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  • Tajani “Al lavoro per stabilità in Africa e pace in Ucraina”

    Tajani “Al lavoro per stabilità in Africa e pace in Ucraina”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Cerchiamo sempre soluzioni diplomatiche” anche per garantire la “stabilità del continente africano”, che ci permetterà anche di “affrontare anche la questione dell’immigrazione, puntando sulla soluzione a monte del problema quindi sulla crescita” dei Paesi africani, e “continueremo a batterci per l’indipendenza e la libertà dell’Ucraina, sostenendo tutte le azioni – compresa quella del presidente Erdogan per un accordo sulla via del grano – e per arrivare a una pace giusta”. Lo ha detto il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, durante la conferenza stampa di presentazione dei consiglieri regionali del Lazio Roberta Della Casa e Marco Colarossi. “Domani partirò per la Cina per una missione che avrà come obiettivo il rafforzamento degli aspetti economico commerciali”, ma anche che possa spingere “la politica mondiale a dare più miti consigli Putin e al Cremlino affinchè si raggiunga un accordo di pace giusta”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Tajani “Al lavoro per stabilità in Africa e pace in Ucraina”

    Tajani “Al lavoro per stabilità in Africa e pace in Ucraina”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Cerchiamo sempre soluzioni diplomatiche” anche per garantire la “stabilità del continente africano”, che ci permetterà anche di “affrontare anche la questione dell’immigrazione, puntando sulla soluzione a monte del problema quindi sulla crescita” dei Paesi africani, e “continueremo a batterci per l’indipendenza e la libertà dell’Ucraina, sostenendo tutte le azioni – compresa quella del presidente Erdogan per un accordo sulla via del grano – e per arrivare a una pace giusta”. Lo ha detto il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, durante la conferenza stampa di presentazione dei consiglieri regionali del Lazio Roberta Della Casa e Marco Colarossi. “Domani partirò per la Cina per una missione che avrà come obiettivo il rafforzamento degli aspetti economico commerciali”, ma anche che possa spingere “la politica mondiale a dare più miti consigli Putin e al Cremlino affinchè si raggiunga un accordo di pace giusta”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Peste suina, Regione Lombardia: servono più fondi per abbattimento cinghiali

    Peste suina, Regione Lombardia: servono più fondi per abbattimento cinghiali

    MILANO L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha incontrato ieri a Roma il Ministro Francesco Lollobrigida, per discutere sull’emergenza PSA-Peste Suina Africana. Sullo stesso tema si è inoltre tenuta una seduta della Commissione Politiche Agricole che ha coinvolto tutte le Regioni per discutere del ‘Piano straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali’ e delle ‘Azioni strategiche per l’Elaborazione dei Piani di Eradicazione nelle Zone di Restrizione da PSA’, presentati dal Commissario straordinario Vincenzo Caputo.

    “Ho rappresentato al Ministro – dichiara l’assessore Beduschi – tutta la preoccupazione della Lombardia, che pesa per oltre il 50% sul patrimonio suinicolo nazionale e che oggi è prima linea nella lotta alla PSA, con la presenza di alcuni focolai in allevamenti della provincia di Pavia. Serve creare una filiera della biosicurezza che coinvolga tutti, dal più piccolo allevatore alle grandi industrie di trasformazione, fino agli enti di governo”.

    Nel pomeriggio si è tenuto inoltre un incontro con tutti i maggiori rappresentanti della filiera e delle associazioni agricole, alla quale ha preso, tra gli altri, parte anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto

    L’assessore Beduschi ha ribadito la necessità di seguire due strade principali. “Vanno aumentate – afferma l’assessore lombardo – le catture di cinghiali che diffondono il virus e per questo ho chiesto al Ministro di aiutarci a potenziare queste attività, utilizzando l’esercito e la protezione civile, ma anche valorizzando il ruolo dei cacciatori, prevedendo anche inediti sistemi di incentivazione”. “Altrettando importanti – prosegue Beduschi – sono le attività di biosicurezza per creare barriere attorno ai nostri allevamenti per le quali servono risorse straordinarie”.

