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  • Alda Merini, la poetessa rock ‘riletta’ da Giovanni Nuti. A cura di Monica Mazzei

    Alda Merini, la poetessa rock ‘riletta’ da Giovanni Nuti. A cura di Monica Mazzei

    Alda ed il suo primo amore e mecenate Giorgio Manganelli, sono come oro e rivivono nell’album in uscita a gennaio “Usa la tua pazzia” e nel singolo “Lo Pterodattilo Giovanni”.
    Un elogio del dolore trasformato in splendore: Alda voleva essere ricordata come la poetessa della gioia e la potenza della sua poetica raggiunge proprio tutti.
    Da Milva a Carla Fracci, ad Andrea Mirò, un sacco di artisti hanno collaborato ad un progetto prezioso ed indementicabile.

    D. Cosa la coinvolge nel profondo delle vicende della poetessa Alda Merini e del poeta Giorgio Manganelli?

    R. Assolutamente ne sono coinvolto. Ho iniziato nel ’93 a musicare Alda Merini, quindi… Mi sono sempre dedicato a lei e lei ha scritto appositamente queste poesie perché io le musicassi. La cosa straordinaria quindi è proprio che lei abbia scritto per farne musica. Cosa mi ha attratto? Ciò che mi ha attratto fin dalla prima poesia, è nato per caso. Un giorno entrai in una libreria e mi cadde un libro che si aprì sulla poesia “I Sandali”. Ho subito sentito qualcosa di straordinario. In quelle parole c’era un’energia potente. Le musicai questa e poi da lì in poi nacque il nostro incontro, e non ci siamo mai più lasciati per ben 16 anni. Quindi mi ha attratto tutta la sua vita, una vita di bellezza, di dolore, e di tutto dove non si è fatta mancare nulla. Infatti diceva sempre che la vita l’aveva pagata cara, però senza farsi mancare niente. Io ho vissuto tutti i suoi racconti, perché diceva che per musicare un poeta bisogna viverlo nella quotidianità, ed è quello che ho fatto io.

    D. In tutto questo è stato imprescindibile il filo conduttore con Giorgio Manganelli e la figlia di lui…

    R. Diciamo che questo è nato più in là. Prima che Alda Merini morisse, lei che non mi voleva mai far conoscere nessuno dei suoi perché era molto gelosa di me, ed invece in quell’occasione mi disse: “Ti devo far conoscere una persona”. Mi presentò Lietta Manganelli, la figlia di Giorgio Manganelli, la quale mi chiese se avessi intenzione di musicare suo padre, perché mi disse: “L’unico che può musicare mio padre, sei tu”.
    Sono passati un po’ di anni però questa cosa sono riuscito a portarla in porto, infatti sono uscito adesso con un singolo “Lo Pterodattilo Giovanni”, ed in gennaio uscirà l’album, “Usa la tua Pazzia”, in cui ho riunito due grandi innamorati, perché come sa Giorgio Manganelli è stato il mecenate di Alda Merini, nonché il suo primo amore. Lei aveva 16 anni e lui ne aveva 26. Ed in questo disco ci sono tutti e due. Ci sono inediti di Alda Merini che ho musicato dedicati a Giorgio Manganelli e ci sono poesie di Giorgio Manganelli che ho pure musicato.

    D. Questi brani che lei ha musicato è stato possibile anche assistervi dal vivo in uno spettacolo in prima assoluta a Milano, il 4 novembre, spettacolo intitolato appunto “Usa la tua Pazzia”…

    R. Ne abbiamo fatto un’anteprima il 4 novembre, si, al Teatro Puccini di Milano e abbiamo prtato questi brani, che faranno parte dell’album che uscirà a gennaio 2025.

    D. E ne verrà commercializzata anche una forma video di questo spettacolo, io l’ho visto su YouTube ed è stato qualcosa di straordinario ed emozionante, non descrivibile a parole.

    R. Assolutamente si perché sono state fatte delle riprese, e verranno poi divulgate sulle piattaforme ovviamente, oltre naturalmente al CD.

    D. E tutto questo si basa su quel film “Folle D’Amore”, che proprio racconta la vita di Alda Merini?

    R. Si, diciamo che io racconto più momenti che ho vissuto con Alda Merini, quelli quindi che mi appartengono. La vita di Alda Merini e che è conosciuta, è scritta dappertutto. I momenti miei sono più personali, ovviamente sono dei ricordi delle emozioni che io ho vissuto, che sono uniche. Mentre per quanto riguarda Giorgio Manganelli, mi è stata molto di aiuto alla fine la figlia Lietta, che mi ha raccontato, visto che io non ho potuto conoscere il padre, molte cose di lui e con i suoi racconti mi sono fatto un’idea della sua poetica. Naturalmente dopo aver letto le sue opere.

