Autore: Graziano Masperi

  • Magenta, continuano i lavori per illuminare la città a Led, compresa la piazza e gli edifici pubblici

    Magenta, continuano i lavori per illuminare la città a Led, compresa la piazza e gli edifici pubblici

    Prosegue l’opera di riqualificazione dell’illuminazione cittadina con passaggio alla tradizionale luce a led. Passaggio che garantirà costi minori per il Comune e anche meno inquinamento luminoso. “Stiamo operando per lavorare su alcune zone della città – ha spiegato il Sindaco Luca Del Gobbo – Tengo anzitutto a precisare una cosa. Può capitare che vi siano alcune zone con le luci che rimangono accese h24. Si tratta di un’operazione che serve per verificare se quella centralina tiene il carico che deve tenere. In ogni caso il Comune paga un canone annuale fisso. Che la luce rimanga accesa o spenta il Comune paga sempre la stessa cifra”.

    Il lavoro viene seguito, in particolare, dall’assessore Enzo Tenti e dall’ing. Alberto Lanati. “Siamo riusciti ad inserire anche piazza Liberazione nel piano di lavoro. – aggiunge Tenti – Su piazza Liberazione per stasera, massimo domani, arrivano i punti luce indicati nel contratto. Mentre quelli esistenti verranno cambiati. Siamo in una situazione dove una grossa fetta del paese è stata fatta, chiaro che l’efficienza sarà garantita quando tutto il lavoro sarà ultimato”. “Il relamping non sarà solo sulle strade, ma anche sugli edifici pubblici – continua – con la primavera del 2024 finiremo tutto, compresa la parte di piazza Liberazione che non era compresa nel piano”. Il Sindaco Del Gobbo ha raccomandato ai magentini di usare i social in maniera adeguata. E di segnalare sempre al numero verde un eventuale problema perché, spesso, i social non vengono visti e il disagio rimane inascoltato. “Siamo poco sotto 4000 punti luce cambiati ed efficientati a led. – ha aggiunto l’ingegner Lanati – Noi ci interfacciamo con Edison quotidianamente sulle richieste dei cittadini in merito a situazioni particolari come le luci accese di giorno per dei test o dei problemi. Altro aspetto importante, come è già stato sottolineato, è che le attività non si concentreranno solo sulle vie e piazza, ma anche sugli edifici pubblici. Siamo disponibili a raccogliere qualsiasi segnalazione e, al termine di tutte queste opere, ci sarà la possibilità per Edison di controllare da remoto il funzionamento o mal funzionamento di qualsiasi punto luce”.

    L’ingegner Ferruccio Arioli, della società Edison Next, ribadisce che, a fronte di un canone fisso il comune di Magenta ha un servizio che include anche la fornitura di energia elettrica. Nel progetto è previsto il telecontrollo e la telegestione di tutti i lampioni.

  • Progetto Magenta su viale Piemonte: “Torni a doppio senso, gli oneri ex Novaceta per sistemare il quartiere”

    Progetto Magenta su viale Piemonte: “Torni a doppio senso, gli oneri ex Novaceta per sistemare il quartiere”

    Perché non ripristinare il tratto di viale Piemonte a Magenta con il doppio senso di marcia dalla rotondina fino a Poontenuovo? Abbiamo incontrato Progetto Magenta con Silvia Minardi, Mario Garbini e Giuseppe Garanzini. Progetto Magenta ha presentato tre osservazioni al documento di piano e una riguarda proprio quell’area. “Anziché usare tutti gli oneri dell’ambito territoriale ex Novaceta in tutta la città, concentriamoli su questa zona. I vantaggi sono evidenti perché il traffico verso Pontenuovo, che oggi è spostato completamente sulla statale 11, tornerebbe su viale Piemonte”.

    Secondo Progetto Magenta sarebbe un vantaggio enorme. L’automobilista, arrivando da Magenta lungo viale Piemonte, non dovrebbe svoltare verso via Boffalora alla piccola rotonda, ma potrebbe proseguire dritto. “Fermo restano che la pista ciclabile per noi rimane fondamentale – continua Minardi – E’ però evidente che in questo tratto c’è un problema che risale al 2009. Lo si risolva pensando, magari, alla nostra osservazione”. Questione parcheggi. Sono tantissime le auto in divieto di sosta in via Galilei, via Galvani, via Monte Grappa, quelle limitrofe alla stazione per intenderci.

