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  • Sparatoria nei pressi della Casa Bianca, fermato un sospettato

    Sparatoria nei pressi della Casa Bianca, fermato un sospettato

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Due militari della Guardia Nazionale sono stati colpiti in una sparatoria a Washington DC. La sparatoria avrebbe avuto luogo nei pressi del Club Quarters Hotel, all’angolo tra la diciassettesima e la prima, a nord-ovest della Casa Bianca. La polizia locale ha isolato diversi isolati e l’area circostante. Il Dipartimento di Polizia Metropolitana di Washington ha dichiarato in un post sui social che un sospettato è stato arrestato. “La Casa Bianca è a conoscenza e sta monitorando attivamente questa tragica situazione. Il presidente è stato informato”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Il presidente Donald Trump si trova attualmente in Florida.

    foto: IPA Agency

    (ITALPRESS).

  • Spari vicino alla Casa Bianca, gravemente feriti due militari della Guardia Nazionale. Fermato un sospettato, Trump “La pagherà”

    Spari vicino alla Casa Bianca, gravemente feriti due militari della Guardia Nazionale. Fermato un sospettato, Trump “La pagherà”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – I due militari della Guardia Nazionale della West Virginia raggiunti da colpi di arma da fuoco vicino alla Casa Bianca non sono morti, ma versano in condizioni critiche. Lo ha dichiarato Kash Patel, direttore dell’FBI, dopo che il governatore dello stato, Patrick Morrisey, sui social media, aveva inizialmente affermato che i due erano stati uccisi nell’attacco, per poi fare subito fatto marcia indietro. Morrisey ha aggiunto che circolavano notizie contrastanti sulle loro condizioni.

    Secondo un funzionario delle forze dell’ordine, i due membri della Guardia Nazionale coinvolti sono un uomo e una donna, come riferisce ABC News.

    “Vorrei che tutti coloro che hanno fede pregassero per quei due soldati della Guardia Nazionale”, ha detto su X il Vicepreidente degli Stati Uniti, J.D. Vance.

    La sparatoria avrebbe avuto luogo nei pressi del Club Quarters Hotel, all’angolo tra la diciassettesima e la prima, a nord-ovest della Casa Bianca. La polizia locale ha isolato diversi isolati e l’area circostante. Il Dipartimento di Polizia Metropolitana di Washington ha dichiarato in un post sui social che un sospettato è stato arrestato. “La Casa Bianca è a conoscenza e sta monitorando attivamente questa tragica situazione. Il presidente è stato informato”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

    Il presidente Donald Trump si trova attualmente in Florida e ha subito commentato l’accaduto su Truth: “L’animale che ha sparato ai due membri della Guardia Nazionale, entrambi gravemente feriti e ora ricoverati in due ospedali separati, è anch’esso gravemente ferito, ma nonostante ciò, pagherà un prezzo altissimo. Dio benedica la nostra Grande Guardia Nazionale e tutti i nostri militari e le forze dell’ordine. Queste sono persone davvero straordinarie. Io, come Presidente degli Stati Uniti, e tutti coloro che sono associati all’Ufficio Presidenziale, sono con voi!”.

    “L’Ambasciata d’Italia a Washington sta verificando il possibile coinvolgimento di cittadini italiani”. Lo riferisce la Farnesina su X.

    Era anche stato ordinato uno stop ai voli all’aeroporto nazionale Ronald Reagan a causa delle attività delle forze dell’ordine nel centro di Washington. Le normali operazioni sono adesso riprese. Lo fa sapere la Federal Aviation Administration.

    – foto di repertorio IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Cina, Changchun ospiterà le Universiadi invernali del 2027

    Cina, Changchun ospiterà le Universiadi invernali del 2027

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    CHANGCHUN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Mercoledì, la Federazione Internazionale dello Sport Universitario (FISU) ha annunciato che Changchun, capoluogo della provincia cinese nordorientale di Jilin, ospiterà la 33esima edizione delle Universiadi invernali nel 2027.

    Si tratta della seconda volta che la Cina organizza questo evento biennale, dopo Harbin nel 2009, e rappresenta un altro importante evento internazionale di sport invernali nel Paese, dopo le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 e i Giochi asiatici invernali del 2025 a Harbin.

