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  • Novecento chili di hashish nel doppio fondo di un tir: tre arrestati sulla Milano Genova a Gropello

    Novecento chili di hashish nel doppio fondo di un tir: tre arrestati sulla Milano Genova a Gropello

    La bellezza di 900 chili di hashish nascosti nel doppio fondo di un tir. E’ la scoperta fatta dalla Polizia Stradale durante un controllo lungo la Milano Genova all’altezza di Gropello Cairoli. Il tir proveniva dalla Spagna e aveva scaricato della merce del tutto legittima, a Landriano, presso una logistica. Per poi essere controllato dalla Polizia Stradale sotto sezione di Milano.

    A bordo c’erano due uomini di nazionalità spagnola e un marocchino, naturalizzato spagnolo. Tutti e tre sono stati arrestati per detenzione di ingenti quantitativi di stupefacente. I primi due sono difesi dall’avvocato corbettese Roberto Grittini. L’arresto è stato convalidato.

  • Robecco, incidente a Casterno: la nota dell’Amministrazione

    Robecco, incidente a Casterno: la nota dell’Amministrazione

    A fronte delle affermazioni false e strumentali diffuse dal gruppo consiliare d’opposizione “Robecco e Frazioni – Coerenza” sugli incidenti in via Fratelli Bandiera in direzione Abbiategrasso, l’amministrazione comunale interviene per ristabilire la verità dei fatti. “Gli incidenti non sono dovuti allo stato della strada ma ad altre cause e chi conosce la verità dovrebbe evitare di raccontare bugie al solo scopo di montare una polemica politica contro la giunta, speculando sulle tragedie”, dichiara il sindaco Fortunata Barni.

    Sul fatto più recente poi, ovvero il ribaltamento di un carro agricolo carico di balle da fieno, è accaduto qualcosa di molto grave. L’incidente è avvenuto venerdì 12 settembre tra le 12 e le 13, dovuto con ogni probabilità alla velocità elevata del mezzo. Ma nessuno ha informato la polizia locale: né il conducente né il proprietario del terreno. “Questo è molto grave, perché il ribaltamento ha provocato un cedimento della banchina – e non viceversa, come sostiene l’opposizione – creando una situazione di pericolo per chi transitava su quella strada”, aggiunge Barni.

    Il sindaco è venuto a conoscenza dell’accaduto alle 18 grazie alla segnalazione di un cittadino e si è recato sul posto con la polizia locale: “Abbiamo trovato una situazione surreale: un mezzo stava liberando il terreno, letteralmente infilzando le balle di fieno e trasportandole lungo la pubblica via verso una destinazione che ancora oggi non conosciamo con certezza. Mi chiedo: se il sindaco non fosse stato avvisato, qualcuno avrebbe detto qualcosa oppure una situazione di pericolo sarebbe stata ignorata?”

    L’amministrazione respinge ogni accusa di inerzia e chiarisce che lungo la strada degli incidenti è appena stata rifatta la segnaletica orizzontale. Sono state richieste le relazioni di servizio alla polizia locale e avviate le verifiche tecniche; seguiranno gli atti di competenza nei confronti dei responsabili di eventuali omissioni e, se necessario, le prescrizioni per il ripristino in sicurezza. Il sindaco conclude: “Invece di alimentare la propaganda, l’opposizione rifletta su quanto accaduto e su certi metodi di fare politica. La sicurezza si tutela con fatti e responsabilità, non con slogan e bugie”.

