VOGHERA – Una donna di 44 anni ha strangolato e ucciso il figlio di un anno a Voghera, in provincia di Pavia. E’ successo intorno alle 9 in via Mezzana. E’ stata la donna a chiamare il 112 dicendo all’operatore quanto appena successo. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso del piccolo. La donna e’ stata trasportata per accertamenti all’ospedale Policlinico San Matteo e ricoverata in psichiatria in attesa che la Procura di Pavia prenda provvedimenti nei suoi confronti. Sulla vicenda indagano i Carabinieri. Al momento della tragedia la donna era in sola in casa con il figlio. Il marito – da quanto appreso – era al lavoro.
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Tovaglieri (Lega): BCE e utopia Green europea danneggiano la classe media
BRUXELLES “Con una sola entrata in famiglia, i nostri genitori riuscivano a comprare la prima casa, a volte anche la casa di villeggiatura, e arrivare a fine mese.
Oggi una famiglia con due stipendi fatica a sostenere le rate di un solo mutuo, in 4 casi su 10 non riesce a pagare le bollette o lo fa a singhiozzo. La scelta della Bce di alzare i tassi di interesse per combattere un’inflazione generata non dall’aumento della domanda, ma dall’aumento dei prezzi causato da guerra e crisi energetica, è una strategia miope che peserà ulteriormente sul ceto medio e porterà l’Europa alla recessione. Ma il colpo di grazia alla classe media arriverà dalle imposizioni ambientaliste di Bruxelles, come l’obbligo di ristrutturare la casa di proprietà o di acquistare auto più green. Se scomparirà il ceto medio, che paga l’80% delle tasse, sostiene la previdenza e alimenta i consumi, l’economia europea e il tessuto sociale rischiano di implodere. È questo quello che vuole la maggioranza ambientalista di questo parlamento? Lo si dica chiaramente, altrimenti sarebbe doveroso un passo indietro”.
Così Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega, nel suo intervento durante la sessione plenaria del Parlamento europeo.
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50 Top Pizza, ecco la classifica: i Masanielli di Caserta al primo posto
I Masanielli di Francesco Martucci, a Caserta, e 10 Diego Vitagliano Pizzeria, a Napoli, ex aequo come Migliori Pizzerie in Italia per il 2023. Questo il risultato secondo la guida 50 Top Pizza, annunciato ieri al Teatro Argentina di Roma, durante una cerimonia trasmessa in diretta sui canali social del network e presentata da Federico Quaranta.
Al secondo posto I Tigli di Simone Padoan, a San Bonifacio; chiude il podio Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu, a Roma. Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, ha salutato gli ospiti provenienti da tutta Italia, per la prima volta riuniti nella Capitale per una premiazione di 50 Top Pizza, e ha consegnato il premio Città di Roma a Gabriele Bonci. Al quarto posto 50 Kalò, a Napoli, di Ciro Salvo; quinta posizione per 180g Pizzeria Romana di Jacopo Mercuro, a Roma, che si aggiudica anche il premio speciale Pizza dell’Anno 2023 – Latteria Sorrentina Award con La Parmigiana Viaggiatrice; sesta posizione per I Masanielli – Sasà Martucci, a Caserta, che si aggiudica anche l’ambito premio Pizzaiolo dell’Anno 2023 – Ferrarelle Award; settima posizione per Francesco & Salvatore Salvo, a Napoli, a cui va anche il premio speciale Miglior Servizio della Birra 2023 – Birrificio Fratelli Perrella Award; ottavo posto per Dry Milano, a Milano, con alla guida Lorenzo Sirabella; nona posizione per Cambia-Menti di Ciccio Vitiello, a Caserta; al decimo posto La Notizia 94, a Napoli, di Enzo Coccia. Tra gli altri premi speciali: a 10 Diego Vitagliano Pizzeria, a Napoli, va il premio per il Miglior Servizio di Sala 2023 – Goeldlin Award; a Confine, a Milano, va il premio come Novità dell’Anno 2023 – Solania Award; a La Cascina dei Sapori, a Rezzato (BS), va il premio Frittatina di Pasta dell’Anno 2023 – Pastificio Di Martino Award; a Bob Alchimia a Spicchi a Montepaone Lido (CZ), va il premio Performance dell’Anno 2023 – Robo Award; ad Allegrìo, a Roma, va il One to Watch 2023 – Fedegroup Award; a Sbanco, a Roma, va il premio Migliore Proposta dei Fritti – Il Fritturista 2023 – Oleificio Zucchi Award; infine, a Meunier Champagne & Pizza a Corciano (PG), va il premio per la Migliore Carta dei Vini 2023 – Asti Docg Award.
