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  • Milano, rivolta in atto al carcere minorile Beccaria. Il Sindacato Sappe: “E’ saltato il tappo!”

    Milano, rivolta in atto al carcere minorile Beccaria. Il Sindacato Sappe: “E’ saltato il tappo!”

    Altissima tensione nel carcere minorile Beccaria di Milano, dove è attualmente in atto una violenta rivolta da parte di alcuni dei detenuti ristretti. Una situazione incandescente. “La situazione è molto grave”, denuncia Alfonso Greco, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Ci arrivano dal Beccaria segnali allarmanti di una crescente tensione. La situazione è molto critica e sul posto sono presenti anche operatori delle altre Forze di Polizia. Mi sembra evidente che c’è necessità di interventi immediati da parte degli organi ministeriali e regionali dell’Amministrazione della Giustizia minorile, che assicurino l’ordine e la sicurezza in carcere al Beccaria tutelando gli Agenti di Polizia Penitenziaria che vi prestano servizio. Ed è grave che non siano stati raccolti, nel corso del tempo, i segnali lanciati dal SAPPE sui costanti e continui focolai di tensione nelle carceri lombarde”.

    Il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece giudica la condotta dei detenuti ancora in rivolta “irresponsabile e gravissima. Sono quotidiane le nostre denunce con le quali evidenziamo che la situazione al Beccaria è sempre ad alta tensione. Alla teoria di chi parla di carceri conoscendoli poco, ossia dalla parte della Polizia Penitenziaria, vogliamo rispondere con la concretezza dei fatti. Che parte da un dato incontrovertibile: la Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento. È sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria”.

    “Va però sostenuto con forza e ribadito – conclude Capece – che le politiche di gestione e di trattamento siano adeguate al cambiamento della popolazione detenuta minorile, che è sempre maggiormente caratterizzata da profili criminali di rilievo già dai 15/16 anni di età e contestualmente da adulti fino a 25 anni che continuano ad essere ristretti. La realtà detentiva minorile italiana, come denuncia sistematicamente il SAPPE, è più complessa e problematica di quello che si immagina”.

  • Una bella notizia: Christian Di Martino lascia l’ospedale di Niguarda dopo 20 giorni

    Una bella notizia: Christian Di Martino lascia l’ospedale di Niguarda dopo 20 giorni

    E’ stato dimesso dall’ospedale Niguarda Christian Di Martino, l’agente della Polizia di Stato aggredito nella notte tra l’8 e il 9 maggio alla stazione di Lambrate di Milano da un uomo che stava lanciando pietre contro un treno.

    Nel tentativo di provare a fermarlo, il vice ispettore Di Martino era stato accoltellato tre volte al torace e all’addome. Ricoverato in condizione gravissime in terapia intensiva, è stato operato e sottoposto a numerose trasfusioni prima di essere considerato fuori pericolo e infine dimesso dopo 20 giorni di degenza.

    Nato a Ischia, 35 anni, Di Martino ha ricevuto in ospedale la visita di numerosi rappresentanti delle istituzioni, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al presidente del Senato Ignazio La Russa, oltre a quella del calciatore dell’Inter Federico Di Marco, sposato con la sorella della fidanzata dell’agente.

    Di Martino ha lasciato l’ospedale milanese accompagnato da due colleghi della Questura di via Fatebenefratelli. Le sue condizioni vengono definite “buone” ed è tornato ad alimentarsi in modo autonomo. Il poliziotto era arrivato al Niguarda in condizioni gravissime, con emorragie interne e diversi organi lesionati.

    Dopo più operazioni eseguite dal Trauma Team del nosocomio, il 16 maggio era stato dimesso dalla terapia intensiva. Il giorno prima, oltre 70 tra agenti e altri appartenenti alle forze dell’ordine avevano donato il sangue al Niguarda, in segno di riconoscenza per aver salvato la vita del collega. A fargli visita, durante la degenza, l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il presidente del Senato Ignazio La Russa e anche la premier Giorgia Meloni. Dietro il suo letto d’ospedale, la maglia del cognato Federico Di Marco con le firme dei calciatori dell’Inter.

  • Buccinasco. Fece da ‘palo’ nell’omicidio di Paolo Salvaggio, al via il processo

    Buccinasco. Fece da ‘palo’ nell’omicidio di Paolo Salvaggio, al via il processo

    Si sono costituite parti civili la moglie e la figlia della vittima nella prima udienza del processo in Corte d’Assise a Milano a carico di Benedetto Marino, finito in carcere il 10 ottobre scorso perché avrebbe fatto da “palo” nell’omicidio di Paolo Salvaggio, avvenuto a Buccinasco (Milano) l’11 ottobre 2021, garantendo “una celere e sicura via di fuga” in auto ad uno dei due killer, non identificati, che su un motorino hanno sparato tre colpi.

