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  • “Mese dell’Inclusione”: tre serate per continuare a costruire consapevolezza attraverso l’esperienza diretta

    “Mese dell’Inclusione”: tre serate per continuare a costruire consapevolezza attraverso l’esperienza diretta

    Dopo il grande successo della Degustazione Solidale del 25 ottobre alla canonica di Bernate Ticino, Bennati Srl prosegue il percorso di sensibilizzazione sul tema dell’inclusione attraverso il “Mese dell’Inclusione” con tre appuntamenti aperti al pubblico che si terranno presso lo Spaccio Aziendale Bennati a Cassinetta di Lugagnano i sabati 15, 22 e 29 novembre 2025 dalle 16:00 alle 18:00.

    Tre serate, tre incontri, tre associazioni diverse:

    15 novembre – Special Arluno APS
    22 novembre – Associazione La Quercia APS
    29 novembre – ANFFAS Abbiategrasso

    Ogni appuntamento sarà dedicato a raccontare una realtà del territorio che ogni giorno lavora per creare percorsi reali di inclusione e autonomia per persone con disabilità.

    Allo stesso tempo, parte del ricavato della serata sarà conferito proprio all’associazione protagonista dell’evento, così da sostenere in modo concreto e diretto i progetti che ciascuna porta avanti.

    Il Mese dell’Inclusione nasce per trasformare l’esperienza dal vivo – l’incontro, la relazione, il confronto – in un atto di consapevolezza: perché solo quando ci si avvicina alle storie, ai volti, ai gesti quotidiani, si comprende davvero che l’inclusione non è un concetto teorico, ma un processo concreto e condiviso.

    “La missione è semplice: portare le persone a vedere con i propri occhi che la disabilità non cancella valore, anzi lo rivela quando troviamo il coraggio – come comunità – di dare spazio e possibilità” – ha commentato Claudio Bennati.

    Un percorso che vuole mettere al centro il valore della presenza: sono le persone, prima dei ruoli e delle etichette, a fare la differenza.

    Il Mese dell’Inclusione prosegue così la direzione avviata con “Noi la Differenza”, il progetto solidale Bennati che vuole contribuire al cambiamento non solo raccontandolo, ma praticandolo.

  • Magenta, liceo Quasimodo, Sindaco Del Gobbo e assessore Tenti attaccano Città Metropolitana e PD “Si diano una svegliata”

    Magenta, liceo Quasimodo, Sindaco Del Gobbo e assessore Tenti attaccano Città Metropolitana e PD “Si diano una svegliata”

    Il Liceo Quasimodo rappresenta da anni un punto di riferimento per l’istruzione superiore. Con circa 1.500 studenti provenienti da numerosi comuni (anche del Novarese) e una proposta formativa articolata su diversi indirizzi la scuola gode di ottima reputazione didattica. Tuttavia, nonostante il suo livello qualitativo elevato, l’istituto convive da tempo con problemi strutturali che ne limitano potenzialmente la piena funzionalità e l’adeguatezza degli spazi. L’istituto opera su tre sedi operative, due delle quali sono rese possibili mediante collaborazioni con il Comune di Magenta. I problemi, come evidenziato quest’oggi dal Sindaco Luca Del Gobbo, sono numerosi: mancanza di una vera palestra, assenza o inadeguatezza di un’aula magna, problemi segnalati nelle sedi decentrate e altro. Il sindaco ha più volte sollevato la questione della struttura e del coinvolgimento degli enti competenti.

    “Il tempo è galantuomo”, ha dichiarato, ricordando che, quando era consigliere regionale, riuscì a sostenere un emendamento da cinque milioni di euro per la città metropolitana, destinato alla costruzione del nuovo liceo. Ha spiegato che l’emendamento passò in commissione bilancio, arrivò al Parlamento, e che il ministro scrisse al presidente della città metropolitana che chiese tempo. “Una lettera che finisce a Roma e rimane nel silenzio. Soldi non usati e usati per altri progetti di altri comuni”, ha aggiunto. Un anno e mezzo fa si ottenne un altro emendamento per 400 mila euro “per il nuovo liceo”. Era un inizio, ha detto. Il risultato: la città metropolitana ha stabilito che “ci sono sedi a Magenta”, e che “il fatto di costruire un nuovo liceo è un problema del comune”.

