Autore: Graziano Masperi

  • Magenta, San Martino d’Oro, una riflessione con Francesco Bigogno e un pronostico sui nomi

    Magenta, San Martino d’Oro, una riflessione con Francesco Bigogno e un pronostico sui nomi

    Ci avviciniamo al giorno di San Martino, a Magenta l’attesa cresce per l’assegnazione del San Martino d’Oro. Facciamo alcune riflessioni su questo riconoscimento che rappresenta pur sempre un momento di grande interesse per la città. Secondo Francesco Bigogno le modalità di assegnazione andrebbero riviste.

    “Non sarebbe male creare un apposito comitato, – commenta – in luogo di sole tre persone sia pur autorevoli come il Parroco, il Sindaco e il Presidente della Pro loco. Esiste un regolamento che, a mio avviso andrebbe cambiato. Questo per far diventare l’assegnazione del riconoscimento una festa per tutti”. Un comitato allargato a più persone che possano esprimere la propria opinione, o magari dare la possibilità anche ai cittadini di esprimersi. “E’ un bellissimo momento per Magenta che andrebbe rilanciato coinvolgendo i cittadini – continua – creando una sorta di festa di popolo. Dal cittadino che vive nelle frazioni, ai quartieri nord e sud, in modo che tutti si sentano protagonisti”. Non sappiamo certo se questo potrà mai accadere. Secondo Bigogno però c’è una questione da non sottovalutare: “Non è il premio città di Magenta e si usano fondi pubblici. . commenta – Va bene solo se la cittadinanza viene coinvolta”. Ci piace anche fare pronostici perché ognuno avrà senz’altro un nome che vorrebbe vedere sabato sera salire sull’altare. Bigogno si era espresso, come personaggio al quale assegnare il prestigioso riconoscimento, con don Fausto Giacobbe.

    “Ha contribuito al restauro completo della basilica, -dice – 120 anni di basilica e don Fausto, mi sembra un connubio perfetto”. Molti lo assegnerebbero a Maristella Bigogno, sorella di Francesco che quest’anno ha festeggiato i 25 anni di missione in Togo concedendosi un periodo di riposo a Magenta. “Maristtella meriterebbe un san Martino d’Oro al mese, per me è fuori categoria – conclude – Non entro certo nelle dinamiche di chi decide e quali sono i fattori che influiscono facendo pendere l’ago della bilancia su una persona piuttosto che un’altra. Sia don Fausto che Maristella sono persone di altra categoria. Dobbiamo esser orgogliosi di loro”.

  • Pro Fighting Magenta, sport e solidarietà: il 26 novembre uno stage a favore di Aicit

    Pro Fighting Magenta, sport e solidarietà: il 26 novembre uno stage a favore di Aicit

    Un grande gesto di solidarietà da parte della Pro Fighting di Magenta. Il ricavato dello stage che l’Asd organizzerà il prossimo 26 novembre verrà devoluto ad Aicit Magenta. Giovedì sera gli insegnanti Stefano Pirovano, Andrea Garagiola e Davide Giacometti hanno incontrato i consiglieri del direttivo Giuseppe Garanzini e Divo Deon per definire la mattinata.

    La mattina del 26 novembre si svolgerà uno stage di ottimo livello presso la palestra delle scuole elementari di via Caracciolo con la presenza di Marco Antognaccetti e si tratterà del pugilato nella kickboxing. Il tutto si svolgerà dalle 10 alle 12.30. Co sarà la presenza anche della pugile professionista Jessica Bellusci.

    “Abbiamo pensato di devolvere il ricavato ad un’associazione locale che si occupa di prevenzione contro i tumori – ha spiegato Pirovano – e la scelta è ricaduta su Aicit. Una realtà importante per il nostro territorio. L’obiettivo della mattinata è far conoscere il pugilato e la kickboxing come discipline importanti che aiutano nella formazione dei giovani e non sono da associare alla violenza”.

  • Studenti del liceo Bramante a Magenta in sciopero: “La nostra scuola crolla e nessuno fa niente”

    Studenti del liceo Bramante a Magenta in sciopero: “La nostra scuola crolla e nessuno fa niente”

    Prima l’Ipsia e, questa mattina, anche i ragazzi del liceo scientifico Bramante di Magenta sono rimasti fuori dalle aule. Una scuola, il Bramante, che conta circa mille studenti provenienti da tutto il territorio.