    “Per quale motivo il numero di parcheggi previsti è stato ridotto da trecento a cento? – continua – Alcuni residenti escono di casa e si ritrovano le auto di fronte. La nostra osservazione vuole aumentare il numero dei parcheggi. Un intero quartiere è soffocato dalle auto che potrebbero trovare posto se si cambiassero le prescrizioni sull’ambito territoriale della ex Novaceta previsto nel documento di piano”.

  • Pronto soccorso di notte a Magenta, tra decine di accessi e rischio aggressioni per il personale

    Pronto soccorso di notte a Magenta, tra decine di accessi e rischio aggressioni per il personale

    Per comprendere meglio la crisi della sanità lombarda basta trascorrere una notte al pronto soccorso. Un vero e proprio campo di battaglia all’ospedale Fornaroli di Magenta.

    Tra il numero elevato di pazienti che arrivano e le aggressioni verbali, quando non diventano qualcosa di peggio. Capitano dei turni di lavoro dove il numero di pazienti, nell’arco di una nottata, arriva a superare le 40 unità. Ma, coloro che hanno veramente necessità di rivolgersi al reparto d’urgenza, sono una minima parte. Gli altri potrebbero essere tutti, tranquillamente, rinviabili al giorno dopo o al medico curante. Ed è così che le attese diventano interminabili e, coloro che non sono urgenti, trascorrono ore e ore ad aspettare. Se poi aggiungiamo la scarsa disponibilità dei medici curanti comprendiamo come qualche tassello manchi.

    L’apparato organizzativo potrebbe anche funzionare, ma il medico di turno è talvolta costretto a prescrivere esami che, spesso, si rivelano uno spreco. Questa si chiama medicina difensiva. Ovvero, indicare esami non proprio indispensabili perché se poi si sbaglia diagnosi o vengono trascurati alcuni aspetti diventa un problema.

    Si parte dal presupposto che il paziente ha sempre ragione. Pochi giorni fa ad un medico del pronto soccorso del Fornaroli è capitato di visitare una signora che aveva un corpo estraneo in gola. Per l’estrazione del suddetto corpo estraneo si apre una procedura che, inevitabilmente, implica dei costi. Allertare l’ambulanza a disposizione con il personale che ha accompagnato la donna all’ospedale di Legnano dove l’endoscopista reperibile ha proceduto all’estrazione del corpo estraneo. Si investono risorse in un meccanismo che, forse, andrebbe rivisto. C’è poi il grande rischio, per i medici in turno soprattutto notturno, di imbattersi in pazienti che creano problemi. Gli insulti sono tanti, ma per fortuna raramente sfociano in aggressioni fisiche.

    Recentemente ad una dottoressa è capitato di dover soccorrere uno straniero dell’Est Europa preso a bottigliate al volto da un gruppo di nordafricani Si era recato in pronto soccorso con le sue gambe, senza richiedere l’ambulanza. Giunto sul lettino ha iniziato ad ingiuriare la dottoressa contraddicendo ogni sua decisione.

    Morale, 45 minuti per suturare l’orecchio martoriato di quell’uomo per ricevere come ringraziamento una caterva di insulti. Un rischio elevato quello del turno di notte, tanto più che a vigilare c’è soltanto la guardia giurata privata. Con l’aggiunta dei Carabinieri che potrebbero non essere proprio dietro l’angolo in caso di necessità.

  • Contro la violenza sulle donne Magenta propone incontri con gli esperti. Collaborano i ragazzi di Enac Canossa

    Contro la violenza sulle donne Magenta propone incontri con gli esperti. Collaborano i ragazzi di Enac Canossa

    Numerose le iniziative a Magenta per la giornata contro la violenza sulle donne.

    Sono state presentate quest’oggi in conferenza stampa presso Casa Giacobbe dall’assessore Mariarosa Cuciniello, da Sara Di Giovanni, dottorando in Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Milano e e Laura Pizzotti, direttrice di Enac Canossa. “Ci siamo concentrati su due filoni. – ha detto l’assessore Cuciniello – Anzitutto rafforzare la rete antiviolenza, perché Magenta è sede del centro anti violenza. Da gennaio a ottobre abbiamo avuto 84 accessi, i tre quarti delle donne che si sono rivolte al centro hanno figli”.

    Le violenze avvengono, soprattutto, in famiglia e si parla nella maggior parte dei casi di violenza psicologica. 106 sono i femminicidi commessi in Italia dall’inizio dell’anno. “Il femminicidio è la fine di un lungo processo, di un rapporto squilibrato dove l’uomo pensa che la donna sia un oggetto da possedere”, ha affermato l’assessore. Gli obiettivi portati avanti dall’Amministrazione sono di rafforzare la rete, ma anche lavorare con le scuole.

