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  • Addio a Claudio Bognetti, prestiné ma anca un pu samurai: con le sue pizzette notturne e l’essere superstar. BSN, Bognetti sensa nisun: indimenticabile

    Addio a Claudio Bognetti, prestiné ma anca un pu samurai: con le sue pizzette notturne e l’essere superstar. BSN, Bognetti sensa nisun: indimenticabile

    Con una specie di bandana piantata sulla fronte, grondante farina; con quella faccia un po’ così e l’espressione un po’ così, a metà tra il canzonatorio e la bonarietà guascona del prestinè (da noi si sono sempre chiamati così: prestinè, altro che panettiere o fornario. Prestinè), Claudio Bognetti da Mesero, anzi da Mesar, si era già guadagnato- e da tempo- l’immortalità.

    Anche prima, ben prima, di una morte bastarda accaduta in questi giorni (ma poi quand’è che non sarebbe bastarda, la morte..). 57 anni da prestinè, a 70 disse ciao a tucc e tirò giù la cler (non la saracinesca, la cler). Lo celebrammo anche noi, con parole che valevano ieri, valgono oggi, varranno domani e sempre.

    “Era lì che il forno del Bognetti, l’Antico Forno di Mesero, diventava una sorta di ‘after hour’, nel quale il Claudio sguazzava, saldissimo sulla tolda di comando: maglia intrisa di farina e sudore, fascetta tergisudore sulla fronte c’al pareva un samurai, il Bogno troneggiava, mentre tutti noi disperati della notte puntavamo a limonare la ragazza un po’ avanti con l’alcool sulla soglia del Forno, perché di notte le parole scorrono più lente, come cantava Jovanotti in un epico pezzo per nottambuli.

    Al Claudio l’è sempar stai urguglius da la sua gent e dal so negosi, con l’immancabile consorte Antonia Garavaglia, epitome del cognome autoctono, saldissima al suo fianco.

    Il Claudio ha avuto uno sterminio di figli acquisiti per amore di pizzetta calda e due figli naturali che lo venerano, compreso quel Matteo che ha preso la vena folle dal so pà (tegnala nan, tegnala..)”.

    C’è stato anche un giovane dal cognome autoctono anch’esso, Alessandro Calcaterra (num sem nostalgici dai nostar cugnom: Garavaglia, Oldani, Castiglioni, Trezzi, tuta ca la roba lì, insuma, e ciapasala no se ta se un teron, l’è duma che num sem da chi, ti no), che ha dedicato al Claudio- che num, par ciamà un quai dun, a dreum l’articolo; ti, che ta se un teron, ta deva dumà impara, se ta voeur capì sa voeur dì ves vun da num- un video, poco più d’un minuto. Ecco, lui che al saria Alessandro par l’anagrafe, ma il Claudio lo chiamava Ales, ha ripubblicato in questi giorni di dolore quel bellissimo video. Guardatelio, o riguardatelo:

    https://www.facebook.com/share/v/1HEz92sJf8/

    “Il Claudio saluta tutti, anzi tucc, e sicuramente gli farà piacere se andrete a trovarlo. Avete due mesi scarsi. A Natale ci mancheranno i suoi fantasmagorici panettoni artigianali. E la notte, se passeremo ancora dal semaforo di Mesero, guarderemo con occhi tristi verso l’Antico Forno, il regno su cui il Claudio aveva dominio assoluto.

    Claudio Bognetti da Mesar, 70 ann, cinquantaset da laurà e da prestinè.

    Non intravediamo eredi all’orizzonte. A dreum una quai parola ca sa usa di part da quei che sa disan i pusee bon: so long per te, Claudio.

    Saluti dal bar. Non sarà più lo stesso, quando dovremo placare la fame da carboidrato-post-gin-tonic. Non sai quanto ci spiace”.