    “I Ministri – conclude l’assessore Beduschi – mi ha assicurato tutta la vicinanza del Governo anche attraverso stanziamenti di nuove risorse, uomini e mezzi, nella consapevolezza che mettere in sicurezza gli allevamenti lombardi significa salvare un settore cardine per l’economia agricola nazionale che rischierebbe di perdere 60 milioni di euro al mese”.

  • Magenta, le ‘bestie’ di nuovo in azione al Parco di Villa Naj Oleari

    Magenta, le ‘bestie’ di nuovo in azione al Parco di Villa Naj Oleari

    E’ proprio vero che contro gli incivili c’è ben poco da fare. Servirebbero le “maniere forti” ma poi si passerebbe per fascisti. O forse molto semplicemente basterebbe qualche sano scapaccione da parte dei genitori. Il Comune di Magenta in occasione delle rievocazioni storiche per il 4 Giugno aveva tolto quelle scritte ignobili che deturpavano sia l’Ossario (un gesto da vere bestie irrispettose degli oltre 4.000 morti che ivi giacciono) sia il retro di Villa Naj Oleari.

    MAGENTA – Bene, siamo passati stamani, il parco come noto, dopo il nubifragio di luglio ha riaperto in questi giorni, e abbiamo notato che i deficienti sono tornati in azione. Basta dare un’occhiata alle foto che pubblichiamo che documentano lo scempio.

    A nostro avviso, serve la tolleranza zero. Speriamo che le telecamere abbiano visto qualcosa. Di sicuro, quanto meno, questi signori dovrebbero essere multati in modo salatissimo e condannati ad un bel po’ di ore di servizi sociali.
    Suggeriamo la raccolta di deiezioni canine in tutta la città e dintorni per almeno 12 mesi come attività post scuola, qualora, trattasi di studenti.
    Diversamente se fossero balordi perditempo, il comune li potrebbe impiegare a tempo pieno anche per altre attività….

    Fossimo all’estero, sarebbe tutto più facile e quanto proposto potrebbe diventare realtà…. Ma siamo in Italia e c’è il ‘mostro tentacolare’ della burocazia … e alla fine queste ‘bestie’ la passeranno liscia senza neanche rendersi conto del significato dei loro comportamenti….

    Che tristezza. Che schifo !!!

  • Milano, la 14enne picchiata e stuprata conosceva i suoi aguzzini

    Milano, la 14enne picchiata e stuprata conosceva i suoi aguzzini

    MILANO Sarebbe stata violentata in gruppo e picchiata anche con l’utilizzo di spranghe e bastoni la 14enne (all’epoca) che ha denunciato lo stupro nei suoi confronti avvenuto a settembre 2022 a Milano negli spogliatoio di una scuola calcio abbandonata in zona Bonola-San Leonardo.

    I suoi carnefici 5 ragazzi di cui un 21enne arrestato e finito in carcere a Rimini raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare della gip di Milano Patrizia Nobile, un 22enne ricercato, due minorenni per i quali si procede separatamente davanti al Tribunale per i minori e un quinto già espulso dall’Italia. All’assistente sociale della Comunità per minori, dove la giovane era ospite e dalla quale è fuggita, e poi agli inquirenti la vittima ha raccontato di essere stata violentata da sette persone. La squadra mobile di Milano procede contro ignoti alla ricerca delle due mancanti. Sarebbe stata “tenuta ferma”, “picchiata e abusata” con modalità e conseguenze talmente cruente che le agenzie di stampa decidono di non raccontare.

    Insieme a lei sarebbe stata violentata anche un’amica della quale non ha voluto fornire le generalità. La giovane conosceva almeno 2 dei suoi aggressori con i quali aveva anche intrattenuto una relazione nei mesi precedenti. Non era la prima volta che passava il tempo con loro né che dormiva negli spogliatoi abbandonati nella periferia ovest di Milano – tanto da aver fornito i nomi dei suoi aggressori. Sarebbe stata ingannata dagli stessi che si sono avvicinati “con del cibo” e “sembravano intenzionati soltanto a trascorrere del tempo in modo conviviale”. Lo stupro è avvenuto dopo la nottata trascorsa con i due conoscenti. Al mattino successivo si è svegliata e ha sentito varie voci parlare in lingua straniera “con l’intento di non farle comprendere la conversazione”. Le si sono avvicinati e di fronte “al suo manifesto dissenso” hanno iniziato “a picchiarla, prima con un bastone e poi con le mani”.