    D. Dicevamo che questo sodalizio con Alda poi è durato ben 16 anni.

    R. Si, 16 anni e poi lei è morta nel 2009, non ho mai interrotto il lavoro su di lei, anche perché poi io ho cominciato ad occuparmi di spettcoli su di lei anche con Milva persino in Germania, in Spagna con Lucia Bosé, qui in Italia poi ho portato avanti i miei spettcoli con Valentina Cortese, Carla Fracci, e da 15 anni con Monica Guerritore.

    D. Infatti avendo avuto la possibilità di ricreare moltissime espressioni artistiche, nelle quali sono state coinvolti tantissimi artisti di vario tipo, mi chiedevo quale sia stato il loro contributo o un rapporto speciale con ciascuno di loro, se vuole raccontarcelo?

    R. Io direi che ognuno di loro ha portato un contributo speciale che io sono stato fortunato a ricevere, perché così ho avuto come partner dei grandi talenti. Sono dei contributi talmente grandi ed unici che non si può definire o sceglierne qualcuno come quello che mi ha dato di più. Mi hanno arricchito molto.

    D. Vuole raccontarci magari qualcosa di più dell’apporto di Milva e di Dario Gay?

    R. Milva è stata la prima che ha creduto nel progetto Merini-Nuti, perché quando ascoltò i due provini se ne innamorò e decise di fare un disco solo con le mie musiche e con le poesie di Alda Merini. Mancava dal mercato italiano da 11 anni, e questo fu il motivo per il quale mi disse “si, mi rimetto in gioco in Italia e facciamo questo disco”. Con Milva quindi oltre ad essere andati in Germania insieme, abbiamo fatto tanti spettacoli in Italia, dal Teatro Strehler, siamo stati in cartellone quindi è stato un enorme successo. Dario Gay invece è stato quello che ha fatto ascoltare i provini miei a Milva, quindi è stato diciamo il tramite. Lui è un cantautore molto raffinato, l’ho coinvolto nel progetto il “Canzoniere di Alda Merini”, in cui io ho duetto con 29 grandi artisti e c’è anche lui con Andrea Mirò, che ha interpretao “Il Depresso”, poesia ironica di Alda Merini, completamente musicata, ed il 4 novembre proprio al Teatro Puccini di Milano l’ho invitato come ospite.

    D. Poi c’è questo titolo “Usa la tua Pazzia”, che tra l’altro è una poesia di Giorgio Manganelli, ed è quasi un’esortazione in positivo. Si può usare in positivo la propria pazzia?

    R. Assolutamente si. L’intento è proprio quello di accogliere la parte oscura che ognuno di noi ha dentro, e di ribaltarla e di farne oro prezioso. Il momento in cui noi accogliamo anche le parti oscure e riusciamo a trasformarle, ecco che accade il miracolo. Che è quello che ha fatto la Merini. Lei ha trasformato il manicomio ed il dolore in un vestito incantevole d’amore.

    D. Alda Merini ha subito delle gravissime ingiustizie e sofferenze che come lei dice ha tarsformato in poesia. Secondo lei Alda si può veramente definire una persona con malattia mentale o è stato solo un pretesto sociale?

    R. Eh beh si, forse lei non sa che all’epoca bastava un esaurimento nervoso per essere portati in manicomio. Purtroppo poi stando in manicomio poi una persona perde la logica, perde completamente se stesso. Lei assolutamente non era matta. Diceva che i matti erano fuori dai manicomi. Quello è stato un errore e diacimo che ognuno ha il proprio destino, quindi anche le cose negative fanno parte del percorso e probabilmente era giusto che lei passasse attraverso questo calvario. Però sono solo delle cose che terribili ma nel caso di Alda Merini, lei ha avuto questa forza di convertirle in oro, come detto prima.

    D. E ci saranno altre date dello spettacolo portato in scena il 4 novembre?

    R. Si, certo. Adesso aspettiamo l’uscita del disco in gennaio 2025, dopo di che presenterò il disco sempre con questo spettacolo. Ci sarà tutta una tournèe nei teatri.

