Tag: In evidenza

  • Grazie al PNRR i Comuni del Milanese diventano “spugne” per assorbire allagamenti e bombe d’acqua

    Grazie al PNRR i Comuni del Milanese diventano “spugne” per assorbire allagamenti e bombe d’acqua

    Un ambizioso piano per contrastare gli allagamenti causati da nubifragi e trombe d’aria, che sempre più spesso minacciano l’intero territorio metropolitano, causando danni economici importanti e soprattutto disagi di ogni genere ai cittadini.

    Il progetto Città metropolitana Spugna, sviluppato dalla Città metropolitana di Milano, insieme a Gruppo CAP e a diversi Comuni del territorio, entra nella sua fase operativa: a novembre partono 9 interventi (ad Assago, Cesano Boscone, Cologno Monzese, Pieve Emanuele, San Giorgio su Legnano, Trezzano sul Naviglio e Turbigo) per un valore complessivo di 4 milioni di euro che diventeranno 27 entro la fine dell’anno.

    Città metropolitana Spugna mira a realizzare molteplici interventi di Drenaggio Urbano Sostenibile per far sì che le città siano in grado di assorbire l’acqua piovana, soprattutto negli eventi più intensi, senza intasare le reti fognarie ed evitando allagamenti. Il finanziamento del PNRR, ottenuto dalla Città metropolitana, pari a 50.194.050 euro, consentirà di riqualificare un’area complessiva pari a 530mila metri quadrati attraverso 90 interventi in 32 Comuni con l’obiettivo di adottare soluzioni innovative per aumentare il grado di resilienza delle città attraverso una gestione più sostenibile delle acque meteoriche.

    Città metropolitana Spugna si basa sulle “Nature Based Solutions”, ovvero su processi naturali che sfruttano piante ed elementi vegetali per assorbire acqua e inquinamento, prevedono la sostituzione dell’asfalto con superfici permeabili in grado di far filtrare l’acqua e allo stesso tempo mitigare le isole di calore nel tessuto urbano. Si tratta di un concetto relativamente recente, utilizzato dalla Commissione Europea per identificare strategie, azioni, interventi, basati sulla natura che forniscono servizi ambientali e vantaggi socio-economici capaci, qualora svolti in contesto urbano, di aumentare la resilienza delle città: aiuole, parcheggi, tetti e mura verdi, boschi urbani, sistemi di gestione alternative delle acque piovane, agricoltura urbana.

    Gli interventi del progetto Città metropolitana Spugna promuovono l’urbanizzazione sostenibile, stimolando la crescita economica e contribuendo a rendere le città più attraenti per chi le vive. I sistemi di drenaggio urbano sostenibile, inoltre, contribuiscono a migliorare il benessere dei cittadini, ripristinare gli ecosistemi degradati migliorandone la resilienza e la gestione del rischio idraulico-idrologico.

    “La Città metropolitana di Milano crede fortemente nel progetto Spugna, che rientra nei Piani integrati finanziati dal PNRR realizzati dal nostro ente a beneficio di tutto il territorio, afferma Paolo Festa, consigliere delegato all’Ambiente della Città metropolitana di Milano. Si tratta di un fondamentale cambio di approccio allo sviluppo del territorio, strategico per affrontare le grandi sfide cui il cambiamento climatico ci mette davanti.

    Grazie a questi interventi, unici nel loro genere, non solo riqualificheremo punti importanti dei nostri comuni, ma lo faremo con soluzioni naturali all’avanguardia che permetteranno di prevenire allagamenti e di gestire in maniera sostenibile il territorio. Voglio evidenziare il grande lavoro dell’ente e il gioco di squadra indispensabili con Cap e Comuni per raggiungere questo importante traguardo, di portata nazionale: Spugna, infatti, sta ricevendo grande attenzione mediatica, premi e risalto quale esempio di buona pratica da seguire”.

    “Il piano che abbiamo chiamato Città metropolitana Spugna è un ambizioso progetto strategico di drenaggio urbano che intende dare risposte concrete ai disagi che i cittadini e le nostre città stanno sperimentando sempre più di frequente, come quelli causati dagli eventi eccezionali che si sono abbattuti sul nostro territorio nel corso dell’estate e di questo autunno, commenta Yuri Santagostino, presidente di Gruppo CAP.

    Tutti i progetti che ne fanno parte si basano su un approccio innovativo, che ha visto esperti provenienti da diversi ambiti professionali, dall’urbanistica all’ingegneria, dall’architettura alla geologia, collaborare all’interno di team interdisciplinari. Una sfida anche per noi di CAP che abbiamo messo a disposizione di progetti complessi le competenze sviluppate nella gestione del servizio idrico”.

