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  • Cerro Maggiore, il comando di Polizia locale si rinnova per raggiungere nuovi obiettivi

    Cerro Maggiore, il comando di Polizia locale si rinnova per raggiungere nuovi obiettivi

    Ha conosciuto tempi difficili ma ora sembra esserne venuto fuori. Il Comando di Polizia Locale di Cerro riparte di slancio. “Il nostro Comando – dice soddisfatta il sindaco Giuseppina Berra – ha ritrovato una struttura che consenta di gestire in modo corretto tutte le questioni nella loro complessità”. Il comandante Francesco Cozza sarà affiancato dal vice Nicola Roncelli ed è arrivata i giorni scorsi anche una nuova agente, Maria Luigia Scarpati.

    “Il nostro comando -spiega ancora Berra – si sta modellando per fare fronte alle molteplici sfide e progetti intercomunali che il nostro comune , insieme ai comuni dell’Asse del Sempione, vuole realizzare”. Roncelli ha ricevuto dal primo cittadino cerrese gli auguri pe il nuovo incarico a lui affidato. E rende noto l’impegno intenso dell’amministrazione sul settore della Polizia Locale “per raggiungere sempre maggiori e nuovi obiettivi”.

    Cristiano Comelli

  • Elezioni: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, uniti per il cambiamento di Busto Garolfo e Olcella

    Elezioni: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, uniti per il cambiamento di Busto Garolfo e Olcella

    E’ arrivata l’ufficialità: anche Fratelli d’Italia per la prossima tornata elettorale ha scelto Marco Binaghi e il suo progetto per il paese, «frutto della piena condivisione di idee e valori».

    «In un momento così importante per la nostra comunità – spiegano il commissario di Fratelli d’Italia Fabio Merlotti, il segretario della Lega Osvaldo Rubagotti e la responsabile di Forza Italia Ilaria Cova – abbiamo scelto di unire le forze per realizzare il cambiamento che Busto Garolfo e Olcella meritano, fondato sui valori fondamentali del centrodestra quali la sicurezza, la solidarietà, lo sviluppo economico e sociale, la valorizzazione dell’associazionismo e del volontariato, l’ascolto e la piena partecipazione dei cittadini alla vita pubblica»

    «Ringrazio tutti i partiti di centrodestra per la fiducia accordatami – aggiunge il candidato sindaco Marco Binaghi -. Busto Garolfo e Olcella hanno bisogno di una svolta importante. La nostra squadra ha una visione chiara del cambiamento, ed è pronta e determinata a perseguire gli obiettivi fissati nel programma, e a mettersi al servizio della comunità».

    Con la presa di posizione di Fratelli d’Italia arriva «la parola “fine” ai tentativi di altri concorrenti che millantano il sostegno di uno o più partiti del centrodestra – aggiunge Binaghi -: riteniamo che questo sia un comportamento decisamente scorretto nei confronti degli elettori, per i quali noi nutriamo invece il massimo rispetto e verso i quali vogliamo ci sia massima chiarezza, perché possano decidere consapevolmente. Lasciamo dunque ad altri il perdersi in inutili e sterili attacchi, noi ci concentreremo sul prospettare ai cittadini la nostra visione del futuro e le nostre soluzioni per le sfide che ci attendono. Il mio ringraziamento è sincero, perché mi è stata concessa l’opportunità di agire con la massima libertà, senza subire condizionamenti di sorta».

    *Nell’immagine allegata la presentazione del candidato Sindaco Binaghi con una sua presentazione agli Elettori di Busto Garolfo e Olcella

  • Stoltenberg “La Svezia entra ufficialmente nella Nato”

    Stoltenberg “La Svezia entra ufficialmente nella Nato”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “E’ ufficiale: la Svezia è il 32esimo membro della Nato, prende il posto che gli spetta alla nostra tavola”. Ad annunciarlo via X è il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. “L’adesione della Svezia rende la Nato più forte, la Svezia più al sicuro, e l’intera Alleanza più sicura – aggiunge – Non vedo l’ora di issare la loro bandiera lunedì al quartier generale della Nato”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Meteo pazzo. A Milano registrato l’inverno più caldo degli ultimi 127 anni !