    La 33esima edizione delle Universiadi invernali si terrà dal 15 al 25 gennaio 2027.
    (ITALPRESS).
    -Foto Xinhua-

  • Ucraina, Zelensky “Siamo in grado di difenderci, vale la pena aiutarci”

    Ucraina, Zelensky “Siamo in grado di difenderci, vale la pena aiutarci”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “I russi stanno diffondendo in tutto il mondo la narrativa secondo cui l’Ucraina non sarebbe in grado di difendersi. Stanno dicendo che i soldati ucraini non sono in grado di difendersi. I risultati quotidiani dei combattimenti dell’esercito ucraino, delle nostre forze speciali e degli attacchi in profondità sono la prova che l’Ucraina è in grado di difendere i propri interessi. Lo dice in un messaggio video su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Ora, ogni occupante russo eliminato, ogni rifornimento del nostro fondo di scambio per l’Ucraina, ogni assalto russo respinto dagli ucraini, ogni pezzo di equipaggiamento russo distrutto, ogni attacco profondo che portiamo a termine: sono tutti argomenti che dimostrano che vale la pena stare al fianco dell’Ucraina, che vale la pena aiutare l’Ucraina e che non è l’Ucraina a dover essere pressata per la pace, ma la Russia, l’unica ragione per cui questa guerra si trascina”.

    – foto: IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Quando il passaggio al bosco genera l’effetto opposto. Di Andrea Fredi

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “A volte il passaggio al bosco, così come concepito da Ernst Jünger,
    genera l’effetto opposto di quello originariamente previsto.

    Si vorrebbe uscire dal sistema, non farsi irretire (e prendere) dal Leviatano, mantenendo un profilo basso e cercando l’invisibilità.

    Ma, complice una intossicazione di funghi e l’ennesimo scempio eco-illogico previsto (guarda tu il caso) proprio sui terreni abitati da quella famiglia (il Parco Eolico Abruzzo, 11 torri eoliche da 6 MW ciascuna, per rendere quei boschi più green) oggi tutti parlano di quella famiglia che, stanca delle catene invisibili della modernità – schermi che ipnotizzano, debiti che strangolano, norme che livellano ogni spirito – ha deciso di varcare la soglia per vivere fuori dal sistema.

    Un vero e proprio “passaggio al bosco”, come lo chiamava Ernst Jünger nel suo “Sulle scogliere di marmo”: un ritiro anarchico, una ribellione contro il Titano, quella macchina statale che riduce l’uomo a ingranaggio, la famiglia a contratto sociale, l’anima a statistica.

    Ma il Titano non tollera i ribelli: assistenti sociali, verbali, un giudice del Tribunale dei Minori de L’Aquila ha firmato l’ordinanza: “Leso il diritto alle relazioni”, “Rischio igienico, mancanza di scuola regolare, esposizione a pericoli”.

    Così, con un dispiegamento di forze dell’ordine degno di un’operazione antiterrorismo, i piccoli sono stati strappati dalle braccia della madre e del padre, caricati su un’auto e spediti in una struttura protetta a Vasto.

    La mamma ha potuto seguirli, ma solo per ore contate, dormendo in una stanza separata, come una prigioniera in visita ai propri figli. Al padre è stato concesso di vederli per 5 minuti, con una nota di sadismo che solo un cieco (dentro) non è in grado di riconoscere.

    ‘Perché il Potere si nutre della sofferenza, e usa i Senz’anima per attuarla’.

    Lo abbiamo visto durante l’Operazione Corona: il Titano non tollera dissidenti, non consente a voci diverse di fornire nuove informazioni, distrugge chiunque si opponga alla sua (falsa, narrazione.

    Anche questa volta è andata così. Solo che questa volta ‘l’hanno fatta fuori dal vaso’.

    I social, non ancora censurati come vorrebbero i burocrati di Bruxelles, hanno dato risalto alla vicenda trasformandola in un caso internazionale.
    Lo “stile-Bibbiano” portato avanti da alcuni apparati dello Stato è sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo, e nessuna censura potrà placare l’indignazione che si è generata.

    La famiglia nel bosco è diventata un simbolo.

    La gente si chiede perché questi bambini sono stati strappati alla famiglia, mentre in Italia ci sono migliaia di bambini che vivono in campi rom in condizioni, queste sì, disumane. Perché, sempre in Italia, oltre 6.000 bambine sono vittime della terribile pratica dell’infibulazione e nessuno, nei palazzi della “giustizia”, ha fretta di tutelarle e manda 5 pattuglie a prelevarle, come è stato fatto per la famiglia nel bosco.

    Mi sono chiesto come mai questa vicenda susciti in me così tanto interesse. Certamente perché sono padre, e sicuramente perché durante il periodo “pandemico” ho vissuto l’ingiustizia delle restrizioni avendo compreso fin dai primi giorni che si trattava di qualcosa di estremamente malefico, oltre che di organizzato dalle più alte sfere del potere.

    Poi perché sono umano, e come tale provo empatia per chi viene vessato da gente arrogante.

    Eppure c’è un altro livello: la famiglia nel bosco potremmo essere tu, io, noi. Perché la libertà di condurre la propria vita (laddove non si va a ledere quella altrui) come si sente e si desidera è messa a serio rischio da un apparato onnipresente e intrusivo, un panopticon che vuole determinare i pensieri, le emozioni e le scelte di ognuno per recintarle all’interno di un mondo alla “1984”.

