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  • Lunedì nero per i pendolari (anche a Magenta): guasto alle linee di Trenord

    Lunedì nero per i pendolari (anche a Magenta): guasto alle linee di Trenord

    La circolazione dei treni nel nodo di Milano e nell’Ovest della Lombardia è fortemente compromessa a causa di un guasto all’infrastruttura nella stazione di Milano Certosa, che si è verificato alle ore 6.40 e si è prolungato per oltre 3 ore. Lo rende noto Trenord la quale spiega che alle 9,40, dopo l’intervento dei tecnici di RFI, la circolazione è stata ripristinata, ma i rallentamenti si protrarranno almeno per l’intera mattinata. Compromesse anche uscite ed entrate dei convogli nel deposito di Milano Fiorenza.

    “Il perdurare del guasto ha impedito a Trenord di garantire i collegamenti regionali da/per Domodossola, Varese/Porto Ceresio, Luino e le linee suburbane S5 Varese-Milano Passante-Treviglio e S6 Novara-Milano Passante-Pioltello. I ritardi sulle linee interessate sono progressivamente aumentati nel corso della prima mattinata, fino a raggiungere i 120 minuti; si registrano inoltre limitazioni di percorso e soppressioni”, spiega l’azienda.

    Pesanti i disagi patiti anche dai pendolari di Magenta, che dalle 7 di questa mattina hanno visto concentrarsi ritardi consistenti e persino cancellazione di treni.

    Trenord sta comunicando in tempo reale gli aggiornamenti di circolazione sull’App, sul sito trenord.it e a bordo treno.

    All’alba si è verificato un investimento di persona a Rescaldina, che ha causato la sospensione della circolazione nella stazione, con impatto sul servizio delle linee Milano-Novara Nord e Malpensa Express. Dopo le ore 8, al termine degli accertamenti delle Autorità, la circolazione è ripresa e sta tornando progressivamente alla normalità.

  • Lodi, Gdf sequestra discarica abusiva di 31mila metri

    Lodi, Gdf sequestra discarica abusiva di 31mila metri

    I finanzieri del comando provinciale Lodi hanno individuato quattro aree di circa 31.000 mq complessivi, a ridosso del bacino del Po e del Parco Adda Sud, nei comuni di Caselle Landi, Santo Stefano Lodigiano e Cornovecchio, utilizzate come deposito non autorizzato ed incontrollato di rifiuti metallici.

    La ricognizione dei siti, effettuata con il supporto degli elicotteri del reparto operativo aeronavale di Como, ha permesso ai militari della compagnia Casalpusterlengo, in collaborazione con il personale dell’Arpa Lombardia di rilevare sul terreno, di proprietà di tre soggetti, in uso ad una ditta riconducibile ad un parente degli stessi, la presenza di capannoni e numerosi veicoli, rottami ed attrezzi agricoli in metallo abbandonati nelle aree e privi di cautele adeguate per evitare lo sversamento di olii e liquidi nel terreno. Le coperture dei capannoni in fibrocemento, nonché diversi cumuli di analogo materiale individuato, saranno oggetto di riscontro tecnico in ordine all’indice di degrado dell’amianto eventualmente presente.

    A conclusione delle attività, le fiamme gialle lodigiane hanno sottoposto a sequestro probatorio le quattro aree, deferendo alla Procura della Repubblica di Lodi i proprietari dei terreni unitamente al titolare dell’impresa individuale operante, tutti in correità per molteplici violazioni al Testo Unico Ambientale.

  • Libano, Hezbollah “Colpite truppe israeliane che attraversavano il confine”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – La milizia Hezbollah libanese ha riferito di aver sparato colpi di artiglieria contro le truppe israeliane che tentavano un’”infiltrazione” nel Libano meridionale, prendendo di mira anche i soldati in diversi punti. “Durante il tentativo di infiltrazione di una forza di fanteria nemica nel territorio libanese” vicino al villaggio di confine di Markaba, i combattenti di Hezbollah hanno preso di mira la forza “con colpi di artiglieria”, afferma una nota, aggiungendo che il gruppo ha anche preso di mira i soldati altrove con razzi, inclusa l’area di Labbouneh nel Libano meridionale.