    Così chiudevamo, era il 2019 (casu ma pasan svelt, i ann, cume che al dis al Vecchioni in d’una bela canson, sa dumanda gli Anni, ma non quela dal Pezzali). E chiudiamo così anche oggi. Addio a Claudio Bognetti, prestinè ed anche un po’ samurai, con la sua giovialità impastata di farina, acqua, sale lievito e generosità. Perché pedum sta chi a cinquantala ma sul necrologio on line dal Vergani ghe vun ca la scriù la verità, duma la verità: “La tua improvvisa scomparsa ha lasciato tutti senza parole e nello sconforto …ma ti vogliamo ricordare con il sorriso ripensando a quante nottate trascorse fuori dal tuo negozio a mangiare i super bomboloni ,ne ricordo ancora il profumo,se ti chiedevamo 3 brioches ne uscivamo con il doppio quanto era la tua generosità…eri sempre solare e gioioso ,un uomo d’altri tempi ...ci stringiamo alla tua bellissima famiglia con le più sentite condoglianze! Fai buon viaggio e da lassù prega anche per noi .Ciao Bogne”. La sa dumanda Paola Tiberti, di Ossona, anzi da Usuna.

    Un abbraccio a la sua dona, l’Antonia, all’Eleonora, al Teo, a tucc. Il Claudio nel mentre rimane. Sempar lì. BSN. Bognetti sensa nisun. Saluti dal bar, ades e sempar.

    F.P.

  • Peste suina, vertice in Prefettura a Milano

    Peste suina, vertice in Prefettura a Milano

    Il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia ha incontrato oggi il direttore generale di Ats Città Metropolitana, Walter Bergamaschi, il direttore del Parco Ticino, Claudio De Paola, e il sub commissario per arrestare la diffusione della Peste suina africana, Mario Chiari, per un approfondimento sulle problematiche relative all’attuazione delle misure di controllo della peste suina africana, con particolare riferimento all’area del Parco del Ticino.

    Nell’occasione – informa la prefettura in una nota – si è constatato l’assiduo impegno profuso dall’Ente Parco, volto a contenere la diffusione del contagio tramite una continua e intensa attività di monitoraggio del territorio. Ai fini di un più efficace contenimento dell’espansione virale, si è convenuto che tali attività vengano intensificate nei prossimi mesi a cura degli operatori del parco, in collaborazione con la polizia provinciale, anche con un maggior impiego dei cani molecolari. L’Ats Città Metropolitana ha assicurato ogni supporto utile al riguardo, favorendo intese per possibili iniziative da assumere volte a debellare ogni forma di contagio.

    Parallelamente, è stata evidenziata l’opportunità di un’adeguata informazione rivolta agli utenti del Parco del Ticino, in modo da evitare che escursionisti e gitanti siano essi stessi portatori involontari del virus.

  • Peste suina, altri 5 casi tra Piemonte e Liguria

    Peste suina, altri 5 casi tra Piemonte e Liguria

    Cinque nuovi casi positivi alla peste suina africana tra i cinghiali sono stati individuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Di questi quattro sono stati accertati in Piemonte dove i casi salgono a 723 e uno in Liguria dove i casi salgono 1.054.

    Il totale dei positivi sui cinghiali sale così a 1.777, restano, invece, fermi a 9 i focolai riscontrati negli allevamenti suinicoli. In Piemonte le nuove positività tra i cinghiali sono state riscontrate tre in provincia di Alessandria, una a Casasco (cinque in totale), una a Rocca Grimalda (diciotto), una a Roccaforte Ligure (quattro) e una in provincia di Novara a Cerano (venticinque). Non si segnalano nuovi focolai in allevamenti suinicoli in Piemonte. In Liguria è stata riscontrata una nuova positività in provincia di Genova a Lavagna (primo caso). Con il caso di Lavagna diventano 174 i Comuni in cui è stata osservata almeno una positività alla peste suina africana.

  • Novarese, si cosparge di benzina e muore

    Novarese, si cosparge di benzina e muore

    Un uomo di 36 anni, residente a Varallo Pombia, in provincia di Novara, si e’ tolto la vita cospargendosi di benzina e dandosi fuoco all’interno della sua auto.

    Il fatto e’ accaduto alle 4 del mattino di venerdi’ scorso, ma la notizia si e’ diffusa solo ieri. Secondo la ricostruzione dei carabinieri del comando di Arona, l’uomo avrebbe raggiunto una stazione di servizio a Castelletto Ticino, dove ha dato seguito al suo terribile proposito. A rendersi conto di quanto stava accadendo sono stati alcuni residenti della zona che hanno immediatamente dato l’allarme. Il gestore del distributore e’ intervenuto per cercare di spegnere le fiamme con due estintori, ma non e’ riuscito nell’intento. L’uomo e’ morto nel giro di pochi secondi. In poco tempo sono arrivati anche i vigili del fuoco con due autopompe, evitando danni maggiori. I carabinieri hanno poi proceduto all’identificazione del corpo.