    Meteo pazzo. A Milano registrato l’inverno più caldo degli ultimi 127 anni !

    Si è appena concluso l’inverno meteorologico che a Milano è stato il più caldo degli ultimi 127 anni. La temperatura media della stagione, compresa tra il 1° dicembre 2023 e il 29 febbraio 2024, è stata infatti di 8.0 °C, valore massimo registrato in città per il periodo, a pari merito solo con il 2020, e superiore di ben 2.8 °C rispetto al CLINO 1991-2020*.

    Secondo le rilevazioni della Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo ETS e in particolare della stazione meteorologica di Milano centro (situata presso la sede centrale dell’Università degli Studi di Milano), tutti i tre i mesi che compongono l’inverno 2024 sono stati più caldi del normale. Particolarmente significativo è stato però il contributo di dicembre e febbraio che, con una temperatura media rispettivamente di 7.7 °C e 10.6 °C, sono risultati i più caldi di sempre: dicembre ha superato il suo corrispettivo CLINO di 2.8 °C, febbraio addirittura di 4.3 °C.

    Seppur in linea con i dati che negli ultimi dieci anni mostrano stagioni invernali tutte complessivamente molto calde, quella 2024 spicca per la presenza di numerosi periodi caratterizzati da temperature decisamente al di sopra della norma. Si distinguono in particolar modo l’ultima decade di dicembre, con una media di 10.5 °C contro un valore CLINO corrispondente di 4.2 °C, e i primi 20 giorni di febbraio, con 10.9 °C medi contro i 5.9 °C del CLINO.

    La temperatura massima più elevata (19.1 °C) è stata registrata il 23 dicembre a cui si aggiungono quattro giorni consecutivi, dal 22 al 25 dicembre, in cui sono stati superati i 15 °C. A febbraio, addirittura, solo in due episodi la massima è scesa sotto i 10 °C (il 26 e il 27).

    La massima più bassa, invece, si è verificata il 17 gennaio (4.7 °C): nel corso di quest’ultimo inverno non ci sono quindi state giornate di ghiaccio, cioè con massima negativa. I giorni di gelo, ovvero con temperatura minima negativa, sono stati solo tre (il 17 dicembre e il 14 e 22 gennaio) contro un valore medio atteso per la stagione invernale di 16.5 giornate; la minima assoluta, -0.5 °C, si è registrata sia il 17 dicembre sia il 14 gennaio.

    Così come la media delle medie (+8.0 °C), anche la media delle minime (+5.4 °C) e la media delle massime (+11.3 °C) sono state molto superiori al corrispondente valore CLINO, nonché le più alte di sempre nel caso delle minime.

    Per quanto riguarda le precipitazioni, l’inverno 2024 è stato caratterizzato da quantitativi di pioggia superiori alla media CLINO di oltre 70 mm soprattutto grazie al contributo di febbraio. Gennaio e, in particolar modo, dicembre si sono invece conclusi al di sotto della media pluviometrica.

    Come accade con sempre maggiore frequenza, le piogge si sono concentrate in singoli episodi molto intensi: degli oltre 175 mm caduti a febbraio, infatti, ben 130 si riferiscono a quattro singole giornate concentrate nell’ultima decade del mese (il 22, 23, 26 e 27 febbraio). Tra gennaio e febbraio ci sono stati addirittura 20 giorni consecutivi senza precipitazioni, a causa del persistere di una robusta alta pressione.

    Nel corso dell’inverno 2024 non sono stati registrati episodi nevosi.

    In genere la ventilazione non è stata particolarmente sostenuta, con quasi l’80% dei casi di vento medio inferiore a 1.5 m/s. Non sono tuttavia mancati episodi di vento forte, associati perlopiù ad eventi di Föhn; la raffica maggiore pari a 53.3 km/h è stata registrata il 2 dicembre.