    – Foto Ipa Agency –

    (ITALPRESS).

  • Rescaldina, 38enne travolto e ucciso da un treno

    Rescaldina, 38enne travolto e ucciso da un treno

    Un uomo di 38 anni residente a Busto Arsizio e’ morto stamane intorno alle 6 travolto da un convoglio Trenord diretto a Malpensa all’altezza di Rescaldina.

    Sul posto i vigili del fuoco del vicino Distaccamento di Legnano che hanno provveduto a rimuovere il corpo e il 118. Al vaglio di Polfer e magistratura le cause legate all’incidente che ha provocato inevitabilmente disagi alla circolazione ferroviaria. Una tragedia analoga, su cui ancora le forze dell’ordine stanno indagando, è accaduto ad Abbiategrasso, dove un uomo di 51 anni è morto nell’impatto con un treno che transitava per la stazione cittadina.

  • Incendio doloso nel Varesotto, ipotesi ritorsione

    Incendio doloso nel Varesotto, ipotesi ritorsione

    Incendio doloso nella notte tra sabato e domenica in Comune a Oggiona con Santo Stefano (Varese). Ignoti malviventi hanno appiccato le fiamme all’esterno del comando cittadino della Polizia locale. A dare l’allarme è stato un passante, il tempestivo intervento dei soccorsi ha evitato il peggio.

    “Quanto accaduto è un fatto di una gravità estrema – spiega il sindaco Franco Ghiringhelli che questa mattina ha immediatamente incassato la vicinanza del Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello – Le indagini sono in corso ma, a quanto pare, siamo oltre la mera stupidità dell’atto vandalico fine a se stesso, siamo nell’ambito della delinquenza. Colgo l’occasione per ringraziare oltre al Prefetto i carabinieri della compagnia di Busto Arsizio e i vigili del fuoco intervenuti con estrema tempestività. I danni, per fortuna, sono limitati. Una delle ipotesi al vaglio è che possa essersi trattato di una ritorsione nei confronti del lavoro svolto dai nostri agenti”.

    I carabinieri stanno ora visionando i filmati dei sistemi di videosorveglianza a caccia di immagini utili per l’identificazione del o dei responsabili scandagliando il lavoro svolto dal comando sul territorio alla ricerca di un possibile movente.

  • Ritrovato 69enne novarese disperso nei boschi

    Ritrovato 69enne novarese disperso nei boschi

    E’ stato ritrovato nella notte dai soccorritori in buone condizioni di salute il sessantanovenne della provincia di Novara che si era disperso nei boschi di Calasca Castiglione in valle Anzasca. Attorno alle 19 di sabato e’ stato attivato il dispositivo di soccorso dopo che amici e parenti avevano dato l’allarme per il mancato rientro dell’uomo all’orario concordato.

    Con ausilio di squadre a terra i vigili del fuoco di Verbania e di Domodossola, i militari del Sagf della Guardia di Finanza e il Soccorso Alpino civile hanno battuto i sentieri che dalla localita’ Molini salgono in Val Segnara fino all’Alpe Serra, da dove l’uomo era partito. Arrivati sul posto anche i vigili del fuoco del comando di Varese con tecnologie specifiche per la ricerca della posizione del cellulare di persone disperse. Attorno a mezzanotte tra l’Alpe Pianale e l’Alpe Turro e’ stato individuato e accompagnato a valle in zona sicura. L’uomo, che e’ un conoscitore di quei luoghi, ha poi spiegato di aver perso il sentiero perche’ probabilmente ha seguito una traccia di animali selvatici o un vecchio passaggio poco battuto.

