Incidente alle prime ore dell’alba sulla strada statale 11 all’altezza di Pontenuovo di Magenta. Un automobilista, per cause tutte da chiarire, ha perso il controllo della sua Opel per uscire di strada e schiantarsi.
Nell’urto il veicolo ha preso fuoco, ma il conducente è riuscito ad uscire in tempo senza traumi. Giunti sul posto i vigili del fuoco di Magenta per le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Intervenuti anche i Carabinieri che stanno continuando gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto.
Infiltrazioni, muffa e odori nauseabondi. Alcune zone del cimitero di Magenta versano in condizioni disastrose e i cittadini, giustamente, si lamentano. Nel chiostro E, parte centrale del campo santo, ogni tanti compaiono cartelli contro il comune di Magenta. Ma dall’altra parte si ribatte, tanto che a breve partiranno i lavori di ripristino della lattoneria sulle coperture di alcuni chiostri interessati, in passato, dai furti. Intanto però i cittadini sono costretti a fare i conti con una situazione di degrado che non si può tollerare.
“Tutti i colombari di una parte del chiostro E sono in condizioni fatiscenti – afferma Elena Cattaneo – Non avete idea di quale odore si avverte passando da quei vialetti. Il cimitero, a mio avviso, è una priorità. E lo è ancor di più di tante altre cose che ci sono a Magenta”. Elena è una delle tante persone che al cimitero ci vanno puntualmente per far visita ai loro cari e soffre nel trovare i colombari conciati in quel modo. Non è colpa della pioggia perché il degrado è costante, indipendentemente dall’acqua piovana che potrebbe soltanto aggravare una situazione già precaria. I cartelli, posti da qualcuno sui muri di quei vialetti, recitavano: “Per denunciare questo degrado rivolgersi a…”, continuando con nome e cognome del responsabile tecnico dell’area cimiteriale. Cartelli che sono stati poi tolti dagli operai che gestiscono i lavori, ma che di tanto in tanto ricompaiono. “Siamo perfettamente a conoscenza del problema – ha spiegato il Sindaco Luca Del Gobbo – e stiamo intervenendo. Proprio di questi giorni è la determina che impegna all’incirca centomila euro per alcuni lavori che riguardano i chiostri più malconci”.
La determina, firmata dal dirigente del settore tecnico, ingegner Alberto Lanati, riguarda anche il chiostro E, uno di quelli messi peggio. oltre ai chiostri A, B, F e vuole migliorare la condizione dei colombari degradati in virtù dei furti delle coperture. Lavori che prevedono la fornitura e la posa di lattoneria in alluminio preverniciato per canali di gronda, cappellotti, converse, pluviali che erano stati, a suo tempo, asportati o danneggiati. “Non basteranno di certo per risolvere completamente la situazione del cimitero di Magenta – aggiunge Del Gobbo – Ma, almeno, stiamo facendo qualcosa. Questi centomila euro si vanno ad aggiungere agli altri per un totale di circa trecentomila euro per il campo santo messi dalla nostra amministrazione. Contro il nulla che era stato fatto in passato. Teniamo molto al cimitero e stiamo facendo tutto quello che è possibile fare”.
E’ sempre più difficile trasmettere l’importanza del volontariato in ambulanza. La Croce Bianca sezione di Magenta ha presentato il prossimo corso che formerà i nuovi soccorritori. Un corso impegnativo, difficoltoso, ma che darà grandi soddisfazioni. Perché non c’è niente di più appagante che aiutare una persona in difficoltà. Ma quali difficoltà si stanno incontrando?