    * Il trentennio 1991-2020 è il CLINO – CLimatological NOrmal, il periodo di riferimento utilizzato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale per descrivere le condizioni climatiche di un determinato luogo.

  • Magenta, i primi ottant’anni della DISA

    Magenta, i primi ottant’anni della DISA

    “I prodotti DISA sono oggi distribuiti direttamente o indirettamente in più di cinquanta paesi e, nel proprio sviluppo, DISA ha avuto il privilegio di fornire alcuni dei più importanti fabbricanti italiani di motori diesel, autocarri, trattori e veicoli fuoristrada” (Nicolò Codini).

    Tutti insieme appassionatamente. Il titolo italiano del celebre film di Robert Wise è perfetto per descrivere la festa di un compleanno importante, svoltasi presso la sede di DISA diesel iniezione spa, lo scorso sabato 2 marzo.

    Una grande torta per ottanta anni di vita e di vite, ottantatrè per l’esattezza, se, a ritardare candeline e brindisi, non si fosse messa in mezzo la pandemia. Una grande festa in casa, nella struttura di via Novara, ma soprattutto una festa di e in ‘famiglia’, parola che insieme ad ‘appartenenza’, ‘accoglienza’, ‘coraggio’, ‘competenza’, ’orgoglio’, ‘progettualità’, ‘qualità’ e ‘umanità’ ricorre nei discorsi di quanti si alternano sul palco per salutare, ricordare, ringraziare o benedire come fa don Giuseppe Marinoni.

    Numerosissimi gli intervenuti: dirigenti e maestranze di oggi e di ieri – ben ottanta i pensionati presenti -, familiari e amici di oggi e di ieri, collaboratori, fornitori, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, il senatore Gabriele Albertini, il direttore generale di Assolombarda Alessandro Scarabelli con il presidente Alessandro Spada, il sindaco di Magenta, Luca del Gobbo.

    All’atmosfera animata danno il La le note vivaci dei bandisti della ‘Santa Cecilia’ di Pontevecchio, accompagnati dalla presidente Carmen Ceriotti, e più tardi quelle ritmate della Dixie ‘Jass’ della medesima frazione. A proposito di ritmo e tempi, ottimi quelli orchestrati da Magda Marsili di Assolombarda per quanto riguarda il taglio del nastro di inaugurazione del nuovo capannone, l’alternarsi di discorsi e portate, la proiezione di filmati e la premiazione con medaglia d’oro di quanti operano da oltre vent’anni in azienda, l’ingresso della grande torta, la levata in alto dei calici e la distribuzione di doni e omaggi a ciascuno dei presenti.

    Veniamo ora alla festeggiata, iniziando con le parole del direttore generale e socio, Riccardo Mazzolani.
    “Chi è la Disa? Siete voi dipendenti, forza trainante dell’azienda. Insieme abbiamo affrontato sfide, superato momenti difficili, raggiunto traguardi importanti, grazie al vostro impegno, alla vostra dedizione, alle genialità di alcuni, alla straordinaria capacità nella meccanica di altri. Non bastano i più avanzati mezzi produttivi e informatici, ci vogliono gli uomini che li sappiano condurre con capacità e perizia per creare ogni giorno quei prodotti di alta qualità che tutto il mondo ci riconosce”.

    Quindi il microfono a Carlo Bonomi, in Disa per un momento significativo della storia dell’azienda, fondata da Guido Buscaroli che, agli inizi degli anni Quaranta, aveva individuato nel sistema di iniezione per i motori diesel un prodotto innovativo, monopolio allora della tedesca Bosch. Dal capannone attrezzato, a Milano, nei pressi di corso Sempione, la produzione nel 1943 si trasferì a Magenta, con una prima localizzazione presso lo stabilimento Plodari e, due anni dopo, in via Novara, dove fu costruita la sede che ancora mantiene, seppure ampliata negli anni, e dove a guidarla da tempo c’è Nicolò Codini, nipote del fondatore.

