Autore: Graziano Masperi

  • Magenta: ci lascia Dario Bevilacqua, il ‘Bevi’, il ricordo degli amici del Comitato di Pontenuovo

    Magenta: ci lascia Dario Bevilacqua, il ‘Bevi’, il ricordo degli amici del Comitato di Pontenuovo

    Se ne è andato Dario Bevilacqua, per gli amici era ‘Il Bevi’. E’ stato tra i fondatori del Comitato di Quartiere di Pontenuovo, frazione di Magenta. Di lui pubblichiamo il ricordo degli amici del Comitato:

    “Il Bevi” – così come più fraternamente chiamiamo Dario – lo vediamo ancora camminare lungo la via degli Olmi, col suo caratteristico e inconfondibile passo, raccolto sulle spalle e con la inseparabile cartelletta sotto il braccio. Lui, “il Bevi”, arrivava così agli incontri del Comitato: pronto, preparato e desideroso di dare il proprio contributo.
    Lui, forte della sua esperienza trascorsa come Assessore al Comune di Buccinasco e poi in SAFFA, nel settore “accenditori”, è stato tra i fondatori del Comitato di Quartiere di Pontenuovo, ancora prima che venisse “riconosciuto” come tale dall’Amministrazione di allora.

    Tanti incontri, molti confronti, innumerevoli tavoli di dialogo con sindaci e amministrazioni comunali… Argomenti che ancora oggi sono oggetto di dialogo e collaborazione ed altri che – grazie all’impegno di quanti hanno fatto parte del Comitato e che oggi ricordiamo con Dario – oggi vediamo realizzati passeggiando per Pontenuovo (es. la passerella ciclopedonale) ricordandoci come, insieme, è possibile migliorare la vita della comunità.

    Il Bevi era anche “il Presidente”: quando si pensa al Comitato è impossibile non ricordarlo così, presidente per più di un decennio tra gli anni ’80 e ’90 e poi “presidente onorario”, fino ad oggi. Grazie Bevi per la cura che hai sempre avuto per la nostra Pontenuovo e per l’infaticabile impegno che, finché hai potuto, non hai mai fatto mancare. Ci insegni che non è tempo perso quello messo a disposizione degli altri, anche in quegli ambiti in cui a volte ci sembra non arrivare presto all’obbiettivo: dedizione, tenacia e pazienza…questo il tuo insegnamento che oggi ci risona come invito.

    Sono gli insegnamenti che ci hai lasciato insieme a Renzo, Fulvio, Enrico, Luisa, Giancarlo, Ezio…tutti amici che hanno dato il proprio contributo al Comitato. Ricordando Dario vogliamo anche raccogliere in un abbraccio i suoi familiari, Francesca e Davide con le loro famiglie, perché in questo momento di passaggio resti vivo il senso di riconoscenza e di amicizia che non mancherà mai.

    A-Dio carissimo Bevi!

    Gli amici del
    Comitato di Quartiere di Pontenuovo

  • Mesero: bomba carta esplode fuori da un locale di piazza Europa, indagini dei Carabinieri in corso

    Mesero: bomba carta esplode fuori da un locale di piazza Europa, indagini dei Carabinieri in corso

    Una bomba carta è esplosa nel cuore della notte a Mesero. Era la una e trenta circa quando si è sentito un forte boato in piazza Europa. Ignoti hanno piazzato l’ordigno vicino alla vetrina della pizzeria Coffe & More. La vetrina è rimasta fortemente danneggiata. Sul posto sono giunti i Carabinieri di Magenta e del Norm di Abbiategrasso per l’avvio delle indagini.

    Sembra che non sia stato rubato nulla all’interno del locale, anche se gli accertamenti sono tuttora in corso. I Carabinieri sembrano escludere l’ipotesi di un atto intimidatorio. Non si esclude che una banda di balordi abbia fatto esplodere la bomba carta senza un obiettivo ben preciso. Tutto, naturalmente, è ancora in fase di ricostruzione.

  • Magenta: assemblea dei soci Aicit, illustrate le attività svolte e quelle future

    Magenta: assemblea dei soci Aicit, illustrate le attività svolte e quelle future

    Si è svolta nel pomeriggio di oggi l’Assemblea dei Soci di Aicit che si sono ritrovati presso la rimessa di via Trieste per l’approvazione del bilancio consuntivo 2023. Durante la relazione il presidente di Aicit Daniele Bolzonella ha illustrato le attività svolte nel 2023, quelle di questa prima parte del 2024 e gli eventi futuri.