    Il Comune di Magenta ha chiesto il cambio di destinazione dei 400 mila euro dal governo al comune: “Ma c’è un tema che rimane: qualcuno si deve prendere le responsabilità”. Ha inoltre detto che la città metropolitana – guidata da Beppe Sala come sindaco – “non si è mai degnata di riceverci”. Ha lanciato un allarme: “Il comune di Magenta è disponibile a riprendere il percorso. Dobbiamo collaborare, anche con colori politici diversi, per il bene della comunità”. L’assessore Tenti ha ribadito e ampliato il tema degli interventi necessari e delle difficoltà incontrate: “Abbiamo avuto 400 mila euro dal ministro per progettare una scuola nuova. Con la città metropolitana abbiamo avuto una riunione e dicono che non c’è una necessità per il nuovo Quasimodo”. “Non vogliamo perdere i 400 mila, quindi chiediamo al ministro di poterli usare sulle scuole per l’efficientamento energetico”, aggiunge.

    La richiesta è stata fatta circa 5 mesi fa. “E si ripete la stessa storia. – continua – Il PD dimostra ottusità politica. Cosa ci voleva a votare sì per il cambio di destinazione dei soldi e usarli per l’efficientamento energetico? Mi trovo in consiglio comunale il voto contrario. È assurdo che si faccia così per il liceo. Che la città metropolitana si dia una svegliata”. Del Gobbo ha concluso: “È gravissimo che il sindaco di Milano (cioè Sala) non sia mai riuscito a convocare i sindaci del territorio. In consiglio comunale abbiamo votato una mozione chiedendo a città metropolitana di aprire un tavolo con il comune di Magenta sui problemi delle scuole superiori. Tavolo che non è mai stato aperto”.

  • Scambio elettorale politico-mafioso, sei misure cautelari tra Bari e Foggia

    Scambio elettorale politico-mafioso, sei misure cautelari tra Bari e Foggia

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    BARI (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Bari e del Servizio Centrale I.C.O. di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, applicativa di misure cautelari personali in carcere nei confronti di 6 persone. Tutte indagate, a vario titolo, per il reato di scambio elettorale politico mafioso, estorsione e detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

    L’operazione costituisce l’epilogo di articolati approfondimenti investigativi, coordinati da questo Ufficio giudiziario – eseguiti dal GICO del Nucleo PEF Bari con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata – che hanno consentito di accertare un accordo, per le elezioni amministrative del giugno 2020 nel Comune di Modugno, tra esponenti di spicco della criminalità organizzata barese – clan “Parisi” – ed attori della politica locale candidati in quella tornata elettorale, nonchè diversi episodi estorsivi perpetrati da un imprenditore del foggiano, ai danni di imprenditori agricoli, sfruttando la caratura criminale di uno dei medesimi esponenti del clan.

    In particolare – secondo l’impostazione accusatoria accolta dal G.I.P. del Tribunale barese – gli accertamenti svolti avrebbero consentito di dimostrare, in primis, come un soggetto candidato al Consiglio comunale di Modugno nella tornata elettorale del 2020 – poi effettivamente eletto – perseguendo l’intento di fare rapidamente e a tutti i costi “carriera politica”, abbia: – “acquistato” voti da esponenti dei Parisi in cambio di denaro e della disponibilità a soddisfare le esigenze del gruppo mafioso; fatto da tramite, in occasione del ballottaggio, per procacciare voti al candidato sindaco (allo stato indagato e non attinto da misura personale), in cambio della promessa, poi mantenuta, di garantire l’assunzione ad un affiliato, il quale si è personalmente impegnato a procurare le preferenze.

    Nel medesimo ambito risultano, altresì indagate ulteriori cinque persone (tra cui il sopra menzionato consigliere comunale) che si incontravano in un summit, tenutosi presso l’abitazione di uno dei soggetti apicali del clan PARISI, al fine di stringere un accordo relativo alla tornata elettorale per le europee del 2024. L’intesa, in questo caso, si sostanziava nell’impegno a reperire voti, dietro la corresponsione di denaro agli esponenti della consorteria criminale, a beneficio di un candidato risultato ignaro dell’intesa ed estraneo ai fatti.

    foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

    (ITALPRESS).