MAGENTA – “Il periodo del covid ha causato un inevitabile rallentamento – ha spiegato il responsabile formazione Lorenzo parmigiani – Ma la macchina ha sempre funzionato per quanto riguarda il ricambio. Gli ultimi corsi hanno portato pochi volontari, ma siamo sempre riusciti ad organizzare i servizi al meglio”. Ufficialmente il corso partirà con l’inizio di ottobre, ma sarà preceduto da un colloquio in sede al fine di verificare l’attitudine dell’aspirante volontario. Sono cambiate tante cose nel corso degli anni. Forse anche nella testa delle nuove generazioni, molto diverse rispetto ai ragazzi del passato. “E’ vero che il corso è impegnativo – continua – ma gli aspiranti volontari saranno supportati, per tutta la durata dello stesso, dal gruppo degli istruttori”. Il corso permette di fermarsi alle prime 42 ore e salire in ambulanza per i cosiddetti trasporti secondari, non quelli in emergenza e urgenza che richiedono di completare le 120 ore. Naturalmente, nonostante le difficoltà, si deve, per forza, guardare avanti. Lorenzo Parmigiani spiega che l’attività che stanno svolgendo con le scuole di Magenta sta dando ottimi risultati. Dal 2018 i corsi Dae al liceo Quasimodo hanno permesso di certificare 420 ragazzi.
“Alcuni li abbiamo ritrovati ai corsi di presentazione – ha aggiunto – e la cosa ci riempie di gioia”. Anche al liceo Bramante i volontari della Croce Bianca sono entrati a ‘caccia’ di futuri volontari. Con i corsi di primo soccorso e, dallo scorso anno, anche lì con il Dae per un totale di 120 persone che sanno usare il defibrillatore. Da quest’anno possono essere certificati per l’uso del Dae anche i sedicenni, con un maggiorenne a fianco. “Ci rivolgeremo anche alle persone in là con gli anni – conclude il responsabile formazione – con dei mini corsi di 16 ore mirati per il trasporto disabili. Noi ci mettiamo la passione e l’impegno. Abbiamo tante idee e le porteremo avanti tutte”.
Una bellissima mattinata in piazza Liberazione a Magenta dove è andato in scena l’evento ‘Una moto per tutti’ organizzato nell’ambito della Festa dello Sport. Tanti ragazzi che hanno provato l’emozione di salire su una moto con i volontari dell’associazione No Barriers.
“La giornata di oggi è all’insegna dell’inclusione – ha spiegato l’assessore allo Sport Maria Rosa Cuciniello – Abbiamo i ragazzi della rete Contesto e dei C.D.D., Centro Diurno Disabili di Asst Ovest Milanese. Una bella esperienza anche molto divertente”.
Cinquant’anni di calcio in Lombardia. Una mostra inaugurata venerdì sera e visitabile da sabato 16 al 23 settembre dalle 16.30 alle 19 in Casa Giacobbe. Curata da Andrea Oldani e Andrea Barenghi. “Puntiamo a valorizzare le nostre associazioni e i nostri cittadini – ha detto l’assessore Maria Rosa Cuciniello – In questa mostra abbiamo la storia del calcio e anche quella della nostra comunità Queste maglie rappresentano un po’ anche la nostra storia”.
MAGENTA – L’evento è patrocinato dalla Regione Lombardia e sono state invitate anche le scuole per visitarla. “Colleziono maglie da 30 anni – ha detto Oldani – negli ultimi tempi ho puntato sulle maglie locali specializzandomi sulla Lombardia. Sono circa 600 maglie di oltre 300 club differenti. Collezionare maglie locali vuol dire mantenere le tradizioni di squadre storiche”.
I empi sono cambiati. Un tempo gli stadi di molte squadre locali erano strapieni. Era diverso il tessuto delle maglie che erano pesantissime rispetto a quelle tecniche attuali. All’inaugurazione c’erano, oltre all’assessore e ai collezionisti, Romeo Falcettoni, ex calciatore di fine anni ‘70 e inizio anni ‘80 dell’AC Magenta stagione 1982/83 e del Vigevano. Ed è arrivato anche Emanuele Confalonieri, magentino che lavora a Madrid nel primo museo di maglie di calcio storiche di calciatori di tutto il mondo.