  • Emicrania, arriva un nuovo farmaco per il trattamento acuto e preventivo

    Emicrania, arriva un nuovo farmaco per il trattamento acuto e preventivo

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Con l’evento “Dissolvi l’Emicrania”, Pfizer ha acceso i riflettori su una patologia di cui soffrono 6 milioni di persone in Italia, 1,1 miliardi di persone a livello globale. La casa farmaceutica ha annunciato, durante una conferenza stampa a Milano, la disponibilità, in regime di rimborsabilità, di un nuovo principio attivo, rimegepant, un anti CGRP, molecola proteica coinvolta nella trasmissione del dolore.
    “Rimegepant – ha spiegato il professor Piero Barbanti, ordinario di neurologia Università IRCSS San Raffaele, Roma – blocca il CGRP, una molecola che dilata i vasi e trasforma le vie del dolore in autostrade del dolore. Fino ad oggi abbiamo utilizzato medicinali per spegnere l’attacco d’emicrania e altri per prevenirlo. Rimegepant fa entrambe le cose”.
    Il nuovo principio attivo è infatti, ad oggi, il primo e l’unico anti CGRP, approvato in Italia sia per il trattamento acuto dell’emicrania, con e senza aura negli adulti, sia per il trattamento preventivo di emicrania episodica negli adulti che abbiano almeno 4 episodi di emicrania al mese. Si assume per via orale e la formulazione orodispersibile, facilmente utilizzabile quindi durante un attacco, è pratica per il paziente.
    L’emicrania si manifesta principalmente nelle donne, è tre volte più frequente infatti nelle donne rispetto agli uomini, in particolare quando sono in età fertile.
    Non va confusa con un semplice mal di testa: “L’emicrania è una malattia neurologica caratterizzata da un dolore pulsante, martellante, associato ad altri sintomi. In alcuni casi – ha spiegato il professor Alessandro Padovani, Presidente della Società Italiana di Neurologia – può essere preceduta da una fase che chiamiamo aura, in cui compaiono disturbi visivi o altri disturbi focali. E’ diversa dalla cefalea, spesso legata a stress, a tensioni. L’emicrania può essere scatenata da fenomeni di stress e tensione, ma è una malattia neurologica a sè stante”.
    L’emicrania è quindi una patologia neurologica che ha un impatto significativo sulla vita quotidiana e professionale di chi ne soffre.
    Secondo dati del Global Burden of Disease (2019) è la seconda causa al mondo di anni vissuti con disabilità, la prima se si considerano solo le donne in età fertile. Il costo socioeconomico della malattia è stimato, in Italia, in 20 miliardi di euro annui, secondo un recente studio a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, Centro di Riferimento per la Medicina Generale. “Convivere con l’emicrania significa convivere con il terrore di quel dolore – ha testimoniato durante al conferenza stampa Alessandra Sorrentino, Presidente Associazione Alleanza Cefalalgici – Ci sono infatti anche nausea, vomito, intolleranza agli odori, fotofobia e fonofobia”.
    Alla base dell’iter approvativo in acuto per rimegepant c’è uno studio registrativo di fase 3 che dimostra come una singola dose del principio attivo permette la riduzione del dolore e dei sintomi associati all’emicrania già dopo 2 ore dall’assunzione, con efficacia 24-48 ore. Lo studio sulla prevenzione dimostra che il farmaco, assunto a giorni alterni, può ridurre significativamente il numero di attacchi mensili.
    Pfizer, società farmaceutica con 175 anni di storia, ha allo studio 115 molecole, per un investimento in ricerca e sviluppo di 10 miliardi di dollari (dati 2025): “Il nostro impegno non si limita allo sviluppo di nuove terapie – ha detto Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer Italia – ma comprende iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e supporto”.

    – foto f03/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Cassinetta di Lugagnano in festa per San Carlo: fede, tradizione e comunità

    Cassinetta di Lugagnano in festa per San Carlo: fede, tradizione e comunità

    Cassinetta di Lugagnano si prepara a vivere il fine settimana conclusivo e più importante della Festa Patronale di San Carlo, appuntamento attesissimo che intreccia devozione religiosa e tradizione popolare.

    Lo scorso fine settimana, dal 12 al 14 settembre, è statio animato da eventi e momenti di socialità, tra cui spicca il tradizionale Albero della cuccagna. Quest’anno l’edizione è stata straordinaria: “Vista la difficoltà di formare il gruppo dei ragazzi del 2006 – spiega l’Amministrazione comunale – abbiamo deciso di aprire la competizione a tutti gli anni precedenti, senza limiti di età. Le squadre, composte da massimo sette maggiorenni, si sono sfidate domenica 14 settembre alle 17.30 al Pratone di via Matteotti”.

    La cerimonia secolare di San Carlo

    Il cuore della festa sarà, come sempre, la Cerimonia secolare di San Carlo, che si rinnova con la stessa intensità da secoli.

    Venerdì 19 settembre alle 21: conferenza storica dedicata a San Carlo Borromeo e al monumento secolare di Cassinetta, a cura del professor don Davide Bonazzoli (piazza Negri, ingresso libero).

    Domenica 21 settembre: arrivo della fiaccola da Arona, corteo fino al monumento e rituale secolare con l’apertura della botola sotto la statua di San Carlo e la sostituzione dell’olio e del vino, posti nel 2000. La celebrazione, che si tiene per la sesta volta, sarà presieduta dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini (inizio alle 14.30).