    Andrea Fredi

    Andrea Fredi (1974), coach, formatore e ricercatore nel panorama italiano delle moderne Tecniche Energetiche, contribuisce alla diffusione di metodi di consapevolezza e di auto-aiuto, tra i quali la più conosciuta è certamente EFT (Emotional Freedom Techniques).

  • Il Volo annuncia la quarta edizione di “Tutti per uno – Viaggio nel tempo”

    Il Volo annuncia la quarta edizione di “Tutti per uno – Viaggio nel tempo”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Nel pieno del successo di Live in Concert, il tour nelle principali capitali europee, Il Volo annuncia la quarta edizione di Tutti per uno – Viaggio nel tempo, in programma il 24, 26 e 27 settembre 2026 (da un’idea di Michele Torpedine, progetto organizzato e prodotto da Friends & Partners).

    Per il secondo anno consecutivo, a fare da sfondo alle straordinarie voci di Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto sarà il magnifico Palazzo Te a Mantova, un luogo di straordinaria importanza culturale e storica che offre un contesto ideale per celebrare la bellezza della musica.

    -Foto ufficio stampa Goigest-
    (ITALPRESS).

  • BMW Italia alla prima della Scala 2025, venti anni di partnership

    BMW Italia alla prima della Scala 2025, venti anni di partnership

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    SAN DONATO MILANESE (MILANO) (ITALPRESS) – In concomitanza con l’apertura della stagione 2025, il prossimo 7 dicembre, BMW Italia celebra vent’anni di collaborazione con uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo: il Teatro alla Scala di Milano, un contesto di eccellenza che permette di raccontare valori condivisi che guidano sia il teatro che la Casa automobilistica di Monaco.

    L’opera che inaugurerà la stagione 2025 del Teatro alla Scala di Milano propone un dialogo tra profondità emotiva e contemporaneità: una musica che tocca l’animo dello spettatore, accompagnata da una drammaturgia incisiva. Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, capolavoro di Dmitri Šostakovic, diretta dal maestro Riccardo Chailly, esplora la tensione tra desiderio, potere e le sue inevitabili conseguenze. L’opera, al centro della stagione, si distingue per la sua carica emotiva e per l’interpretazione musicale che valorizza la partitura in chiave contemporanea.

    Ed è proprio in questa cornice che BMW Italia rinnova il proprio impegno: sostenere progetti che valorizzano la cultura italiana nel mondo, promuovere partecipazione attiva e accessibile, e guidare pratiche aziendali responsabili e sostenibili, senza mai sottrarre spazio all’eccellenza artistica, ma integrandola con la sostenibilità ambientale e sociale.

    “Questa nostra partnership”, ha dichiarato Massimiliano Di Silvestre, Presidente e Amministratore Delegato di BMW Italia,è cresciuta e si rinnova nella tradizione e l’innovazione. Da una parte, l’eredità artistica senza pari del Teatro; dall’altra, l’impegno di BMW nel guidare la trasformazione della mobilità premium. E in occasione della Prima del prossimo 7 dicembre, come BMW Italia partiremo con una speciale campagna di comunicazione su Milano della prima auto della nuova generazione Neue Klasse, che significa un cambio di paradigma in termini di design, esperienza a bordo, digitalizzazione, tecnologia ed elettrificazione: la Nuova BMW iX3″. “Siamo orgogliosi”, ha concluso Di Silvestre, “di essere al fianco della Scala, un simbolo dell’identità italiana, e di contribuire a rendere possibile il dialogo tra arte e innovazione per continuare ad emozionare il pubblico di tutto il mondo”.

    La relazione tra BMW Italia e La Scala, avviata nel 2002, si fonda sull’idea di porre l’uomo al centro, intrecciando linguaggi artistici e strumenti tecnologici per valorizzare l’esperienza culturale. Dal 2016, BMW Italia è socio fondatore sostenitore del teatro. Nel corso degli anni la partnership ha sostenuto stagioni liriche e sinfoniche, progetti speciali e iniziative di dialogo tra pubblico, musica e innovazione.

    La Scala emerge come piattaforma globale per raccontare valori quali leadership, passione e cura del dettaglio, elementi che si intrecciano con la strategia di sostenibilità e con le attività di branding e responsabilità sociale di BMW in Italia.

    Il ventennale della partnership con la Prima del 7 dicembre diventa quindi una piattaforma per riflettere su come industria, cultura e comunità possano crescere insieme. BMW Italia continuerà a sostenere progetti che valorizzano la cultura italiana nel mondo, promuovendo una partecipazione accessibile e significativa e rafforzando l’impegno verso pratiche aziendali responsabili e sostenibili.

    foto: ufficio stampa BMW Group Italia

    (ITALPRESS).