    «Sono anni che la nostra scuola è vessata da crolli di controsoffitti, – dicono – buchi nelle pareti, bagni inagibili, corridoi tappezzati di secchi per raccogliere la pioggia, finestre rotte e altri malfunzionamenti». A tutto questo si aggiungono i termosifoni che, ove funzionanti, hanno iniziati a emettere un rumore forte e costante che impedisce ai docenti di insegnare e agli studenti di apprendere.

    Lo scrivono gli studenti in un comunicato. Questa mattina la protesta si è svolta pacificamente con qualche fumogeno e alcuni studenti dell’Ipsia che si sono aggiunti. La promessa è di continuare sulla via della protesta se Città Metropolitana non interverrà immediatamente.

    La costruzione dell’edificio di via Trento risale alla metà degli anni 80 ed è, ovviamente, fatiscente. Il preside professor Felice Cimmino ha voluto smentire qualsiasi accusa di indifferenza da parte del corpo docente o delle autorità competenti. «Coloro che mi hanno conosciuto nei miei quattro anni di permanenza al liceo Bramante sanno bene che sono sempre rimasto al fianco degli studenti – ha commentato – Questo non significa condividere qualsiasi azione. C’è il massimo rispetto per la manifestazione di oggi, comprendo le motivazioni perché il disagio che si sta vivendo per la rumorosità e le basse temperature le conosco bene e le vivo anche io con voi». Il preside afferma di non volere scaricare le responsabilità su altri. «Città Metropolitana ha tantissime situazioni da gestire – aggiunge – Se non intervengono è per la difficoltà ad intervenire e non per la mancanza di volontà». Le strutture sono fatiscenti e questo è un dato di fatto. L’impianto di riscaldamento è vecchio. Per quanto riguarda le infiltrazioni si interviene con rattoppi.

    «Il problema sta a monte – ha commentato Rocco Fazio, rappresentante d’istituto del Bramante – Il fatto che Città Metropolitana debba gestire così tante scuole è un fatto accettabile? L’unico modo per farsi ascoltare è mettere le spine nel fianco. La protesta deve essere estesa, anche l’Ipsia protesta e speriamo protestino quante più scuole per far conoscere la situazione. Vogliamo far crollare un sistema che, evidentemente, non funziona».

    I comuni non hanno competenza diretta nella materia degli edifici scolastici superiori. Ma il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo sta seguendo attentamente la situazione dei problemi che sono ormai noti da tempo: «Avere abolito le Province è stato un grave errore. – ha detto il Sindaco – Ci ritroviamo oggi senza nessuno che si occupi delle scuole superiori. Purtroppo si è avverato quello che avevo anticipato nei miei ultimi interventi in Consiglio Regionale in sede di approvazione del bilancio. Abolendo le province ci hanno parlato di un risparmio che, a conti fatti, non è esistito».

  • Aperto il cantiere in via Brocca a Magenta: traffico impazzito come da previsione

    Aperto il cantiere in via Brocca a Magenta: traffico impazzito come da previsione

    Come preventivato l’apertura del cantiere in via Brocca per i lavori lungo la conduttura del gas, stanno causando disagi enormi. Questa sera le code arrivavano fino alla rotonda di Marcallo con Casone. La pioggia ha incrementato i problemi con il traffico nel caos al sottopasso. Tutto era stato preannunciato, così come la necessità di svolgere tali lavori.

    Ricordiamo che i veicoli che arrivano da via Cavallari (ovvero dall’ospedale) potranno proseguire lungo via Brocca. Dall’altra parte le auto che arrivano da via Novara, giunti alla rotonda, non potranno più svoltare a sinistra verso via Brocca, ma dovranno per forza proseguire verso via Roma. Arrivati all’angolo con via Cattaneo potranno svoltare e rientrare in via Brocca. Naturalmente permane la possibilità di proseguire fino alla basilica. Per i mezzi di soccorso e per gli autobus è stato istituito il senso unico alternato.