Otto i Forni Verdi, ossia i riconoscimenti conferiti alle pizzerie ad alta sostenibilità ambientale, assegnati a: I Masanielli di Sasà Martucci, a Caserta; Le Grotticelle, a Caggiano; Pupillo Pura Pizza, a Frosinone; Denis, a Milano; Pizzeria Le Parùle, a Ercolano; Pizzeria Gigi Pipa, a Este; Pizzarium, a Roma, e Grotto Pizzeria Castello, a Caggiano. Tre i Benemerito della Pizza nel 2023: Alfonso Pecoraro Scanio, Davide Civitiello e Giancarlo Casa. La Campania è la regione più rappresentata con 28 pizzerie, seguita dal Lazio con 13 e dalla Toscana con 11. La guida Italia 2023 è composta da oltre 500 pizzerie, le prime 100 in classifica e le altre classificate come Pizzerie Eccellenti. Le prime 40 posizioni entrano di diritto nella classifica delle 100 Migliori Pizzerie del Mondo, che si ritroveranno il 13 settembre a Palazzo Reale di Napoli. ”È stato un anno esaltante – dichiarano i curatori Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere – e molto intenso per noi, prima Barcellona e la guida Europa, poi Tokyo e la guida Asia Pacifico, New York con la guida Usa: un percorso pieno di emozioni per la grande comunità del mondo della pizza. Siamo arrivati a Roma, per la prima volta per la finale Italia, grazie alla volontà di Roma Capitale e di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, che ha creduto prima di tutto nello slancio turistico che la pizza e il mondo dell’enogastronomia in generale può dare alla Capitale. Un anno senza sosta, perché adesso ci aspetta la grande finale a Palazzo Reale a Napoli del 13 settembre, per scoprire le 100 migliori pizzerie al mondo.” Grazie ad un accordo tra 50 Top Pizza e Quandoo – la piattaforma di prenotazione per ristoranti – dalle prossime settimane sarà possibile riservare un tavolo nelle pizzerie affiliate direttamente dal sito di 50 Top Pizza; inoltre tutte le pizzerie presenti in guida potranno beneficiare di condizioni particolarmente vantaggiose per aderire.
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A maggio il debito pubblico sale a 2.816 miliardi
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ROMA (ITALPRESS) – Lo scorso maggio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 4,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.816,7 miliardi. Lo rende noto la Banca d’Italia.
Il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (15,8 miliardi) e l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1,7 miliardi) hanno più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (12,7 miliardi, a 27,6 miliardi).
L’aumento del debito è sostanzialmente imputabile alle Amministrazioni centrali (4,6 miliardi).
La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,7 anni.
La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è rimasta invariata al 25,8 per cento, mentre ad aprile (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti è aumentata al 26,6 per cento (dal 26,3 del mese precedente) e quella degli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è rimasta sostanzialmente stabile al 10,8 per cento.
Sempre secondo i dati di Bankitalia, a maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 40,4 miliardi, in aumento del 3,6 per cento rispetto al corrispondente mese del 2022. Nei primi cinque mesi del 2023 le entrate tributarie sono state pari a 193,3 miliardi, in aumento del 6,2 per cento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
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Omicido Carol Maltesi: Davide Fontana si sentiva scaricato
RESCALDINA “A spingere l’imputato a uccidere Carol Maltesi non fu la gelosia ma la consapevolezza di aver perso la donna amata, accompagnata dal senso crescente di frustrazione per essere stato da lei usato e messo da parte” e “se questo è stato il motivo-movente dell’omicidio” non può “essere ritenuto abietto o futile in senso tecnico-giuridico”.
Con queste parole la Corte d’assise di Busto Arsizio, presieduta dal giudice Giuseppe Fazio, ha escluso per Davide Fontana l’aggravante dei motivi abietti o futili nell’omicidio di Carol Maltesi, per il quale è stato condannato a 30 anni. Nelle motivazioni della condanna, giunte con oltre un mese di anticipo rispetto al termine fissato del 12 agosto 2023, viene argomentato perché per il 44enne, che l’11 gennaio 2022 uccise e fece a pezzi la donna a Rescaldina prima di nascondere il corpo nei boschi del Bresciano, (il cadavere fu ritrovato solo due mesi dopo, in parte bruciato) sono state escluse alcune aggravanti che avrebbero condotto alla pena dell’ergastolo come richiesto dalla Procura di Busto Arsizio.