    Oggi la Corte ha dato l’incarico al perito per la trascrizione delle intercettazioni e il difensore di Marino, l’avvocato Davide Montani, ha chiesto che venga trascritta anche una conversazione non indicata dai pm e che la difesa ritiene di “estrema rilevanza”. Il processo è stato aggiornato al 4 giugno.

    Marino, 45 anni, nell’interrogatorio dopo l’arresto si era avvalso della facoltà di non rispondere. Tra gli elementi a carico dell’arrestato c’è anche il riconoscimento effettuato dalla sua compagna. Sentita nelle indagini condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri e coordinate dai pm Sara Ombra e Gianluca Prisco, la donna aveva riconosciuto il compagno quando le è stato sottoposto un “frammento” di immagine nella quale si vedrebbe Marino uscire dall’auto, prima del momento in cui avrebbe fatto salire a bordo uno dei due killer, per poi fuggire con lui.

    Anche se Salvaggio era ritenuto elemento di spicco della criminalità milanese, con relazioni con la cosca ‘ndranghetista dei Barbaro-Papalia e con il “clan dei catanesi” legato al boss Angelo Epaminonda, non era stato individuato un movente della “esecuzione”. E’ “probabilmente legato a screzi passati – aveva scritto il gip – occorsi durante il periodo di detenzione di alcuni soggetti coinvolti”.

  • Arconate.  Progetto Diamante: “Molto rumore per nulla” con i ragazzi della RSD

    Arconate. Progetto Diamante: “Molto rumore per nulla” con i ragazzi della RSD

    “Molto rumore per nulla”, tratto dall’omonimo libro di W. Shakespeare, al centro dello spettacolo teatrale dei Residenti della RSD del Progetto Diamante di Fondazione Mantovani.

    E’ stato questo il cuore dell’attività promossa da ragazzi ed educatori che è andata in scena domenica pomeriggio presso il teatro dell’Oratorio di Arconate, a conclusione del progetto di teatroterapia.

    “Ogni mercoledì pomeriggio abbiamo svolto l’attività di teatroterapia impostando esercizi ed interventi su una parte della storia del celebre scrittore inglese. Gli incontri si svolgevano divisi in tre gruppi in base a caratteristiche e rispettive capacità espressive” spiega Annamaria, Responsabile dell’equipe animativa.

    “Nella seconda parte dell’anno ci siamo invece dedicati alle prove per realizzare lo spettacolo finale che ha evidenziato tutto il lavoro, l’impegno ed il protagonismo dei nostri Residenti”. Mesi scanditi da prove, preparazione dei costumi, sino alla scenografia con un fantastico fondale rappresentante Messina, città dove è ambientata la storia.

    Una esibizione che ha saputo commuovere e divertire il pubblico. “I familiari e gli amici presenti hanno dimostrato tutto il loro entusiasmo e la loro vicinanza, confermando così come la RSD sia luogo di accoglienza, servizio e presenza aperta e dialogante con il territorio”, sottolinea la coordinatrice Gabriella Calloni. “Abbiamo trasformato anche il percorso Casa Azzurra-Oratorio in un momento di festa e di convivialità, sentendosi così tutti parte attiva del luogo in cui viviamo”.

  • Milano: strangolò e uccise Yuri Orizio sui Navigli, a processo 28enne

    Milano: strangolò e uccise Yuri Orizio sui Navigli, a processo 28enne

    Inizierà nelle prossime settimane davanti alla Corte d’assise di Milano il processo per omicidio volontario a carico di Bilel Cubaa, il 28enne tunisino che la notte del 13 settembre 2023 avrebbe aggredito e ucciso, strangolandolo, il 23enne Yuri Urizio, in zona Navigli a Milano.

    Lo ha deciso il Gup di Milano, Daniela Cardamone, rinviando a giudizio lo straniero che ha chiesto il processo con rito ordinario. La madre della giovane vittima si è costituita parte civile. Secondo le indagini della polizia di stato, coordinata dal pm Luca Poniz, il 28enne avrebbe stretto le braccia attorno al collo di Urizio fino a fargli perdere i sensi, intorno alle 4 del mattino.