    Dopo l’inaugurazione dell’ambulatorio di Salute Donna alla quale abbiamo partecipato venerdì in via Boccaccio, il prossimo appuntamento è in agenda il prossimo venerdì 12 aprile ad Arluno per una serata informativa (ne daremo notizia con un’apposita locandina). Il 28 aprile vendita torte sul sagrato della chiesa parrocchiale di Boffalora sopra Ticino, il 18 e 19 maggio vendita delle begonie. Seguiranno altri eventi di cui daremo puntualmente notizia.

  • Magenta, troppi negozi che chiudono in centro. Parla la Confcommercio

    Magenta, troppi negozi che chiudono in centro. Parla la Confcommercio

    Via Roma a Magenta, i negozi chiudono alla velocità della luce. Spariscono nel giro di un attimo. Non bisogna essere vecchi per tornare con la memoria a qualche anno fa, quando le vie centrali della città brulicavano di gente e si faticava a passare, soprattutto il sabato sera. Quando nei negozi la gente entrava con piacere. Sembrava un altro mondo, eppure era soltanto l’altro ieri. Un negozio che vendeva i vestiti per bambini ha abbassato la saracinesca, un altro che comprava e vendeva oro pure, un’attività storica è in procinto di smettere. Erano in posizione centralissima e questo solo negli ultimi giorni.

    “Ormai Milano è diventata la capitale del commercio – afferma Emiliano Masperi, vice presidente della Confcommercio – Basti pensare al Merlata Bloom con i suoi tantissimi negozi. E poi a mezzora di macchina c’è l’outlet di Vicolungo. Magenta non è più inserita tra le mete ambite per gli acquisti”. E poi ci sono i problemi di casa. I supermercati non si contano più. “Devono sistemare la viabilità tra Magenta e Corbetta – aggiunge Masperi – Se non fanno qualcosa in certi orari è anche difficile entrare a Magenta”. Anche la Confcommercio ne è convinta. Il mondo è cambiato per ogni settore lavorativo, compreso il commercio. Bisogna fare e-commerce. “I negozianti si devono adeguare ai cambiamenti – aggiunge – Se non ti adegui resti indietro. Bisogna darsi da fare, rendere attraenti le proprie vetrine, fare in modo che il proprio negozio risulti appetibile agli occhi della gente. Non è facile, ma bisogna riuscirci”. Secondo il vice presidente della Confcommercio i risultati di oggi sono sicuramente il frutto di scelte politiche sbagliate adottate negli anni precedenti.

    “Adesso ne paghiamo le conseguenze a caro prezzo – continua – Noi lo diciamo da tempo e non possiamo fare altro, di certo non possiamo spingere la gente per entrare nei negozi. Cerchiamo di fare proposte, iniziative a sostegno dei piccoli negozianti. A coloro che investono diamo la possibilità di avere il 50 per cento a fondo perso. Ma spesso mancano i soldi per investire e siamo punto a capo”. I bandi per incentivare il negozio di vicinato ci sono, ma a volte gli stessi negozianti non lo sanno. “Abbiamo gli sportelli per le nuove attività – conclude – e le promozioni per le attività storiche. Quello che possiamo dire è che non ci si deve improvvisare. Guardiamo quanti bar, panetterie e altri piccoli esercizi aprono e chiudono in poco tempo. Si pensa che basta alzare la saracinesca e la gente entra. Non è più così, il mondo è cambiato”.

  • I ringraziamenti di un magentino all’ospedale Fornaroli di Magenta: “Personale di Medicina,  siete stati meravigliosi”

    I ringraziamenti di un magentino all’ospedale Fornaroli di Magenta: “Personale di Medicina, siete stati meravigliosi”

    Un magentino che vuole ringraziare pubblicamente l’ospedale Fornaorli di Magenta. E’ Carlo Viola appena dimesso dal reparto di Medicina I del nosocomio di via Al Donatore di Sangue.

    “Quando sono stato ricoverato ero in pessime condizioni – ha detto – e sono uscito in piedi, sulle mie gambe. Non posso che dire grazie a tutto il personale di quel reparto, medico infermieristico, agli Oss e a tutti coloro che ci lavorano. Siete stati meravigliosi, grazie a tutti voi”.

