Autore: Redazione Online

  • Milano Serravalle e Tangenziali: le chiusure della prossima setttimana

    Milano Serravalle e Tangenziali: le chiusure della prossima setttimana

    Dalle ore 01:00 alle ore 06:00 di Martedì 17 Ottobre 2023, verranno chiusi al traffico i rami di svincolo in entrata da MI-San Siro e Settimo M.se (km 6+804) per carreggiata sud (direzione A1-Bologna). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede la deviazione del traffico in carreggiata nord allo svincolo S.S.11 Novara (km 5+731) per il successivo ingresso in carreggiata sud. Dalle ore 21:00 di Martedì 17 Ottobre alle ore 03:00 di Mercoledì 18 Ottobre 2023, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in uscita per S.S.494 MI-Lorenteggio (km 13+901) da carreggiata sud (direzione A1-Bologna).

    Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede la deviazione del traffico sullo stesso complesso di svincolo (uscita per Vigevano). Dalle ore 22:00 di Martedì 17 Ottobre alle ore 06:00 di Mercoledì 18 Ottobre 2023, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo dell’Interconnessione A50-A4 (km 4+075) in entrata da Venezia per carreggiata nord (direzione A8-Laghi). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede la deviazione del traffico in carreggiata sud allo svincolo MI-Gallaratese (km 5+731) per il successivo ingresso in carreggiata nord. Contestualmente verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in uscita per Pero-Fiera (km 3+050) dalla medesima carreggiata nord. Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico allo svincolo SS 33 Rho-Legnano (km 2+650).

    – Dalle ore 01:00 alle ore 06:00 di Martedì 17 Ottobre 2023, verranno chiusi al traffico i rami di svincolo in entrata da MI-San Siro e Settimo M.se (km 6+804) per carreggiata sud (direzione A1-Bologna). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede la deviazione del traffico in carreggiata nord allo svincolo S.S.11 Novara (km 5+731) per il successivo ingresso in carreggiata sud. Dalle ore 21:00 di Martedì 17 Ottobre alle ore 03:00 di Mercoledì 18 Ottobre 2023, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in uscita per S.S.494 MI-Lorenteggio (km 13+901) da carreggiata sud (direzione A1-Bologna). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede la deviazione del traffico sullo stesso complesso di svincolo (uscita per Vigevano).

    Dalle ore 22:00 di Martedì 17 Ottobre alle ore 06:00 di Mercoledì 18 Ottobre 2023, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo dell’Interconnessione A50-A4 (km 4+075) in entrata da Venezia per carreggiata nord (direzione A8-Laghi). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede la deviazione del traffico in carreggiata sud allo svincolo MI-Gallaratese (km 5+731) per il successivo ingresso in carreggiata nord. Contestualmente verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in uscita per Pero-Fiera (km 3+050) dalla medesima carreggiata nord. Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico allo svincolo SS 33 Rho-Legnano (km 2+650).

  • Basket/A2, domenica Vigevano sfida l’Urania Milano

    Basket/A2, domenica Vigevano sfida l’Urania Milano

    Quarta giornata di campionato domenica 15 ottobre per ELAchem Vigevano, impegnata alle ore 18 sul parquet amico (ore 18) di via Cappuccini contro Wegreenit Urania Milano, che detiene lo stesso record (1-2 con la vittoria su Treviglio in trasferta all’esordio e le sconfitte contro Agrigento e Trapani) della formazione lomellina. Vigevano sarà ancora senza gli infortunati Lorenzo D’Alessandro e Kristofs Strautmanis e disporrà sostanzialmente di sette uomini da far ruotare, ma la vittoria contro Monferrato Basket nel turno infrasettimanale ha dato nuovo slancio e soprattutto entusiasmo al popolo gialloblu.

    Coach Lorenzo Pansa ha già archiviato la soddisfazione di un paio di giorni fa e guarda al difficile match contro i milanesi. “Incontreremo una squadra di grande talento – spiega – con tanti punti nelle mani ed esterni di qualità, oltre a lunghi che tolgono punti di riferimento per la loro pericolosità da tre punti. Ci toccherà disputare una partita solida ed energica dal punto di vista difensivo, con l’obiettivo in qualche modo di togliere la fluidità innescata dai loro tiratori. In attacco invece dobbiammo continuare il nostro processo di crescita, giocare il maggior numero di possessi con qualità ed aggressività, ma rimanendo nell’esecuzione”.