  • Magenta festeggia Monsignor Fausto Giacobbe per i suoi 98 anni: auguri!

    Magenta festeggia Monsignor Fausto Giacobbe per i suoi 98 anni: auguri!

    Monsignor Fausto Giacobbe compie 98 anni. Parroco a Magenta in anni importanti in cui si è realizzato tanto. E’ naturale ripercorrere i periodi più belli. “Come la missione del ‘96 guidata dai padri di Rho – ricorda – si voleva realizzare il programma del Cardinal Martini in modo che, attraverso i gruppi di ascolto, la parola di Dio arrivasse alla gente”. Erano gli anni ‘90. Con la beatificazione di Santa Gianna Beretta Molla nel ‘94 che caratterizzò quel periodo per i fedeli. “Tutto era predisposto per portare il corpo in basilica con la presenza del Cardinal Martini – commenta – poi all’ultimo momento non se ne fece nulla. Anzitutto il Cardinale volle rispettare la famiglia e tutto venne bloccato”. Seguita poi dalla canonizzazione nel 2004. In poco tempo don Fausto ristrutturò la basilica e il cinema con tanti soldi.

    Che, ricorda, “arrivavano grazie alla bontà immensa dei magentini. 998Milioni per il tetto e, prima che venisse terminato, era già pagato. E il restauro degli affreschi, l’altare nuovo, la sacrestia”. Francesco gli chiede per quale motivo avesse deciso di diventare sacerdote. “Ho sempre visto la vita così – dice – l’ho saputo fin da fanciullo. Certamente i miei genitori hanno avuto una grande influenza. Mio padre era un uomo dalla bontà immensa. Anche i miei genitori discutevano, ma mio papà non si è mai permesso di alzare la voce con mamma. All’epoca guardavo don Carlo e volevo diventare come lui. Sono entrato subito in seminario, dapprima a Seregno e poi a Venegono. Scuola e preghiera. Eravamo in duemila, tutti quelli che si incamminavano verso il sacerdozio. Adesso non arrivano al centinaio. Parliamo degli anni che vanno dal ‘39 al ‘50”. Inevitabile pensare ai giorni di oggi con pochissimi ragazzi che desiderano diventare sacerdoti.

    Don Fausto non ha peli sulla lingua: “Oggi viene proposto un modo di vivere che non concilia più con il sacerdozio – afferma – la rinuncia ad una famiglia e al non accumulare beni sono difficilmente accettate”. Tante le persone che hanno segnato la vita di Monsignor Fausto Giacobbe. Oggi don Fausto celebra ancora la messa con una fede immensa. “Dico ai magentini di non trascurare la centralità della basilica – conclude – il frutto della fede comunitaria della nostra città. Auguro a Magenta di camminare con forza su queste due direttive: fede e comunità fraterna. La basilica deve sempre avere le messe fisse. Ricordiamolo”.

  • Tajani “L’Italia aiuterà la Siria a trovare la sua stabilità”

    Tajani “L’Italia aiuterà la Siria a trovare la sua stabilità”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Sono lieto di avere il ministro Siriano Asaad Al-Shaibani a Roma dopo la riunione che si è svolta ieri a Bruxelles. Il ministro ha ribadito l’importanza di lavorare per un futuro di pace e speranza per tutto il popolo siriano. Una gestione pacifica e non violenta, o inclusiva della transizione in Siria sarà la dimostrazione dell’impegno di Damasco”. Lo ha detto Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, nel punto stampa dopo l’incontro con il ministro degli Esteri siriano Asaad Al-Shaibani alla Farnesina.
    “Valutiamo positivamente la conferenza di dialogo nazionale, rappresenta un segnale positivo in questa direzione. Abbiamo avuto rassicurazioni sull’impegno per la tutela di tutti i cittadini siriani – ha proseguito Tajani -. Ho espresso al ministro la mia preoccupazione in merito alla presenza dell’Isis e mi ha garantito l’impegno del suo governo contro il terrorismo e anche l’impegno contro l’immigrazione clandestina”.
    “Ho ribadito che per noi il tema delle sanzioni è importante. L’Italia è stata tra i primi Paesi a chiedere di sospenderle. Siamo convinti che il governo siriano debba essere messo nella condizione giusta per un rilancio economico del paese – ha spiegato ancora il vicepremier -. L’Italia è pronta a investire 50 milioni di euro per alcuni progetti in Siria. Continueremo a lavorare, per noi è importante aiutare la Siria a trovare la sua stabilità”. “C’è una strategia iraniana per destabilizzare la Siria, noi vogliamo esattamente il contrario”, ha concluso Tajani.