  • Vigevano, si riaccende la speranza per la riapertura del tribunale: un’opportunità anche per Magenta e Abbiategrasso

    Vigevano, si riaccende la speranza per la riapertura del tribunale: un’opportunità anche per Magenta e Abbiategrasso

    Un’audizione a Roma, davanti alla Commissione Giustizia, per chiedere la riapertura del tribunale di Vigevano: è questa la decisione condivisa all’unanimità nell’incontro che si è tenuto ieri nell’aula consiliare della città, come riporta La Provincia Pavese.

    Presenti il sindaco Andrea Ceffa, i parlamentari Gian Marco Centinaio e Paola Chiesa, il consigliere regionale Andrea Sala, l’assessora regionale Elena Zucchini, il presidente della Provincia Giovanni Palli, oltre a numerosi sindaci della Lomellina, dell’Abbiatense e del Magentino. In sala anche avvocati, tra cui Giovanni Paolo Rabai, presidente dell’Aiga Vigevano, e l’avvocato Giuseppe Antonio Madeo, ultimo presidente dell’ordine forense cittadino.

    L’obiettivo condiviso è quello di inserire Vigevano tra le sedi giudiziarie riapribili previste dal disegno di legge ora all’esame della Commissione Giustizia. «La carta da giocare è quella dell’emendamento – ha spiegato l’on. Chiesa –. Insieme ai colleghi Cattaneo e Centinaio porteremo avanti questa battaglia, perché il tribunale di Vigevano non doveva essere chiuso».

    Il sindaco Ceffa ha sottolineato la forza della coesione territoriale e la natura apartitica dell’iniziativa: «Non è campagna elettorale, ma una battaglia giusta, fondata sui numeri e sull’interesse dei cittadini».

    Sulla stessa linea anche Centinaio e Gelmini, che hanno ribadito il loro impegno: «Tra tutti i tribunali, quello di Vigevano è quello che più merita la riapertura».

    Un segnale incoraggiante – osserva La Provincia Pavese – che apre uno spiraglio di speranza non solo per la Lomellina, ma anche per i territori limitrofi come il Magentino e l’Abbiatense, che da tempo chiedono un presidio di giustizia più vicino e accessibile. L’auspicio è che la riflessione in corso a Roma possa rappresentare il primo passo verso un riequilibrio territoriale delle sedi giudiziarie lombarde.

  • Weekend di frontiera tra franchi ed euro

    Weekend di frontiera tra franchi ed euro

    Il confine tra Lombardia e Canton Ticino non è solo una linea geografica, ma un crocevia di abitudini, economie e stili di vita che si ridefiniscono continuamente. Ogni fine settimana, questo territorio di frontiera si anima di flussi bidirezionali, mossi da logiche che intrecciano convenienza, tradizione e ricerca di svago. Una dinamica complessa, dove la scelta tra il franco svizzero e l’euro è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno culturale e sociale ben più profondo.

    Da un lato, si assiste al cosiddetto “pendolarismo inverso” del weekend: se durante la settimana sono decine di migliaia gli italiani che varcano il confine per lavorare in Svizzera, il sabato e la domenica il flusso si inverte parzialmente. Cittadini elvetici scendono in Lombardia per la spesa, la ristorazione o lo shopping, attratti non solo da un cambio favorevole ma anche dalla varietà dell’offerta enogastronomica e della moda. Dall’altro, per molti residenti delle province di Como, Varese e Lecco, la Svizzera rimane una meta per acquisti specifici o semplicemente per una gita fuori porta. In questo scambio costante, le abitudini si consolidano e si trasformano, disegnando una mappa del tempo libero che segue percorsi non sempre prevedibili.

    Un capitolo a parte in questa narrazione lo merita Campione d’Italia, l’exclave italiana in territorio svizzero che per decenni ha rappresentato l’epicentro di un certo tipo di mondanità e intrattenimento transfrontaliero. La sua storia, legata a doppio filo con quella del suo celebre casinò, ne ha fatto un luogo simbolo, un’isola di svago dove le regole e l’atmosfera sembravano sospese. Per generazioni, attraversare il confine per una serata a Campione era un rito, un’esperienza che univa il fascino del gioco a un contesto di eleganza e internazionalità. Nonostante le sue alterne vicende ne abbiano ridisegnato il ruolo, Campione resta nell’immaginario collettivo un punto di riferimento dello svago fisico, un luogo dove recarsi per vivere un’esperienza specifica.