  • Puntura insetti, arriva terapia salvavita

    Puntura insetti, arriva terapia salvavita

    I mesi estivi e quelli autunnali sono i periodi dell’anno più rischiosi per quanto riguarda le punture di insetti con pungiglioni: vespe (compresa quella orientale, sempre più diffusa in Italia), calabroni, bombi e api. Le loro punture possono portare anche allo shock anafilattico e al decesso nei soggetti allergici, come testimoniano purtroppo i più recenti fatti di cronaca.

    “Grazie all’immunoterapia desensibilizzante è possibile prevenire lo shock anafilattico e quindi anche i decessi legati alle punture di insetti”, spiega il professor Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù. Presso l’Ospedale della Santa Sede è possibile sottoporsi alla procedura desensibilizzante dedicata ai bambini e ai ragazzi con diagnosi di allergia grave al veleno di questi insetti. Nell’ultimo anno e mezzo gli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale per puntura di imenotteri sono stati 625. E’ importante riuscire a distinguere una reazione normale da una reazione allergica. Diversi insetti con pungiglione quando pungono iniettano sostanze nocive che provocano bruciore, rossore, dolore e prurito. Si tratta di reazioni del tutto normali se localizzate nella sede della puntura e se limitate nell’estensione, nella gravità e nella durata. Si parla invece di allergia al veleno degli insetti quando la reazione locale è eccessiva: troppo estesa, grave e duratura. In qualche caso viene interessata gran parte di un braccio o di una gamba, il rigonfiamento raggiunge un picco massimo entro le 48 ore e può durare fino a 7-10 giorni. A volte si presentano anche febbre (lieve rialzo della temperatura corporea), spossatezza e nausea. Le punture di imenotteri scatenano reazioni allergiche in circa 2 persone su 100. Fortunatamente, tra i bambini il fenomeno è molto meno frequente che negli adulti. Tuttavia, proprio a causa del veleno di insetti, ogni anno in Italia muoiono da 5 a 20 persone (tra adulti e bambini). Da gennaio dello scorso anno a luglio di quest’anno il pronto scorso dell’ospedale ha registrato 625 accessi per punture di insetti con pungiglione: 386 nel 2022 e 239 nei primi 7 mesi del 2023. In caso di puntura di insetto, è importante rimuovere immediatamente (entro 20 secondi) il pungiglione, se è visibile, con un movimento secco e rapido (usando le unghie o le pinzette). Trascorsi i primi 20 secondi l’operazione risulterà meno utile perché tutto il veleno sarà stato ormai liberato nel corpo. Dopo la puntura è consigliabile applicare nella zona colpita qualcosa di freddo (ghiaccio, impacchi freddi) ed eventualmente un analgesico (farmaco per calmare il dolore). È anche possibile somministrare un antistaminico per bocca e applicare localmente una pomata cortisonica. Il medico, se necessario, prescriverà una terapia antinfiammatoria a base di cortisone per bocca per 3-7 giorni. In caso di sospetta reazione allergica è fondamentale rivolgersi prima possibile al medico o al pronto soccorso e, successivamente, pianificare una visita specialistica dall’allergologo. Sarà lui a effettuare un colloquio e una serie di esami con l’obiettivo di verificare se si tratta davvero di una reazione allergica, identificare l’insetto che l’ha causata e verificare attraverso il dosaggio delle IgE specifiche l’esistenza di sensibilizzazione allergica verso il veleno di una o più specie di insetti. In seguito, lo specialista prescriverà dei farmaci di pronto impiego da utilizzare in caso di ulteriori reazioni allergiche scatenate da puntura d’insetto. Presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è attivo anche il Centro Antiveleni a cui rivolgersi per le emergenze.