    Dalle 10 alle 14.30 sarà inoltre possibile visitare gratuitamente la cappella affrescata di Villa Visconti Maineri, dove saranno esposti i fiaschi di olio e vino di San Carlo. Sempre domenica, in piazza Negri, verrà allestito uno speciale annullo filatelico dedicato all’evento (dalle 11 alle 17). In serata, alle 21, spettacolo outdoor del Teatro dei Navigli “Visioni d’acqua” in piazza della Repubblica.

    Musica e premiazioni per chiudere la patronale

    La festa si concluderà lunedì 22 settembre alle 21 in piazza Negri con il concerto del Corpo Musicale San Carlo, la consegna delle Borse di studio agli studenti meritevoli e le attese premiazioni del San Carlino d’Oro 2025, riconoscimento attribuito a personalità che si sono distinte per impegno e dedizione alla comunità.

    La Patronale di San Carlo a Cassinetta di Lugagnano si conferma così una celebrazione unica: un rituale secolare che unisce fede, storia e senso di appartenenza, rafforzando ogni anno l’identità e la memoria collettiva del borgo sul Naviglio.

  • Boffalora, entra nel vivo la Festa da la Sucia numero 48: un we di grande musica (e non solo)

    Boffalora, entra nel vivo la Festa da la Sucia numero 48: un we di grande musica (e non solo)

    Entra nel vivo a Boffalora Sopra Ticino la 48ª edizione della storica Festa da la Sücia, uno degli appuntamenti più amati lungo il Naviglio Grande, capace di unire tradizione popolare, intrattenimento e cultura.

    Il programma, ricchissimo, si snoda tra concerti, mostre, tornei sportivi, serate danzanti e spettacoli che coinvolgeranno l’intero paese.

    🎶 La musica protagonista

    Il weekend finale sarà il cuore pulsante della festa con tre serate di grande musica dal vivo:

    Venerdì 19 settembre: sul palco gli Uncle Bard & The Dirty Bastards, folk-rock irlandese dal sound travolgente.

    Sabato 20 settembre: Notte della Sücia con i The McChicken Show, preceduti dai Ready Made, e a seguire la serata danzante con Davide & Nadia.

    Domenica 21 settembre: gran finale con il tributo agli 883 della band Fuori Tempo, che precederà lo spettacolo pirotecnico dei celebri Fuochi della Sücia.

    🖼️ Mostre ed esposizioni

    Durante tutta la settimana, ampio spazio alla cultura:

    “Boffalora in cartolina”, con immagini storiche del paese.

    “Caos: l’effetto farfalla nella fotografia e nella moda” di Mario Cucchi e Nicoletta Marnati.

    L’esposizione fotografica “Nonni e nipoti, generazioni a confronto”.

    Mostre dedicate ai bonsai e ai quadri del pittore boffalorese Loris del Balzo.

    🏆 Tornei e sport

    Non mancano i momenti di aggregazione attraverso lo sport:

    Gare di bocce (tra cui il Campionato Italiano B/C).

    Tornei di carte e burraco.

    Tornei di calcio e basket per bambini, a cura delle realtà sportive locali.

    🍽️ Ospitalità e tradizione

    Sabato 20 settembre torna la Cena della Sücia, momento conviviale per eccellenza, mentre domenica 21 sarà attivo il punto ristoro al Parco Mylius, con piatti tipici e servizio a cura del Corpo Musicale Boffalorese.

    🎉 Una festa per tutti

    Mercatini, street food, mostre, attività per bambini come la “Pompieropoli” e i giri in barca sul Naviglio arricchiranno un programma che trasforma Boffalora Sopra Ticino in un grande palcoscenico a cielo aperto.

    La Festa da la Sücia si conferma così un evento che tiene viva la memoria e la tradizione locale, ma che sa anche guardare al presente con musica, cultura e divertimento per tutte le età.

  • Inchiesta ultras, collabora anche Ferdico

    Inchiesta ultras, collabora anche Ferdico

    Anche Marco Ferdico, uno degli ex capi della Curva Nord interista, finito in carcere nel maxi blitz della Dda di Milano di un anno fa e già condannato a 8 anni, starebbe collaborando coi pm, dopo la scelta già intrapresa da un altro ex leader del direttivo ultrà nerazzurro Andrea Beretta. Emerge da un verbale reso dal 40enne che in questo caso ha portato, in particolare, a riaprire la vicenda di una rapina a mano armata per un bottino da circa 120mila euro, avvenuta nel 2022 in provincia di Cremona.