    Quando gli agenti sono giunti sul posto non ha tentato di fuggire ma solo di giustificare la propria azione sostenendo di aver difeso una donna ucraina che chiedeva l’elemosina nella zona della movida meneghina da un tentativo di rapina. Urizio, cameriere di origine comasche, è morto dopo due giorni di agonia al Policlinico di Milano. Gli inquirenti hanno acquisito alcune immagini delle telecamere di sorveglianza nel corso delle indagini in cui pochi istanti prima dell’omicidio si vedono due uomini e una donna parlare in viale Gorizia.

    Le telecamere non hanno tuttavia immortalato il momento dell’aggressione. Il 28enne ha rinunciato al processo con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo sull’eventuale pena nonostante l’omicidio contestato non preveda aggravanti e quindi una pena inferiore all’ergastolo.

  • Ue, Sardone “Mai con Von der Leyen, serve svolta di centrodestra”

    Ue, Sardone “Mai con Von der Leyen, serve svolta di centrodestra”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Un governo di centrodestra in Europa in discontinuità con il passato e come possibile soluzione di fronte ai principali scenari bellici del mondo: questa la speranza rivendicata da Silvia Sardone, candidata con la Lega alle elezioni europee nella circoscrizione Nord-Ovest, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica ‘Primo piano – Elezioni europee 2024’ dell’agenzia Italpress.
    Per lei si tratterebbe del secondo mandato consecutivo a Bruxelles, ma stavolta l’obiettivo è che dal voto dell’8 e del 9 giugno esca una geografia europea completamente diversa da quella che nel 2019 ha portato Ursula Von der Leyen al vertice della Commissione europea: “Il nostro auspicio è portare un governo di centrodestra anche in Europa, con un unico gruppo di maggioranza che segue il modello italiano: come Lega abbiamo ribadito che non siamo disposti a votare Von der Leyen e vogliamo una forte discontinuità con gli ultimi cinque anni. Alcune proposte recenti del Parlamento europeo sono folli: sentirmi dire che nel 2035 devono essere vendute solo auto elettriche, quando poi la Cina aumenta le centrali a carbone, è una presa in giro perchè mostra come dietro alle politiche ambientali ci siano politiche industriali che danneggiano il nostro paese”.
    Anche sulle guerre in Ucraina e Medio Oriente, secondo Sardone, potrebbe esserci uno scenario diverso con un cambio ai vertici Ue: “Se dovesse esserci un governo di centrodestra in Europa e Trump dovesse vincere negli Stati Uniti credo che si potrebbe arrivare più facilmente a uno scenario di pace laddove oggi c’è guerra: ad ogni modo l’Italia deve tornare ad avere un ruolo di diplomazia. Finora è stato giusto armare l’Ucraina per difendersi, ma sono contraria all’utilizzo delle stesse armi per attaccare la Russia così come all’invio di soldati italiani sul territorio bellico”.
    Nel ripercorrere la propria storia politica, l’eurodeputata del Carroccio si sofferma in particolare su ciò che l’ha portata alla stesura del suo libro: “Sono finita sotto scorta poco prima dell’uscita di ‘Mai più sottomessì per tre ragioni: ho detto e ribadisco che il velo islamico non è simbolo di libertà ma sottomissione, ho manifestato di fronte ad alcune moschee abusive e ho detto che le manifestazioni in Francia sono figlie delle seconde e terze generazioni che non sono integrate. Sono stata minacciata di morte sui social, sulla mail e attraverso scritte sui treni dal trapper Baby Gang e dai suoi seguaci: il mio libro serve a scuotere le coscienze contro minacce simili e lasciare qualcosa alle future generazioni”.
    Allargando lo sguardo alle difficoltà di coesistenza tra nazionalità diverse a Milano, Sardone sottolinea come “ci siano persone che non hanno alcuna voglia di integrarsi e sentono una rivalsa verso gli italiani: i modelli di oggi sono effimeri e spesso sbagliati, basta vedere che musica ascoltano questi ragazzi per capire che concezione hanno della donna, dei soldi, delle armi. Alcuni quartieri, soprattutto in periferia, sono veri e propri ghetti: l’integrazione che la sinistra ci ha raccontato per anni è miseramente fallita”. Compito dell’Europa di fronte a uno scenario simile deve essere quello di “non indietreggiare sulle proprie radici cristiane: ogni volta che facciamo un passo indietro su ciò che siamo rinunciamo alla nostra identità, cultura, tradizione e libertà. Non voglio finire sottomessa all’Islam, che è una cultura più forte e identitaria della nostra: chi ha un concetto della donna come reclusa in casa non è compatibile con il nostro concetto di libertà e democrazia e deve tornare nel suo paese”.
    La candidata del Carroccio presenta poi alcune proposte che punterà ad attuare qualora eletta: “Per i nidi gratis, oltre all’Isee minimo, metterei il criterio secondo cui entrambi i coniugi devono lavorare, altrimenti con i soldi delle nostre tasse agevoliamo una cultura in cui la donna non sarà mai emancipata; sulla sicurezza delle periferie bisogna lavorare non dando soldi alle associazioni, ma spingendo per il rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. Ci vuole poi una stretta sulle cittadinanze, andando in direzione opposta allo Ius Soli: chi si sente italiano deve non solo conoscere la lingua e avere un’indipendenza economica, ma anche avere un’idea chiara anche sulla storia e sulla geografia del nostro paese”.