  • La comunità di Magenta dà il benvenuto a don Stefano, madre Antonia e madre Giovanna

    La comunità di Magenta dà il benvenuto a don Stefano, madre Antonia e madre Giovanna

    Nuovi ingressi nella comunità Magentina. Questa mattina, durante la santa messa, sono state presentate madre Antonia Luzzana e madre Giovanna Radice, madri Canossiane. Lascia Magenta madre Anna Galimberti che rimarrà responsabile della scuola, ma si trasferirà a Verona.

    La giornata di oggi è stata dedicata poi a don Stefano Polli, nuovo sacerdote che ha fatto il suo ingresso ufficiale in città. Don Stefano ha raccontato la gioia del suo arrivo nella città di Magenta accompagnato dai ragazzi della comunità che ha lasciato. Il benvenuto a tutti in occasione di un momento conviviale in oratorio.

  • Calcio. SerieD. Per il Magenta solo un punticino contro il Ciliverghe

    Calcio. SerieD. Per il Magenta solo un punticino contro il Ciliverghe

    Niente tre punti per il Magenta che contro il Ciliverghe Calcio squadra bresciana non va oltre il punticino sofferto.

    Che per inciso serve a muovere la classifica, ma che non serve più di tanto per uscire dalle zone basse e, soprattutto, non è utile a fare morale. Unica consolazione il fatto che se non ci fosse stato un provvidenziale Pisoni tra i pali, specie con un clamoroso recupero nel secondo tempo sul quale gli ospiti hanno chiesto il rigore, sarebbe potuta finire peggio.

    Primo tempo brutto per gli uomini di Mister Lorenzi che sentono la mancanza di una punta di peso come Koulibaly. I gialloblù stentano a lungo, la squadra copre bene dietro, ma quando arriva a metà campo non sa cosa fare. Attacco praticamente inconsistente e parecchi errori, anche banali, in fase di palleggio.

    Ne esce una prima frazione di gioco in cui il Ciliverghe colleziona calci d’angolo in dose industriale. La difesa del Magenta tutto sommato fa buona guardia e quando non ci arriva il reparto arretrato, ci pensa Pisoni a chiudere la porta agli avversari.

    Malgrado sulle gradinate i tifosi del Magenta provino a farsi sentire grazie ai volenterosi ragazzi del Gruppo Storico in campo non ci sono grossi segnali di risveglio.

    La seconda parte della gara segue il leit motiv della prima. Il Magenta però dalla mezz’ora in poi prova ad essere più incisivo e almeno qualche trama offensiva si vede. Anche il pubblico del ‘Plodari’ prova a crederci.

    C’è spazio anche per un colpo di testa sotto rete che però arriva troppo debole e centrale tra le mani del numero uno avversario. Il Magenta ci mette un po’ più di convinzione ma anche qui emergono alcuni difetti che al momento appaiono strutturali nella squadra di Lorenzi: attacco evanescente, si cercano azioni manovrate ma gli offensivi del Magenta sono troppo leggeri, quindi, imprecisioni talvolta anche clamorose, che costano ripartenze e danno al Ciliverghe la possibilità di andare in porta. Qui Pisoni si dimostra il migliore in campo degli undici di casa. Il finale è comunque concitato c’è anche un’azione sotto rete con contatto dubbio. Le Aquile e il pubblico dalla tribuna chiedere il rigore, l’arbitro non fa una piega. Finisce zero a zero.

    Il Magenta sale a 8 punti e il Ciliverghe va a 10 punti. Avrebbe dovuto esser la domenica giusta per scalzare i bresciani e prendere un po’ di ossigeno. Purtroppo non è così. Il Magenta è ora al quint’ultimo posto in compagnia di Vigasio, Club Milano, e Nuova Sondrio.

    Alle spalle si ritrova il Sangiuliano City a 7 punti, il Chievo Verona e il Fanfulla a 6 e l’Arconatese ultima ma che oggi ha conquistato il suo primo punto.