    Ferdico, da quanto risulta dagli atti, prima in un interrogatorio dello scorso maggio davanti ai pm di Milano e poi in un altro di fine luglio di fronte agli inquirenti di Cremona, si è autoaccusato di essere stato il “basista” di un’aggressione con pistola e pestaggio fuori da un ristorante a Ripalta Cremasca, il 10 giugno di tre anni fa, ad una “persona facoltosa” che lui conosceva bene e a cui avrebbe teso una trappola. E ha tirato in ballo nei verbali per quella rapina anche Daniel D’Alessandro, detto ‘Bellebuono’, arrestato in Bulgaria ad aprile in un filone della maxi indagine dei pm milanesi Paolo Storari e Sara Ombra e della Squadra mobile della Polizia sull’omicidio dello storico capo ultrà interista Vittorio Boiocchi, ammazzato a colpi di pistola il 29 ottobre 2022 sotto casa, nel capoluogo lombardo.

    Tranche sul cold case scaturita dalle dichiarazioni di Beretta, che ha avuto il ruolo di mandante, e che ha portato ad una misura cautelare anche a carico, tra gli altri, di Ferdico, che come altri, poi, ha confessato. D’Alessandro, invece, indicato come presunto esecutore materiale del delitto, negli interrogatori ha scelto di non rispondere.

    “Oggi sono qui per chiudere tutti i capitoli aperti che mi riguardano – ha messo a verbale Ferdico davanti al pm di Cremona Francesco Messina – In quel periodo, quello della rapina, eravamo assidui consumatori di cocaina, soprattutto io e D’Alessandro ed avevamo bisogno di denaro per acquistarne continuamente”. Alla vittima vennero portati via un orologio di lusso e cinque bracciali d’oro del valore totale di 120mila euro

  • Gaza e Israele: a dispetto degli insulti che siete liberi di scrivere (senza censura), questo giornale non sarà MAI dalla parte dei tagliagole di Hamas e dei terroristi islamici

    Gaza e Israele: a dispetto degli insulti che siete liberi di scrivere (senza censura), questo giornale non sarà MAI dalla parte dei tagliagole di Hamas e dei terroristi islamici

    Il pezzo di Massimo Moletti dedicato alla ‘performance’ di Enzo Iacchetti, martedì sera su Rete 4, ha suscitato un vespaio di polemiche. E di insulti alla nostra testata (nessuno dei quali, tranne quelli colmi di parolacce, censurato). Ecco la nostra replica.

    Buongiorno a tutti. Dopo ore e decine di insulti e contumelie ricevute, fateci dire la nostra. Anziutto siete LIBERI di insultarci, usando il giornale più letto (e la pagina Facebook più letta di tutto l’Est Ticino, 2.138.000 persone passate di qui negli ultimi 28 giorni), perché noi ve lo permettiamo, senza censure. Nei vostri ipotetici giornaletti da 4 lettori al bar censurereste la minima voce di dissenso. Punto uno.

    Punto due: qualcuno (non tutti) di voi ha seri ‘problemi di comprensione del testo, perché il registro di Massimo Moletti atteneva a una sfera ‘attigua’ e parallela al giudizio storico o politico. E’ stato fermo ma rispettoso, educato e non sguaiato, a differenza di quelli come voi (non tutti) che col loro linguaggio dimostrano di venire dalla jungla, non da un contesto civile.

    Punto tre; questo giornale, 3 anni fa (non ieri o ieri l’altro), ha pubblicato un LUNGO REPORTAGE DI TEO PARINI da Gaza che faceva a pezzetti la politica israeliana nei territori palestinesi degli ultimi decenni. Un testo di rara durezza, forse solo il Manifesto lo avrebbe pubblicato.
    Lo abbiamo fatto noi, CAPRE (che siete voi, mi riferisco a quelli che hanno usato toni e modi sguaiati), incapaci di concepire che esista un pensiero diverso dal vostro. Avete potuto leggere anche dei puntuali resoconti di Graziano Masperi, che ha viaggiato anche di recente nelle nazioni arabe e mediorientali (anche in Iran) dandovi, come sempre LIBERAMENTE, la sua versione. Punto quattro: in NESSUNO dei commenti, ad ora (giovedì 18, ore 11.22), leggo UN SOLO RIFERIMENTO, anche sparuto, a quanto successo il 7 ottobre 2023. Alla barbarie di Hamas e a quanto accade a Gaza dal 2007.