    Giovedì 16 novembre la città metropolitana di Milano, Gruppo Cap e il Comune di Solaro hanno voluto presentare alla cittadinanza l’intervento di riqualificazione di piazza Achille Grandi, su un’area di oltre 8mila metri quadri, di cui oltre 1500 m3 di aree verdi e quasi 7mila trasformati in area drenante per la laminazione delle acque che dalla superficie possono così essere rilasciate gradualmente in fognatura.

  • Il nostro futuro: saremo destinati ad essere “sottomessi”?

    Il nostro futuro: saremo destinati ad essere “sottomessi”?

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – L’altra sera (15.11.23) la trasmissione “Fuori dal coro” condotta da Mario Giordano su rete 4 di Mediaset, il giornalista ha “confezionato” un interessante e ben documentato reportage sulla questione Islam in Europa, con riferimenti all’Italia. Giordano ha introdotto il tema ricordando la povera bambina inglese di otto mesi, Indy Gregory, uccisa per ordine di un giudice inglese, che fiscalmente ha rispettato il cosiddetto protocollo inglese. Ma una società, un mondo che non è in grado di rispettare e condanna a morte una bambina, è destinato ad essere “sottomesso”.
    A Chi? Ad una cultura, ad una religione identitaria come l’islam, in particolare, a quella fondamentalista che imperversa in tutta Europa e che soprattutto quest’ultima, sembra opportunamente piegarsi ai dettami della cultura islamica.

    Per certi aspetti sembrerebbe che Giordano oltre ai libri e ai servizi di Giulio Meotti, abbia letto il poderoso e articolato studio, “L’Islam in Europa” della prof.ssa Silvia Scaranari pubblicato nell’ultimo numero della rivista Cristianità, organo ufficiale di Alleanza Cattolica (n. 422, luglio-agosto 2023).
    La questione islamica o musulmana è sempre attuale, soprattutto in queste settimane che si é “svegliato” il terrorismo del movimento filo palestinese di Hamas con un terribile sanguinoso attentato nei confronti del popolo israeliano, che ha causato la violenta reazione dell’esercito israeliano. Naturalmente con questo non vogliamo sostenere che tutto il mondo musulmano sia fatto di terroristi come Hamas pronti ad attaccare l’Occidente, per fortuna.

    La Scaranari ammette che studiare la complessa e variegata presenza islamica in Europa non è cosa facile, tuttavia si può tentare di disegnare un quadro sommario dei fatti. Se prima negli anni, ’60, l’immigrazione di persone di religione musulmane in Europa avveniva singolarmente, perché c’era bisogno di manodopera. Successivamente è cresciuta con i ricongiungimenti familiari, modificando il modus vivendi della comunità. Prima i lavoratori musulmani accettavano di vivere la pratica religiosa a livello individuale e privato, ora con la presenza di mogli e figli, cominciarono a sentire il bisogno di avere luoghi di culto, di alimenti conformi alle norme coraniche, di spazi di sepolture, di negozi di abbigliamento tradizionale, di cure sanitarie separate da maschi e femmine.

    Dagli anni ’90 si è generata un nuovo e forte e caotico flusso migratorio, che ha coinvolto Paesi lontani dall’Europa come il Bangladesh, il Pakistan, lo Sri Lanka. Tutti Paesi con un Islam variegato, fatto di diverse scuole giuridiche e nazionali, poi c’è l’Islam che riguarda gli Stati, in particolare quello dell’Arabia Saudita o del ricco Qatar, che fanno parte della Lega del mondo islamico. Questi con caratteristiche “missionarie”, “prendono iniziative e cercano di coagulare fra loro i fedeli emigrati, favorendo una serie di attività, come la costruzione di moschee, l’istituzione di fondazioni culturali e di banche, la creazione di scuole coraniche…”.

    Lo studio della Scaranari elenca alcuni luoghi di culto, finanziati dai Paesi musulmani a partire dalla moschea di Roma, iniziative analoghe sono quelle di Colonia, finanziata dalla Turchia di Erdogan. Sempre in Germania dovrebbe sorgere un gigantesco complesso edilizio a Francoforte sul Meno, finanziato dal Qatar. Grandi moschee sono in costruzione in diversi Paesi. Per esempio, nella sola Albania, c’è un progetto di costruirne duemila. Ultimo progetto è quello di costruire di una mega moschea di diecimila quadrati a Strasburgo di ventotto cupole con minareti di 44 metri.

    Quando c’è l’intervento degli Stati islamici, fa notare la professoressa torinese, c’è sempre la volontà di non far perdere l’identità ai propri concittadini emigrati. Il contrario di quello che pensano glie europei, che si illudono, immaginano che queste emigrati musulmani a poco a poco si integrano e vengono assorbiti diventando cittadini europei.