    – Foto Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Robecco sul Naviglio: ambulanza senza assicurazione posta sotto sequestro dalla Polizia locale

    Robecco sul Naviglio: ambulanza senza assicurazione posta sotto sequestro dalla Polizia locale

    Era stato segnalato, dal varco di videosorveglianza di Robecco sul Naviglio, come veicolo sprovvisto di assicurazione. Quando la pattuglia della Polizia locale di Robecco lo ha avvicinato ha scoperto che si trattava di un’ambulanza del territorio che stava prestando servizio non urgente. Oltre al conducente nel vano anteriore non c’era nessuno, quindi si poteva presumere che il soccorritore si trovasse nel vano posteriore con il paziente.

    La Polizia locale lo ha così seguito fino all’ospedale di Magenta dove si è concluso il trasporto. Per poi effettuare gli accertamenti sul mezzo e chiarire che effettivamente l’assicurazione era scaduta lo scorso 13 maggio. L’ambulanza è stata posta sotto sequestro.

  • Lombardia: il presidente Fontana, reggiamo alla prova della bassa crescita

    Lombardia: il presidente Fontana, reggiamo alla prova della bassa crescita

    Attilio Fontana, presidente della Regione al secondo mandato, spiega a “Milano Finanza” che “i fondamentali delle nostre politiche sono confermati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    La Lombardia da un anno si conferma la prima regione manifatturiera d’Europa. I dati ci dicono anche che nello scorso anno siamo stati il territorio che e’ cresciuto di piu’ come pil a livello europeo (+5,5 per cento) rispetto al 2019 grazie anche alla piu’ veloce e robusta ripresa registrata nel biennio precedente”. Il confronto diretto e’ “con le regioni europee piu’ simili, da cui pero’ ci distanziamo: Catalogna a +1,1 per cento, Baviera a +0,4 e Baden Wurttemberg ancora sotto del -1 per cento nel 2023 a confronto con il 2019.

    In alcuni territori lombardi, inoltre, si sono registrati tassi di disoccupazione al di sotto del 3 per cento, soglia ritenuta fisiologica”. Questa crescita si spiega “con un ecosistema che si muove insieme mettendosi a disposizione dell’ ingegno dei nostri imprenditori e della competenza dei loro lavoratori. La nostra sfida come amministrazione e’ di mantenere un ambiente congeniale a fare impresa per continuare a ottenere questi importanti primati”.

  • Il Banco Alimentare lancia l’allarme: i nostri scaffali si stanno svuotando

    Il Banco Alimentare lancia l’allarme: i nostri scaffali si stanno svuotando

    Il Banco Alimentare della Lombardia lancia l’allarme: “Stiamo affrontando una situazione difficile e complessa, gli scaffali del nostro magazzino si stanno svuotando, mancano specialmente i generi alimentari di prima necessità” , dichiara Dario Boggio Marzet, che ne è presidente. Nel 2023 il Banco Alimentare della Lombardia ha assistito 213.589 persone (+6% rispetto al 2022) e per il 2024 i numeri si fanno più severi: aumentano le richieste di aiuto a causa del reddito insufficiente o della mancanza di occupazione.

    Questo è quanto emerge dalle rilevazioni condotte sulle 1.127 strutture caritative convenzionate che dichiarano che circa il 70% degli assistiti è rappresentato dai cosiddetti “working poor”. “Questi dati evidenziano le difficoltà di tanti che non riescono più a far fronte alla crescita esponenziale del costo della vita. Il reddito da lavoro rischia di non essere più un argine al disagio economico” , commenta Marzet. In dieci anni, secondo l’ultimo rilevamento ISTAT, in Italia l’incidenza di povertà tra gli occupati è aumentata di 2,7 punti passando dal 4,9 nel 2014 al 7,6 nel 2023.
    Inoltre, si registra un importante calo degli approvvigionamenti, -25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per la concomitanza di due fattori contingenti: la diminuzione delle eccedenze dall’industria, a causa della razionalizzazione della produzione, e gli inattesi ritardi delle consegne degli alimenti acquistati con i fondi stanziati dalle Autorità Europee e da quelle Nazionali di aiuto agli indigenti.