    Non abbiamo letto un rigo (o perché siete ignoranti, o perché siete in malafade) sui miliardi di dollari con cui nazioni e stati retti da teocrazie o regimi finanziano i movimenti terroristi islamici, da anni. Non abbiamo letto che- seppur da oltre settant’anni Israele rappresenti un punto di tensione permanente nello scenario mediorientale, circondato da Paesi che, in diverse fasi storiche, ne hanno contestato la legittimità e l’esistenza stessa- negli ultimi anni alcuni Stati arabi hanno aperto spiragli di dialogo attraverso gli Accordi di Abramo, mentre altre nazioni restano ferme su una linea di ostilità radicale, fondata tanto su motivazioni politiche quanto religiose. Neppure un accenno alla questione iraniana, che svolge un ruolo centrale. La Repubblica islamica, sin dalla rivoluzione del 1979, ha fatto della lotta contro Israele uno dei pilastri ideologici del proprio regime. La Guida Suprema e i vertici dei Guardiani della Rivoluzione hanno più volte invocato la “cancellazione” di Israele dalla carta geografica, presentandolo come “entità sionista” e nemico assoluto del mondo musulmano. Una retorica che non si limita alle parole: Teheran sostiene militarmente e finanziariamente movimenti come Hezbollah in Libano e Hamas a Gaza, che a loro volta predicano apertamente la distruzione dello Stato ebraico. A questa postura aggressiva si affiancano da anni, ben prima delle recenti e drammatiche vicende, prese di posizione simili, seppur con intensità diversa, da parte di altre realtà del mondo arabo e islamico, dove la questione palestinese viene strumentalizzata per alimentare un sentimento anti-israeliano che travalica il piano politico e assume spesso i contorni di un odio esistenziale.

    Da anni Israele si trova dunque stretto tra due dinamiche contrapposte: da un lato i tentativi di normalizzazione con alcune monarchie del Golfo e con Paesi che intravedono nella cooperazione con lo Stato ebraico un vantaggio strategico; dall’altro l’intransigenza dell’Iran e di chi continua a predicare apertamente la sua distruzione. Un dualismo che mantiene la regione in uno stato di perenne instabilità e che alimenta il rischio di nuove escalation. Fino ad arrivare ad oggi, all’azione militare decisa da un governo dove non abbiamo alcun problema a dire che le parole dei due ministri più estremisti, o l’appeal immobiliare di Gaza, assurgono al rango di farneticazioni. Ma noi continuiamo a voler distinguere tra il giudizio sul governo Netanhyau (la cui azione è stata censurata, non più tardi di ieri sera, da Giorgia Meloni ad Ancona) e quello su Israele, la cui vicenda storica è oltremodo complessa. Per alcuni, invece, esistono solo le ragioni dello stato genocida o del popolo palestinese. I cui 65mila morti, coi bambini e le persone uccise in fila per il cibo, gridano e grideranno vendetta per sempre a Dio, qualsiasi sia la Fede di chi assiste a quanto sta accadendo, Ma le vostre reprimende a senso unico, dove traspare un malcelato disprezzo UNICAMENTE per Israele, sono un’impostura.

    Che però NOI, a differenza di VOI, continueremo ad ospitare. In ossequio a quella LIBERTA’ di cui non godono né godranno mai le donne che vivono nelle teocrazie islamiche, coperte sino al volto, come chi scrive ha potuto vedere nei viaggi degli ultimi 15 anni diverse volte, per esempio negli aeroporti di Abu Dhabi, dove al negozio della Rolex si vedono satrapi arabi compraree 5 o 6 orologi alla volta, mentre le loro donne di nero vestite, lasciando scoperti solo gli occhi, tengono a bada la folta prole (eccolo un dramma vero dell’Occidente cristiano e post moderno: la crisi senza fine del calo demografico, dacché il numero è Potenza e l’Oriente, a partire dal mondo islamico, ci sta surclassando proprio su quel piano).

    Se per qualche ora levaste il vostro sguardo dalle trasmissioni a senso unico anti israeliane e leggeste un libro profetico sull’immigrazione di massa scritto nel 1973 da Jean Raspail (Il campo dei santi, riedito di recente da Verità e Panorama), avreste una maggiore libertà e completezza di giudizio. Ma ci rendiamo conto che forse è troppo. Tuttavia una speranza (per alcuni tra i commentatori di questo post) continuiamo a nutrirla.