    “E’ l’istituzione con la quale possiamo far passare dei messaggi”, dice. Sono tragedie che lasciano senza fiato quelle proposte dalla cronaca. Come il caso di Giulia di questi giorni. “Dietro a un femminicidio, dietro a una donna che denuncia ci sono dietro spesso dei minori – aggiunge – che possono diventare orfani. Per questo l’attenzione delle istituzioni deve sempre essere massima”. Rafforzare la rete, farla dialogare e farla conoscere.

    Questi sono i principi cardine. Veniamo agli eventi. Venerdì 24 novembre alle 21 in Casa Giacobbe si terrà un incontro con Telefono Donna e Asst Ovest Milanese nel quale si parlerà del territorio protagonista nel contrasto alla violenza sulle donne. Ci sarà Massimo dello Russo, direttore del Pronto Soccorso, spesso il primo punto con il quale la donna entra in contatto, Roberto Fogliani, direttore di Ostetricia e Ginecologia, Alessandra Barone operatrice di Telefono donna, Carolina Pellegrini, consigliera di parità di Regione Lombardia, e consigliera della Fondazione asilo Mariuccia. Oltre a rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.

    Lunedì 27 novembre alle 21 nella sala consigliare, si terrà ‘Dalla parte di lei’, storie di discriminazioni e violenze di genere. Sara di Giovanni sarà una delle relatrici insieme all’insegnante Carmen Arecchia, Irene Pellizzone, prof. associata di Diritto Costituzionale e fondatrice dell’Osservatorio violenza sulle donne dell’Università degli Studi di Milano.

    Paolo Gambatesa dottorando in Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Milano e Greta Amore e Adriana Basso studentesse dell’osservatorio. Sara di Giovanni ha detto: “Come osservatorio vogliamo fornire strumenti per guardare al fenomeno violenza anche da altri punti di vista. Parliamo di discriminazioni che hanno un’origine antichissima. Parleremo di come la violenza è definita dai mass media. Ci saranno altri due rappresentanti dell’osservatorio e due studentesse che porteranno la loro testimonianza dall’interno. L’osservatorio si riunisce una volta alla settimana con 40 studenti”. Ci sono poi le iniziative con le scuole. Giovedì 30 novembre dalle 17 alle 19 si terrà un incontro per le insegnanti. Con Telefono Donna verranno organizzato work shop sul lavoro di genere. Infine si è dato spazio alla creatività.

    Con il Cfpe Canossa è stato avviato un progetto che si chiama ‘in piazza con rispetto’ curato dai ragazzi delle classi grafiche dell’istituto. La professoressa Pizzotti, è la direttrice dell’Enac: “E’ una tematica che va affrontata da diversi punti di vista. La prima cosa da insegnare ai ragazzi è il rispetto. La piazza, dall’antichità, è il luogo di ritrovo per eccellenza dove le persone si fermano a parlare”. Verranno posizionati alcuni adesivi calpestabili che riportano frasi e immagini pensate dai ragazzi. Possiamo vederle nel video in anteprima.

  • Ottimi risultati alla scuola media di Boffalora Ticino con la didattica all’americana

    Ottimi risultati alla scuola media di Boffalora Ticino con la didattica all’americana

    Partita con l’inizio di quest’anno scolastico la didattica all’americana avviata nella scuola secondaria di primo grado di Boffalora sopra Ticino sta riscuotendo i favori del corpo docente, dei genitori e, soprattutto, dei ragazzi. Tanto che la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo De Amicis, professoressa Alessandra Moscatiello, conta di estenderla anche a Marcallo con Casone e Mesero. E, dal prossimo anno, anche a Inveruno.

    E’ la prima sperimentazione nel territorio, ma a Boffalora, in soli due mesi, si sono visti ottimi risultati. “Parliamo della cosiddetta Dada – spiega la dirigente – Ovvero la didattica in ambienti per l’apprendimento. Sono i nostri docenti a creare gli ambienti per l’apprendimento e i ragazzi si muovono in completa autonomia da un’aula all’altra, a seconda della lezione che devono seguire. Lo spostamento non diventa una pausa inattiva, ma viene vissuto come momento di crescita”. Sono 170 alunni suddivisi in otto classi. Una scelta finanziata con i fondi del Pnrr che ha permesso di creare aule e laboratori.