    Tuttavia, il panorama del tempo libero ha subito una profonda trasformazione, spinta da una digitalizzazione che ha eroso i confini fisici. L’intrattenimento non è più legato esclusivamente a un luogo da raggiungere, ma è diventato un’esperienza accessibile ovunque e in qualsiasi momento. Questa evoluzione ha spostato una parte significativa dell’interesse dal mondo fisico a quello digitale, dando vita a un nuovo ecosistema di svago che opera secondo paradigmi differenti. In Italia, questo settore è stato incanalato in un quadro normativo preciso, gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che ha l’obiettivo di garantire legalità, sicurezza e trasparenza. In questo contesto informativo, dove la chiarezza è un requisito fondamentale, diverse risorse di approfondimento raccontano il funzionamento delle slot regolamentate a denaro reale, chiarendo licenze, limiti e tutele previste dal sistema italiano.

    Il passaggio a un modello di intrattenimento regolamentato rappresenta una svolta culturale. La scelta non è più solo tra diverse destinazioni fisiche, ma tra un’esperienza tradizionale e una digitale, quest’ultima caratterizzata da un approccio più sobrio e tracciabile. Il sistema italiano, attraverso l’ADM, impone regole stringenti agli operatori autorizzati: dalla verifica dell’identità e della maggiore età degli utenti all’imposizione di limiti di spesa e strumenti di autolimitazione, passando per l’obbligo di utilizzare algoritmi di gioco certificati che assicurino la casualità dei risultati. Questo approccio mira a creare un ambiente di gioco consapevole, dove l’utente è tutelato e informato. Per chiunque desideri approfondire il quadro normativo, il sito ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli offre una sezione dedicata al “Gioco legale in Italia”, fornendo tutti gli strumenti per riconoscere gli operatori autorizzati e comprendere le garanzie offerte dalla legge.

    Questa duplice realtà – da un lato la tradizione di luoghi come Campione, dall’altro l’ascesa di un ecosistema digitale controllato – dipinge un ritratto fedele della frontiera contemporanea. Le scelte del fine settimana non sono più dettate solo dal cambio euro-franco o dalla distanza geografica, ma anche da una nuova sensibilità verso la comodità, la sicurezza e la trasparenza. L’intrattenimento digitale regolamentato si inserisce in questo scenario come una naturale evoluzione, rispondendo a esigenze diverse ma complementari rispetto allo svago tradizionale.

    In conclusione, la frontiera tra Lombardia e Canton Ticino si conferma un laboratorio sociale in continua evoluzione. Il fine settimana non è più solo un momento di scambio di merci e valute, ma un tempo in cui si confrontano modelli di vita e di consumo diversi. La coesistenza tra lo svago storico, legato a luoghi fisici e a un’esperienza sociale tangibile, e le nuove forme di intrattenimento digitale, più private e regolamentate, non fa che arricchire il panorama delle scelte a disposizione dei cittadini. Un confine che, in definitiva, è meno una barriera e sempre più uno specchio delle complesse trasformazioni della nostra società.

  • Milano: controlli dei NAS in 72 ristoranti, 150mila euro di multe

    Milano: controlli dei NAS in 72 ristoranti, 150mila euro di multe

    Cinquanta chili di carne e pesce conservati male andati distrutti, 47 sanzioni amministrative, per unmtotale di 150mila euro e dodici negozi chiusi. E’ il risultato
    dell’attività dei Nas di Milano, che nel mese di ottobre hanno intensificato i controlli sia in città che in provincia, per verificare il rispetto delle norme igienico sanitarie e strutturali in supermercati, negozi alimentari e ristoranti, sia etnici che italiani. In totale i carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità nel
    mese appena concluso hanno effettuato 72 ispezioni igienico-sanitarie.