    – Foto xc7/Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Faccia da Trap e il Bar dello Sport che vive in noi

    Faccia da Trap e il Bar dello Sport che vive in noi

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, il nostro mito !!! Ovvero il Trap o Giuvannn
    Un uomo !!! Come noi !! Al secolo Giovanni Trapattoni .. Per quelli della nostra generazione è il maestro di una scuola di calcio e un modo di vivere il pallone senza tempo.
    La sfera gira lui è sempre stato amato dovunque è andato. Vinse tutto con la Juventus ma è stato amato fino al midollo dal popolo interista.
    Quella squadra che nel finire degli anni ’80 vinse lo scudetto dei record, una supercoppa italiana e la competitiva Coppa UEFA ; ai tempi contava …assai.

    Un altro calcio , un altro sport ? I soldi c’erano ma il livello uomo / business era ancora accettabile… Il pallone la Domenica ; si fino allo sfinimento viva la radiolina. La schedina tra le dita e il mercoledì di coppa in TV .

    Tornò alla Juve ma non riuscì nel ripetere la grande abbuffata di trofei. Una Coppa UEFA e il Baggio pallone d’oro; ecco l’ unica pecca della sua carriera è stata il rapporto con la nazionale e con il Divin Codino; un’ultima passerella mondiale avrebbe dato una ciliegina su una carriera splendida
    Poi Austria, Portogallo, Irlanda ma soprattutto Germania …

    Famosissima la sparata in tedesco milanese dove “Strunz” , non era più solo un cognome tedesco ..
    Nel 1995 la sua prima stagione in terra teutonica di Baviera conclusa con la qualificazione alle coppe europee; per poi tornare qualche anno dopo e vincere il titolo ..

    Una scolaresca in gita ; un gruppo di ragazzi pieni di birra bionda leggera e piatti unici di maiale …
    Nella piazza principale c’era un evento ; tal li al Giuvann. Abbiamo iniziato a gridare in suo onore …Un saluto con la mano e un suo sorriso.

    Un uomo è grande quando non si fa cambiare dagli eventi , ambienti e situazioni ma quando porta la sua personalità a temperare i toni Ecco ! Il Trap è tutto questo un uomo sempre fedele al suo credere.
    Non è mai cambiato ; puoi trovarlo al bar dello sport a compilare la schedina o la Domenica a messa prima della partita.

    Il professore severo ma con il sorriso e quella sicurezza della clemenza di fine anno ..
    Un uomo che mi porta non solo a quel pomeriggio a Monaco di Baviera ma a tanti pomeriggi e lunedì mattina quando il nostro Processo iniziava alla fermata del bus e continuava nel viaggio verso scuola ; per poi continuare nell’ intervallo e nel viaggio di ritorno.
    Molti allenatori locali e non copiavano il suo gioco ma anche il suo atteggiamento e stile !!!
    Quanti pomeriggi all’ oratorio a giocare al pallone per poter sperare di avere Giuvann come allenatore ; il più vecchio si metteva a fare il mister !!
    Quel calcio dove volevano essere grandi come i nostri idoli; un tempo non erano così lontani …
    In un pallone con troppe distinzioni e distanza dove Davide non può più battere Gioia ; vedi povera Irlanda.