    Fabrizio Provera

    DI GREGORIO (PD MAGENTA) CONTRO TICINO NOTIZIE

    Ho sempre difeso la libertà di stampa, anche quando questo ha significato subire attacchi personali, derisioni per la mia giovane età o per le mie idee.
    Ma oggi non si può più far finta di nulla.

    Troppi quotidiani online, piegati al clickbait, diffondono messaggi controversi soltanto per racimolare qualche visualizzazione in più, sopravvivendo, spesso, grazie alla sola pubblicità fatta ai politici e non certo per la credibilità di una buona informazione.
    Arrivare però a pubblicare simili contenuti, mentre è in corso un vero e proprio genocidio e si tenta di difendere l’indifendibile, è inaccettabile. L’unica risposta sensata è smettere di seguire certe pagine e non dare loro la soddisfazione di alimentare polemiche e strumentalizzazioni.

    Non può esserci buon senso quando, mentre migliaia di bambini vengono uccisi e muoiono di fame, qualcuno ha il coraggio di chiedere con cinismo “definiscimi bambini”.
    Non può esserci buon senso quando c’è chi prova a lucrare visibilità di fronte a tragedie e orrori così immensi.

    Da oggi, dunque, per coerenza e per rispetto del ruolo pubblico che ricopro, ho deciso di interrompere ogni rapporto con questo quotidiano online. È una scelta non semplice, che potrebbe persino penalizzarmi sul piano politico personale, ma la coerenza vale più di qualsiasi convenienza.

    Pertanto invito tutti quelli che mi leggono a fare lo stesso e smettere di seguire TicinoNotizie.it: solo negando ascolto e visibilità a chi alimenta odio e disinformazione possiamo davvero contrastare strumentalizzazioni e propaganda.
    Sarò sempre dalla parte della libertà di stampa e di pensiero, ma mai complice di chi da spazio e diffonde certi messaggi.

    Matteo Di Gregorio (segretario Pd Magenta)

    LA NOSTRA RISPOSTA

    Matteo Di Gregorio grazie, siamo noi quelli lieti di NON averti più come lettore. Per la cronaca e il tuo piacere, nell’ultimo mese (solo da questa pagina Facebook) sono passate 2.138.000 persone, il 30% in più in un anno. Ce ne faremo una ragione della tua volontà di censura, del tutto ininfluente. Arrivederci, anzi addio. In 31 anni di cronaca politica a Magenta non mi era mai capitato di assistere a una cosa del genere, anzi sì; quando un sindaco (poi non rieletto) escluse la testata che rappresentavo dalle conferenze stampa. Credo che persino tu possa intuire chi fosse. Tanti auguri. F.P.

    PS NELLA FOTO SOTTO, UNO DEI CENTINAIA DI CORTEI DOVE IN OCCIDENTE, OGNI SETTIMANA, SCENDONO IN PIAZZA I NEMICI DI ISRAELE (E TALVOLTA I SOSTENITORI OCCIDENTALI DI HAMAS…)