    “Sta andando così bene che abbiamo già richieste da altri paesi – continua la dirigente – Molti genitori ci stanno chiedendo di poter trasferire i loro figli nella scuola di Boffalora per poter seguire le lezioni attraverso questo metodo di apprendimento”. La dirigente professoressa Moscatiello pensa già al futuro. All’inserimento di novità importanti, soprattutto nel campo musicale. “Il nuovo polo scolastico che sorgerà a Boffalora sarà una grande occasione che vediamo con favore – conclude – e che ci consentirà di realizzare molti dei nostri obiettivi”.

  • Variante di Pontenuovo, l’osservazione presentata da un cittadino: “Farebbe il bene di Boffalora e della frazione di Magenta”

    Variante di Pontenuovo, l’osservazione presentata da un cittadino: “Farebbe il bene di Boffalora e della frazione di Magenta”

    Una proposta che farebbe il bene della frazione magentina di Pontenuovo ed eviterebbe l’ingresso di un numero enorme di veicoli a Boffalora sopra Ticino. E’ quella presentata, come osservazione al documento di piano del comune di Magenta, da Giuseppe Garanzini, un tecnico che ha lavorato per anni alla ex Saffa e conosce benissimo la zona di confine, oggi area dismessa.

    “La variante così come è stata concepita, sposta semplicemente il traffico su Boffalora e non risolve il problema – spiega Garanzini – io chiedo di inserire una strada complementare in modo da deviare il traffico che andrebbe su via Magenta. Strada che correrebbe al confine tra i due comuni. Opera che verrebbe finanziata dalla Regione e, nel primo tratto con un dislivello di due metri, andrebbe in trincea”. I vantaggi per Boffalora non sarebbero soltanto per il minor traffico.

    Sarebbe possibile creare un collegamento con il centro sportivo Boffalorello (oggi inaccessibile per i pullman) e una ciclabile che colleghi Pontenuovo di Boffalora al cimitero. “Vantaggi enormi anche per Pontenuovo di Magenta che diventerebbe, finalmente una frazione vivibile. – conclude – Liberando il traffico da via De Medici, declassando la strada regionale 11 e realizzando parcheggi per i pullman in modo da rivitalizzare anche l’area dedicata a Santa Gianna”.

  • Esame del fondo oculare al Cup di Magenta, appuntamento a tre anni, la denuncia: “Sanità pubblica al collasso”

    Esame del fondo oculare al Cup di Magenta, appuntamento a tre anni, la denuncia: “Sanità pubblica al collasso”

    Che gli appuntamenti per le visite con la sanità pubblica rischino di andare per le lunghe è cosa risaputa. Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tanto da migliorare. Il caso di questi giorni capitato a una signora di Magenta è emblematico. L’altro giorno si è recata al Cup dell’ospedale Fornaroli di via al Donatore di Sangue. Si è messa in fila per prenotare l’esame per il fondo oculare, detto anche fundus oculi. L’impiegata allo sportello inserisce tutti i dati e, dopo qualche minuto, esce con il responso che lascia la magentina senza parole.

    «L’esame è fissato per il giorno venerdì 27 novembre 2026 alle ore 9.15 presso il reparto di Oculistica», ha spiegato l’impiegata aggiungendo che si sarebbe dovuta recare a Legnano per poterlo eseguire. «Non volevo crederci, eppure era veramente così – ha commentato la donna – più di tre anni per un esame mi sembrano davvero fuori luogo. Dove finirà la sanità pubblica in questo modo?». Secondo le linee guida dettate da Regione Lombardia e consultabili sul sito si tratta di una prestazione D – P, ovvero differibile e programmabile. Nel primo caso da erogare entro 30 giorni per le visite ed entro 60 giorni per le prestazioni strumentali.

    Nel secondo da erogare entro 120 giorni dal momento in cui l’utente richiede la prestazione. Quindi siamo decisamente fuori i tempi consentiti, anche se non si tratta di una prestazione urgente. Va bene le liste di attesa lunghe, ma a volte si esagera veramente. E, inevitabilmente, si perde fiducia nel servizio sanitario nazionale. In questo caso sono stati oltrepassati i limiti.