    Ma il Trap passerà alla storia perché sarà scritto non solo sui libri ma nei cuori ; gli altri passeranno dopo i soldi … Non chiedere mai se sei da bar dello sport
    Non chiedere mai se era meglio la schedina o le scommesse. Se ancora oggi parliamo di più del tempo passato che presente è perché i grandi personaggi alla Trapattoni non ci sono più ; perché avrebbero temperato e smussato il tempo non essere sottomesso
    Buon compleanno Giuvann (anche se in ritardo*)”

    Massimo Moletti

    DIDA: FOTO STORICA. KALLE RUMMENIGGE ICONA DEL BAYERN MONACO E DELL’INTER, CON MISTER TRAPATTONI E IL PRESIDENTE DELL’INTER CLUB MAGENTA NERAZZURRA 1978 KALLE RUMMENIGGE, IMMORTALATI ALLO STADIO OLIMPICO DI MONACO DI BAVIERA PRIMA DI UN BAYERN BOCHUM VALIDA PER IL CAMPIONATO BUNDESLIGA NOVEMBRE 1997

  • Salute. In Lombardia 17 mila persone affette dalla malattia di Crohn

    Salute. In Lombardia 17 mila persone affette dalla malattia di Crohn

    In Lombardia sono oltre 44mila le persone con malattie infiammatorie croniche intestinali, come evidenziato da Alessandro Armuzzi, Responsabile UO IBD, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano e Professore Ordinario di Gastroenterologia, Humanitas University.

    Di queste, circa 17.000 convivono con malattia di Crohn, con una stima di oltre 900 nuove diagnosi all’anno.

    Per queste persone c’è da oggi un’importante novità nel trattamento della malattia di Crohn: la Commissione Europea ha approvato mirikizumab di Lilly per il trattamento della forma attiva da moderata a grave della malattia nei pazienti adulti.

    Questa approvazione rappresenta un passo significativo per la comunità scientifica e per le persone che convivono con la malattia di Crohn, offrendo una nuova opzione terapeutica che mira selettivamente alla subunità p19 di IL-23, con l’obiettivo di ridurre l’infiammazione intestinale e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

    IL CONTRIBUTO DI LILLY

    L’Azienda farmaceutica Lilly ha annunciato che la Commissione Europea (CE) ha approvato mirikizumab, antagonista dell’interleuchina-23p19 (IL-23p19), per il trattamento della malattia di Crohn in fase attiva da moderata a grave nei pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un trattamento biologico. Mirikizumab era già stato approvato nel 2024 in Italia dall’AIFA come trattamento per gli adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave.
    Mirikizumab agisce nel ridurre l’infiammazione del tratto gastrointestinale prendendo di mira una proteina specifica, l’interleuchina-23p19, fattore chiave dell’infiammazione intestinale nella malattia di Crohn.
    La malattia di Crohn è una delle principali Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI); si stima colpisca in Italia circa 100.000 persone, con esordio soprattutto in età giovanile, tra i 15 e i 40 anni, sebbene possa manifestarsi a qualunque età. È associata a progressivo danno intestinale, disabilità e peggioramento della qualità di vita . “
    In Regione Lombardia vivono oltre 44mila persone con MICI; di questi, circa 17.000 convivono con malattia di Crohn. Ogni anno si stimano oltre 900 nuove diagnosi. Una malattia che, se non adeguatamente controllata, può portare a complicazioni che – spiega Alessandro Armuzzi, Responsabile UO IBD, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano e Professore Ordinario di Gastroenterologia, Humanitas University – richiedono l’ospedalizzazione e l’intervento chirurgico. I pazienti, inoltre, spesso si rassegnano a una ridotta qualità della vita, con sintomi come diarrea cronica, dolore addominale e urgenza intestinale che hanno un forte impatto sul loro benessere psicologico, sulla socialità e sulla vita lavorativa. È necessario dunque agire con trattamenti target che possano rappresentare una svolta nella gestione della malattia e della sintomatologia. Mirikizumab rappresenta dunque un ulteriore strumento, con un ottimo profilo di sicurezza ed efficacia, per aiutare i nostri pazienti a raggiungere la remissione a lungo termine, nonostante precedenti fallimenti terapeutici”.

    L’approvazione di mirikizumab da parte della CE rappresenta un importante avanzamento nella gestione della malattia di Crohn, offrendo ai pazienti un trattamento mirato in grado di migliorare significativamente la loro qualità di vita. Molti pazienti non raggiungono la remissione completa, nonostante i trattamenti, o non mantengono la malattia sotto controllo a lungo: fino al 40% dei pazienti non risponde ai farmaci inibitori del TNF e il 50% di quelli che ottengono risultati quando iniziano il trattamento perdono i benefici nel corso del primo anno di cure.