    Il presidente Sebastian Perini chiama a raccolta i tifosi: “Spero che la vittoria di mercoledì ci dia convinzione e morale per affrontare la sfida di domenica, che si preannuncia molto dura – spiega -. Avevamo bisogno di sbloccarci e la squadra è andata oltre le difficoltà di una rotazioni ridotte dagli infortuni, portando a casa una vittoria essenziale. Ora guardiamo avanti con ottimismo. Commettiamo sempre tanti errori banali, ma i miglioramenti del gruppo sono evidenti e resto convinto questa squadra abbia ampi margini di crescita. Domenica saremo di nuovo estremamente corti in termini di cambi e giocare tre gare in otto giorni in queste condizioni è durissima. Abbiamo davvero bisogno ancora una volta della nostra gente. Se pubblico e squadra saranno ancora una volta tutt’uno, sono convinto potremo realizzare risultati sulla carta impensabili. Questa è Vigevano: lotta, passione e orgoglio. Domenica lo faremo vedere ancora una volta”.

    Continua nel frattempo la vendita dei biglietti per la partita, acquistabili non line all’indirizzo https://shop.vivaticket.com/it/sell/?cmd=prices&pcode=10988658&tcode=vt0013328&qubsq=72a960cb-84ea-4e2a-982d-8f8026143a39&qubsp=0999d1c9-9393-4e94-899c-d893299f3542&qubsts=1697204376&qubsc=bestunion&qubse=vivaticketserver&qubsrt=Safetynet&qubsh=ca15cdd8b0bc9beb9164221ba00b0598&selectionMode=1

    Wideman “MVP Ducale” della terza giornata, un terzetto al comando della classifica generale

    Non è stato difficile per i tifosi vigevanesi scegliere l’MVP Ducale della terza giornata di campionato attraverso le votazioni sui sicual di Vigevano 1955. I 28 punti, 17 rimbalzi e 42 di valutazione di Tyler Wideman hanno fatto decisamente propendere la scelta degli appassionati sul centro statunitense che ha preceduto Gianmarco bertetti, autore del libero decisivo a 1″3 dalla conclusione della sfida contro Monferrato Bsasket, mentre Michele Peroni e Giacomo Leardini si sono classificati al terzo posto a pari merito.

    Il gioco segue lo svolgimento del calendario stagionale: ad ogni giornata gli appassionati potranno votare il giocatore messosi maggiormente in evidenza, a cui andranno 3 punti nella speciale classifica, seguito da 2 punti per il secondo classificato e 1 punto per il terzo classificato. Si aggiudicherà naturalmente il riconoscimento chi, alla fine della stagione, avrà totalizzato il punteggio più alto. La classifica generale vede al comando il trio composto da Battistini, Bertetti e Peroni con 5 punti, seguiti da Wideman con 3. Il prossimo appuntamento con le votazioni è previsto al termine della match che oppone Vigevano a Wegreenit Urania Milano domenica 15 ottobre.

  • Erasmus Day al Torno di Castano Primo

    Erasmus Day al Torno di Castano Primo

    Per la prima volta l’Istituto “Torno” aderisce alla celebrazione degli “Erasmus day”, una manifestazione di sei giorni (dal 9 al 14 ottobre 2023), giunta alla sua settima edizione e promossa da tutte le agenzie nazionali Erasmus + con il patrocinio della Commissione europea.

    “6 giorni per far risplendere l’Europa” recita il motto ufficiale di questa edizione, tesa a mettere in luce la diversità e varietà culturale dell’Europa e la ricchezza di opportunità di apprendimento offerte dalla mobilità all’estero.

    Sempre più aperto all’Europa e al mondo, il “Torno” partecipa con entusiasmo a questo importante momento di condivisione, annunciando la nuova avventura che presto lo vedrà coinvolto.

    L’Istituto castanese, infatti, ha avanzato la propria candidatura al Progetto Erasmus + Ka 122 “Moving in Europe” che, da ottobre 2023 a marzo 2025, permetterà a un gruppo di docenti di diverse discipline e allo staff dirigenziale di frequentare corsi di perfezionamento linguistico, così da attuare poi percorsi CLIL (lezioni della propria materia in lingua inglese, nda) con i propri studenti, avviare partenrship con scuole europee di pari grado su progetti legati all’ambiente e alla sostenibilità, oltre che di conoscere e sperimentare i più innovativi metodi di insegnamento e le pratiche gestionali migliori da attivare in ambito scolastico.