  • Legnano dice NO alla violenza sulle donne con uno spettacolo testimonianza per trasformare il dolore in responsabilità condivisa

    Legnano ha scelto di riempire il Teatro Tirinnanzi, martedì 25 novembre 2025, non solo per assistere a uno spettacolo, ma per prendere posizione.

    In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate assieme al suo braccio operativo Ccr Insieme Ets, che gestisce anche la mutua di comunità dei soci, ha promosso una serata intensa – spettacolo e convegno insieme – dal titolo “Mother Love”, con il teatro colmo di persone, autorità civili e militari, associazioni, dipendenti della banca e tanti cittadini.

    Sul palco, la potenza della danza della Scuola “Danza e Danza” di Pregnana Milanese, ideata dalla direttrice Rossana Palmitessa, si è intrecciata con la testimonianza della dottoressa e artista Manuela Carnini, in arte Fridami, e con gli interventi dei rappresentanti del territorio. Il ricavato della serata è stato devoluto a E.va ODV – Centro antiviolenza, a cui è andato anche un contributo speciale messo a disposizione dalla Bcc.

    “L’amore è libertà”: la testimonianza di Manuela Carnini / Fridami

    A guidare la serata è stato il giornalista Marco Linari, che ha scelto di “usare poche parole”, per lasciare spazio a una storia. Quella di Manuela Carnini, ex olimpionica del nuoto sincronizzato ad Atlanta 1996, oggi medico chirurgo vascolare e artista con il nome d’arte Fridami.

    Linari ha introdotto il tema partendo dalle parole e dalla loro ambiguità: raptus, perdono, difficoltà, comprensione. Ha citato padre Enzo Bianchi:

    «Le parole sono la cosa più violenta che possa esistere e chi le usa con violenza diventa anche un assassino».

    Per raccontare il percorso di Manuela, Linari ha utilizzato una sequenza di immagini: casi di femminicidio noti a tutti – Giulia Cecchettin, Pamela Genini, Giulia Tramontano, Sara Campanella, Beatrice Fraschini – chiedendo a Manuela di commentarli dal punto di vista di chi la violenza l’ha vissuta dall’interno.

    Manuela ha ricordato l’episodio più traumatico della sua storia, avvenuto proprio il 25 novembre 2018, senza che lei sapesse che quella fosse la giornata contro la violenza sulle donne. Da vittima sopravvissuta è poi diventata artista, trasformando il dolore in opere: la Earth Pain Collection, che rappresenta le fasi del dolore «dal buco nell’anima fino alla guarigione». L’abito indossato sul palco, “il cuore a memoria”, simboleggiava un dolore profondo che resiste senza dimenticare.

    Parlando del caso Cecchettin, Manuela ha raccontato di aver realizzato un’opera la notte della sentenza che escludeva la crudeltà: ha provato fisicamente a imprimere 75 coltellate su una tela con un coltello da cucina:

    «È stato dolorosissimo e faticoso, non ci ho messo un minuto. Immaginiamo un uomo che si accanisce contro una donna… Se ce ne sono state 75 vuol dire che alcune non erano mortali. Io, da medico e da artista, non riesco a non vedere la crudeltà in tutto questo».

    La sua storia personale ha avuto al centro anche i figli, testimoni diretti della violenza:

    «L’evento più catastrofico è avvenuto davanti ai miei bambini. Mio figlio di tre anni, scendendo dal seggiolone, ha provato a difendermi. Mia figlia è caduta dalle mie braccia, con un trauma cranico. Lì ho detto: basta».

    La testimonianza ha affrontato il tema degli “insospettabili” – «anche il mio ex marito è un medico» – e quello dell’isolamento:

    «All’inizio mi vergognavo, non capivo cosa mi stesse succedendo. Non volevo preoccupare nessuno, avevo i genitori malati, i fratelli lontani, ero appena sposata. Dicevo: magari ce la faccio, magari con l’amore lo salvo… Ma ognuno si salva da solo».

    Nel dialogo con Linari, Manuela ha insistito su alcuni segnali da riconoscere:

    lo stalking da parte anche di persone non “ufficialmente” partner,
    il controllo ossessivo, la geolocalizzazione, il “se ti vesti così non esci”,
    il divieto di vedere le amiche.
    «Non esiste. L’amore è libertà», ha detto con forza, spiegando il percorso che ora la porterà nelle scuole per parlare ai ragazzi di relazioni tossiche e dipendenza affettiva.

    Ha ricordato anche il momento in cui, durante un episodio di estrema violenza, «si è finta quasi morta» pur di fermare l’aggressione.

    Oggi, ha raccontato, Manuela sente di dover “apportare frutto” da quanto vissuto: essere testimone e aiuto per gli altri, soprattutto per le nuove generazioni.