    La decisione della CE fa seguito al parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) nel dicembre 2024 e si basa principalmente sui risultati dello studio randomizzato controllato con placebo di fase 3 VIVID-1, i cui risultati mostrano che i pazienti trattati con mirikizumab hanno riscontrato un miglioramento significativo sia della remissione clinica (54,1% vs 19,6% di pazienti trattati con placebo) sia della risposta endoscopica a un anno, con una guarigione visibile del rivestimento intestinale (48,4% vs 9% di pazienti trattati con placebo). Mirikizumab è attualmente in fase di studio anche nel VIVID-2, che valuta l’efficacia e la sicurezza del farmaco fino a tre anni in adulti con malattia di Crohn da moderata a severa.

    Lo studio VIVID-2 evidenzia l’efficacia di Mirikizumab nei pazienti con due anni di trattamento continuo: tra coloro che hanno raggiunto una risposta endoscopica dopo un anno nello studio VIVID-1, oltre l’80% ha mantenuto la risposta endoscopica. Inoltre, quasi il 90% dei pazienti che ha ottenuto risposta clinica ed endoscopica dopo un anno in VIVID-1, ha mantenuto la remissione clinica nel secondo anno di trattamento nel VIVID-2.

    Lo studio VIVID-1 ha inoltre messo in evidenza come il 32,5% dei pazienti trattati con mirikizumab ha ottenuto un miglioramento della risposta endoscopica a tre mesi (rispetto al 12,6% con placebo), un risultato importante nel trattamento di una patologia che ha un impatto significativo sulla vita dei pazienti.

    L’estensione dell’indicazione di mirikizumab per la malattia di Crohn, dopo l’approvazione in Europa e in Italia per il trattamento della colite ulcerosa da moderata a grave nei pazienti adulti, è un passo in avanti nel percorso di Lilly al fianco delle persone che vivono con Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali.
    “Questa approvazione rappresenta un’importante opportunità per migliorare la qualità di vita dei pazienti con malattia di Crohn – afferma Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato Italy Hub di Lilly – Il nostro impegno è quello di offrire soluzioni terapeutiche innovative e sicure, collaborando con la comunità scientifica per rispondere ai bisogni insoddisfatti di chi convive con questa patologia. Siamo convinti che mirikizumab possa contribuire in modo significativo alla gestione della malattia e al miglioramento del benessere generale dei pazienti”.