  • Magenta, macchinari all’avanguardia all’ospedale Fornaroli: ecco la Tac cardiaca

    Magenta, macchinari all’avanguardia all’ospedale Fornaroli: ecco la Tac cardiaca

    Nuovi macchinari all’avanguardia all’ospedale Fornaroli di Magenta. Oltre alla nuova area senologica, (presentata alla presenza del direttore generale di Asst Ovest Milanese Francesco Laurelli e degli studenti del liceo Artistico Einaudi che hanno abbellito con le loro opere la sala d’aspetto), che dispone oggi di due mammografi e un ecografo c’è anche la nuova Tac per l’esame delle coronarie nella Radiologia.

    La sua assenza imponeva ai pazienti lunghe trasferte negli altri nosocomi e rappresentava un punto debole per il reparto che si è andato a colmare. Un enorme vantaggio perché il macchinario è sincronizzato al ciclo cardiaco e, mentre viene eseguita la tac, il medico può avere una visione ampia delle coronarie, delle cavità cardiache e delle pareti dei vasi. Cose che non erano possibili attraverso gli esami precedenti. Presto verrà eseguita anche la tac cerebrale con ulteriori vantaggi. Macchinari che necessitano di una preparazione adeguata del personale della Radiologia in continua evoluzione.

  • Magenta, la preoccupazione dei residenti di via Cadorna: “Vogliamo sapere se quell’area dove sorgerà una scuola è stata bonificata”

    Magenta, la preoccupazione dei residenti di via Cadorna: “Vogliamo sapere se quell’area dove sorgerà una scuola è stata bonificata”

    I residenti di via Cadorna a Magenta ricordano ancora oggi, a distanza di quasi dieci anni, le vampate di puzza che arrivavano da quella ditta che fallì nel 2016. Utilizzavano solventi per le stampe e d’estate, quando le finestre delle case rimanevano spesso aperte, era il dramma. Un odore che infastidiva, in una zona densamente abitata (ci troviamo nel quartiere nord della città) a pochi metri dalla parrocchia della Sacra Famiglia e in mezzo a villette e palazzi multipiano. Oggi, su quell’area, sono in corso lavori di manutenzione straordinaria perché, nei prossimi mesi, dovrebbe farvi ingresso una scuola professionale. I residenti, tuttavia, sono perplessi e anche preoccupati. Si chiedono se in tutti questi anni sia stato fatto tutto quello che si doveva fare.

    «Non sappiamo con certezza cosa sia stato fatto, nel corso degli ultimi anni, per bonificare quell’area e se, effettivamente, necessitava di bonifica – dice un uomo – Di certo sappiamo che usavano dei solventi e ci sono stati anche dei problemi riguardanti lo smaltimento degli stessi. Crediamo sia un nostro diritto essere messi al corrente di queste cose». Dopo il fallimento vi fu un periodo di incuria e l’area di via Cadorna venne ricoperta dalle sterpaglie. C’è chi notò, all’epoca, una profonda buca che, successivamente, venne ricoperta. Nel 2018 un intervento della Polizia locale di Magenta permise di intercettare un camion che usciva dai cancelli della ex ditta con dei fusti blu contenenti solventi. La Polizia locale riuscì a bloccare, in quell’occasione, un possibile sversamento. Venne anche notificato un provvedimento, sempre riguardante i solventi, da parte della stessa Polizia locale. Passano gli anni, si supera anche il periodo della pandemia, ed ecco che partono i lavori. E i dubbi dei residenti rimangono. «Non sappiamo nulla della bonifica perché nessuno qua ha mai visto nulla”, affermano.

    Si attendono, quindi, informazioni certe, anche perché sembra alquanto strano che, con tutti i controlli che vengono eseguiti al giorno d’oggi, si dia il via libera per procedere alla realizzazione di una scuola su un terreno non bonificato. Una cosa impossibile a verificarsi nei tempi moderni. «Una scuola professionale farà ingresso con il prossimo mese di settembre – afferma una persona – ma siamo sicuri che sia tutto a posto?».

  • Magenta, cappella del cimitero, l’appello di Magistrelli: “Versa in pessime condizioni, qualcuno si attivi”

    Magenta, cappella del cimitero, l’appello di Magistrelli: “Versa in pessime condizioni, qualcuno si attivi”

    Una crepa nella tettoia di trenta centimetri che, nei giorni scorsi con la pioggia continua, ha filtrato acqua in quantità nella cappella del cimitero di Magenta. Luogo poco considerato, se non da coloro che continuano a frequentarlo nonostante l’incuria. Utilizzato da qualcuno come ingresso al cimitero e nulla più. A segnalarlo è Magistrelli, per tanti anni custode al cimitero. “Basterebbe quanto meno una mano di silicone per tamponare il problema – commenta – Ma non c’è verso che si muova qualcuno e così l’acqua ha allagato la chiesa scendendo fino verso lo spazio sotterraneo dove ci sono i colombari dei sacerdoti. E’ una vergogna lasciare questo luogo in totale abbandono”.