    In chiusura, ha letto una sua poesia dedicata alla denuncia, scritta il giorno della Giornata contro la violenza sulle donne:

    «Per ogni donna che subisce violenza ci vuole coraggio per questo atto.
    Supera la paura di non essere creduta, protetta.
    Supera il giudizio, supera la vergogna.
    Ascoltatela finché lei possa rimanere in vita, non quando non potrà più parlare.
    Non ditele “te la sei cercata”, “è colpa tua”, “per un pugno hai fatto tutto questo casino”.
    Non mettetela sul banco degli imputati.
    Non voltatele le spalle, non sparite, ma amatela.
    Amatela forte e rispettatela, non fate gli avvoltoi.
    Non sapete in che inferno si è imbattuta e che guerra ha dovuto combattere.
    Se un giorno dovesse riaprirsi all’amore, avrete un tesoro tra le mani, perché lei ora lo sa bene cos’è l’amore».

    “Collaborare per crescere”: la riflessione del presidente della Bcc Roberto Scazzosi

    L’avvocato Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate di fronte a un teatro gremito, ha scelto la sobrietà:

    «Cercherò di essere velocissimo: mi ha già detto tutto Daniela, quindi sulla banca ho ben poco da aggiungere. Vi ringrazio per questa partecipazione che non pensavo così grande, davvero siete in tanti. Ringrazio tutte e tutti voi, le autorità militari, le autorità civili, chiunque ha partecipato a questa serata».

    Un ringraziamento particolare, “di cuore”, è andato alle donne e agli uomini della banca:

    «Senza di loro non saremmo stati qui stasera. Si impegnano non solo per questa serata, ma in tante diverse occasioni».

    Scazzosi ha poi citato la Mutua di comunità, rappresentata da Maria Carla Ceriotti, e ha ringraziato la Scuola Danza e Danza di Pregnana Milanese e la direttrice Rossana Palmitessa «per lo spettacolo che ci offriranno».

    Ha quindi introdotto il patrocinio di IDE – Associazione delle Donne del Credito Cooperativo, ricordando il messaggio inviato dalla presidente Teresa Fiordelisi, anche vicepresidente vicaria del gruppo bancario di cui la Bcc fa parte. Nel messaggio, Fiordelisi ringrazia gli organizzatori – Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, CCR Insieme e TS – e richiama la drammaticità dei numeri:

    «La ricorrenza del 25 novembre ci ricorda quanto il tema del contrasto alla violenza di genere sia drammaticamente attuale e urgente. Solo nell’ultimo anno nel nostro Paese si sono registrati 76 femminicidi, a cui si aggiungono 67 tentati femminicidi».

    Lo spettacolo Mother Love, scrive Fiordelisi, è «non solo una performance, ma un manifesto» in cui, attraverso la danza, «si dà forma all’amore, alla maternità, alla libertà, ma anche alle fragilità e alle ferite che troppo spesso restano nascoste».

    Scazzosi ha poi allargato lo sguardo: «Quando si parla di questi fatti non dobbiamo pensare solo all’omicidio. Ci sono donne obbligate a stare zitte per paura di perdere la casa, un figlio, il lavoro. In questi casi il danno è doppio: si subisce la violenza e, dall’altra parte, bisogna stare in silenzio».

    Da qui il richiamo ai progetti per l’indipendenza economica delle donne – «una donna, un lavoro, un conto» – promossi anche dal Corriere della Sera e sostenuti dalla banca.

    La chiusura è un invito collettivo:

    «Se siamo così in tanti, ognuno nel suo ruolo, e se ognuno ha qualcosa da dire o da fare per aiutarci a eliminare questa piaga, pensiamo a queste due parole: collaborare per crescere. Se tutti insieme mettiamo un pezzettino del nostro impegno, forse un domani questo fenomeno sarà diminuito o eliminato».

    La banca, il territorio e il “gettone” di solidarietà

    Nel corso della serata, il palco ha ospitato il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, dottor Roberto Solbiati, chiamato “per un motivo importante”: annunciare un contributo aggiuntivo per E.va ODV.

    La direzione generale, la presidenza e il Consiglio di amministrazione della banca non solo hanno detto subito sì alla proposta della serata, «si sono fidati», ma il direttore ha deciso di fare un passo in più: per ogni dipendente presente in sala, la Bcc ha messo un “gettone” economico, trasformando la partecipazione del personale in un gesto concreto. Un assegno che Solbiati ha consegnato ad E.va ODV, “grazie a tutti i colleghi che sono qui questa sera”.

    Nel suo intervento, il direttore generale ha ricordato: «Uno dei principi ispiratori della nostra banca è quotidianamente lavorare nell’interesse e per il bene del nostro territorio. Siamo fermamente convinti che oggi sia una straordinaria opportunità per poter, nel nostro piccolo, collaborare con chi ha scelto quotidianamente di operare per il bene. E noi siamo convinti che chi ha fatto questa scelta sta costantemente dalla parte di chi merita».