  • Censis-Unpli, Pro Loco motore di coesione e sviluppo del territorio

    Censis-Unpli, Pro Loco motore di coesione e sviluppo del territorio

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    ROMA (ITALPRESS) – Motore per la valorizzazione del territorio e motivo di coesione sociale. Le Pro Loco in Italia, oltre 6.400 quelle rappresentate dall’UNPLI, sono un punto di riferimento essenziale per la promozione turistica dei territori, oltre che per la crescita culturale e sociale del Paese. I dati del rapporto Censis, realizzato in collaborazione con UNPLI e presentato presso la Sala Nassiriya del Senato della Repubblica in mattinata sulle attività delle Pro Loco in Italia nel 2024, parlano chiaro.
    Il 75,1% della popolazione italiana vive in Comuni che ospitano almeno una Pro Loco, associazioni considerate linfa vitale imprescindibile, soprattutto nei piccoli centri. A testimoniare il valore all’interno della società è il numero che riguarda la frequenza con cui gli italiani sentono nominare le Pro Loco: è il 62,6% dei residenti nei Comuni con meno di 10 mila abitanti, il 34,2%, invece, nei paesi tra i 100 mila e 500 mila abitanti. Nel 2023 sono quasi il 60% gli italiani che hanno partecipato ad almeno un evento organizzato dalla Pro Loco, mentre il 43,5% ha vissuto uno di questi appuntamenti durante un viaggio di piacere e il 97,9% delle Pro Loco ha organizzato eventi nel 2023.
    Un lavoro importante, capillare e continuativo (il 37,5% delle Pro Loco dichiara di non interrompere mai la propria attività) portato avanti non senza problematiche. Secondo lo studio le sfide maggiori riguardano la difficoltà a reperire finanziamenti (nel 59,3% dei casi), a far fronte alle pratiche burocratiche (nel 49,9% dei casi), a trovare volontari (nel 32,4%) ma anche a dover gestire i nuovi mezzi di comunicazione per promuoversi e farsi conoscere (2%) e le problematiche legate ad eventi calamitosi (1,5%).
    Una macchina che per funzionare trova fondamentale il sostegno dell’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Nell’89,1% delle pro loco italiane, infatti, vengono valutati molto o abbastanza utili i servizi offerti da UNPLI, sia per quanto riguarda la formazione sia per quanto riguarda il supporto amministrativo, nell’ottica di rafforzare la rete e le capacità organizzative degli enti locali.
    “Siamo molto orgogliosi dei dati che rappresentano in modo straordinario la grande vitalità delle nostre Pro Loco e il grande ruolo che occupano nel tessuto sociale, sia in ambito turistico sia culturale, promuovendo la destagionalizzazione e muovendo l’economia locale con un’intensa attività svolta durante tutti i periodi dell’anno – ha dichiarato il presidente di UNPLI, Antonino La Spina -. Il 97,9% delle Pro Loco ha organizzato degli eventi durante l’anno e ha dato la possibilità ad oltre il 60% degli italiani di partecipare ad un evento da loro promosso. Siamo molto soddisfatti che oltre l’89,1% delle Pro Loco valuti il lavoro di UNPLI come determinante a supporto delle proprie attività”.
    In un’intervista all’Italpress, La Spina ha anche sottolineato “il valore delle Pro Loco per la coesione sociale, contro lo spopolamento e in aiuto dei piccoli centri. Il grande lavoro che viene fatto attraverso i nostri volontari tiene unite le comunità e genera diverse potenzialità”, innanzitutto “dal punto di vista turistico. Le nostre Pro Loco per il 98% lavorano tutto l’anno e riescono a dare impulso alla destagionalizzazione del turismo”.
    “Il 60% della popolazione ha partecipato a un evento delle nostre Pro loco, di questi il 43% erano turisti: questo ovviamente supporta l’offerta turistica nei piccoli centri nelle zone turistiche, ma soprattutto nelle aree interne” dove “genera un impatto economico fortissimo, veicolando circa 88-90 milioni di visitatori. Questi dati ci danno la consapevolezza” di quanto sia importante “il lavoro fatto nei territori e l’impegno dei volontari per concretizzare tutto questo”, ha spiegato.
    Anche per la promozione dell’agroalimentare le Pro Loco rappresentano “un volano fortissimo, con oltre 20.000 sagre di cui molte sagre di qualità, grazie al riconoscimento che abbiamo dato loro con il nostro marchio”. In questo modo “valorizziamo il prodotto tipico locale, stimoliamo le comunità alla commercializzazione e alla vendita e anche a creare dei momenti di valorizzazione del prodotto del territorio”, ha aggiunto La Spina.
    Le Pro Loco – oltre ad avere un ruolo fondamentale nella promozione e valorizzazione dell’offerta turistica, culturale ed enogastronomica italiana, proponendo eventi attrattivi durante tutto l’anno nell’ottica anche di incentivare la destagionalizzazione – sono fondamentali per animare le comunità e favorire un contesto sociale sempre più sinergico e vitale.