    Prossima gara in casa della Casatese Merate che si trova a 12 punti. Per il Magenta sarà senz’altro una gara di sofferenza ma l’importante sarà uscire quanto meno imbattuti.

    Beninteso, nessuno si aspettava che la serie D potesse essere una passeggiata per il Magenta ma di questo passo senza vittorie sarà dura salvarsi.

    Serve cambiare passo e, soprattutto, occorre prender coscienza per tempo delle carenze della squadra.

    Comunque sempre FORZA MAGENTA, FORZA AQUILE!

    F.V.

  • Vigevano e Lomellina: ecco il centro per i disturbi cognitivi

    Vigevano e Lomellina: ecco il centro per i disturbi cognitivi

    “Una iniziativa confortante, un prezioso servizio ai pazienti e ai familiari, un percorso di presa in carico che costituisce un modello da seguire”. Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha chiuso con queste parole l’incontro di presentazione del Centro per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) di Vigevano e Lomellina, curato dalla Fondazione Mondino nell’ambito delle attività dell’Ats di Pavia all’interno del Poliambulatorio “Ars Medica” di via del Carmine 27 a Vigevano, punto di riferimento per tutti i pazienti affetti da disturbo della memoria, deterioramento cognitivo o demenza e per i loro familiari e caregiver.

    L’attività del Cdcd è iniziata a marzo e finora sono state prese in carico 482 persone, 458 pazienti (di cui 281 in prima visita neurologica) e 24 caregiver. Circa il settanta per cento proviene da Vigevano e dalla Lomellina, poi da altri Distretti della provincia di Pavia, dal Milanese e da altre province lombarde. È un modello originale di presa in carico del paziente e dei familiari che costituisce “un unicum in Lombardia e anche in Italia” hanno sottolineato tutti gli interventi.

    La presentazione dell’attività e il bilancio dei primi mesi di attività sono state precedute dall’introduzione di Daniele Bosone, direttore sanitario della Fondazione Mondino, Lorella Cecconami e Gianni Bonelli, rispettivamente direttori generali dell’Ats di Pavia e della Fondazione Mondino, Andrea Ceffa, sindaco di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, Vescovo di Vigevano, Pietro Perotti, direttore della Struttura complessa Epidemiologia di Ats Pavia, Alfredo Costa, responsabile del Cdcd e direttore dell’Unione operativa Neurologia del Comportamento di Mondino, Nicola Allegri, coordinatore del Cdcd, Psicologo, Psicoterapeuta sempre della Fondazione Mondino. Le conclusioni sono state affidate a Guido Bertolaso.

    La provincia di Pavia presenta una realtà complessa dal punto di vista epidemiologico, con un indice demografico che evidenzia un’alta percentuale di popolazione anziana, in particolare nel distretto di Voghera e nell’Oltrepò Pavese, dove la popolazione over sessantacinque supera il trenta per cento. “Questo dato – ha puntualizzato Lorella Cecconami – ci impone di continuare a focalizzarci in profonda sinergia con Regione Lombardia su politiche sanitarie mirate, che garantiscano l’accesso a servizi sociosanitari adeguati, in particolare per le fasce più fragili. L’analisi condotta sui cittadini residenti nei comuni dell’Ats di Pavia che hanno avuto accesso alla rete di servizi territoriali tra il 2017 e il 2019 per forme di demenza ha evidenziato una crescita costante dei casi. Nel 2017 sono stati identificati 6.254 cittadini ultrasessantacinquenni con almeno un accesso ai servizi per Demenza. I casi sono aumentati del 13,7 per cento nel 2018 e del 2,3 per cento nel 2019. L’età media dei pazienti è rimasta stabile, intorno agli ottantacinque anni. I distretti con la più alta prevalenza di demenza sono Broni Casteggio, Lomellina e Voghera Comunità Montana, con percentuali vicine al cinque per cento. Tuttavia, la prevalenza dell’Alzheimer è risultata inferiore alle stime nazionali, con 1.477 casi nel 2023, che corrispondono al 24% di tutte le demenze, contro un’attesa di almeno il 50%”.