    D. Entrando ora nello specifico: ci sono delle poesie che sia di Manganelli che della Merini che lei predilige e perché?

    R. Innanzitutto c’è questo brano che è il singolo di apertura e che è già uscito nelle piattaforme digitali il 4 novembre, “Lo Pterodattilo Giovanni”, in questi giorni uscirà il videoclip che è un cartoon con dei disegni di una illustratrice Alessia Carli, per la regia di Matteo Pelletti, proprio di questo brano. Un brano assurdo, paradossale di Manganelli, dove esce proprio il vero Manganelli: un giocoliere delle parole, questo brano iconico e provocatorio e dissacrante e non so cos’altro aggiungere. L’ho musicato e contiene dei bellissimi concetti. All’apparenza sono cose che si fa fatica a capire, poi andando ad analizzare parola per parola, ci sono dei messaggi meravigliosi. Si tratta anche di un invito a seguire la propria strada e a non seguire le mode, a sentire che noi siamo veramente unici. Proprio come questo Pterodattilo, un rettile volante nato 40 milioni di anni fa e che incredibilmente ci dice la sua. Unisce il passato ed il futuro. Un linguaggio incredibile però che può stimolare come tutti i testi di Manganelli.

    D. Noi stiamo tornando se possibile verso una società sempre più conformista. Quindi chiunque ha diversità anche leggera, o fuoriesce un po’ dal coro, rischia sempre ripercussioni…

    R. Brava!! È proprio questo che attraverso “Lo Pterodattilo Giovanni” si vuole far capire: non bisogna omologarsi. È poi una questione di paura, entrando nel branco uno si sente protetto. Mentre invece Giorgio Manganelli dice di uscire allo scoperto, di non aver paura della propria diversità, ma di farne tesoro.

    D. Ma secondo lei c’è ancora una speranza di poter combattere questi schemi?

    R. La Merini diceva che scongiurare di esserne tutti risucchiati, è proprio il compito dell’artista, l’arte aiuta ad innalzare la bellezza, ad andare ad indagarla. Il compito dell’artista è farlo piano piano, e come diceva qualcuno, “i poeti lavorano di notte”, in silenzio. Ma in silenzio loro ti cambiano. Ti scuotono. Quindi penso che questo sia davvero il nostro fine ultimo!

    D. La poesia come bisogno profondo di ribellione e salvezza!

    R. Brava: ribellione e salvezza è perfetto. E chiaramente come diceva la Merini, la poesia unita alla miusica arriva anche a coloro che non entrerebbero mai in una libreria. E così è successo: che da una canzone, da una poesia da me musicata, poi le persone vanno e si documentano, su tutto quello che ha scritto Alda Merini.
    Sui suoi libri.

    D. E chi ha collaborato musicalmente a questo album?

    R. Ecco! Questa è una domanda alla quale tengo molto, a questo lavoro e questo disco ha collaborato il mio team di musicisti, tra i quali l’arrangiatore José Orlando Luciano.

    D. Anche se forse ne abbiamo già accennato, perché Alda Merini rimane così importante?

    R. Perché ha un modo di scrivere passionale che arriva al cuore di tutti, al di là della cultura. Arriva al fruttivendolo, come al professore universitario, non ha confini artistici. Possiede una potenza indescrivibile. Questo è il suo valore. Questo le fa riscuotere grande successo soprattutto nei giovani. Lei non segue gli schemi. È una poetessa rock!
    I ragazzi si identificano in lei, nel suo dolore, che poi tra l’altro lei nelle ultime parole che mi disse “Ricordami come la poetessa della gioia” Lei sapeva benissimo che noi veniamo su questa Terra non per soffrire ma per celebrare la vita, come lei ha fatto, sino al punto di riuscirci in manicomio con ben 46 elettroshock.

    D. Per proteggere queste opere e la loro identità e tutto il suo lascito, le figlie hanno fondato una associazione…

    R. Si quella a suo nome. Marina Bignotti si occupa come presidente che ha seguito Alda Merini nella sua vita, poi si è unito Recalcati, ed infine le figlie di Alda.

    D. Ci sono particolari scambi che le piacerebbe avere o ha avuto con altri autori che si sono occupati di divulgare Alda? E’ una mia impressione che un po’ ve la contendete come gli unici che l’hanno conosciuta bene? E poi che lavoro ha fatto ad esempio il regista dello spettacolo del 4 novembre?

    R. Diciamo prima di tutto che io sono stato l’unico al quale Alda ha permesso di musicare le sue poesie. E tenga presente che per tanti anni, io ho fatto spettacoli insieme ad Alda Merini, e dove lei era sul palco al mio fianco. Quindi diciamo che è un po’ il lasciapassare. Tutti gli altri non l’hanno neanche conosciuta. E c’è una bella differenza.
    Lei dice che noi ce la contendiamo. Io sono una cosa, un mondo a parte. Io ho lavorato sulla musica, quello che lei ha voluto, quindi se gli altri fanno spettacoli, sono contento però io sono con lei un’altra cosa.

    D. Alda Merini osteggiata e maltrattata in gioventù, e poi di colpo negli anni diventata quasi celebrità che tutti stimano. Secondo lei perché l’essere umano ci mette così tanto a riconoscere il talento?