    Quello del fondo oculare è un esame importante al quale tutti dovremmo sottoporci, naturalmente con una cadenza diversa a seconda dell’età e della presenza di patologie oculari. L’esame permette di visualizzare la struttura interna del bulbo, ovvero il corpo vitreo, la testa del nervo ottico, la retina centrale e la retina periferica. Permette di osservare lo stato del corpo vitreo e le sue eventuali degenerazioni, visualizzando l’albero vascolare arterioso e venoso retinico. Permette anche di individuare eventuali patologie e intervenire preventivamente.

  • Autisti Movibus in subbuglio: “Orari impossibili da rispettare e pause recupero brevi”

    Autisti Movibus in subbuglio: “Orari impossibili da rispettare e pause recupero brevi”

    Gli autisti della Movibus lamentano condizioni di lavoro precarie e da migliorare nel breve termine. In particolare le critiche sono rivolte alle modifiche dei turni con il mancato rispetto degli accordi interni e delle soste tecniche previste dalla normativa.

    “La modifica dei tempi di percorrenza delle tratte avviene al ribasso – spiega Franco Randazzo della Rsa Ugl – Cosa che comporta una inevitabile violazione del codice della strada per chi vuole rispettare gli orari. E stress enorme per coloro che non se la sentono di violare il codice”.

    Tutto questo si traduce in una questione si di sicurezza, sia per i passeggeri che per gli stessi autisti. Recentemente, per fare un esempio, un passeggero si è lamentato con un autista Movibus perché, a suo dire, ‘correva troppo’. E’ accaduto ad un lavoratore del deposito di Magenta mentre transitava da Sedriano.

    Lamentela che è sfociata in un’aggressione nei confronti dello stesso autista. Naturalmente si trattava di un soggetto alterato che poi si è dileguato. Ma come lavora un autista? Il turno di lavoro del delegato Rsu è cominciato l’altra mattina alle 4.57 con la partenza da Busto Garolfo. Un orario in cui le condizioni di traffico sono scarse. Parte alla volta di San Vittore e, quindi, di Legnano. Città che avrebbe dovuto raggiungere alle 6.35, ma ci arriva con sette minuti di ritardo rispettando il codice della strada. E prosegue tra Busto Arsizio e il Legnanese sempre con una grande difficoltà nel rispettare gli orari previsti.

    Mentre per quanto riguarda le pause necessarie per il recupero? “Siamo a conoscenza di situazioni di quattro ore di lavoro continuate senza possibilità nemmeno di espletare i propri bisogni fisiologici”, commenta. E continua: “Nel corso dell’anno ho inviato ben quattro lettere senza ottenere risposta dall’azienda”, spiega. A questo punto i lavoratori esigono risultati immediati.

  • Finti invalidi ricercati per truffa individuati dalla Polizia locale di Robecco grazie ai varchi

    Finti invalidi ricercati per truffa individuati dalla Polizia locale di Robecco grazie ai varchi

    Ancora ottimi risultati in termini di sicurezza dal sistema di letture targhe “selea” di Robecco sul Naviglio. Nella serata del 15novembre la pattuglia in servizio di controllo terrirorio si è messa alla ricerca di un veicolo romeno segnalato dal varco ed oggetto di ricerca per reati di truffa ed estorsione a Villafranca di Verona.

    La sinergia tra la pattuglia di Robecco e quella di Boffalora ha permesso di individuare i soggetti ricercati alla ricerca di potenziali vittime con falsi tesserini d’invalidità per mancanza di udito. I due soggetti entrambi romeni senza fissa dimora sono stati deferiti all’autorità giudiziaria ed i documenti falsi sequestrati.

    I due soggetti, spacciandosi per non udenti, avvicinavano soggetti vulnerabili (donne sole, adolescenti, anziani etc…) e mostravano loro dei finti tesserini d’invalidità per poi obbligarli a farsi consegnare cifre dai 20 ai 100 euro.

  • Ancora un incidente nel tratto senza spartitraffico della Boffalora Malpensa, tra Magenta e Mesero

    Ancora un incidente nel tratto senza spartitraffico della Boffalora Malpensa, tra Magenta e Mesero

    Ennesimo incidente stradale nel tratto senza spartitraffico della Boffalora Malpensa. Quello tra Magenta e Mesero dove anche oggi due auto sono rimaste coinvolte in un sinistro.

    E’ successo poco dopo le 16 quando sono giunti sul posto gli equipaggi di due ambulanze, la Croce Bianca di Magenta e la Ata di Zelo, oltre alla Polizia Stradale per i rilievi. Tre le persone coinvolte, due uomini e una donna. I feriti stanno per essere evacuati in codice giallo.