  • Ucraina, Zelensky “Senza Crimea e Donbass non c’è pace sostenibile”

    Ucraina, Zelensky “Senza Crimea e Donbass non c’è pace sostenibile”

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    CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – “E’ impossibile pensare di negoziare con Putin”. Lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in videocollegamento con il Forum The European House-Ambrosetti, a Cernobbio.
    Secondo Zelensky l’uccisione di Prigozhin significa quanto deboli siano le parole dello stesso Putin”. “Prigozhin era un terrorista, ma faceva quello che voleva Putin”, sottolinea il presidente ucraino.
    “Senza Crimea, senza Donbass, non ci potrà essere una pace sostenibile in Ucraina e quindi non ci potrà essere una pace sostenibile nell’Unione Europea”, spiega Zelensky, che aggiunge: “La Russia bombarda le nostre case e crea caos in Africa, ma questo non dimostra forza, nasconde solo la debolezza. Il nemico crea caos per prendersi ciò che non gli appartiene”.
    “Non abbiamo mai avuto dubbi sul sostegno dell’Italia, e la ringraziamo per l’aiuto che ci ha dato – afferma ancora il presidente ucraino -. Così come ringraziamo l’Unione Europea, questo è il momento delle decisioni forti per la sicurezza globale”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Ucraina, Zelensky “Senza Crimea e Donbass non c’è pace sostenibile”

    Ucraina, Zelensky “Senza Crimea e Donbass non c’è pace sostenibile”

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    CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – “E’ impossibile pensare di negoziare con Putin”. Lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in videocollegamento con il Forum The European House-Ambrosetti, a Cernobbio.
    Secondo Zelensky l’uccisione di Prigozhin significa quanto deboli siano le parole dello stesso Putin”. “Prigozhin era un terrorista, ma faceva quello che voleva Putin”, sottolinea il presidente ucraino.
    “Senza Crimea, senza Donbass, non ci potrà essere una pace sostenibile in Ucraina e quindi non ci potrà essere una pace sostenibile nell’Unione Europea”, spiega Zelensky, che aggiunge: “La Russia bombarda le nostre case e crea caos in Africa, ma questo non dimostra forza, nasconde solo la debolezza. Il nemico crea caos per prendersi ciò che non gli appartiene”.
    “Non abbiamo mai avuto dubbi sul sostegno dell’Italia, e la ringraziamo per l’aiuto che ci ha dato – afferma ancora il presidente ucraino -. Così come ringraziamo l’Unione Europea, questo è il momento delle decisioni forti per la sicurezza globale”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Fisco, per le imprese percorso a ostacoli tra costi e burocrazia

    Fisco, per le imprese percorso a ostacoli tra costi e burocrazia

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    MILANO (ITALPRESS) – “Molte tasse portano a molti costi”, legati anche ai “tantissimi controlli”, e “l’evasione aumenta. Paradossalmente, meno tasse porterebbero meno costi e le pagherebbero tutti, come succede nei Paesi anglofoni”. Lo ha detto Daniele Pescara, Ceo di Daniele Pescara Consultancy e socio del gruppo MP, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
    “La soluzione sarebbe semplice: decidere un’aliquota fissa o una flat tax”, spiega. “Sono favorevole alle cose semplici”, prosegue Pescara, per il quale “la cosa pubblica in Italia ha dei costi incredibili e l’unico modo per sostenerla è quello di aumentare le tasse”. Riguardo agli ostacoli che finora hanno impedito delle riforme, l’imprenditore sottolinea: “Quando esiste una nuova iniziativa che ovviamente prevede un cambiamento” c’è l’ostracismo “dei cosiddetti ‘dinosaurì: non sto parlando solo della politica, ma anche degli stessi professionisti che hanno tutto l’interesse di continuare a far pagare le tasse i cittadini perchè ovviamente guadagnano da questo indotto enorme”, sottolinea.
    “I soldi degli italiani tesoreggiati all’interno dei conti correnti sono tantissimi ed è ovviamente quello che fa gola al sistema monetario internazionale. In un Paese come l’Italia – che lo definisco il Paese dei tre niente: niente futuro, niente reddito, niente risorse – le imprese italiane che hanno tutta questa liquidità stanno cercando di trovare delle soluzioni. E’ vero che magari l’italiano non ha un’educazione finanziaria a 360 gradi come paese nei Paesi anglofoni, ma è vero che è un grande risparmiatore”, ricorda Pescara. “E’ un dovere difendere” questo patrimonio “che i nostri bisnonni e i nostri nonni hanno costruito: ci sono aziende, imprenditori e liberi professionisti che si sono risvegliati e che stanno iniziando dei percorsi con studi che li accompagnano nel piano di defiscalizzazione e investimento del proprio patrimonio”. Secondo l’imprenditore in Italia “c’è un sistema malato che vede il contribuente come se fosse un bancomat: di conseguenza, proprio perchè non si è organizzati anche dal punto di vista amministrativo e burocratico, non si fa altro che aumentare le tasse e il disagio per l’imprenditore che, ovviamente, nel 2023 si guarda intorno e cerca dei professionisti che parlano la sua stessa lingua”, spiega. “Ci deve essere un rapporto diretto con un professionista – prosegue -: per questo motivo noi abbiamo i tax navigator: analizziamo l’azienda sotto tutti i punti di vista e togliamo tutta quella burocrazia che uccide le aziende”.