    R. Da come va il mondo, si capisce che l’uomo è un animale molto speciale (ride). Ha bisogno di costruzioni e di entrare all’interno di un lavoro e di essere accompagnato. Alda a volte si lamentava e diceva “La gente da quando mi vede in televisione mi viole toccare ma non sa nenanche cosa ho scritto”. Questa cosa le dava molto dolore.

    D. L’ultima domanda: c’è qualcosa della quale vorrebbe ancora parlare che sia del suo rapporto con Alda o artistico, alla quale non ho pensato?

    R. Del mio rapporto con Alda parlo ogni giorno. Molti giornalisti come lei mi fanno domande su questo aspetto. Sono l’unico però che non ne ha scritto un libro. I libri vengono sfornati in continuazione, ma io avendola musicata più di così non ho ritenuto di aggiungervi nulla.

    D. E dopo questi lavori pensa di aver raccontato tutto?

    R. Non smetterò probabilmente mai, perché vi è anche un lascito di inediti, inclusi anche in parte nel nuovo album, e ho ancora altri inediti che aspettano solo di essere musicati ed offerti al pubblico, quindi non si conclude qua.

    D. Gli inediti su quale periodo della vita di Alda si basano?

    R. Da quando ci siamo conosciuti. Dal 1993 al 2009, quando morì. Lei mi disse di musicarli quando me li lasciò prima di morire. Ed è quello che sto facendo. Non ho mai smesso. Questa è la mia missione. Un’altra cosa importante che non ho detto, è che sono riuscito in questo disco a riunire questi due grandi innamorati, quindi si tratta di un’operazione molto importante: io ho riunito Alda Merini con Giorgio Manganelli.

    D. E vi era anche la particolarità di un duetto virtuale sul palco con Milva…

    R. Si, durante i miei spettacoli ho anche la voce fuori campo di Alda che ogni tanto interviene, ed in più faccio un omaggio a Milva, facendo un duetto con la sua voce.

    D. Vi è un senso di perdita in questo lavoro, rispetto all’amore che legò la Merini a Manganelli?

    R. Il loro rapporto è stato travagliatissimo, è durato 5 anni, poi si sono lasciati, però poi non si sono mai “persi di vista” o dimenticati. Alda lo ha sempre ricordato e lui a sua volta, ha fatto lo stesso. Lui aiutò moltissimo Alda anche quando lei uscì dal manicomio. Scrivendole una bellissima prefazione che l’ha aiuta moltissimo ed in tutti i sensi e soprattutto nella società letteraria, facendo si che suonasse come “Dal diario di una diversa, l’altra verità”. Quindi la loro relazione in un certo senso non si è mai interrotta. In questo disco ho riunito le loro vicende e ridato vita al loro rapporto.

    D. E ha mai commentato Alda come fossero trattate le persone in manicomio?

    R. Alda era fatta di contrasti. Come anche Manganelli. Addirittura in certi periodi diceva che il manicomio l’aveva salvata. In altri ne ricordava il grande inferno. Però non amava dilungarsi. Addirittura a lei dava fastidio che gliene chiedessero. Se invece decideva di esserne lei a parlarne, allora, si. Riguardo a chi soffre di queste patologie, non ne parlava mai. Era anche il suo modo di non sentirsi coinvolta. Le sue ferite erano davvero grandi e mai rimarginate.

    D. Come si può definire il modo di vivere l’amore di Alda Merini?

    R. Lei stessa era amore! In tutto. Lei era una celebrazione vivente dell’amore stesso che aveva per la vita. Dal bicchier d’acqua al canto degli uccelli, all’albero che viveva nel cortile di casa sua. Lei permetteva agli uccellini di entrare in casa e venire sul suo letto, con briciole di pane. “Vedi?”, mi diceva, “Io sono come San Francesco”.

    Monica Mazzei
    free lance culturale
    TicinoNotizie.it

  • Speleologa intrappolata nel Bergamasco

    Speleologa intrappolata nel Bergamasco

    La speleologa infortunata all’interno della grotta Bueno Fonteno, nel territorio del comune di Fonteno (Bergamo) in Val Seriana, si trova in un punto della grotta che fino a poche ore fa risultava inesplorato. La grotta in questione, infatti, è ancora in fase di scoperta.

    Sul posto sono impegnati i tecnici del Soccorso alpino e speleologico, che stanno procedendo per definire una linea fissa di comunicazione tra l’esterno e l’interno. Al momento non ci sono aggiornamenti dall’interno della grotta sulle condizioni della ferita. La speleologa si trova in un punto distante circa 4 ore dall’ingresso della grotta, a una quota stimata in circa 580 metri. L’allarme è scattato ieri sera intorno alle 22.30.