    Nei dodici negozi per cui, l’intesa con l’autorità sanitaria, è stata
    disposta la chiusura immediata, i militari – fanno sapere i Nas di
    MILANO in una nota – hanno riscontrato “gravi carenze igienico
    sanitarie”. In alcuni casi, hanno trovato insetti infestanti nei
    locali in cui gli alimenti venivano stoccati e preparati. I cinquanta
    chili di alimenti, principalmente carne e pesce, per i quali è stata
    disposta l’immediata distruzione, erano “custoditi in maniera non
    conforme alle norme igienico-sanitarie e quindi non idonee al consumo
    umano”.

    Gran parte delle 47 sanzioni amministrative sono scattate per la
    mancanza di tracciabilità dei prodotti alimentari e per omessa
    predisposizione procedure Haccp, il protocollo di sicurezza
    alimentare.

  • Minacce con coltello e spari dopo lite furiosa in bar nel Pavese

    Minacce con coltello e spari dopo lite furiosa in bar nel Pavese

    Momenti di forte tensione e paura si sono vissuti nella serata di ieri, lunedì 3 novembre, in un bar del tranquillo comune di Mezzana Rabattone, nel cuore del Pavese, dove una lite per futili motivi è rapidamente degenerata in minacce con arma bianca e, successivamente, in spari. L’intervento tempestivo dei Carabinieri della Compagnia di Vigevano ha portato alla denuncia di due persone, entrambe a piede libero.

    L’episodio ha avuto inizio quando un uomo di 30 anni, già noto alle Forze dell’Ordine e in evidente stato di alterazione alcolica, ha richiesto insistentemente altre bevande alcoliche. Al netto rifiuto della titolare del locale, preoccupata per il suo stato, il 30enne ha reagito con violenza, danneggiando suppellettili e oggetti d’arredo del bar.

    La situazione è precipitata quando l’uomo ha estratto un coltello, iniziando a minacciare i presenti. Tra i clienti, un uomo di 37 anni ha tentato di intercedere, dando origine a una violenta colluttazione con il 30enne. Dopo lo scontro, i due uomini si sono allontanati separatamente.

    La calma è stata però di breve durata. Poco dopo, si è udito un forte sparo provenire dall’abitazione del 37enne. I Carabinieri, allertati immediatamente dai presenti, sono giunti sul posto e hanno rintracciato l’uomo.

    Messo alle strette, il 37enne ha ammesso di aver sparato un colpo in aria utilizzando una pistola a salve. L’uomo ha giustificato il gesto dichiarandosi spaventato e impaurito dalle pesanti minacce ricevute poco prima dal rivale armato di coltello. Dalle verifiche è emerso che l’arma a salve era stata modificata, in quanto priva del regolamentare tappo rosso.

    Al termine degli accertamenti, i militari hanno provveduto a denunciare entrambi gli uomini alla Procura della Repubblica di Pavia. Il 30enne è stato denunciato per minaccia aggravata e porto di oggetti atti ad offendere, mentre il 37enne per minaccia aggravata e porto abusivo di armi. Inoltre, il coltello utilizzato dal 30enne e la pistola a salve modificata del 37enne sono stati sottoposti a sequestro probatorio.

  • Mamdani primo musulmano a guidare New York

    Mamdani primo musulmano a guidare New York

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Zohran Mamdani, 34 anni, candidato socialista ed espressione dei democratici è il nuovo sindaco di New York. Proveniente da una famiglia di intellettuali della diaspora indiana – madre indiana e padre dell’Uganda, dove è nato – si è imposto in pochi mesi nel panorama politico americano. Sbaraglia l’ex governatore dem Andrew Cuomo, che era appoggiato anche da Donald Trump ed Elon Musk, e il candidato repubblicano Curtis Sliwa. L’elezione ha visto circa due milioni di newyorkesi recarsi alle urne, l’affluenza più elevata dalle elezioni del 1969, secondo i dati forniti dall’autorità elettorale cittadina. Nel corso della campagna elettorale Mamdani ha promesso di ridurre il costo della vita, congelare gli affitti su gran parte del patrimonio abitativo, introdurre autobus e servizi per l’infanzia gratuiti e portare il salario minimo orario a 30 dollari, finanziando le misure con una tassazione più severa sui redditi elevati. “Il futuro è nelle nostre mani, abbiamo rovesciato una dinastia politica. Auguro a Cuomo solo il meglio nella vita privata. Ma che questa sia l’ultima volta che pronuncio il suo nome mentre voltiamo pagina”, le prime parole di Mamdani dal suo quartier generale a Brooklyn dopo la vittoria. (ITALPRESS).
    -Foto: Ipa Agency-