    Magistrelli entra tutti i giorni nella cappella. Cerca di sistemarla per quel che può fare. Ripulisce il porta offerte, anche se non contiene nulla. “Ho provveduto a spostare ogni cosa che c’era sull’altare – aggiunge – affinché non si rovinasse. Avevo già segnalato la crepa un anno fa, ma nessuno mi ha ascoltato. Le piogge intense delle ultime settimane hanno causato ulteriori danni. Non pensiamo che si possa risolvere tutto con un semplice soffiatore, quello che viene usato normalmente per la pulizia. Alla fin fine anche questa è una chiesa, anche se sono anni che non viene celebrata alcuna messa”. Come se non bastasse ci sono ulteriori problemi per quella cappella che sta letteralmente andando a pezzi: “Le porte di ingresso sono completamente staccate – conclude – basta tirare un po’ e vengono via”.

  • La santelle di Magenta, in via Pusterla ‘La Sacra Famiglia’, una delle più belle

    La santelle di Magenta, in via Pusterla ‘La Sacra Famiglia’, una delle più belle

    Conosciamo le santelle che ci sono a Magenta? Un tempo erano molte di più, parecchie sono sparite. Un tempo la gente si fermava spesso a pregare di fronte a una santella, oggi non è più così. Un tempo, almeno una volta l’anno, veniva recitata anche una messa davanti a una santella. Oggi non più. Oggi con Francesco Bigogno cominciamo a parlarne partendo dalla Sacra Famiglia con San Giovannino di via Pusterla. Opera che fa parte della nostra tradizione e della nostra cultura. “Si tratta di un dipinto custodito all’interno di un cortile appoggiato su una parete. – spiega Bigogno – Quando il cortile venne demolito strapparono il dipinto dalla parete per immetterlo in una cappella. Venne poi restaurato e così è rimasto. Girato verso la strada”.

    I costi della cappella e del restauro vennero sostenuto dalla BPM. “Quella di via Pusterla è una delle santelle meglio conservate – continua Bigogno – Dipinta probabilmente nel diciannovesimo secolo. All’epoca quasi tutti i cortili avevano la loro santella”. Da un censimento fatto negli anni ‘90 le santelle a Magenta erano una trentina. Oggi potrebbero essere dimezzate. “I nostri nonni avevano il culto di realizzare cappelle, dipinti sulle pareti e lo facevano spesso in condizioni di povertà – conclude – Oggi che stiamo bene queste tradizioni sono praticamente sparite”.

  • Boffalora sopra Ticino, la storica cascina Gambarina a rischio crollo, risale alla fine dell’800

    Boffalora sopra Ticino, la storica cascina Gambarina a rischio crollo, risale alla fine dell’800

    La storica cascina Gambarina è, ormai, un rudere in stato di completo abbandono. Anzi, un rudere a rischio crollo che non ha più nemmeno le sembianze di quella che fu diversi decenni or sono. L’edificio risale alla fine dell’800 e si trova all’ingresso dell’omonima località che porta al fiume Ticino di Boffalora. Il tetto è parzialmente già crollato, all’interno le erbacce si sono mangiate ogni metro. Un altro edificio annesso è stato devastato dal passare degli anni. E, all’esterno, è un continuo abbandono di rifiuti. Suppellettili, sacchi di immondizia gettati in una zona dove i controlli sono scarsi.

    Nessuno mette più mano alla cascina Gambarina da tempo memorabile. L’area attorno non è abitata, e frequentata solo da chi si reca nei due ristoranti vicini o alla spiaggetta del Ticino quando è periodo estivo. Ricordi dei tempi che furono e ben difficilmente tornerà a vivere. In caso di crollo, non creerebbe nemmeno danni. I più anziani di Boffalora ricordano un evento macabro che ricade nella storia della Gambarina. All’inizio degli anni ‘70 un appartamento venne dato in affitto ad una coppia di giovani fratelli. Un giorno, al culmine di un litigio, uno accoltellò a morte l’altro. Oggi nemmeno le associazioni storiche del paese si ricordano più della cascina Gambarina considerata forse di scarso valore dal punto di vista culturale. Luogo dove vissero i contadini nell’immediato dopo guerra fino alla fine degli anni ‘70, quando venne lasciata definitivamente in stato di abbandono.