    “Un grande uomo, un amico – afferma il numero uno di Confindustria – che mi ha insegnato una cosa importante: l’orgoglio di essere un imprenditore italiano nel mondo, un ‘metalmeccanico’, come si definisce lui. Complimenti a te e a Riccardo”.

    Sulla rilevanza della qualità dei collaboratori e del fare squadra per realizzare “qualcosa che vada oltre il mero stipendio o il profitto” si sofferma l’ex-sindaco di Milano che, oltre ai panni ufficiali, per l’occasione veste pure quelli di imitatore, sorprendendo la maggior parte del – passateci il termine – pubblico.

    E poi c’è il responsabile del controllo qualità, Luca Dossena, che a nome di tutti i dipendenti rivolge parole toccanti a Codini, definendo il Presidente “un faro, un padre che ci ha trasmesso valori, che ci ha reso persone migliori … vincente sempre, anche nei periodi bui … il capitano … che ha avuto fiducia nel nostro potenziale … “.

    A lui e a Mazzolani “saremo sempre riconoscenti”. Istanti di forte coinvolgimento emotivo, non gli unici tuttavia, poiché molti altri segnano l’evento, in particolar modo durante la proiezione dei filmati a cura del regista Riccardo Festinese: un succedersi di volti, di testimonianze, di ricordi, di storie di uomini e di donne, compresa quella di una bimba … il tutto a comporre il ritratto di una grande famiglia.

  • Boffalora, elezioni: Ranzini parte con la lista di centro e ringrazia il gruppo ‘Insieme’ per gli anni all’opposizione

    Boffalora, elezioni: Ranzini parte con la lista di centro e ringrazia il gruppo ‘Insieme’ per gli anni all’opposizione

    La decisione del gruppo ‘Insieme per Boffalora’ non è passata inosservata negli ambienti boffaloresi. Andrea Ranzini sta completando la sua lista ed è quasi pronto il simbolo che dovrebbe chiamarsi ‘Prima Boffalora Pontenuovo Andrea Ranzini Sindaco’ e si limita a dire: “Ringraziamo Insieme per tutti questi anni di opposizione”. La sua sarà una lista di centro. Non nasconde un velo di tristezza perché nel gruppo che sta formando c’è gente che conosce bene il gruppo ‘Insieme’. Lo stesso candidato Patrizio Castelli fu uno dei primi consiglieri di ‘Insieme’ con il simbolo della ruota che gira. Simbolo che venne predisposto da un designer milanese voluto da Umberto Re.

    E’ la storia di un gruppo che ha fatto tanto a Boffalora. ‘Insieme nel 2000’ nasce nel 1999 con l’allora Sindaco Anna Maria Garavaglia. ‘Insieme per Boffalora’ nasce nel 2009 con il candidato Paolo Nosotti, mentre il simbolo viene modificato nel 2014. “E’ solo un arrivederci’, promettono da ‘Insieme’. Ma dagli inizi del 2000 sembrano essere cambiate tante cose. Intanto Ranzini, che politicamente nasce come Democristiano sotto la guida di Umberto Re, prende le distanze dalla sinistra boffalorese e pensa ai problemi del paese. “Statale trafficata, inquinamento destinato ad aumentare con la variante – commenta – scelte che non ci sono piaciute, a cominciare dal luogo individuato per la scuola. Nella parte alta e non vicino al Naviglio. E molto altro ancora”.

  • Salute. Con 9.000/10.000 passi al giorno si abbatte il rischio di morte nei ‘super sedentari’

    Salute. Con 9.000/10.000 passi al giorno si abbatte il rischio di morte nei ‘super sedentari’

    Il numero ottimale di passi per contrastare le ore trascorse piantati tra divano e scrivania dell’ufficio? E’ compreso tra 9mila e 10mila passi al giorno, quota che può ridurre il rischio di mortalità del 39% e il rischio di malattie cardiovascolari del 21%.