    Prima o poi sulla questione islamica occorrerà aprire un tavolo di discussione e soprattutto smetterla di guardare il fenomeno al puro livello umanitario, anche perchè negli ultimi tempi è cresciuto il coinvolgimento degli Stati di origine. Anche la Scaranari sottolinea il grande impegno “missionario” in Europa del governo qatariano di Abdullah Bin Nasser al-Thani della famiglia reale del Qatar. Esiste la più grande e influente organizzazione umanitaria controllata dai salafiti, il suo fondatore sarebbe legato ad al Qaida. A questo proposito rileva la Scaranari che un po’ ovunque a Londra, Parigi, a Berlino, esistono dei centri chiamati “King Fahd Academy” che “devono favorire la reislamizzazione dei giovani musulmani e offrire un’immagine accattivante, pacifica e quasi suadente dell’islam agli occhi degli europei”.

    Oltre a queste forme di appartenenza, esiste un islam politico, in particolare quello radicale dei Fratelli Musulmani. Ha diverse sfaccettature, si passa da una reislamizzazione dal basso a quella dei colpi di Stato o atti terroristici volti a destabilizzare i governi. Poi viene descritto l’islam delle confraternite, molto attivo. Successivamente si prende in considerazione del fenomeno abbastanza preoccupante che é quello dell’islam cosiddetto “sfuggente”, del web. Quest’ultimo è presente tra i giovani, apertamente in polemica con le autorità dei Paesi di provenienza. “E’ un mondo facile preda dei gruppi radicali e jihadisti, che sono molto presenti in rete e che hanno elaborato una valida strategia di comunicazione soprattutto con i giovanissimi, molto proiettati, come tutti i loro coetanei, a vivere un mondo virtuale”.

    In questo mondo è reso più facile la diffusione di materiale estremista, accelerando il processo di radicalizzazione. E’ un mondo che rappresenta un problema sia per le comunità islamiche che per l’ordine pubblico. Legato a quest’aspetto esiste anche l’islam “Fai da te”, sempre presente sul web. Qui la Scaranari fa presente che non sempre, in particolare la maggioranza dei giovani, vive l’islam, del resto come molti giovani cristiani, con pratiche ridotte al minimo, con molti compromessi.
    A questo punto lo studio avvia una domanda fondamentale per la questione che si sta trattando. Come vive l’Europa questo forte impatto col mondo musulmano?

    Intanto in Europa si è ragionato riconoscendo a tutti la libertà religiosa, come diritto fondamentale, ha concesso diverse richieste agli immigrati di origine musulmana: macellazione halal, menù halal nelle scuole, aperture di centri culturali e moschee. Dopo queste aperture ci si aspettava da queste comunità ordine e trasparenza. Purtroppo non è stato così, “moschee, scuole, centri culturali si sono trasformati in punti di coagulo e di formazione all’islam radicale”.

    Spesso il controllo sui fedeli, in particolare sulle donne è diventato più pesante del Paese d’origine. “La comunità tende a irrigidire le norme e i costumi per non rischiare di perdere la propria identità e il proprio senso di appartenenza alla Umma e per marcare la distinzione rispetto al mondo occidentale, infedele e ‘satanico’”. Allora ecco apparire i matrimoni combinati anche con minori, se non addirittura con bambine, controllo sistematico in certi quartieri delle città europee del rispetto del digiuno. Attenzione quartieri dove gli stessi poliziotti si rifiutano di entrare per i pericoli in cui potrebbero incorrere. In Francia ci sarebbero almeno 1514 quartieri (circa 859 comuni) circa quattro milioni di francesi, che vivono con una legge islamica, chiamata dal politicamente corretto, “diversamente legale”.

    Questo è un fenomeno che penalizza altre comunità come quella ebrea, che subiscono attacchi antisemiti e pressioni, fino all’isolamento, tanto da indurli esasperati ad abbandonare certi quartieri a maggioranza islamica. Pertanto non si può parlare di integrazione dove questi gruppi di musulmani diventano maggioranza. “Invece di promuovere l’integrazione, si cade nell’esclusione reciproca”.

    Un altro fattore che non fa comprendere la questione dell’islam in Europa è quello di una certa retorica esistente tra gli europei e gli immigrati musulmani, mi riferisco all’islamofobia che ha conquistato quegli europei per la paura, l’indignazione e la rabbia suscitate dal terrorismo. Certo è un grave errore generalizzare e vedere in ogni musulmano un potenziale terrorista. Tuttavia è difficile non ammettere che i terroristi erano e sono anche musulmani. Così di fronte al barbaro attentato alle Torri Gemelle di New York nel 2001, ai preti uccisi in Francia, e alle stragi dei cristiani in Nigeria e in Congo, alcuni ambienti musulmani, invece di riconoscere l’orrore di questi selvaggi attentati commessi dai loro correligionari, “hanno incominciato ad accusare il mondo occidentale di fare di tutta l’erba un fascio, hanno sostenuto che l’islam è una religione di pace e protestano ovunque si mette in dubbio le loro buone intenzioni, imponendo l’idea che qualunque osservazione critica verso l’islam sia animata da ostilità, sia cioè appunto ‘islamofobia’”. La libertà di parola viene censurata anche sui media, chi cerca di dire la verità, è costretto ad autocensurarsi, se non lo fa finisce come il professore Samuel Paty o come i giornalisti di Charlie Hebdo.