    “La violenza sulle donne non è una questione privata”

    Daniela Cazzaniga, responsabile dell’Area territoriale di Busto Garolfo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha subito restituito dal palco l’immagine di una comunità mobilitata:

    «Siete tantissimi, quindi davvero grazie per aver raccolto il nostro invito. Un grazie a tutte le autorità presenti… E permettetemi un grosso grazie ai miei colleghi: credo che sia l’ennesima conferma che la forza della nostra banca sta nella sua squadra, che quando l’obiettivo è importante scende in campo sempre unita».

    Cazzaniga ha ricordato il ruolo della banca come unica realtà locale presente in un territorio che va dall’Alto Milanese al Varesotto: «Essere banca del territorio vuol dire essere vicini a chi su questo territorio vive e lavora, ma per noi vuol dire anche provare tutti i giorni a portare valori importanti: rispetto, solidarietà, uguaglianza. È da questo pensiero che nasce la voglia di realizzare questa serata».

    Il cuore del suo intervento è stato un passaggio netto: «La violenza sulle donne non è una questione privata. La violenza sulle donne è una ferita che sanguina nel cuore della nostra società ed è una ferita che chiama ciascuno di noi, come cittadino e come essere umano».

    La serata, ha spiegato, è stata pensata in due momenti: prima il “linguaggio magico della danza”, con la scuola di Pregnana Milanese e la direttrice Rossana Palmitessa; poi “la forza di una testimonianza”, quella di Manuela Carnini, che avrebbe condiviso «dolore, sofferenza, ma soprattutto voglia e forza di rinascere».

    «Questa sera – ha concluso Cazzaniga – è un piccolo passo concreto per provare a credere che una società più giusta ci possa essere, una società in cui non c’è più violenza o discriminazione… Quando una comunità è capace di unirsi insieme fa davvero la differenza».

    L’impegno della città: la voce dell’assessore Maffei

    Il filo della responsabilità collettiva è stato ripreso dall’assessora alla comunità inclusiva del Comune di Legnano, Ilaria Maffei, che ha sottolineato il debito verso le generazioni precedenti:

    «Io dico sempre: grazie alle donne della generazione precedente alla mia, che sono riuscite a dire “basta”, a denunciare. Non è facile denunciare la violenza domestica, perché si parla di una violenza perpetrata da uomini di cui dovremmo fidarci: compagni, fidanzati, ex mariti, padri, perfino figli».

    Maffei ha ricordato come il fenomeno, negli ultimi anni, sia emerso in modo più evidente anche grazie ai centri antiviolenza, e ha segnato un cambiamento importante:

    «Questa sensibilizzazione ha visto sempre di più accanto alle donne anche tanti, tanti uomini. Non era scontato fino a qualche anno fa vedere tanti uomini in momenti come questo. È un problema che riguarda tutti noi e possiamo uscirne solo insieme».

    La scelta di devolvere il ricavato a E.va ODV è stata definita “coerente con un lavoro di rete che ogni territorio deve saper costruire attorno alle donne che chiedono aiuto”.

    Il corpo che parla: la danza di “Mother Love”

    Prima della parola, sul palco del Tirinnanzi è stato il corpo a parlare. Le giovani danzatrici della Scuola Danza e Danza, guidate da Rossana Palmitessa, hanno costruito un percorso fatto di immagini, gesti, cadute e rialzate. Un linguaggio che, come ha ricordato il messaggio di IDE, ha dato forma «all’amore, alla maternità e alla libertà», ma anche «alle fragilità e alle ferite che troppo spesso restano nascoste». In un passaggio delle musiche, le parole “ballo finché il mascara mi cadrà sulla guancia” hanno anticipato uno dei temi centrali della serata: il confine sottile tra bellezza, dolore e resistenza.

    Eva ODV: “Agire la violenza è una scelta, fermarla è una responsabilità”

    Raccogliendo l’“assist” di Manuela, sul palco è salita Emilia Barni, presidente di E.va ODV. Visibilmente emozionata, ha ringraziato la Bcc, le ragazze della scuola di danza, il dottor Solbiati e l’avvocato Scazzosi «sempre molto sensibili e sempre al nostro fianco», e il pubblico «per un sostegno veramente importante».

    Ha tratteggiato la storia del centro: nato nel 2011, con sede a Busto Arsizio e sportelli a Gallarate e Ferno, E.va ODV lavora in stretta collaborazione con ATS, forze dell’ordine, Procura e servizi sociali:

    «È molto importante fare un lavoro di rete per essere tutti coordinati a supporto della violenza in tutte le sue forme». L’associazione offre assistenza gratuita sociale, psicologica e legale. L’équipe è formata esclusivamente da professioniste – psicologhe, psicoterapeute, assistenti sociali, counselor, avvocatesse – e accoglie donne vittime di violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica.