    Il progetto Erasmus + Ka 122 consentirà anche a due gruppi di 8 studenti ciascuno (per un totale di sedici ragazzi) di frequentare per una settimana due prestigiose istituzioni scolastiche europee: mentre un gruppo si recherà in Spagna, presso lo IES Los Alamos di Granada (Istituto di Arte, Scienze e tecnologie, Scienze Umane) per lavorare sul teatro come mezzo di inclusione, il secondo gruppo frequenterà la scuola svedese Karlstad Kommun (Istituto comprensivo articolato in diversi indirizzi) per uno scambio di idee e di esperienze sul tema dello sviluppo sostenibile, proponendo un’attività di analisi e confronto sulla situazione delle acque dei fiumi Ticino e Klaralven.

    In coda alla presentazione del progetto a cura delle docenti referenti, Professoresse Flavia Pisoni, Ilaria Crespi, Giulia Fonsato, Evalda Caccia e Federica Re, ieri nell’aula magna del Torno si è svolta anche la tradizionale cerimonia delle certificazioni linguistiche, essenziale opportunità che l’Istituto ormai da molto anni è in grado di garantire ai propri studenti e straordinario valore aggiunto alla loro preparazione. Un centinaio di studenti dell’Istituto che si sono distinti per le loro brillanti competenze nelle lingue straniere ha ricevuto gli attestati delle certificazioni PET, FIRST, DELE, DELF, BEC conseguite nell’anno scolastico 2022-2023.

    Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti del Centro Lingue di Busto Arsizio e il Consulente Cambridge di zona.

    Laura Fusaro

  • Faida trapper: a Milano condanna di 4 anni per Simba La Rue

    Faida trapper: a Milano condanna di 4 anni per Simba La Rue

    – Sei condanne e un patteggiamento nel processo a Milano celebrato con rito abbreviato per la cosiddetta ‘faida fra trapper’. Il caso era scoppiato il 9 giugno del 2022 quando un gruppo di giovani vicini al 21enne Mohamed Lamine Saida, noto come Simba La Rue, aveva sequestrato e picchiato il rapper di un gruppo rivale di ‘Baby Touche’. Il sequestro di persona è uscito dal processo per mancanza di querela di parte ma sono rimaste le lesioni legate a quel fatto e la rapina per un’aggressione avvenuta in via Settala commessa dalla banda nei confronti di un membro del gruppo nemico.

    ‘Simba’, difeso dall’avvocato Niccolò Vecchioni, è stato condannato dalla Gup Rossana Mongiardo a 4 anni di pena. La pm Francesca Crupi lo scorso 13 settembre aveva chiesto 4 anni e 4 mesi. Tre anni, 5 mesi e 10 giorni per Sara Ben Salha, la giovane accusata di aver fatto da ‘esca’ per il ragazzo aggredito in auto con una condanna più elevata di quanto chiesto dall’accusa (2 anni e 2 mesi). Per lei la giudice ha utilizzato la formula del ‘concorso anomalo’ per la ‘non volontà’ di commettere il reato che però era prevedibile nel contesto. Tre anni e 8 mesi per Mevljudin Hetem. Pena a 10 mesi per Faye Ndiaga ew 8 mesi con pena sospesa per il ‘manager’ di Simba La Rue, Chakib Mounir detto ‘Malippa’ e per Ousmane Loum.

    Il giudice, in particolare, ha condannato anche a 3 anni e 8 mesi Mevljudin Hetem e a 3 anni e 5 mesi Sara Ben Salha, unica ragazza tra gli imputati e che, secondo l’accusa, avrebbe fatto da ‘esca’ per le vittime della rapina: due giovani che sarebbero, poi, stati colpiti “con calci, pugni e fendenti di arma da taglio” dal gruppo. Per altri tre imputati, tra cui Chakib Mounir, detto Malippa e manager di Simba, sono arrivate condanne, a pene sospese, tra 8 e 10 mesi. Mentre Alan Momo ha patteggiato 3 anni e 4 mesi. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche e del risarcimento dei danni agli imputati, difesi dall’avvocato Niccolò Vecchioni.