    Socia del gruppo Speleo Cai di Lovere, e istruttrice durante le esplorazioni in grotta sottoterra, Piana era già entrata diverse volte nell’Abisso Bueno Fonteno dove è rimasta bloccata ieri sera così come le era già successo il 2 luglio del 2023 quando rimase per due giorni con una gamba fratturata all’interno della stessa grotta a 150 metri di profondità.

    La zona è stata scoperta solo nel 2006 ed è un complesso reticolo di grotte e cunicoli nella zona carsica del Sebino, tra il lago d’Endine e quello di Iseo, che gli speleologi stanno ancora mappando per intero.

  • Pedopornografia: 5 arresti tra Novara e Piemonte

    Pedopornografia: 5 arresti tra Novara e Piemonte

    Nell’ambito delle attività della Polizia di Stato a tutela dei minori, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino ha concluso un’importante operazione di contrasto alla pedopornografia online su tutto il territorio piemontese, con l’arresto di 5 persone in flagranza di reato e la denuncia in stato di libertà di altri due indagati, a carico dei quali è stato sequestrato materiale informatico utilizzato per la detenzione e distribuzione dei contenuti multimediali illeciti.

    L’attività è stata avviata dal Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online (Cncpo) su segnalazione dell’organizzazione no profit britannica Child Rescue Coalition (Crc) ed è proseguita anche in modalità sotto copertura sulle piattaforme peer to peer, permettendo di identificare gli utilizzatori degli account riconducibili a otto indagati, con i quali sono stati condivisi e scaricati files, immagini e video di pornografia minorile. In particolare, l’esecuzione dei decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Torino e svolti con la collaborazione delle Sezioni Operative di Asti, Alessandria, Biella, Novara e Vercelli, ha portato all’arresto in flagranza a vario titolo di cinque persone dai 40 ai 78 anni, per detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico e per distribuzione illecita del medesimo tipo di materiale in rete.

    Questi avevano a disposizione contenuti di sfruttamento minorile di diversa natura, talvolta relativi a violenze sessuali e atti sessuali con bambini anche piccolissimi, nonché materiale particolarmente cruento e violento (così detto ”gore”). Tre degli arrestati sono stati condotti in carcere e altri due collocati agli arresti domiciliari in attesa delle udienze di convalida presso gli Uffici del Gip dei Tribunali competenti per territorio. A carico degli arrestati, come di altri due indagati deferiti in stato di libertà, è stato sequestrato numeroso materiale informatico che sarà oggetto di approfondimento.

  • Previsti oltre 300 partecipanti alla Babbo Running di Busto Garolfo

    Previsti oltre 300 partecipanti alla Babbo Running di Busto Garolfo

    Con l’arrivo delle festività natalizie, l’atmosfera si colora di magia, e a Busto Garolfo è ai nastri di partenza la Babbo Running il prossimo 15 dicembre.

    Sono previsti oltre 300 partecipanti, sono state coinvolte anche le scuole del paese. In molti si sono già iscritti on-line. Un drone farà le riprese dall’alto e la corsa verrà seguita da una diretta radio.

    L’evento ludico-motorio prevede un percorso di 6 km aperto anche a Nordic Walking e camminatori, e una Family Run di 3 km, perfetta per le famiglie, organizzato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Running Bustese, gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Busto Garolfo, della Pro Loco e del sostegno della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate e con il suo braccio operativo Ccr Insieme Ets.

    “Allacciate le scarpe, indossate il vostro cappello da Babbo Natale e preparatevi a correre assieme per iniziare le feste natalizie con un momento di convivialità, allegria e movimento fisico prima delle tradizionali abbuffate. Abbiamo tenuto gratuita l’iscrizione fino a 14 anni e simbolici i costi di iscrizione perché, come associazione ci interessa fare gruppo con i bambini, con i ragazzi, con le loro famiglie e con tutta la comunità locale, per questo abbiamo invitato le scuole locali a partecipare”, ha spiegato Paolo Sangregorio, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Running Bustese. “Vogliamo rendere la Babbo Running un appuntamento rituale per la nostra Busto Garolfo. Per la prima edizione abbiamo organizzato la diretta radio con l’emittente locale di Busto Garolfo, Open Space, e un professionista farà le riprese col drone. Ringraziamo la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate per il prezioso contributo e per aver sposato da subito il nostro progetto. Abbiamo preparato un pacco gara con la Coop e dei gadget dell’Erbasole e del Medical Center Manzoni”.