    – foto Italpress –

    (ITALPRESS).

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    Fisco, per le imprese percorso a ostacoli tra costi e burocrazia

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    MILANO (ITALPRESS) – “Molte tasse portano a molti costi”, legati anche ai “tantissimi controlli”, e “l’evasione aumenta. Paradossalmente, meno tasse porterebbero meno costi e le pagherebbero tutti, come succede nei Paesi anglofoni”. Lo ha detto Daniele Pescara, Ceo di Daniele Pescara Consultancy e socio del gruppo MP, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
    “La soluzione sarebbe semplice: decidere un’aliquota fissa o una flat tax”, spiega. “Sono favorevole alle cose semplici”, prosegue Pescara, per il quale “la cosa pubblica in Italia ha dei costi incredibili e l’unico modo per sostenerla è quello di aumentare le tasse”. Riguardo agli ostacoli che finora hanno impedito delle riforme, l’imprenditore sottolinea: “Quando esiste una nuova iniziativa che ovviamente prevede un cambiamento” c’è l’ostracismo “dei cosiddetti ‘dinosaurì: non sto parlando solo della politica, ma anche degli stessi professionisti che hanno tutto l’interesse di continuare a far pagare le tasse i cittadini perchè ovviamente guadagnano da questo indotto enorme”, sottolinea.
    “I soldi degli italiani tesoreggiati all’interno dei conti correnti sono tantissimi ed è ovviamente quello che fa gola al sistema monetario internazionale. In un Paese come l’Italia – che lo definisco il Paese dei tre niente: niente futuro, niente reddito, niente risorse – le imprese italiane che hanno tutta questa liquidità stanno cercando di trovare delle soluzioni. E’ vero che magari l’italiano non ha un’educazione finanziaria a 360 gradi come paese nei Paesi anglofoni, ma è vero che è un grande risparmiatore”, ricorda Pescara. “E’ un dovere difendere” questo patrimonio “che i nostri bisnonni e i nostri nonni hanno costruito: ci sono aziende, imprenditori e liberi professionisti che si sono risvegliati e che stanno iniziando dei percorsi con studi che li accompagnano nel piano di defiscalizzazione e investimento del proprio patrimonio”. Secondo l’imprenditore in Italia “c’è un sistema malato che vede il contribuente come se fosse un bancomat: di conseguenza, proprio perchè non si è organizzati anche dal punto di vista amministrativo e burocratico, non si fa altro che aumentare le tasse e il disagio per l’imprenditore che, ovviamente, nel 2023 si guarda intorno e cerca dei professionisti che parlano la sua stessa lingua”, spiega. “Ci deve essere un rapporto diretto con un professionista – prosegue -: per questo motivo noi abbiamo i tax navigator: analizziamo l’azienda sotto tutti i punti di vista e togliamo tutta quella burocrazia che uccide le aziende”.

    – foto Italpress –

    (ITALPRESS).