi più efficienti», ha sottolineato Fontana.
Importanti novità anche sulla Protezione civile: in caso di emergenze regionali, il presidente della Regione potrà dichiarare lo stato di emergenza senza dover attendere i tempi – spesso lunghi – del riconoscimento nazionale. Una procedura più snella che consentirà di intervenire più rapidamente su frane, alluvioni e dissesti idrogeologici.
Calderoli: “Una riforma trasparente, utile e necessaria”
Il ministro Calderoli ha ricordato come l’intero percorso sia avvenuto «nella massima trasparenza, d’intesa con il governo e i ministri competenti». Per la protezione civile, il nuovo quadro prevede anche la possibilità per le Regioni di dotarsi di targhe e patenti proprie, aumentando autonomia e capacità operativa.
Sul fronte finanziario, Calderoli ha richiamato le scadenze: entro marzo 2026 dovrà essere approvato il federalismo fiscale, milestone fondamentale del PNRR senza la quale «rischiamo di perdere 32,6 miliardi di euro».
Piazza: “Un traguardo storico, non un punto d’arrivo”
Per il sottosegretario all’Autonomia della Lombardia, Mauro Piazza, la giornata segna «uno snodo cruciale» frutto di mesi di negoziati serrati con il governo centrale. «È la punta più avanzata dell’attuazione dell’articolo 116. Ora continuiamo il percorso con determinazione: non è un traguardo, ma l’inizio della nuova fase dell’autonomia differenziata».