25 anni e mezzo in Togo. Una vita di impegno, passione, amore per gli altri, fede. La magentina Maristella Bigogno si avvia a concludere questo breve periodo di vacanza nella sua città natale, ma prima di tornare in missione ad Amakpapè ha voluto salutare gli amici, chi la conosce, chi la sostiene, in un incontro a Casa Giacobbe. Un incontro al quale hanno partecipato il Sindaco Luca Del Gobbo che ha voluto sottolineare la riconoscenza della città consegnandole una targa e gli assessori Stefania Bonfiglio, Maria Rosa Cuciniello e Giampiero Chiodini. Niente immagini o video durante la serata, ha spiegato il fratello Francesco. Soltanto la voce della Mari.
MAGENTA – Perchè è giusto ascoltare le sue emozioni. Tutto, per Maristella, comincia in famiglia con il desiderio di trasmettere il messaggio di Dio. “Tra due giorni saranno 60 anni di matrimonio per i nostri genitori – ha detto Maristella – e chi li ha sposati è un missionario che ha fondato una grande missione a Minas Gerais. Fin da piccoli abbiamo sempre sentito parlare di missioni, di condivisione, di poveri, del desiderio di aiutare. Tutto questo continua alle elementari. In occasione della mia Prima Comunione ho incontrato una missionaria laica e poi entrano nel tuo cuori le parole del Signore che ti dice ‘andate e battezzate tutte le nazioni’. Parole che diventano voglia di cominciare a camminare”. Il 26 febbraio 1998 Maristella arrivo in Togo. Non sapeva nulla di quel paese, scherzando ha detto che associava il nome si biscotti..
“si arriva dove tutto cambia, dove tutto è da imparare. Mi spingeva il desiderio di amare e servire le persone. Sono partita con queste motivazioni”. Canta una canzone che dice: “vorrei che le mie mani avessero la forza per sostenere chi non può camminare”. Racconta alcune delle sue tante esperienze. Nel luglio ‘98. una mamma bussa. Era con una bimba sulla schiena. Era malata. Non c’era nulla. La bimba non camminava. Le madri dicono di non sapere cosa fare. Me ne occupo io e una ragazza americana. Prendiamo la macchina e andiamo, non conoscevo nulla. La bimba si chiamava Domenica. Partimmo per l’ospedale. Lungo la strada chiedevo dove fosse l’ospedale. Ricordo quel viaggio. Arriviamo e la bimba fu operata d’urgenza per perforazione intestinale causata da febbre tifoide. Da quel giorno il mio impegno con i malati è continuato e continua anche oggi. Io trasporto malati tutti i giorni. In Togo l’assistenza sanitaria è solo per le persone assunte dallo Stato. Gli altri si devono arrangiare. La salute è impossibile per la maggior parte delle persone In Togo ci sono strutture sanitarie di eccellenza, ma per chi ha i soldi”.
Maristella ricorda un altro episodio: “Un giorno arriva una ragazza. Non cammina. Ha 16 anni ed è cieca. Lo è diventata, dice il papà. Per otto mesi abbiamo prescritto una serie di visite. Scopriamo che la sua cecità era dettata da cataratta causata dal diabete. L’abbiamo fatta operare e adesso è sotto insulina e ci vede. L’abbiamo aiutata a studiare per diventare parrucchiera. Tanti casi, ma per fortuna sono diminuiti negli ultimi tempi. Ci sono le mamme, molte sono malate delle malattie più varie, mentali, Aids. Una mamma, un anno e mezzo fa è morta. Aveva tre bambini che sono diventati nostri. Anche per loro abbiamo avuto le stesse cure e premure. Il bambino deve poter giocare, studiare, crescere con la bellezza di poter dire di avere vissuto quell’età”. Il messaggio di Maristella è semplice e diretto: “Quante volte ci sentiamo dire ‘Cosa possiamo far di fronte a un problema enorme? Fame nel mondo, disoccupazione. Madre Teresa diceva che se vuoi cambiare il mondo comincia ad amare la tua famiglia. Questo per dire che Dio con noi è così. Se siamo determinati è perché prendiamo la benzina da lui. In terza media ci facevano i famosi schemi che indicavano come il 20 per cento popolazione consuma l’80 per cento della ricchezza. Non è cambiato nulla in oltre 40 anni, anzi forse è peggiorato. Ma io non guardo le percentuali. Io faccio un pezzettino e di quello sono responsabile. Se ognuno di noi ama, il mondo lo cambia. Il segreto della felicità? Se vogliamo essere felici facciamo felici gli altri”.