    I numeri raccontano un fenomeno in crescita: nel solo 2025, a oggi, il centro ha accolto circa 220 donne, con un’età compresa tra i 13 e gli 80 anni.

    Barni ha insistito su un punto spesso sottovalutato: la violenza assistita sui figli, presenti dentro le mura domestiche: «C’è ancora la convinzione che i figli non vedono e non sentono. Non è così. Vedono, sentono, vivono in una famiglia in cui tutti i cardini sono saltati e poi si comportano di conseguenza». Da qui l’importanza di lavorare nelle scuole, per sensibilizzare i più giovani su controllo, ossessione, mancanza di rispetto e incapacità di accettare un “no”.

    Il suo messaggio finale è stato un appello chiaro: «Agire la violenza è una scelta. Fermarla è una responsabilità. È la responsabilità di tutti noi: di chi vede, di chi sente, di chi giudica, di chi ascolta. Prestiamo attenzione: avviciniamoci, con dolcezza, dove capiamo che c’è una donna che sta vivendo una situazione di violenza, cerchiamo di farle capire che deve farsi aiutare.
    A tutte le donne voglio dire: non vi dovete vergognare. Chi si deve vergognare è chi agisce la violenza, non chi la subisce. Mai pensare di essersela meritata. Non sottovalutate, perché l’escalation dei crimini è certa, fino ad arrivare agli esiti più tragici. Tutte le donne hanno diritto alla propria dignità. E a un diritto non si può e non si deve rinunciare».

    Le forze dell’ordine: caserme come “porta della speranza”

    A chiudere la serata è intervenuta anche il tenente colonnello Emanuela Rocca, che ha parlato della prospettiva delle forze dell’ordine. Dopo aver ringraziato la Bcc e tutti i protagonisti, ha definito l’evento «un battito d’ali» capace di produrre cambiamenti importanti, richiamando l’“effetto farfalla”.

    Ha ribadito la difficoltà maggiore: «La cosa più difficile è convincere una donna di essere vittima di violenza, darle consapevolezza e portarla alla denuncia».

    Per questo ha indicato strade possibili, meno traumatiche del recarsi subito in caserma: il numero 1522 e i centri antiviolenza, che possono accompagnare con delicatezza le donne verso le forze dell’ordine, che devono diventare: «Una porta della speranza verso l’uscita da questo ciclo di violenza».

    Alla fine, tra un ultimo applauso alle danzatrici di Mother Love e le volontarie di E.va ODV con le cassette per le donazioni all’uscita, il Teatro Tirinnanzi ha restituito l’immagine di una comunità che non si limita a commuoversi, ma sceglie di impegnarsi.

    La serata ha ricordato che nessuno si salva da solo, ma anche che – come ha detto Emilia Barni – «fermare la violenza è una responsabilità», e che ogni gesto, ogni parola, ogni “no” detto in tempo può essere davvero, per qualcuno, l’inizio della salvezza.

  • Dialogo di sapori in Cina, conclusa la Settimana della Cucina Italiana a chengdu

    Dialogo di sapori in Cina, conclusa la Settimana della Cucina Italiana a chengdu

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    CHENGDU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Pasta, pizza, Prosciutto di Parma… Una varietà di classiche specialità italiane ha deliziato il palato degli appassionati di gastronomia. La cerimonia di chiusura della decima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo si è tenuta a Chengdu il 22 novembre, dove la cucina italiana, famosa in tutto il mondo, e Chengdu, Città della Gastronomia UNESCO, hanno iniziato un dialogo di sapori.

    Il tema di quest’anno, “La cucina italiana tra salute, cultura e innovazione”, mette in evidenza il profondo legame tra il patrimonio culinario dell’Italia e la costante ricerca di eccellenza e progresso da parte del Paese.

    Fabio Schina, console generale d’Italia a Chongqing, ha affermato che la cucina italiana rappresenta molto più di un insieme di ricette: è uno stile di vita che riflette storia, identità e creatività. Promuovere il cibo italiano a Chengdu, una “Città della Gastronomia”, è particolarmente significativo, ha aggiunto Schina: “I cittadini di Chengdu hanno una profonda comprensione dell’essenza del cibo e possono apprezzare il fascino della cucina italiana”.

    Attraverso questa iniziativa, l’Italia continua a rafforzare i legami culturali ed economici in tutto il mondo, e in particolare in un mercato chiave come quello cinese, condividendo i valori di eccellenza, benessere e innovazione che definiscono la nostra identità nazionale, ha concluso il console.