  • Protesta studenti Ipsia a Magenta, parla la preside professoressa Maria Grazia Pisoni

    Protesta studenti Ipsia a Magenta, parla la preside professoressa Maria Grazia Pisoni

    Due giorni di protesta per gli studenti dell’Ipsia di via Novara a Magenta. Una protesta pacifica che si è dispersa completamente verso le 9.30 quando gli studenti hanno lasciato il piazzale. Qualcuno, ad onor del vero, a scuola è entrato. Questa mattina abbiamo ascoltato la voce dei ragazzi in diretta Facebook che esternavano una serie di problematiche che vanno dai riscaldamenti che non sempre vanno, alla mancanza di laboratori, ai bagni fatiscenti, al sentirsi studenti di serie B rispetto alla sede dello storico istituto Einaudi di via Mazenta. Nel complesso sono quasi 1.200 gli studenti delle Einaudi, 380 soltanto quelli che frequentano l’Ipsia.

    Su tali problematiche è intervenuta la preside, professoressa Maria Grazia Pisoni che possiamo ascoltare a video. La professoressa spiga che, questa mattina, i caloriferi funzionavano regolarmente. Salvo rare eccezioni sulle quali erano intervenuti i tecnici competenti. Sui laboratori, grazie ai fondi del Pnrr, è stato avviato l’acquisto si un ulteriore spazio per il servizio culturale dello spettacolo. Mentre si fatica a far intervenire Città metropolitana sui bagni. “Le richieste a Città Metropolitana cono continue”, afferma la preside. Ci mostra i laboratori. Uno è stato risistemato con 27 postazioni.

    Tutte le scuole hanno avuto dei fondi dal Pnrr e, forse per questo, le ditte non consegnano il materiale con rapidità, ma potrebbero esserci dei ritardi. “Io sollecito costantemente la consegna del materiale – conclude la preside – ma spesso dobbiamo attendere”. Gli studenti sono tanti. Si studia Manutenzione e assistenza tecnica, servizi culturali dello spettacolo, e poi ci sono gli ex geometri spostati in via Novara dalle Einaudi di via Mazenta. Venerdì torneranno a manifestare, sempre fuori dai cancelli dell’ex Macello.

  • Aggressione ad un autista della Movibus a Sedriano: passeggero gli sferra un pugno in pieno volto

    Aggressione ad un autista della Movibus a Sedriano: passeggero gli sferra un pugno in pieno volto

    Lo ha colpito con un pugno in pieno volto senza alcuna motivazione. L’aggressione è avvenuta martedì sera e la vittima è un autista del pullman della Movibus.

    L’episodio si è verificato all’altezza di Sedriano quando un passeggero, visibilmente alterato, si è diretto verso l’autista. Quest’ultimo, non capendo cosa volesse, ha chiesto spiegazioni. Ricevendo, per tutta risposta, un pugno in faccia. L’aggressore è quindi sceso dall’autobus per dileguarsi per le vie di Sedriano.

  • Robecco sul Naviglio, le immagini in esclusiva di Alessia Ventura a Villa Gromo di Terrnengo

    Robecco sul Naviglio, le immagini in esclusiva di Alessia Ventura a Villa Gromo di Terrnengo

    Ecco le immagini in esclusiva di Alessia Ventura in Villa Gromo a Robecco sul Naviglio. Ora è ufficiale, la puntata di “Drive Up”, durante la quale andrà in onda il servizio dedicato al nostro territorio e soprattutto a Villa Gromo di Ternengo, andrà in onda sabato 11 novembre, dalle 13,45 alle 14,25 su Italia 1.

    Un ringraziamento a Cristiana Lazzari Wild la proprietaria e “Antonio l’Angelo delle Spose”. L’auto oggetto del servizio è completamente elettrica e non ancora sul mercato. Hanno girato in Villa Gromo dalle 9 alle 13.30.

  • Ipsia e liceo scientifico Bramante di Magenta, troppi problemi: due giorni di proteste per gli studenti

    Ipsia e liceo scientifico Bramante di Magenta, troppi problemi: due giorni di proteste per gli studenti

    Due giorni di protesta nelle scuole superiori di Magenta. Domani e venerdì all’Ipsia di via Novara (ex macello) e venerdì 10 novembre al liceo scientifico Bramante di via Trento. Nel primo caso gli studenti vogliono portare all’attenzione alcune problematiche. Le questioni sono quelle relative ai termosifoni, bagni, acqua nelle aule, sporcizia, tetti pericolanti, buchi nei muri. Laboratori e mancanza di materiale, muffa e crepe.