    “Chiediamo alle Istituzioni e al Governo un immediato intervento che possa sbloccare la situazione, ripristinando la fornitura di alimenti, per continuare a sostenere le persone in povertà alimentare. Con l’imminente chiusura delle scuole le condizioni non possono che peggiorare, poiché a tanti minori verrà meno l’unico pasto garantito della giornata, complicando la già delicata situazione economica di molte famiglie in Lombardia. Per evitare ulteriori disagi, rivolgiamo un accorato appello anche alle aziende, a cui chiediamo di incrementare la donazione di alimenti da far arrivare sulla tavola dei 213.589 assistiti”, conclude il presidente del Banco Alimentare della Lombardia.

  • Innova in cucina incorporando la farina di psillio alla tradizione regionale

    Innova in cucina incorporando la farina di psillio alla tradizione regionale

    La cucina ticinese si caratterizza da sempre per una ricca tradizione gastronomica che affonda le sue radici nella storia lombarda. Una tradizione che negli anni si è arricchita di nuovi sapori grazie all’incorporazione di ingredienti innovativi in grado di rispondere alle esigenze di salute della società moderna.
    Tra gli alimenti rivoluzionari che pian piano hanno fatto ingresso nelle nostre cucine c’è anche lo psillio, ingrediente versatile utilizzato in ricette dolci e salate, che ci aiuta ad allestire le nostre tavole con piatti sani e gustosi.
    Vediamo insieme quali sono i benefici di questo alimento e come utilizzarlo per arricchire i classici della cucina lombarda, senza comprometterne l’autenticità.

    Benefici per la salute
    Ricco di fibre solubili, lo psillio aiuta a regolare la digestione e a mantenere l’equilibrio della flora batterica, facilitando il transito intestinale e prevenendo disturbi come la costipazione o la sindrome dell’intestino irritabile.
    Oltre ad avere un’azione lenitiva, le fibre solubili dello psillio contribuiscono all’eliminazione dei sali biliari, riducendo il livello di colesterolo “cattivo” presente nel sangue ed il conseguente rischio cardiovascolare.
    La sua capacità di assorbire acqua provoca, inoltre, una sensazione di sazietà prolungata che aiuta a controllare l’appetito e a ridurre l’assunzione calorica.

    La soluzione ideale per gli impasti senza glutine
    In una regione como la Lombardia, che fino a un paio di anni fa contava il maggior numero di celiaci in Italia, con quasi 44mila casi diagnosticati, l’impiego dello psyllium husk in polvere – anche conosciuto come farina di fibra di psillio – sembra una soluzione promettente.
    Grazie alla sua capacità di sviluppare mucillagini simili a quelle del glutine, la cuticola di psillio è un’ottima alternativa alla farina di grano, poiché sostiene la lievitazione degli impasti, per dei prodotti da forno sofficissimi.

    Come utilizzare lo psillio nei piatti tradizionali del Ticino
    L’incorporazione della cuticola di psillio alle ricette della tradizione ticinese è una scelta creativa che hanno già adottato in tanti.
    C’è chi la utilizza al posto delle uova, come legante nella preparazione di dolci tipici, tra cui gli amaretti o i tortelli. Basta aggiungere 1 cucchiaino di cuticola di psillio a 2 cucchiaini d’acqua e il gioco è fatto!
    Altri, invece, preferiscono utilizzarlo in alternativa alle farine tradizionali per la preparazione di pani rustici gluten free, perfetti per accompagnare formaggi tipici della zona come il grottino.
    Grazie alla polvere di semi di psillio, finalmente anche i celiaci potranno gustare prelibatezze locali come la torta paesana, dolce tipico dell’Alto milanese a base di pane raffermo, la cassoeula con polenta o il cotechino servito con crostone di pane e lenticchie. È sufficiente aggiungere una spolverata di buccia di psillio all’impasto del pane o alla polenta per ottenere un piatto gustoso, adatto a tutti i palati.
    Ci sono, poi, gli amanti delle vellutate corpose e nutrienti, come la zuppa di zucca, che utilizzano lo psillio (1 cucchiaino è sufficiente) come addensante naturale privo di calorie.
    Esistono però anche gli scettici, a cui l’uso di ingredienti innovativi come lo psillio sembra una scelta davvero audace. E in effetti lo è!
    Tuttavia, è proprio in questa fusione tra la tradizione culinaria del passato e l’innovazione futura che la cucina del Ticino trova una nuova espressione, dando vita ad una gastronomia inclusiva, in grado di valorizzare la salute senza sacrificare il gusto.