  • Bonus casa al 50 per cento, ecco le agevolazioni in scadenza

    Bonus casa al 50 per cento, ecco le agevolazioni in scadenza

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – La legge di Bilancio 2025 ha previsto la proroga di alcuni bonus casa al 50 per cento, ma solo per l’anno in corso e per l’abitazione principale. Se non ci saranno novità con i prossimi provvedimenti, restano dunque pochi mesi per usufruire di tali agevolazioni e rinnovare il proprio immobile. Ma cosa è stato stabilito dalla Manovra e quali sono i benefici fiscali in scadenza? Ne parla in un approfondimento sul tema Stefania Giudice di idealista. “La legge di Bilancio 2025 ha prorogato al 50 per cento per l’anno in corso l’ecobonus e il bonus ristrutturazioni. Ma attenzione: solo per l’abitazione principale – spiega -. La Manovra ha inoltre prorogato al 2025 la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. La legge di Bilancio 2025 ha prorogato per l’anno in corso l’ecobonus al 50 per cento, ma con una differenza tra prima e seconda abitazione. Dal 2026 le cose cambieranno, a meno che non intervengano provvedimenti volti a stabilire una nuova proroga”.
    In particolare, come sottolineato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, “per le spese relative agli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici sostenute nel 2025, la detrazione spetta nella misura del 36%, elevata al 50% in caso di abitazione principale. Invece, per le spese degli anni 2026 e 2027, la detrazione è pari al 30%; in caso di abitazione principale, sale al 36%”. “La legge di Bilancio 2025 ha dunque stabilito il prolungamento dell’agevolazione anche per le spese sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027, ma con aliquote più basse”, sottolinea Giudice nell’approfondimento.
    “Anche per il bonus ristrutturazione la legge di Bilancio 2025 ha previsto una proroga – scrive -. Nello specifico, in base a quanto stabilito, nell’anno in corso è possibile beneficiare per la prima casa del bonus ristrutturazione con aliquota al 50% e tetto di spesa di 96mila euro. Secondo quanto attualmente previsto, nel 2026 e nel 2027 l’aliquota scenderà al 36%. Per la seconda casa le cose sono differenti. Beneficiare del bonus ristrutturazione per un immobile diverso dall’abitazione principale vuol dire infatti usufruire di un’aliquota ridotta al 36%, che nel 2026 e nel 2027 scenderà al 30%. Il tetto di spesa rimane a 96mila euro. Dal 2028 al 2033, infine, per gli interventi su prima e seconda casa l’aliquota sarà del 30% e il tetto di spesa scenderà a 48.000 euro”.
    Stando così le cose, “mancano dunque ancora pochi mesi per beneficiare del bonus ristrutturazione al 50 per cento, un’agevolazione rivolta ai contribuenti soggetti all’Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono le spese di ristrutturazione”, ricorda.
    “Anche il bonus mobili ed elettrodomestici, legato a interventi di ristrutturazione, è stato prorogato nel 2025 con una percentuale di detrazione del 50%, sia per la prima che per la seconda casa, e un tetto di spesa fino a 5.000 euro – evidenzia infine -. Come sottolineato dall’Agenzia delle Entrate, può beneficiare della detrazione chi acquista entro il 31 dicembre 2025 mobili ed elettrodomestici nuovi (di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori) e ha realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni”.

    – foto www.pexels.com –
    (ITALPRESS).

  • Prosegue l’offensiva israeliana a Gaza, 83 morti. Idf “Distrutto un deposito di esplosivi di Hamas”

    Prosegue l’offensiva israeliana a Gaza, 83 morti. Idf “Distrutto un deposito di esplosivi di Hamas”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – L’esercito israeliano ha ucciso 83 palestinesi in tutta la Striscia di Gaza, tra cui 61 persone a Gaza City, dove martedì è iniziata l’offensiva di terra. Lo riferisce l’emittente del Qatar Al-Jazeera. In un attacco vicino all’ospedale Al-Shifa, almeno 13 persone sono state uccise. L’Euro-Med Human Rights Monitor ha affermato che l’esercito israeliano ha intensificato l’uso di veicoli blindati con trappole esplosive per demolire i quartieri residenziali nella città di Gaza.

    IDF “DISTRUTTO DEPOSITO ESPLOSIVI DI HAMAS A GAZA CITY”

    Prosegue per il terzo giorno l’operazione di terra delle Forze di difesa israeliane (Idf) a Gaza City, nell’ambito della campagna Carri di Gedeone 2. Le Divisioni 162 e 98 delle Idf hanno distrutto infrastrutture delle organizzazioni terroristiche nella Striscia ed eliminato numerosi miliziani, riferiscono le Idf nell’ultimo resoconto. Ieri, velivoli dell’Aeronautica militare hanno attaccato nella zona della città di Gaza City un deposito di armi dell’organizzazione terroristica di Hamas, dove erano immagazzinati ordigni destinati all’uso contro i militari che operano nell’area. Prima dell’attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo la possibilità di danni ai civili, inclusi l’uso di armamenti di precisione, osservazioni aeree e ulteriori informazioni di intelligence, precisano le Idf.

    L’esercito israeliano continua a essere impegnato anche a Khan Younis e a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, dove nelle ultime 24 ore sono stati eliminati miliziani e distrutte decine di infrastrutture militari, tra cui postazioni di osservazione e tunnel.