    Lo ha calcolato un team di scienziati, autori di un ampio studio basato sulla popolazione, pubblicato online sul ‘British Journal of Sports Medicine’.

    Lavori precedenti avevano già dimostrato che un numero maggiore di passi giornalieri è associato a livelli più bassi di morte e malattie cardiovascolari, altri invece avevano collegato alti livelli di sedentarietà a un aumento dei rischi.

    Ma questi studi non avevano indagato il potenziale dell’attività fisica di compensare o ridurre questo rischio. Il gruppo di ricercatori dell’Università di Sydney/Charles Perkins Centre, ha avuto accesso ai dati di 72.174 persone (età media 61 anni; 58% donne) contenuti nel maxi database biomedico Uk Biobank.

    I partecipanti avevano indossato un accelerometro al polso per 7 giorni per misurare la loro attività fisica. Queste informazioni sono state usate per stimare il conteggio dei passi giornalieri e il tempo trascorso in sedentarietà, cioè seduti o sdraiati da svegli.

    La mediana di passi giornalieri per i partecipanti era di 6.222 passi/giorno, e la soglia di 2.200 passi/giorno è stata presa come punto di riferimento per valutare l’impatto dell’aumento dei passi sul rischio di morte e sugli eventi cardiovascolari.

    Il tempo mediano sedentario era di 10,6 ore al giorno, quindi i partecipanti allo studio che risultavano essere sedentari per 10,5 ore al giorno o più sono stati considerati in una fascia elevata. Nel corso di un follow-up medio di 6,9 anni, si sono verificati 1.633 decessi e 6.190 eventi cardiovascolari.

    Dopo aver preso in considerazione altri fattori potenzialmente influenti, gli autori hanno calcolato il numero ottimale di passi al giorno per contrastare gli effetti della sedentarietà, che è risultato essere appunto 9-10.000.

  • Il trasloco delle sedi associative dall’ex Municipio

    Il trasloco delle sedi associative dall’ex Municipio

    – Il 6 marzo 2024 si è svolto l’incontro con le associazioni locali per definire i termini del trasloco che dovrà essere effettuato entro maggio, in modo da permettere l’inizio dei lavori di restyling dell’ex municipio, oggi ‘Casa delle Associazioni’. Presenti i rappresentati delle tante associazioni turbighesi che hanno lasciato il recapito a chiesto lumi.
    Gli amministratori hanno spiegato come dovranno muoversi – possibilmente autonomamente – per spostare provvisoriamente le loro sedi associative, in parte nei locali dell’ex palestra della ‘Casa del Giovane’, ma anche in altri spazi.
    L’intervento, finanziato (4 milioni di euro) dai fondi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), modificherà la fisionomia interna dell’edificio municipale inaugurato nel 1968. Sono previsti circa due anni di lavoro e alla fine del 2026 il nuovo ‘Palazzo delle Associazioni’ sarà più consono alla realtà attuale: a piano terra ci saranno i ‘Servizi alla Persona’; al primo piano i due musei, quello della Civiltà contadina e quello Risorgimentale; mentre al secondo piano sarà rivisitata l’ex sala del Consiglio Comunale che prenderà il posto della ‘Sala delle Vetrate’ per le adunanze future.
    Lo spostamento delle sedi delle associazioni richiederà anche l’utilizzo provvisorio dei diversi altri siti comunali: dall’Iris di Via Roma, all’ex Ipsia (dove troverà posto la Banda musicale), all’Info Point turistico nel parco del palazzo de Cristoforis. Alcune associazioni saranno ospitate da quelle che hanno sede nell’attuale Municipio, come i ‘Combattenti e Reduci’.
    Sperèm è stato l’augurio di alcuni intervenuti.