    Il ruolo del Cdcd è proprio quello di fare emergere le patologie e attivare i percorsi di assistenza e presa in carico precoce, in un’ottica di rete rafforzata dal valore aggiunto della ricerca e dell’innovazione. “Sul piano della rete – rileva Gianni Bonelli – l’area pavese ha il vantaggio di vedere la presenza di strutture pubbliche e private. Per Mondino – aggiunge – l’innovazione è declinata in ambito scientifico, clinico e organizzativo. Il progetto del Cdcd è stato concretizzato utilizzando questi strumenti per rendere la vita più facile a pazienti e familiari”.

    Il valore “del lavoro di squadra e di sinergia con la Regione Lombardia” è stato ribadito da Cecconami che ha ricordato come tutto sia partito “da un’analisi epidemiologica (compito di ATS) con successiva programmazione e pianificazione di un progetto finanziato ad hoc da Regione per rispondere concretamente a un bisogno del territorio”.

    Ats, Mondino e Regione hanno rilanciato l’impegno per “rafforzare ulteriormente l’offerta sanitaria” per affrontare “le sfide legate all’invecchiamento della popolazione e alle patologie croniche, in modo da garantire cure appropriate e una qualità della vita dignitosa per tutti i cittadini” ha aggiunto il direttore generale dell’Ats Pavia.

    Il servizio del Cdcd interessa diversi ambiti, dalle prime visite neurologiche e di controllo alla somministrazione di test neuropsicologici, dalla realizzazione di colloqui psicologici con i caregiver fino ai percorsi di riabilitazione e stimolazione cognitiva per i pazienti. I dati dei primi mesi evidenziano un “buon grado di soddisfazione rispetto ai tempi di attesa per le visite e le valutazioni diagnostiche”.

  • Miglietta nuovo presidente Federpesistica “Grande responsabilità”

    Miglietta nuovo presidente Federpesistica “Grande responsabilità”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Migliorare quanto fatto fino ad ora adottando un approccio manageriale nella gestione della Federazione Italiana Pesistica. Questo l’intento di Alberto Miglietta, eletto presidente della Fipe nel corso dell’assemblea che si è tenuta all’Hilton Rome Airport di Fiumicino. Un’approvazione quasi unanime per Miglietta, che da unico candidato ha ottenuto il 99,68% dei voti, succedendo così ad Antonio Urso, che era in carica dal 2005. “Un messaggio di cambiamento che il movimento ha capito – ha sottolineato Miglietta -. Io non vengo dal mondo della pesistica, ma da altri movimenti. Sono passato anche da un’altra federazione olimpica, ho portato atleti alle Olimpiadi. Credo che il percorso professionale che ho avuto nella mia vita sia particolarmente importante in questo momento. Mi aspettavo il successo ma non con queste dimensioni, mi rendo conto di avere una grande Federazione e una grande responsabilità di rappresentare un movimento maturo che ha inteso il cambiamento”, ha ribadito il neopresidente della Federpesistica. Un cambiamento che parte anche da elementi di continuità, dopo i vent’anni di presidenza Urso. “Abbiamo radici pazzesche che vogliamo mantenere. Il territorio è il cuore della federazione. In vent’anni è stata costruita una federazione che partendo dal nulla ha vinto medaglie olimpiche. Sulla formazione abbiamo un campo aperto incredibile da sviluppare. Vogliamo portare nella Federazione mediamente 5.000 ragazzi all’anno”. Infine, nel discorso di apertura dell’assemblea, Miglietta aveva anche rivolto un messaggio al mondo della politica: “Ci deve rispettare per il valore che abbiamo. Se valiamo tanto, vogliamo essere considerati tanto, sia dalla politica italiana che dal mondo sportivo italiano”, sottolineando l’intenzione di curare “non solo i rapporti interni ma anche quelli esterni”.
    – foto Spf/Italpress –
    (ITALPRESS).