    ONU “DONNE PARTORISCONO PER STRADA A GAZA”

    L’offensiva israeliana a Gaza costringe le donne a partorire per strada, senza ospedali, medici o acqua pulita”. Lo ha dichiarato il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric in una conferenza stampa, citando il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). “L’Unfpa afferma che 23.000 donne sono prive di cure e circa 15 bambini nascono ogni settimana senza assistenza medica”, ha aggiunto. Dujarric ha sollecitato l’immediata protezione dei civili, affermando che la situazione sul campo “sta peggiorando di ora in ora” e ha sottolineato che “l’emissione di ordini di sfollamento non esonera le parti in conflitto dalle loro responsabilità di proteggere i civili nella conduzione delle ostilità”.

    “Migliaia di persone continuano a fuggire, nel mezzo di ostilità attive. Le strade, come potete ben immaginare, sono congestionate. La gente ha fame e i bambini sono traumatizzati”, ha detto. Dujarric ha riferito che quasi 40.000 persone sono state sfollate verso sud tra lunedì e martedì, con circa 200.000 spostamenti registrati da metà agosto. “I partner hanno allestito tre punti di supporto nelle aree che accolgono gli sfollati nel sud di Gaza per assistere i bambini separati, orfani e feriti”, ha aggiunto.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Peste suina, stop alle misure restrittive dell’UE per Lombardia e Piemonte

    Peste suina, stop alle misure restrittive dell’UE per Lombardia e Piemonte

    La Commissione europea ha approvato all’unanimità la richiesta dell’Italia di revocare le restrizioni di tipo 3 nei territori di Lodi, Pavia e Novara, dopo l’eradicazione dei focolai di Peste suina africana (Psa) riscontrati lo scorso anno.

    “E’ un ulteriore passo avanti verso l’eradicazione della Psa nel nostro Paese – dichiara il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato – che restituisce prospettive e serenità agli operatori del settore e conferma l’efficacia delle misure di sorveglianza e biosicurezza messe in campo contro una malattia infettiva dalle ricadute economiche sulla filiera e impatti sulla salute animale”. Nelle scorse settimane il ministero della Salute aveva presentato formale istanza alla Dg Sante della Commissione Ue per la rimozione delle limitazioni, in considerazione della positiva chiusura dei focolai registrati nel 2024.

    Oggi, durante la riunione del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (Paff), i Paesi membri hanno espresso voto favorevole unanime. “Questo risultato – conclude Gemmato – è il frutto di un lavoro sinergico tra ministero della Salute, Masaf, Regioni, allevatori, autorità di controllo e struttura commissariale per la Psa. A tutti rivolgo un sincero ringraziamento per l’impegno costante e condiviso, che ha consentito di raggiungere un nuovo traguardo nel contrasto alla malattia. La strada è quella giusta e i fatti lo dimostrano”.


    “Un’ottima notizia quella arrivata oggi della decisone della Commissione europea di allentare in modo sostanziale le restrizioni agli allevamenti suinicoli lombardi delle province di Pavia e di Lodi e anche a quelli piemontesi di Novara”. È il commento dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, sullo stop alle limitazioni alle zone con focolai o casi di PSA (Peste Suina Africana).

    “Avevamo subito agito, in sinergia con il Ministero dell’Agricoltura e quello della Salute e il Commissario di Governo per la PSA, Giovanni Filippini – ricorda l’assessore – con misure volte a contenere la diffusione del virus, con recinzioni, strutture di biosicurezza, anche con il sostegno del mondo venatorio e, va sottolineato, con la grande disponibilità al sacrificio degli allevatori di suini e dell’intera filiera della suinicoltura”.

    Nel dettaglio, la zona ‘3’, quella con restrizioni totali, viene completamente rimossa. 109 Comuni vengono classificati in zona ‘2’, 57 in zona ‘1’, mentre 72 Comuni precedentemente inclusi nelle zone di restrizione passano a territorio libero.

    “Dopo questa notizia – prosegue l’assessore Beduschi – possiamo dire che i lavoratori del settore, e l’intera filiera tutta, possono tornare, e dico finalmente, a guardare ai mesi futuri con rinnovato ottimismo lasciandosi alle spalle mesi di duri sacrifici legati alle restrizioni. Siamo arrivati al traguardo di un allentamento alle restrizioni con un lavoro sinergico, di squadra, conosci che contenere e sconfiggere la PSA non è affatto semplice o facile, come dimostrano casi di Paesi vicini a noi”.

    “Questo non significa – conclude – che la battaglia sia finita. È però un grandissimo segnale che in molte zone colpite gli allevatori possano tornare a riaccasare i suini e quindi a tornare lentamente alla normalità. È una grande vittoria di un sistema che ha funzionato nonostante momenti di grandissima difficoltà”.