    La cooperazione amichevole tra il Sichuan e l’Italia si sta approfondendo. E’ stato riferito che l’Università di Chengdu e l’Università degli Studi di Palermo hanno realizzato numerosi programmi di scambio. E le città di Dujiangyan e Procida hanno firmato ufficialmente un accordo di gemellaggio, e i settori di cooperazione tra le due parti continuano ad ampliarsi.

    Il settore agroalimentare rappresenta per l’Italia una componente chiave del suo sistema economico e della sua capacità di esportazione. Nel 2024, secondo gli ultimi dati diffusi da Coldiretti, le esportazioni agroalimentari italiane hanno raggiunto il valore record di quasi 70 miliardi di euro, segnando un aumento dell’8,7% rispetto all’anno precedente.

    La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è stata lanciata nel 2016 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano. Essa mira a promuovere l’antica tradizione italiana della cultura del cibo e del vino attraverso un ricco programma di eventi in tutto il mondo.
    (ITALPRESS).
    -Foto Xinhua-

  • Avis Regionale Lombardia sostiene la campagna “UNiTE 2025 – Orange the World” contro la violenza digitale di genere

    Avis Regionale Lombardia sostiene la campagna “UNiTE 2025 – Orange the World” contro la violenza digitale di genere

    Costruire un messaggio corale per contribuire a generare consapevolezza e condanna sociale su un fenomeno come la violenza digitale di genere che, anche in Italia, si è rivelato essere estremamente sottovalutato.

    È con questo obiettivo che UN Women Italy, la rappresentanza italiana dell’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza e l’empowerment femminile, ha lanciato la campagna globale “UNiTE 2025 – Orange the World”.

    La violenza contro le donne e le ragazze rimane una delle violazioni più diffuse e persistenti dei diritti umani a livello mondiale. Nonostante i progressi normativi e strategici degli ultimi decenni, una donna su tre continua a subire violenza nel corso della propria vita. Inoltre, le crisi globali, i conflitti e il cambiamento climatico, aggravano ulteriormente le cause strutturali della violenza, mentre le tecnologie digitali stanno generando nuove modalità di abuso, come la pornografia deepfake, la disinformazione di genere e l’incitamento all’odio.

    Sono 7 gli obiettivi chiave della campagna UNiTE 2025:
    1. Condannare tutte le forme di violenza digitale di genere
    2. Sostenere le organizzazioni per i diritti delle donne
    3. Rafforzare la trasparenza e la responsabilità delle aziende tecnologiche
    4. Garantire alle vittime l’accesso a servizi di supporto specializzati
    5. Proteggere le donne nella vita pubblica
    6. Promuovere la resilienza digitale e l’alfabetizzazione tecnologica
    7. Investire in soluzioni innovative e strumenti digitali

    Dal 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne) al 10 dicembre (Giornata dei diritti umani), in tutto il mondo si tengono i 16 giorni di attivismo: un periodo simbolico che unisce due date fondamentali per ricordare che la violenza contro le donne è, prima di tutto, una violazione dei diritti umani. Il colore arancione, simbolo della campagna, rappresenta un futuro luminoso, ottimista e libero dalla violenza.

    AVIS, impegnata quotidianamente nel garantire il benessere delle persone, ha scelto di aderire veicolando le immagini e i messaggi della campagna sui propri canali social e nelle proprie sedi, promuovendo momenti di sensibilizzazione rivolti ai propri soci, dipendenti e altri interlocutori della società civile.

    Come ha spiegato la componente dell’Esecutivo nazionale di AVIS, nonché referente per politiche di genere e inclusività, Maria Gianuario, «siamo molto orgogliosi di partecipare a un’iniziativa così importante.

    La nostra associazione fa della cura del prossimo uno dei suoi principi fondanti. Ma curare il prossimo non è un qualcosa che riguarda solo la salute, bensì un concetto molto più ampio che sta nel preoccuparsi di chi abbiamo accanto. In qualsiasi ambito e in qualsiasi circostanza. Il tema della violenza di genere è purtroppo un qualcosa di estremamente attuale che non si addice a una società matura, civile e attenta ai bisogni degli altri. Così come AVIS si impegna per garantire il fabbisogno di emocomponenti, allo stesso modo si schiera in prima linea contro ogni forma di sopruso. Essere volontari e cittadini attivi significa non voltarsi mai dall’altra parte».

    «La violenza contro le donne si è rapidamente adattata alla crescente disponibilità di tecnologia», ha aggiunto Katja Besseghini, avvocata, board member di UN Women Italy. «Solo in Italia, nel 2024, la polizia postale ha registrato quasi 2mila casi di reati online contro le donne e il 20% delle donne che subiscono violenza online, dichiara di aver poi subito abusi nella vita reale. È urgente in questo contesto una presa d’atto e di responsabilità collettiva per un reale cambiamento culturale e in questo le comunità e il mondo associativo svolgono un ruolo insostituibile».