    Il ritrovo della Babbo Running è fissato alle ore 10.00 presso la sede della Bcc in via Manzoni, 50, con la partenza prevista per le 10.45. Il termine dell’evento è previsto per le ore 13.00. I primi 500 iscritti riceveranno in omaggio il caratteristico cappellino di Babbo Natale.

    “La Babbo Running è un esempio perfetto di come lo sport possa essere un veicolo per rafforzare il senso di appartenenza e offrire momenti di svago a grandi e piccoli”, ha detto Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, sponsor della corsa. “La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate è nata qui, a Busto Garolfo, e da sempre lavora con e per la comunità, promuovendo iniziative che arricchiscono il tessuto sociale e creano opportunità di incontro e condivisione. Ringrazio gli organizzatori, i volontari e tutti i partecipanti che rendono possibile questo evento, ricordandoci quanto sia importante camminare e correre insieme, non solo durante la Babbo Running, ma anche nella vita quotidiana”.

    Info e iscrizioni: I bambini fino ai 14 anni potranno iscriversi gratuitamente, per gli altri è prevista la quota simbolica di 5 euro, che comprende Servizio ambulanza e Assicurazione, Family Babbo Run 8 euro per due adulti.

    L’iscrizione a A.S.D. Running Bustese (tesseramento CSI) per il 2025 include la partecipazione alla “Babbo Running” e la maglietta dell’evento a 25 euro.

    La manifestazione in caso di maltempo NON verrà annullata salvo condizioni pregiudizievoli per la sicurezza.

    Per iscrizioni: www.runningbustese.it o presso AMP Aftermarket Parts in viale dell’Industria, 41 Busto Garolfo, fino alla mattina di sabato 14/12/2024, oppure sul luogo dell’evento dalle ore 9.30 alle ore 10.30

    Per informazioni: Paolo 339 5683856 – Mauro 338 9869247

  • I primi quarant’anni del “Ragazzo di campagna”, Taac! Di Massimo Moletti

    I primi quarant’anni del “Ragazzo di campagna”, Taac! Di Massimo Moletti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, non so quante volte ho visto il film : il ragazzo di campagna. Non so quante risate ho fatto !! Ho passato momenti piacevoli e felici purtroppo pure con persone che non ci sono più. Questo sabato Rete 4 manda per l’ennesima volta un cult che non so quanto premi ha vinto ma è nel cuore di moltissimi spettatori.

    La TV ha portato via molto ai cinema ma ha dato l’eternità ai film. La scena più divertente? Non so perché in ogni attimo c’è qualcosa di bello e simpatico. La fuga dalle campagne verso la grande città. La Milano da bere che era così avanti in tutti i campi. Le prime pubblicità fatte versione spot! Le case micro e i cibi precotti con il traffico assurdo.

    La metropolitana sempre affollata e le difficoltà ad attraversare la strada. Giovedì 19 in via Larga a Milano presso il teatro Giorgio Gaber ci sarà un evento: “Taccc!”. Tutto dedicato a Renato Pozzetto e al suo capolavoro.

    Perché Castellano e Pipolo hanno fatto un vero proprio spaccato della società di quel tempo. L’enorme distanza tra una città e la provincia proietta verso il progresso e il Mondo e le lente e tranquille zone rurali italiane.

    Un paradosso tra la stufa a legna e le case fredde e grandi e le piccole ma calde abitazioni delle metropoli. Le mille opportunità che poteva dare la città di Milano però legate anche alle problematiche e cattive frequenze.

    In modo simpatico si vede una realtà vera di quel periodo: Margherita tempestata dal grande Elio Veller che rappresenta già il cambiamento dei gusti…L’insospettabile spacciatore e il cugino con flatulenza che al paese fa sapere di essersi sistemato bene ; invece fa il disperato.

    Un ambientazione che con tutto il periodo trascorso mette in risalto molti difetti e pregi. Forse, in questi 40 anni abbiamo perso le cose belle ma tenuto con aggiunta le cose brutte. Io andrò il 19 per vedere la grande mostra e questo tributo. Perché il 20 Dicembre 1984 usciva nelle sale un film che ha cambiato la storia del cinema.

    Perché aveva messo in risalto una cosa, poco digerita. Pure a Milano si possono fare i Film ; e di successo. Nel corso degli anni Roma ha preso tutto il cinema italiano tranne qualche raro caso.

    Il Ragazzo di campagna mette in risalto un periodo dove Milano era una piccola Hollywood sul Naviglio.

    Ma il bello di rivedere questo film è per un lasso di tempo, calarsi in quegli anni e periodi che danno molta serenità e allegria. Non chiedere mai se guardi il ragazzo di campagna taacccc
    Non chiedere mai se sei ragazzo di campagna o città taaccccc. Basta capire che se aggiungiamo i pregi ..Taccc ai difetti Tacccc. Forse possiamo tornare a sorridere pure sui social ….taaccccc”.