    Poi si prendono in esame gli aspetti demografici legati alla realtà musulmana confrontati con quelli degli europei. Da decenni l’Europa è esposta a un calo demografico, da poco i politici hanno preso consapevolezza del pericolo. Le proiezioni ci dicono per esempio che la popolazione della sola Nigeria nel 2058 supererà quella di tutta l’Europa, dove il tasso di natalità nelle comunità islamiche è decisamente superiore. Attualmente in alcuni Paesi della Francia, la popolazione musulmana supera il 20 % e poi c’è l’aspetto delle scuole da esaminare, dove c’è una presenza multietnica abbastanza significativa.

    Pertanto in simili contesti non è possibile parlare di integrazione: “la presenza di numeri così forti porta necessariamente a un cambio di cultura, di usi, di costumi…e si rischia di arrivare a un cambio di norme giuridiche”. Un imam in Danimarca ha reclamato decisamente la liceità delle spose-bambine, perché conforme alle consuetudini dei Paesi di provenienza di molti migranti, i giudici danesi invece di rispondere con un secco NO, hanno risposto che il problema va studiato.

    Tuttavia per la Scaranari in Europa si sta assistendo a preoccupanti fenomeni di sostituzione culturale, invece che l’auspicata politica di integrazione graduale del mondo musulmano. Certamente l’Europa nella sua lunga storia ha affrontato massicce ondate di immigrazione, ma nel nostro secolo stiamo assistendo a qualcosa di diverso. Le popolazione piombate sull’impero romano spesso avevano un atteggiamento di gratitudine per quello che trovavano. “Gli stessi popoli barbari, con la loro sete di dominio, riconobbero il patrimonio culturale esistente e ne fecero tesoro”. Ma adesso con un islam identitario forte con un senso di rivalsa, tutto cambia anche perchè dall’altra parte c’è un atteggiamento dimissionario e suicida degli europei.

    Oggi, in diversi casi, “assistiamo a una immigrazione che disprezza l’Europa, le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra storia e che assume un atteggiamento di sfrontatezza e di rivendicazione”. Anzi spesso questi popoli sono convinti di avere una superiorità culturale, talvolta “dominati da una sete di “vendetta” contro il Vecchio Continente, evidenziandone solamente le colpe e negandone i meriti”. Con queste premesse in certi quartieri e scuole delle città europee si crea un clima di suggestione collettiva, di “jihadismo d’atmosfera”, da cui vengono condizionati sia i musulmani che i non musulmani, un misto di paura, di tacito consenso, di condivisione, spesso per opportunismo e per quieto vivere. Chi non è disposto a piegarsi a questa perversa atmosfera, è costretto a cambiare città o quartiere.

    Lo studio di Silvia Scaranari si chiude con delle interessanti riflessioni socio-politiche mettendo a confronto l’islam radicale che non può essere paragonato all’iper-tradizionalismo di qualche comunità cattolica: la visione coranica come verità religiosa, sociale, politica, vuole sottomettere il mondo, come ricorda Remi Brague.

    Di fronte abbiamo “l’uomo occidentale post-moderno, privo di verità a cui fare riferimento, non è capace di comprendere una simile prospettiva esistenziale e finge che tutto l’islam sia pace e fratellanza”. L’Occidente spesso non comprende che gli Stati islamici, “non desiderano assolutamente l’integrazione, anzi operano per l’esatto contrario”. Anzi insiste la professoressa, “L’integrazione in Occidente è vista come un pericolo, il rischio di acquisire abitudini, culture e usi degli ‘infedeli’ e per questo si prodigano in sforzi significativi di reislamizzazione”.

    Occorre mettere in guardia l’uomo occidentale, quello cristiano che ragiona con le nostre categorie, per comprendere quelle dell’islam, è un errore epocale. “Le belle parole “libertà religiosa”, “accoglienza”, “fratellanza” non bastano, occorre riempirle di significato e, soprattutto impiantare dei ‘paletti’ entro cui possono stare, altrimenti non è integrazione ma anarchia, in cui vince il più forte”.

  • Faccia da eterno deluso o speranzoso.

    Faccia da eterno deluso o speranzoso.

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, molte amministrazioni comunali saranno rinnovate nella prossima primavera. Il paese dei comuni e regioni e non più province.

    Una piccola parentesi; sarebbero da ripristinare con portafoglio o toglierle ma dare mansioni ad altri enti ma questa è un’altra storia.

    Il comune è il primo gradino della macchina statale e fino a poco tempo fa le votazioni avevano affluenza altissime. Oggi pure nelle più piccole realtà non c’è un gran numero di elettori.