Oggi la missione di Maristella è un punto di riferimento. “Siamo arrivati in quarta superiore con 600 ragazzi a scuola. – continua – L’anno prossimo concluderemo il ciclo con la maturità. Adesso c’è un grande centro, il primo della prefettura per risultati. Quest’anno, ho paura a dirlo, abbiamo pensato di imbarcarci su una cosa grande. Dopo le scuole. Le case, le chiese, è arrivata la volta dell’ospedale. Un grande progetto disegnato da suor Patrizia su tremila metri quadrati piani. Abbiamo voluto cominciare con questo progetto perché non si può sempre correre tutti i giorni versi ospedali lontani. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. A novembre arriverà un geometra italiano. Gli scavi cominceranno, se Dio vuole, a dicembre”. Durante la serata il giovane Ricky ha letto un brano di Bruno Ferrero. Quindi hanno parlato le persone che la conoscono. Che lavorano con lei. Bianca Martino, vice coordinatrice dell’istituto comprensivo Papa Giovanni paolo II, il messaggio della San Vincenzo portato da Gabriella Cellamare e la testimonianza di chi si è recato volontario in Togo. Ed ecco il messaggio del Sindaco di Magenta Del Gobbo: “Alla nostra Maristella Bigogno per i 25 anni di missioni in Africa. Esempio di profondità umana, carità e impegno, ha saputo essere testimone di generosità e dedizione al prossimo, portando nel Mondo il calore e l’affetto dei Magentini. Con stima e gratitudine’’.
Una petizione per rendere obbligatori i sensori sugli autocarri. A lanciarla è Giovanni Caso di Magenta. Due anni fa la sua vita è stata sconvolta dalla scomparsa della figlia Valentina. Morta perché investita da un autocarro mentre si stava allenando con la bicicletta da corsa a Robecco sul Naviglio.
Da quel drammatico giorno nulla è stato fatto per migliorare la sicurezza dei ciclisti sulle strade, inevitabilmente più deboli. Intanto le tragedie come quella costata la vita a Valentina continuano. A Milano gli incidenti si ripetono tra le proteste dei ciclisti. “Gli autocarri devono dotarsi di sensori – afferma Giovanni Caso – presenti già su tante auto moderne. Questo per ridurre a zero gli angoli ciechi di tali veicoli. Serve una legge che renda obbligatorio l’uso dei sensori per gli autocarri. Non si può più attendere. Basta morti in bici”. Intanto nelle officine lombarde sono già centinaia le richieste di installazione dei sensori da parte di autotrasportatori. Questo anche perché, dal primo ottobre a Milano, i camion sopra le tre tonnellate e mezzo potranno entrare in area B solo dopo averli installati.
Dopo Cassinetta di Lugagnano il sei volte campione mondiale di nuoto a Manchester Simone Barlaam sarà anche a Magenta in occasione della Festa dello Sport. Domenica 17 settembre alle 17.30 Simone sarà in Villa Naj Oleari a parlarci della sua recente esperienza che lo ha portato a ripetere, migliorandosi con un prestigioso record del mondo sui 50 stile libero, i mondiali dello scorso anno a Funchal.