    Massimo Moletti

  • Castano Primo, ‘pizzicato’ dalla Polizia Locale con hashish e cocaina

    Castano Primo, ‘pizzicato’ dalla Polizia Locale con hashish e cocaina

    Controlli, monitoraggio, prevenzione e repressione di possibili episodi o situazioni che possono ledere la tranquillità e la sicurezza di chi vive o lavora nella nostra città.
    Un altro servizio congiunto tra i Carabinieri e la nostra Polizia Locale.

    Un altro pomeriggio di presenza e attività sia nelle zone periferiche e boschive, sia nelle aree più centrali.

    E ancora una volta i risultati sono stati significativi. Diverse infatti le persone i veicoli verificati, con il fermo di un uomo trovato in possesso di 300 grammi di hashish, 5 di cocaina e di 4 siringhe contenenti eroina.

    “Come Amministrazione Comunale fin dal primo giorno che ci siamo insediati, abbiamo detto che la sicurezza è una delle nostre priorità – commenta l’Assessore Carlo Iannantuono – Iniziative di questo tipo, quindi, vanno proprio in questa direzione. Servizi congiunti sono stati e verranno, allora, puntualmente messi in campo, perché è fondamentale implementare sempre di più la collaborazione tra Forze dell’Ordine”.

  • Comunità energetiche rinnovabili: cosa sono e quali i vantaggi hanno

    Comunità energetiche rinnovabili: cosa sono e quali i vantaggi hanno

    Sentiamo parlare di CER, ma non sappiamo bene cosa siano. Pensiamo siano legate al discorso dell’energia, ma non conosciamo come e chi le può costituire. Nello spazio informativo di TN si fa quindi il punto sulla Comunità Energetica Rinnovabile per capire come pubblico e privato possono associarsi per produrre e condividere virtualmente energia locale da fonti rinnovabili.
    E ancora, perché ASM, l’Azienda Speciale Multiservizi, partecipata da 11 Comuni del Magentino e del Castanese e che da multiutility è diventata energy company, promuove la CER? La dottoressa Valeria Sanasi, consigliera ASM, risponde alle tante domande.
    L’obiettivo è quello di fornire benefici sia economici, che sociali e ambientali ai diversi partecipanti alla comunità.

  • Vittuone (Forza Italia). Elena Comerio: “Ho sempre chiesto solo trasparenza”

    Vittuone (Forza Italia). Elena Comerio: “Ho sempre chiesto solo trasparenza”

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Ogni volta che l’Amministrazione (s)parla di me, si dimentica il tassello fondamentale della narrazione: il Sindaco mi ha ritirato le deleghe il 25 giugno, senza preavviso, da un giorno all’altro”.

    Sono le prima parole della dr.ssa Elena Comerio Consigliere Comunale che ha aderito al progetto di Forza Italia. “Non ho fatto nulla di grave perché mi venissero tolte le deleghe; svolgevo il mio compito con responsabilità politica, chiedevo chiarezza, come i cittadini, e domandavo che venissero rivalutate le priorità e alcune decisioni, come lo spostamento del mercato e la realizzazione dell’ambulatorio in via Zara, alla luce dei costi elevati dei progetti e delle attuali esigenze di Vittuone e di noi vittuonesi. Il Sindaco si deve essere accorta che ero troppo dinamica per la loro lentezza amministrativa e ha deciso di cambiare. Io continuerò a lavorare con abnegazione ed impegno sia per i 110 cittadini che mi
    hanno dato la loro fiducia con il loro voto sia per tutti i vittuonesi”.

    Comerio precisa che “Ero in una lista civica, come indipendente mai stata iscritta ad alcun partito. Ho deciso di entrare nel gruppo di Tenti-Bagatti e in seguito di aderire al progetto di Forza Italia poiché lo ritengo maggiormente in linea con la mia posizione politica moderata e perché ho finalmente trovato un gruppo di persone affini ai miei valori e alla mia visione, con cui si riesce a collaborare, a confrontarsi nel rispetto e nell’ascolto reciproco, a cooperare in sinergia e in comunione di intenti”.

    In conclusione i ringraziamenti “Ringrazio l’On. Sorte (foto sotto), Segretario Regionale di FI, per le sue preziose parole, Enzo Tenti, Vice-Segretario Regionale, per le sue competenze politiche e per
    aver avuto l’opportunità di conoscere la bellezza del suo animo e quello di Claudio, Riccardo, Emanuela e Claudia. Un grazie a “La Voce di Vittuone” e un caro saluto a tutti i nostri concittadini. Buon Natale! Che la Luce guidi le nostre menti e l’Amore preceda i nostri passi”.