Per i giudici la “vera ragione per la quale l’11 gennaio 2022 l’imputato uccise Carol Maltesi” va “individuata nella circostanza che l’uomo si rese conto che ormai la Maltesi, dopo averlo in qualche misura usato, si stava allontanando da lui, scaricandolo” spostando “il fulcro dei suoi interessi sentimentali e professionali a Praga, dove viveva li collega di lavoro e nuovo fidanzato” e per “andare ad abitare a Verona, da dove avrebbe potuto più agevolmente raggiungere la capitale ceca e, contemporaneamente, occuparsi del figlioletto, collocato presso i nonni a Isola della Scala, in provincia”. Fontana si sarebbe “reso conto che la giovane e disinibita Carol Maltesi si era in qualche misura servita di lui per meglio perseguire i propri interessi personali e professionali e lo avesse usato” e “ciò ha scatenato l’azione omicida” si legge nelle 37 pagine di motivazioni che citano “anche l’opinione del perito e dei consulenti psichiatri che hanno studiato il funzionamento mentale e la personalità” dell’imputato. Per l’uomo “l’omicidio era un modo per venire fuori da quella condizione di incertezza e sofferenza non più sopportabile, innescata dalla decisione della stimolante donna amata di allontanarsi da lui” e la motivazione valutata dal “suo punto di vista” non può “essere considerata futile”.
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Milano, faida trapper: due condanne a 7 anni
MILANO Sette anni a Dago Gapea e 2 anni e 9 mesi a Marco Locatelli. Sono queste le pene inflitte dai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Milano ai due ragazzi appartenenti alla ‘crew’ di Simba La Rue.
Entrambi erano stati arrestati, insieme ad altri sette tra cui lo stesso Simba, a fine luglio del 2022 nell’inchiesta sulla cosiddetta ‘faida tra trapper’. Gapea, 25 anni, e Locatelli, 22 anni, difesi rispettivamente dai legali Marilena Guglielmana e Cristian Manzoni, a differenza degli altri imputati che hanno scelto l’abbreviato, erano andati a processo con il rito ordinario per i reati di rapina e lesioni. I fatti risalgono al primo marzo dell’anno scorso, quando un 22enne italiano e un pugile 27enne tunisino, vicini al gruppo capeggiato dal trapper Baby Touché, erano stati aggrediti in via Settala. Secondo quanto emerso dalle indagini, a inferire i fendenti sarebbe stato Gapea. Per lui il pm milanese Francesca Crupi aveva chiesto una condanna a 6 anni e 4 mesi, mentre per Locatelli a 5 anni e 3 mesi. Gli imputati erano presenti in aula alla lettura del dispositivo.
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Galliate: scomparso da due giorni il 37enne Jacopo Trotti, l’appello
GALLIATE Un uomo di 37 anni, Jacopo Trotti, risulta scomparso da 48 ore da Galliate, in provincia di Novara. Secondo le prime notizie, l’uomo e’ stato visto per l’ultima volta la sera di mercoledi’ 12 luglio nella zona del Parco del Ticino. Le operazioni di ricerca sono in corso e il sindaco di Galliate, Claudiano Di Caprio, ha lanciato un appello su Facebook, invitando chiunque disponga di informazioni o lo abbia avvistato a contattare immediatamente le autorita’.
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Nordio “Sulla separazione delle carriere andremo avanti”
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ROMA (ITALPRESS) – “Dopo le polemiche originate dalle mie prime critiche sull’interferenza della magistratura sul ddl prima di averne letto il testo, ho ricevuto i rappresentanti dell’Anm. E’ stato un incontro estremamente cordiale dal punto di vista personale, anche se esistono idee diverse sulle riforme da fare. Ci siamo concentrati più sui temi condivisi, come l’efficienza della giustizia e l’implementazione delle risorse, che su quelli dove la pensiamo diversamente”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
“Il confronto continuerà. Sono stato magistrato per quarant’anni, e mi sento ancora tale. Ho citato Terenzio: amantium irae amoris integratio est, i dissidi degli amanti sono un’integrazione dell’amore”, prosegue.
Quanto alla separazione delle carriere, per Nordio “è consustanziale al processo accusatorio voluto da Vassalli, partigiano antifascista pluridecorato, socialista e garantista. Purtroppo, come ho detto, è stato attuato a metà. Essa esiste in tutto il mondo anglosassone, e non mina affatto l’indipendenza della magistratura requirente. Tuttavia richiede una revisione costituzionale, e quindi il cammino è più lungo. Comunque fa parte del programma di governo, e sarà attuata”.– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