    Troppi problemi anche al liceo scientifico Donato Bramante di Magenta. Problemi strutturali dell’edificio di via Trieste che rendono sempre più difficoltose le attività quotidiane per studenti e insegnanti. Una situazione che non si vuole più tollerare, tanto che per venerdì 10 novembre, i ragazzi hanno indetto una mattinata di sciopero. L’obiettivo è quello di sensibilizzare Città Metropolitana sulla necessità impellente di sistemare al più presto la scuola. «Edificio che presenta tanti punti problematici che non vengono sistemati, nonostante le sollecitazioni – spiegano – tra questi ci sono i soffitti dei bagni crollati per le continue infiltrazioni d’acqua e il riscaldamento che va a singhiozzo e fa un rumore assordante e preoccupante».

    Stanno circolando video e audio tra gli studenti, anche sui social, che spiegano bene quello che stanno vivendo. Video dove si mostra un bagno a pezzi con parti di soffitto crollati a terra, rumori fuori controllo.

  • Nuovo polo scolastico a Boffalora Ticino, Ranzini attacca: “Senza bambini sarà inutile”

    Nuovo polo scolastico a Boffalora Ticino, Ranzini attacca: “Senza bambini sarà inutile”

    Il termine di consegna del progetto definitivo del nuovo polo scolastico a Boffalora sopra Ticino è imminente. Scadrà il prossimo 22 novembre, dopo la proroga concessa. Ma sul nuovo polo scolastico si infiamma la discussione politica.

    Se il Sindaco Sabina Doniselli lo vede come un grande conquista per il paese, dall’altra il gruppo Insieme sostiene la tesi dello spreco.

    In tutto questo si inserisce anche il terzo candidato alle amministrative del prossimo anno, Andrea Ranzini, che commenta: “Il nuovo plesso? Se proprio si doveva farlo andava fatto vicino al Naviglio Grande. Basta guardare la storia di Boffalora per capirlo”.

    Ranzini ripercorre gli eventi che hanno portato alla realizzazione delle scuole di Boffalora sopra Ticino. Le scuole elementari sono sorte a lato del palazzo comunale, vicino al Naviglio. Alla metà degli anni ‘70 vennero ampliate. “Un ampliamento doveroso – ricorda Ranzini – dettato dal fatto che a Boffalora c’erano tantissimi bambini”. Nella parte alta del paese vennero realizzate, in via Roma, le scuole medie.

    “All’epoca – aggiunge Ranzini – il vecchio campo da calcio che si trovava in via Roma era l’unico terreno di proprietà comunale e si decise di adibirlo a scuola media con inaugurazione fatta nella metà degli anni ‘60. Una scuola che è stata incrementata con tre classi e tre laboratori nei primi anni ‘80 in conseguenza della forte natalità”.

    Secondo Ranzini la decisione di realizzare il nuovo polo scolastico sul terreno delle attuali scuole medie non è la più felice: “Vennero realizzate in quel punto perché fu una scelta di ripiego. L’amministrazione, optando per questa scelta, non ha considerato un fatto importante. Ovvero il drastico calo delle nascite. Serve veramente a Boffalora un nuovo polo scolastico?”.

    Una domanda alla quale Ranzini risponde in questo modo: “A Boffalora servono case e famiglie. Altrimenti i bambini saranno sempre di meno. Potrebbe andare bene un nuovo plesso, ma non in quel punto. Piuttosto lo avrei fatto nella parte bassa dove ci sono i parcheggi.

    La Sindaca potrà dire che un nuovo plesso attirerà bambini da fuori paese. Ma non sarà cosi. Lo sappiamo benissimo che i bambini non si spostano dal loro comune. Un tempo era diverso, avevamo il boom delle nascite. Oggi viviamo in una realtà completamente diversa”.

  • Incidente alla rotonda di Corbetta: ragazzo in monopattino investito da un’auto è grave in ospedale

    Incidente alla rotonda di Corbetta: ragazzo in monopattino investito da un’auto è grave in ospedale

    Un ragazzo di 23 anni che viaggiava sul monopattino è stato investito da un’auto e, attualmente, si torva in gravi condizioni all’ospedale di Legnano. E’ accaduto poco dopo le 19 di martedì a Corbetta all’altezza della rotonda della Lidl.

    La dinamica è in fase di chiarimento da parte della Polizia locale corbettese che ha provveduto a chiudere la statale in direzione Magenta. Sul posto sono giunti i soccorritori della Croce Bianca di Sedriano e l’automedica. Il giovane è stato stabilizzato e trasferito a Legnano con il codice rosso.