    Dr. Elena Comerio
    Coordinamento Forza Italia Vittuone

  • Buccinasco con WINDTRE verso il modello  di Smart City

    Buccinasco con WINDTRE verso il modello di Smart City

    Il Comune di Buccinasco e WINDTRE hanno firmato un protocollo d’intesa per avviare il percorso verso la Smart City, con l’obiettivo di individuare e progettare le soluzioni innovative più adatte alle esigenze di cittadini e imprese del territorio.

    Buccinasco è tra i Comuni più verdi della Città metropolitana di Milano, con numerosi parchi urbani, zone di forestazione e un patrimonio di oltre 54 mila alberi stimati. Conta anche una rete capillare di percorsi ciclabili e ha messo a disposizione dei ciclisti anche colonnine per la riparazione delle biciclette e di e-bike con ricarica. Sono numerose anche le infrastrutture per la ricarica di auto e moto. Continua inoltre a investire su tecnologie verdi come i lampioni intelligenti a ricarica solare nei parchi e il totale relamping degli edifici pubblici. Per l’accesso ai servizi comunali, ci sono sportelli funzionali online che consentono ai cittadini di reperire informazioni e documenti senza recarsi in Comune.

    Attraverso la sinergia con WINDTRE, il Comune potrà potenziare le proprie competenze tecnologiche in ambiti come i servizi di mobilità intelligente, i Data Analytics o le soluzioni per l’efficienza energetica, per favorire la transizione digitale e sostenibile di Buccinasco, secondo il modello di città smart.

    “Come sindaco e come consigliere metropolitano con delega all’Innovazione tecnologica e all’Agenda digitale metropolitana – dichiara il sindaco Rino Pruiti – ho già partecipato all’iniziativa promossa dalla Città metropolitana con WINDTRE a Palazzo Isimbardi lo scorso ottobre, per un confronto sull’evoluzione delle città grazie alle tecnologie digitali. Oggi avviamo questo percorso a Buccinasco dove vogliamo implementare le azioni che ci consentano di gestire le risorse in modo più intelligente”.

    “Il protocollo di cooperazione con WINDTRE – aggiunge Anna Arcari, assessora alle Attività produttive e imprese – ci permetterà di cogliere un’opportunità di crescita e sviluppo per il nostro territorio e avviare quella trasformazione digitale e sostenibile dei servizi che potrà migliorare la qualità della vita della nostra cittadinanza”.

    “Siamo molto soddisfatti di annunciare l’avvio della collaborazione con il Comune di Buccinasco per condividere con la città le tecnologie e le competenze di WINDTRE”, afferma Davide Simone, Key Account Manager Large North West dell’azienda. “Buccinasco è una realtà che ha saputo coniugare urbanizzazione e rispetto dell’ambiente, un modello a cui possiamo contribuire attraverso gli strumenti digitali, messi a servizio di cittadini e imprese nell’ecosistema tipico della smart city”.

    Uno dei dieci obiettivi concreti, misurabili e integrati nel business del piano di sostenibilità di WINDTRE è quello di mettere il digitale al servizio delle Smart City e disegnare insieme alle amministrazioni locali la trasformazione urbana e sostenibile delle città italiane per migliorare l’ambiente, la salute e la qualità della vita delle persone. L’azienda si propone di raggiungere entro il 2030, ambiziosi risultati nell’ambito delle tre dimensioni ESG (Environmental, Social and Governance) e promuove da anni soluzioni e progetti mirati ad accompagnare il Paese verso il futuro più sostenibile e inclusivo con un approccio quantitativo e risultati tangibili e continuativi nel tempo. Per maggiori informazioni, è possibile visitare la sezione Sostenibilità del sito WINDTRE:

    https://www.windtregroup.it/IT/Sustainability/la-nostra-visione.aspx

  • Incendio a Vigevano, 83enne ricoverato per intossicazione

    Incendio a Vigevano, 83enne ricoverato per intossicazione

    Una persona è rimasta intossicata in un incendio divampato ieri notte, poco dopo le 4, in un’abitazione di Strada Cavo Gambolò a Vigevano.

    Gli operatori del 118, giunti subito sul posto, l’hanno trasportata all’ospedale di Vigevano dove si trova attualmente sotto osservazione.

    I vigili del fuoco hanno lavorato per circa due ore per spegnere le fiamme che hanno interessato quasi tutto la stabile. Dei due uomini di 54 e 83 anni che si trovavano nella casa il più anziano è stato trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano in codice verde per un principio di intossicazione. Sul luogo dell’incendio sono intervenuti anche i carabinieri.