    Però quella speranza di cambiamento o rinnovamento miglioramento esiste ancora nelle consultazioni locali. La gente inizia a scaldarsi ed eccitarsi per l’arrivo della festa del voto.

    Forse per avere e vedere più movimento in giro nelle deserte piazze dei borghi italiani. Forse vogliono essere partecipi o purtroppo vogliono sentire le favole. Leggende epiche e storie di cavalieri e avi importanti.

    La gente si lamenta sempre per poi rivalutare quello che odiava. Molto spesso piange per 5 anni per poi ridare fiducia a chi; a detta sua l’ha fatto piangere.

    Un movimento di uomini e buffet incredibili e tante promesse o poche promesse. Finta umiltà o eccessiva fiducia ma sempre un avvenimento che muove le nostre vite.

    Anche se negli ultimi 30 anni il numero delle persone votanti è sempre diminuito a tutte le tornate.
    Una contro tendenza con gli USA dove ad ogni votazione l’affluenza aumenta.

    Perché la gente non vota più? Perché sempre meno gente segue conferenze e programmi tv politici.
    Forse, oggi l’azione politica si è trasferita sul web e piazze globali virtuali.
    Dove la lotta a suon di post e “tweet” è sempre più serrata e divisa. Ognuno ha la sua idea; ogni testa un partito e un politico.

    Siamo tutti delusi e speranzosi allo stesso livello. Molto spesso la gente vuole credere in qualcosa e si attacca a tutto. Molti vogliono contare. E contano pure le bastonate che prendono. ..

    La speranza è l’ultima a morire anche perché si muore prima. Metti in giro una distanza di speranza; non costa nulla ma la gente si riempie la bocca, cuore e pancia ed è pronta con le natiche in alto per l’ennesima penetrata spirituale…
    Ma oggi davanti agli speranzosi e delusi sta crescendo un numero esponenziale di nuovi personaggi; “i non credenti”. Personaggi che non votano e non credono e non vogliono sentire favole.
    Purtroppo, un bacino così ampio può esser pericoloso se trova un cattivo predicatore o peggio vuol essere lui pastore.

    Non credere mai alle voci di paese non far credere il paese alle voci della piazza.

  • Regione Lombardia finanzia il pronto intervento di luglio per l’emergenza nubigrafi

    Regione Lombardia finanzia il pronto intervento di luglio per l’emergenza nubigrafi

    Regione Lombardia ha approvato, con deliberazione di Giunta dello scorso 13 novembre (la n. XII/1316), su proposta dell’Assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, la richiesta di finanziamento delle opere di pronto intervento attuate dai Consorzi di bonifica in occasione degli eventi meteorici eccezionali, che lo scorso luglio hanno interessato il territorio lombardo.

    Nel complesso lo stanziamento a carico del bilancio regionale è di circa 1,3 milioni di euro a fronte di un elenco composto da 76 opere. Ad ETVilloresi sono stati assegnati 333.700 euro in relazione a 16 interventi previsti tra Milano e Monza e Brianza.

  • A Morimondo oggi la Giornata del Ringraziamento con la Coldiretti

    A Morimondo oggi la Giornata del Ringraziamento con la Coldiretti

    E’ in corso di svolgimento stamani presso l’Abbazia di Morimondo (MI) la celebrazione della 73ª Giornata Interprovinciale del Ringraziamento, promossa da Coldiretti.

    La Giornata del Ringraziamento è la tradizionale ricorrenza promossa dall’associazione di categoria agricola in tutta Italia dal 1950 per rendere grazie del raccolto delle campagne ed invocare la benedizione per la nuova annata.

    Dopo la Messa, celebrata dal Vicario Episcopale della Diocesi di Milano monsignor Luca Raimondi, la tradizionale benedizione dei mezzi agricoli e il saluto delle Istituzioni.

  • Arti Marziali. Un campione di MM farà lezione a Legnano. Grande attesa per “The Snatch”

    Arti Marziali. Un campione di MM farà lezione a Legnano. Grande attesa per “The Snatch”

    La Versus, dopo essere stata 15 anni fa la prima società a portare le MMA a Legnano, sarà anche la prima palestra ad organizzare in città una Master Class con un atleta di fama mondiale.

    Giovedì 23 novembre alle 20.00 la struttura di Via Giusti 1 a Legnano ospiterà infatti un allenamento aperto a tutti con Walter “The Snatch” Cogliandro recentemente indicato dalla Gazzetta dello Sport come probabile prossimo italiano ad entrare in UFC, l’organizzazione di MMA più importante del mondo.

    31 anni, novarese, fa parte del team SBG di Dublino, quello di Conor McGregor l’atleta irlandese che ha fatto diventare le Mixed Martial Arts uno sport noto anche al grande pubblico. Cogliandro è reduce da una straordinaria vittoria per Ko al primo round ad Abu Dhabi contro il campione dei Pesi Piuma della prestigiosa organizzazione emiratina UAE Warriors Ali al-Qaisi.