  • Donna accoltellata a Milano in prognosi riservata, aggressore confessa

    Donna accoltellata a Milano in prognosi riservata, aggressore confessa

    Ha trascorso una notte tranquilla Anna Laura Valsecchi, la 43enne accoltellata ieri mattina in piazza Gae Aulenti a Milano. La donna è stata colpita alla schiena da Vincenzo Lanni con un lungo coltello da cucina, riportando traumi all’addome e al torace ed è stata sottoposta a un intervento durato due ore eseguito dagli specialisti del Trauma Center di Niguarda. La situazione al momento è stabile, la prognosi rimane riservata.

    Vincenzo Lanni avrebbe scelto a caso la vittima, ma non dove colpire, premeditando “l’aggressione in un luogo simbolo del potere economico, ovvero accanto al palazzo dell’Unicredit” in piazza Gae Aulenti a Milano, dove ha poi effettivamente accoltellato la 43enne Anna Laura Valsecchi, che si stava recando al lavoro presso la sede di Finlombarda.

    È quanto avrebbe ammesso il 59enne, originario di Bergamo, nel corso dell’interrogatorio condotto dalla sostituta procuratrice di Milano Maria Cristina Ria. Ancora in corso le indagini dei carabinieri per contestualizzare il racconto del reo confesso: i militari dell’Arma hanno già ritrovato la giacca utilizzata al momento dell’aggressione e poi abbandonata nei pressi dell’Esselunga di viale Famagosta.Lanni era libero, avendo espiato la pena di 8 anni di cui tre in struttura psichiatrica dopo la condanna per l’aggressione ai danni di una coppia di anziani nella Bergamasca avvenuta nel 2015. Il 59enne si trovava una comunità nel Varesotto per il percorso di reinserimento.

  • Israele, identificati i resti dell’ostaggio consegnato da Hamas: è il sergente Itay Chen

    Israele, identificati i resti dell’ostaggio consegnato da Hamas: è il sergente Itay Chen

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – I resti del corpo dell’ostaggio consegnato dal gruppo terroristico palestinese Hamas a Israele appartengono al sergente Itay Chen, ucciso il 7 ottobre 2023 mentre era in servizio nella base di Nahal Oz e portato nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato l’ufficio del primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu. Chen aveva anche la cittadinanza statunitense. Restano a Gaza i corpi di sette ostaggi.

    ABU MARZOUK “INTESA HAMAS-ANP SU COMITATO GESTIONE GAZA”

    Il gruppo terroristico palestinese Hamas e l’Autorità nazionale palestinese (Anp) hanno raggiunto un accordo per l’istituzione di un comitato temporaneo che gestirà la Striscia di Gaza per conto dell’Anp. Lo ha dichiarato un leader di Hamas, Moussa Abu Marzouk, all’emittente del Qatar Al-Jazeera, spiegando che il comitato si occuperà della supervisione dei valichi di frontiera e delle forze di sicurezza nella Striscia e sarà presieduto da un ministro dell’Anp. Abu Marzouk non ha chiarito durante l’intervista se questa decisione sia stata approvata dagli Stati Uniti oltre che dall’Anp, il che significa che non è chiaro se l’accordo avrò un qualche peso. Abu Marzouk ha affermato che Israele si rifiuta ancora di consentire alle forze Onu di operare nelle aree attualmente sotto il suo controllo nella Striscia, il che, a suo dire, contraddice la bozza presentata dagli Stati Uniti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, incentrata sul dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione a Gaza.

    Abu Marzouk è intervenuto anche sulla Forza di stabilizzazione per Gaza, sotto l’egida dell’Onu, chiarendo che permangono disaccordi sui dettagli operativi della missione, come ad esempio dove opererà e quale sarà il suo mandato. “È ancora necessaria una lunga discussione su questo argomento”. Sul tema del disarmo di Hamas, previsto dal piano della Casa Bianca, Abu Marzouk ha affermato che “Hamas è la forza che controlla il territorio a Gaza. Secondo il leader di Hamas, il disarmo del gruppo “non contribuirebbe alla stabilità o all’attuazione degli accordi”.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).