  • Violenza sulle donne: aumentano i reati da codice rosso tra 2020 e 2023

    Violenza sulle donne: aumentano i reati da codice rosso tra 2020 e 2023

    È quanto emerge dal report diffuso dal dipartimento di pubblica sicurezza ‘Donne vittime di violenza’, diffuso alla vigilia dell’8 marzo.

    Sono state 2.563 violazione ai provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa nel 2023, in aumento rispetto ai 18.36 del 2020; deformazione della persona mediante lesioni permanenti al viso in calo: 93 nel 2023 a fronte dei 104 del 2022, ma quasi il doppio rispetto ai 56 del 2020; 1378 in aumento rispetto ai 1.232 del 2022 per la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (erano stati 973 nel 2020, 1.395 nel 2021); 28 i casi di costrizione o induzione al matrimonio a fronte dei 14 del 2022, in aumento nel quadriennio preso in considerazione.

    Sono soprattutto le donne a essere bersaglio di tali reati con una incidenza percentuale tra il 57 e il 96%, tranne che per la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, i cui valori oscillano dal 26% del 2022 al 17% dell’anno successivo.

  • Medio Oriente, Esclapon “Doppiopesismo femminista contro gli ebrei”

    Medio Oriente, Esclapon “Doppiopesismo femminista contro gli ebrei”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Fino al 7 ottobre se qualcuno avesse insultato o aggredito un ebreo per puro antisemitismo, i giornali e le istituzioni se ne sarebbero occupati e la società civile si sarebbe indignata. Il 7 ottobre oltre 1200 ebrei sono morti massacrati, mutilati, aggrediti nelle loro case, 230 sono stati rapiti e il mondo è cambiato. Ci si aspetterebbe che fosse cambiato inasprendo l’indignazione per l’antisemitismo. Invece no, dal 7 ottobre è possibile andare per le strade urlando frasi che inneggiano allo sterminio, è possibile appendere cartelli che raffigurano gli ebrei con nasi adunchi o come ratti o con mani rapaci che afferrano il mondo, esattamente nello stesso modo in cui veniva fatto negli anni ’30 del secolo scorso”. Lo scrive Costanza Esclapon in un articolo sul Riformista.
    “E non succede niente. Nessuno si indigna. In un mondo in cui non si può più fare un complimento a una donna, in un mondo in cui non si può più dire che una persona è bella o brutta, o grassa, o magra, in un mondo in cui non si può far riferimento al colore della pelle, in un mondo in cui prima di parlare con qualcuno bisogna chiedere se si sente maschio, femmina, o altro, in un mondo in cui non possiamo ridere di chi dice di “identificarsi” in un gatto, perchè tutti devono essere rispettati, si può invece dire a un ebreo qualsiasi cosa – prosegue -. In un mondo in cui si piange e ci si indigna per il “patriarcato” e per i femminicidi che ne conseguono, in cui un intero movimento, il “Me Too”, è nato e proliferato sulle denunce delle donne, sono state troppo poche, troppo tardive e troppo timide le dichiarazioni delle femministe, incluse quelle dell’Onu, a condanna, dei brutali stupri di massa perpetrati da Hamas. Come dobbiamo interpretarlo? Una condanna di Hamas e dei crimini commessi allontanerebbe il sospetto che il loro silenzio per le vittime del 7 ottobre sia dovuto unicamente al fatto che erano ebree”.
    “Da anni, da decenni, non assistevamo a manifestazioni così numerose, il che sarebbe un segnale di buona salute della democrazia, ma quello che appare invece evidente, quello che accomuna queste manifestazioni è l’odio verso lo stato di Israele unito all’odio verso gli ebrei – sottolinea Costanza Esclapon -. Antisionismo e antisemitismo uniti ed equiparati. E questo è invece un sintomo pericolosissimo in tutte le democrazie”.
    “Fa impressione vedere manifestanti scendere in piazza a sostegno di chi vuole annientare l’Occidente, di chi dichiara apertamente di voler sterminare prima gli ebrei e poi gli altri”, prosegue.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).