    “Conosco Walter da quando ha iniziato le MMA nel 2011” ci racconta il DT della Versus Guido Colombo. “All’epoca mi allenavo a Novara nella palestra dove ha iniziato questo sport ed ho assistito da vicino ai suoi primi anni di competizioni. Da dilettante è stato campione d’Italia, ha vinto la Coppa Italia e si è qualificato per i Mondiali.

    Ha inoltre vinto 2 Coppe Italia di Grappling, 1 Argento nel Grappling ed 1 Bronzo nel Ju Jitsu brasiliano agli Europei. Nel 2015 è passato professionista e ad oggi ha disputato 20 match con 15 vittorie (8 prima del limite), 1 pareggio e 4 sconfitte. Ha combattuto in alcune delle più importanti organizzazioni mondiali come Bellator, Cage Warriors e BRAVE CF. Sono orgoglioso del fatto che ci onori della sua presenza”.

    La partecipazione all’allenamento è aperta a tutti ma i posti sono limitati. Per info e prenotazioni si può contattare il 339 36 70 263 o scrivere a info@ssversus.com

  • Come proteggersi dalla morosità nell’affitto: l’evento di Solo Affitti

    Come proteggersi dalla morosità nell’affitto: l’evento di Solo Affitti

    SoloAffitti Magenta organizza un incontro gratuito il 28 novembre alle 18:30, presso la loro sede in Via Alessandro Volta 82, rivolto ai proprietari di immobili.

    In un momento in cui il mercato degli affitti è soggetto a rapidi cambiamenti, molti proprietari di immobili si trovano di fronte a sfide complesse.

    Tra queste, la morosità rappresenta ancora oggi una delle paure più forti e pressanti.

    Durante la serata si discuterà delle tendenze attuali degli affitti, verranno esplorate strategie innovative per proteggere i proprietari da potenziali rischi come la morosità, sottolineando come l’esperienza e l’approccio di Solo Affitti possano facilitare una gestione più sicura e proficua degli affitti.

    Al termine della discussione, ci sarà un aperitivo per permettere ulteriori scambi di opinioni e domande in un ambiente informale e accogliente.

    Questo incontro è aperto a tutti coloro che sono interessati a comprendere meglio le dinamiche del mercato degli affitti e a scoprire come affrontare con fiducia le sue sfide.

    Per partecipare, si consiglia di prenotare in anticipo, dato il numero limitato di posti.

    Per ulteriori informazioni o per confermare la propria presenza, è possibile contattare direttamente il punto di SoloAffitti Magenta:

    Solo Affitti Magenta
    Via A. Volta 82,
    20013 Magenta (MI)
    Tel: 375.7359139
    email: magenta1@soloaffitti.it

    L’evento di ‘SoloAffitti’ Magenta è più di un semplice incontro: è un ponte verso una maggiore comprensione e sicurezza nel mondo degli affitti.

  • Ray Scott – “Billboards & Brake Lights” (2023) by Trex Roads

    Ray Scott – “Billboards & Brake Lights” (2023) by Trex Roads

    E’ vero ha un successo ormai globale, visto che ha suonato spesso anche in Europa, ma credetemi il suo talento andrebbe celebrato con molta più enfasi.

    Spesso vi parlo di artisti di culto che gli addetti ai lavori e gli stessi artisti amano alla follia.
    Ecco, Ray Scott è tutto questo e anche di più: un vero artista indipendente country.

    Lui a dire il vero il mondo della Nashville dei premi televisivi e delle radio spazzatura, l’aveva toccato e vissuto quando la Warner lo mise sotto contratto per il suo esordio del 2005: My Kind of Music. Fu un successo importante nelle classifiche di genere, ma la casa discografica avrebbe dovuto tenere conto che Ray era uno serio e vero e il titolo del suo esordio non era messo lì a caso. Proprio il voler suonare il suo tipo di musica, lo fece scontrare con il volere degli addetti marketing che volevano qualcosa di radiofonico per il secondo album. Da quel momento cominciò la sua vera carriera indipendente.

    Una carriera che lo ha visto sfornare ben 7 album e 3 EP (uno dei quali avevo recensito ormai quasi 3 anni fa qui https://www.ticinonotizie.it/ascoltati-da-noi-per-voi-by-trex-roads-ray-scott-nowhere-near-done-2020/).

    La musica di Ray Scott è quanto di più outlaw country potete trovare nella musica americana indi-pendente in questo momento: storie vere, storie emozionanti e anche divertenti. Le parole di Ray, non solo quelle nelle canzoni, sono spesso taglienti, parole che quasi nessuno dei suoi colleghi ha il coraggio di dire sul mondo del music business e della realtà in cui viviamo.