    “Nel rapporto del CENSIS Le Pro Loco: motore della valorizzazione territoriale e della coesione sociale ci sono elementi di studio molto interessanti. Il 90% degli italiani riconosce il ruolo centrale delle Pro Loco nella promozione del territorio e, ancora, il 60% dei cittadini nel 2023 ha partecipato, almeno una volta, ad un evento delle Pro Loco. Sono numeri eloquenti. Le Pro Loco, spesso, nei territori, diventano il braccio operativo delle amministrazioni nella creazione di eventi per la promozione e valorizzazione della cultura locale. Tutto questo non sarebbe possibile oggi, se non ci fosse l’impegno, la gratuità e l’amore per il proprio territorio da parte dei volontari, che a me piace definire le sentinelle delle nostre tradizioni. Mi auguro che questo studio sia un impulso per tutto il Parlamento per lo sprint finale necessario a tagliare il traguardo del disegno di legge, oggi in discussione in Prima Commissione. L’Italia e gli italiani riconoscono il ruolo dei volontari delle Pro Loco. Ora tocca a noi, in Parlamento, fare lo stesso”, ha commentato il senatore Antonio De Poli.
    “Le Pro Loco sono un autentico motore di valorizzazione e coesione sociale. Grazie al loro impegno, le tradizioni vengono custodite e le comunità rafforzano il proprio senso di appartenenza. I dati del rapporto presentato oggi confermano la loro straordinaria vitalità, segno di una partecipazione diffusa e instancabile. UNPLI è anche vicina ai giovani e noi, come Governo, a nostra volta siamo al loro fianco, offrendo ai ragazzi opportunità di crescita sana, favorendo l’ascolto e investendo in progetti concreti di inclusione sociale”, ha dichiarato il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.
    “I dati presentati oggi – afferma il sottosegretario sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Luigi D’Eramo – raccontano di quanto le attività delle Pro Loco siano importanti nella promozione e valorizzazione dei territori, soprattutto per le comunità dei piccoli Comuni, e contribuiscano anche alla coesione sociale. Un lavoro che promuove la cultura locale e l’offerta turistica, valorizzando un patrimonio enogastronomico forte di tante tipicità e tradizioni culinarie”.
    “Le Pro Loco rappresentano un’applicazione pratica del principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione e rivestono una funzione essenziale nel contrastare lo spopolamento, mantenendo vive le piccole comunità, valorizzando cultura, tradizioni e ricchezze locali – ha dichiarato il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano -. Il sistema di volontariato su cui si fondano le Pro Loco d’Italia non è solo il cuore e l’anima di molti territori, ma anche il motore economico. L’impegno dei numerosi volontari contribuisce in modo decisivo al rafforzamento del tessuto sociale e culturale della nostra Nazione e allo sviluppo del nostro straordinario patrimonio collettivo. In tal senso, è fondamentale il compito che il gruppo di lavoro sull’economia sociale – che ho istituito al Mef – sta svolgendo con l’obiettivo di sviluppare un Action Plan nazionale per rispondere alle esigenze specifiche del settore, favorirne la sostenibilità e la crescita, nonchè riconoscerne l’importante contributo e l’opera svolta”.
    “Con le Pro loco ci troviamo di fronte a una realtà che rappresenta un vero patrimonio collettivo, radicato nei territori, attivo nelle aree interne dell’Italia, presente anche in situazioni di emergenza, dovute a eventi calamitosi, al fianco della protezione civile – spiega il responsabile Area Economia, lavoro e territorio del Censis, Andrea Toma -. Hanno mostrato una grande capacità di rigenerarsi e di essere testimonial della qualità del buon vivere italiano, anche attraendo nelle loro attività i giovani: è molto importante il dato dell’indagine sulla popolazione italiana secondo cui il 66% dei giovani tra i 18 e i 34 anni afferma di aver partecipato di recente ad almeno un evento Pro Loco, mentre il 15,2% dei giovani svolge o ha già svolto attività di volontariato presso una Pro Loco”.

    – Foto Italpress –

    (ITALPRESS).

  • A Vittuone, giovedì 20 Marzo apre la ‘Biblioteca in Stazione’

    A Vittuone, giovedì 20 Marzo apre la ‘Biblioteca in Stazione’

    L’iniziativa, TRA LE PRIME DEL GENERE A LIVELLO NAZIONALE E NON SOLO, è voluta dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con Fondazione per Leggere – Biblioteche Sud Ovest Milano, che mette a disposizione il suo patrimonio librario, e i volontari di Binario 8, che porteranno i libri dalla Biblioteca di via Milano 18 a quella in stazione, e viceversa, ed ha ottenuto l’assenso della Rete Ferroviaria Italiana.

    “Posizionata in un luogo di forte passaggio, la Biblioteca in stazione darà modo agli utenti di accedere agevolmente al vasto patrimonio librario messo a disposizione dalla rete della Fondazione per Leggere” spiega Anna Papetti, consigliera delegata alla Cultura.

    Per informazioni: tel. 02.90319310 e/o biblioteca@comune.vittuone.mi.it.