MAGENTA – Simone ha 23 anni e ha già vinto tantissimo nella sua carriera che lo ha portato a disputare tre campionati del mondo e un’olimpiade a Tokyo. La sua disabilità non gli ha impedito di ottenere prestazioni eccezionali come nei 50 stile libero dove ha abbattuto il muro dei 24 secondi avvicinandosi ancor di più alle migliori prestazioni mondiali dei cosiddetti normodotati. Ma Simone ci parlerà anche degli aneddoti divertenti che hanno caratterizzato le sue gare e di come si allena, sempre con la spensieratezza di un giovane che vuole dare ancora tanto al mondo dello sport. Domenica verrà presentato dall’assessore allo Sport Maria Rosa Cuciniello, prima dei saluti istituzionali del Sindaco Luca Del Gpbbo e della distribuzione degli attestati alle associazioni sportive.
L’occasione sarà propizia per annunciare che Simone sarà testimonial dell’associazione no profif Loca4students del professor Roberto Colombo che verrà presentata ufficialmente il prossimo 13 ottobre in Casa Giacobbe. Un’associazione rivolta agli studenti e nata dopo la scomparsa della professoressa Lorenza Cardani, moglie del professor Colombo e insegnante di Simone al liceo scientifico Bramante di Magenta. Non mancheranno i tanti ex alunni della professoressa Cardani, a cominciare da Davide Garavaglia attuale sindaco di Mesero.
Ancora un grande successo per la Magenta Castellania giunta alla sua 41esima edizione. Domenica è andata in scena la grande classica organizzata dal Team Chiodini lungo i 110 chilometri che separano Magenta dalla città di Fausto e Serse Coppi.
MAGENTA – Una corsa all’insegna del divertimento, ma che negli ultimi chilometri della salita finale si trasforma in competizione pura. Ad avere la meglio è stato il fortissimo Stefano Sala, seguito da Ivan Vargiu e Luigi Venegoni. La classifica continua con Daniele Mancuso, Christian Ferretti, Carlo Castiglioni, Matteo Maltagliati, Fanny Lorenzini (prima donna), Alessio Ranzani, Roberto Corbellini. Una gara all’insegna dello sport e del divertimento che non dimentica Davide Nicola, giovane ciclista prematuramente scomparso in un incidente stradale. Ed Erminio Chiodini del Team che alla Castellania non mancava mai.
Così come non verranno dimenticati tutti gli amici del Team che, nel corso degli anni, ci hanno lasciato. Per il Team Chiodini è la gara che si disputerà sempre, nata quasi per caso in una fredda mattina di ottobre e trasformatasi nella classicissima per la società di via Melzi. Appuntamento al prossimo anno con un’altra edizione e tante sorprese.
ABBIATEGRASSO – Un gravissimo fatto di cronaca che, solo per un caso, non è sfociato in tragedia. Forse legato sempre a questioni di droga. E’ accaduto l’altra notte in via Vivaldi ad Abbiategrasso. Due uomini, forse di nazionalità albanese si recano presso un’abitazione dove vivono due persone per tendere un agguato. Sono armati di pistola.
Al pian terreno di quell’abitazione vive un italiano che viene preso a colpi di mazza da baseball in testa. Fugge per evitare il peggio e gli aggressori esplodono tre colpi di pistola che non lo raggiungono. E’ stato medicato al pronto soccorso con 35 punti di sutura. Al piano di sopra vive un altro uomo, di nazionalità albanese. Esce per capire cosa stia accadendo e si trova i due uomini armati davanti. Fugge e i due esplodono altri tre colpi d’arma da fuoco che non lo sfiorano.
Lo raggiungono e ne nasce una colluttazione durante la quale viene picchiato selvaggiamente con una mazza da baseball. L’agguato sarebbe dovuto a dei regolamenti di conti tra bande rivali. Sono in corso indagini serrate per capire chi siano i responsabili di tanta ferocia. Al momento tutto resta nel massimo riserbo, ma gli aggressori potrebbero avere commesso un errore e ben presto potrebbero esserci importanti sviluppi.