    Forse questo disco, se posso avanzare un giudizio dopo aver ascoltato tutta la sua discografia, è il più riuscito, intenso e ispirato che abbia mai fatto uscire e sapere che è stato quasi del tutto ignorato, anche da recensori molto in voga nel mondo indipendente, mi stupisce davvero.

    Aggiungetevi che è un disco dedicato ai genitori che il nostro Ray ha perso nel giro di 3 settimane scarse nel 2022, e avrete un album che è un vero gioiello di emozioni sincere.
    Il disco di 13 canzoni è prodotto dal grandissimo Jim “Moose” Brown e i musicisti che accompagnano il nostro in questa avventura sono un all-star che comprende il violino magico e il mandolino di Jenee Flenor e del leggendario batterista Eddie Bayers.

    Volete capire subito di che tipo di musica parliamo? Fate partire la cavalcata polverosa di Ripples e fatevi guidare dalla profonda, intensa ed evocativa voce di Scott e non vorrete più scendere da questo viaggio.

    Il bellissimo singolo Long Black Cadillac è una meravigliosa ballata come pochi sanno scrivere, che prende spunto, così racconta Ray, da un vero scambio di battute con la moglie dopo aver visto in un parcheggio un carro funebre marchiato Cadillac: “cara, è così che ti lascerò!”. Da una frase scherzosa e ironica, ne è nata una canzone stupenda ed emozionante. La voce poi, amici, è un vero patrimonio della musica indipendente, così come la sua abilità di scrivere canzoni stupende.

    Ricordi e amici di vecchia data fanno capolino in un’altra ballata country dal sapore outlaw: Old Roads and Old Friends. La band che lo segue è qualità assoluta: grande pezzo.
    La title-track è molto autobiografico e ci narra la difficile vita del musicista indipendente sempre in giro per concerti, sempre in giro per sfamarsi e farsi conoscere. Una vita che però regala soddisfazioni, emozioni e amore. Ispirata e davvero bellissima, semplice ma verissima.

    Chitarra dolcemente slide e la voce di Ray incorniciano l’incipit di Better Than This: si arriva dritto al cuore con un altro pezzo che oscilla fra il country e il rock con quel suono elettrico che cerca di farsi largo in una ballata polverosa, i cori così soul che regalano un sapore di southern. E poi il testo che ci parla di un uomo che sta affondando nell’alcol la sua vita, ma vuole uscirne perchè deve essere meglio di così.

    Ray Scott è un cantautore coi fiocchi e i suoi live anche di supporto a grandi artisti, mi raccontano, sono sempre emozionanti.
    Struggenti nella loro semplicità, le parole di un amore difficile e finito, della canzone country rock You Wouldn’t Know It Now. Si suona alla grande e ci si emoziona ascoltando la voce così intensa di Ray e il bellissimo assolo finale.

    Butto veramente via la testa che nessuno parli come non ci fosse un domani di questo disco così dannatamente ben scritto, suonato, prodotto e arrangiato. Non servono lustrini o luci abbaglianti per essere un musicista e un cantautore davvero fantastico e Ray Scott è uno da tramandare ai posteri quando vorrete parlare di cosa era il country indipendente.

    La mia preferita è la ballata country Superman: un arrangiamento da fuoriclasse con quel violino a lacerare l’anima e la voce bassa di Ray Scott che narra ancora di una vita non andata proprio co-me doveva. Le parole sono semplici, ma scriverle così incisive è abilità di pochi: “Se è vero quello che ti dicono / Quando dicono qualcosa non ti uccide / Ti renderà più forte in qualche modo / Dovrei essere Superman / Dovrei essere Superman ormai”. L’assolo di violino è di una bellezza ab-bagliante intrecciato alla chitarra. Stupenda.

    Un album che è un gioiello di musica country vera, reale, sincera ed emozionante. L’ispirazione non è mai stata così alta nei dischi di Ray Scott e, assieme ad una band di livello top, ci regala 13 pezzi che commuovono, divertono e fanno pensare come pochi al mondo saprebbero fare.

    Ray Scott può sedersi al tavolo dei grandi della musica indipendente assieme ai suoi amici Cody Jinks e Ward Davis, e merita di essere celebrato come uno dei più grandi cantautori country di questa generazione.

    Cosa aspettate? Scopritelo e se vi è piaciuto, supportatelo sul suo sito, sui siti di streaming e social, lo merita e chissà che la sua fama europea un giorno lo porti in Italia, dove i fans della musica indipendente lo accoglierebbero a braccia aperte.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.com

  • Faccia da venerdì 17. Ma non è (quasi) mai colpa della sfortuna

    Faccia da venerdì 17. Ma non è (quasi) mai colpa della sfortuna

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Il Venerdì inizia il fine settimana e lo sciopero mezzo è sempre dietro l’angolo del pendolare. Fasce protette e mezze giornate, ma il 17 è per noi una giornata particolare.
    Il 13 è solo per le tavole ma la nostra scaramanzia e superstizione regna sovrana nei nostri cuori e animi.
    Molte volte vuoi stare a letto fino al 18 altri vuoi sfidare la sorte e sfortuna.
    Senza mai chiedersi perché porta male. Sono quelle tradizioni e consuetudini dure a morire.

    Ma esistono le streghe ? Come nel film del regista romano Dario Argento?? Fanno male o è una nostra auto produzione. Quanto siamo influenzati dagli altri sia visivamente che mentalmente?

    Esistono i menagramo? Sicuramente i riti porta o importa sicuramente sono diffusi. Certo, il vincitore del Superenalotto avrà un ottimo venerdì, fine settimana e se non è stupido avrà un’ottima vita

    Avrà risolto tutti i suoi problemi o ne porterà nuovi. La nostra concezione di vita rivolta al successo e nostra considerazione gira intorno alle amicizie, virtuali e non.

    Posso piacere a tutti? Essere accettato socialmente o avere successo … Una signora che non conosco mi ha chiesto dopo il mio ennesimo spot di come si fa ad entrare nel mondo della pubblicità…

    Ero convinto di essere Al Pacino ma dato che mia madre diceva; chi ti sta vicino e non ti da bacino non è amico ma ruffiano… Mi sono liberato con le classiche app generiche
    Morale ; più vista la signora nè i suoi complimenti. La gente è convinta di sapere tutto senza leggere nulla…

    Il Venerdì 17 porta sfortuna ??? Ma perché?? In quanti lo sanno?? Perché ne parliamo? Molti parlano per fare aria alla bocca, altri per fare vedere la loro panoramica assente.
    Altri vogliono sentire la propria voce. Mia madre diceva; molti parlano perché hanno paura che se non parlano crepano.

    In questi anni ho avuto anch’io la forza di credere al facile e dare la colpa alla sfortuna
    Purtroppo al 99,99% per cento era colpa mia e delle mie scelte.

    Ieri al bar un uomo con estrema necessità di un impianto odontoiatrico ha criticato il modo di vestire di una bella donna matura.
    La fortuna o sfortuna c’entra? Beh, mai stare seduto vicino a un cretino perché fa discorsi scemi e la gente può pensare male anche di te.
    Venerdì 17 e le nostre paure. Mai avere paura della sfortuna mai dare alla sfortuna le nostre paure”.

  • Inter Club Magenta Nerazzurra 1978:  una serata per ‘il Magia’ Mereghetti

    Inter Club Magenta Nerazzurra 1978: una serata per ‘il Magia’ Mereghetti

    Mario Mereghetti da Ossona, Classe 1938, lo scorso 3 maggio ha spento oggi 85 candeline.

    Attaccante dotato di buon fisico e spesso utilizzato come costruttore di gioco in ambito offensivo, crebbe calcisticamente tra le file dell’Inter, dove tuttavia fece fatica ad imporsi. Fu ceduto infatti in prestito un anno all’Udinese, dove ebbe modo di giocare con una certa continuità, ritornando poi all’Inter.

    Giocò nelle file dei nerazzurri di Milano tra il 1955 e il ’60 per farvi poi ritorno tra il 1961 e il 1962.

    Già in quell’occasione l’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ con il suo presidente Luciano Cucco, particolarmente legato a Mereghetti, facendo gli auguri a ‘Il Magia’ aveva promesso una serata speciale per ricordare chi ha vestito i colori dell’Inter e abita nel nostro territorio.

    Bene la serata è arrivata. La serata dedicata al ‘Magia’ è in programma venerdì prossimo 24 Novembre a Ossona ed è nata dalla collaborazione tra l’Inter Club, l’Ossona Calcio e il comune che ha prestato il suo patrocinio.

    L’appuntamento è fissato per le 21 presso l’Auditorium comunale. Nel corso della serata sarà presentato anche il libro a cura di Alberto Figlioia “Interisti per sempre”.

    “Pensiamo sia un atto dovuto – spiega Luciano Cucco – verso chi oltre a militare nella nostra Inter ha insegnato calcio a tanti giovani. Inoltre, è un fatto anche educativo, un modo per far conoscere anche alle nuove generazioni giocatori del passato che hanno avuto un significato particolare per tutto il nostro territorio”.

    L’Inter Club Magenta sempre a proposito, di amarcord importanti, sarà presente con una sua delegazione anche a Melegnano, mercoledì prossimo, presso il Castello Mediceo, dove alle 17, alla presenza di Sandrino Mazzola che ha da poco spento le 80 candeline, sarà presentato un volume dedicato proprio alla vita di un simbolo nerazzurro.

    Ricordare le proprie radici e la propria gloriosa storia è la base per un futuro sempre da protagonisti.

    (Nella foto in evidenza, Mario Mereghetti seduto sul divano di un albergo in occasione della partita Roma-Inter tratta dall’Archivio Luce)