    Simba, uscendo dall’aula con gli altri giovani dopo il verdetto, non ha voluto parlare coi cronisti, ma si è messo a fare immagini col telefonino per una ‘storia’ su Instagram. Simba, tra l’altro, a metà giugno dello scorso anno aveva subito un agguato ed era stato ferito gravemente a coltellate ad una gamba a Treviolo, provincia di Bergamo, come vendetta da un gruppo di giovani amici di Baby Touché (il processo è in corso a Bergamo). Ad attirarlo nella trappola, secondo le indagini, era stata la sua fidanzata dell’epoca

  • A dieci anni dalla morte, l’omaggio di Milano al fotografo Gabriele Basilico

    A dieci anni dalla morte, l’omaggio di Milano al fotografo Gabriele Basilico

    A dieci anni dalla scomparsa, Milano rende omaggio a uno dei suoi fotografi più famosi, Gabriele Basilico, con una mostra in due sedi espositive, la Triennale (13 ottobre – 7 gennaio) e Palazzo Reale (13 ottobre – 11 febbraio). Il tema è quello dello sguardo sulle città, da Milano a quelle del mondo, raccontate attraverso un percorso di circa 500 opere. “Negli anni Milano è diventata per me come un porto di mare, un luogo privato dal quale partire per altri mari, per altre città, per poi ritornare e quindi ripartire”: così Basilico raccontava il rapporto con la sua città, che attraverso 13 serie fotografiche e centinaia di opere, viene approfondito in Triennale.

    
L’esposizione presenta per la prima volta in modo organico e completo il lavoro di documentazione che il fotografo ha realizzato sulla propria città nel corso di quasi 40 anni. Il percorso include il racconto delle periferie degli anni ’70, la celebre inchiesta dedicata alle fabbriche (“Milano Ritratti di Fabbriche” 1978-1980), l’indagine sulle architetture del modernismo (1985), il progetto sulla città di notte realizzato per l’AEM (1989), i lavori per la costruzione del quartiere Porta Nuova (dal 2004 al 2012), il restauro del tetto del Duomo (2012). Vengono inoltre esposti tre nuclei di opere conservate presso il Museo di Fotografia Contemporanea che provengono dai progetti “Archivio dello spazio” (Sesto San Giovanni, 1992-1993), “Milano senza confini” (1998) e “Paesaggio prossimo” (2006-2007).
Sono circa 200 le opere esposte a Palazzo Reale: una selezione dall’Archivio Basilico.

    Nella Sala del Lucernario è allestita “Sezioni del paesaggio italiano”, indagine sulla trasformazione del paesaggio nazionale realizzata per la VI Biennale di architettura di Venezia del 1996, in collaborazione con Stefano Boeri. Nella Sala delle Cariatidi troveranno posto 100 fotografie di oltre 40 città fra cui Shanghai, Rio de Janeiro, San Francisco, Mosca, Londra, Parigi, Istanbul, Tel Aviv, Boston, Liverpool, Roma, Berlino, Lisbona, Valencia, Gerusalemme, Beirut, Amman, Montecarlo, Hong Kong e altre ancora.


  • “Ti racconto un libro”: al Nuovo prima serata da tutto esaurito

    “Ti racconto un libro”: al Nuovo prima serata da tutto esaurito

    “Donne di donne”, titola così la diciottesima edizione della rassegna originale di CinemaTeatro Nuovo di Magenta ed associazione culturale Ariel.

    Al primo appuntamento dei quattro in programma (ogni due settimane il mercoledì sera), grande lavoro al botteghino: oltre 300 gli abbonamenti effettuati online ed in Sala dal 28 settembre ed altrettante presenze per la singola serata, le cui prevendite sono “scattate” dalla mezzanotte dello stesso giorno del primo spettacolo, quello di mercoledì 11 per il racconto di Michela Murgia “Accabadora”.

    Posti esauriti, molti in attesa all’entrata per la riassegnazione dei pochi posti non occupati.
    “Era da tempo che non vedevano la platea così completamente piena, facendo correre tra le fila, a caccia dei posti non occupati, il gruppo di volontari”, ammettono con il pubblico i due animatori e responsabili Alberto Baroni e Mauro Colombo; “gli anni dopo Covid non sono stati facili e questa diciottesima edizione è stata inaugurata con un tutto esaurito che fa molto piacere a tutti noi”. “Sarà la primavera”, scherza col clima Mauro Colombo; “o forse sono piaciute le scelte dei titoli”, rilancia Baroni.

    Certamente il primo appuntamento, quello con il racconto “Accabadora” di Michela Murgia si presentava intrigante ma con qualche interrogativo: “L’autrice di questo romanzo uscito nel 2009, da subito amato dai lettori, come sappiamo è scomparsa soltanto due mesi fa”, spiega Colombo nella sua presentazione; “I titoli della rassegna sono stati scelti da noi con grande attenzione diversi mesi prima.

    Ci siamo chiesti se fosse opportuno, di buon costume, dal momento che non è nei nostri valori quello dello sciacallaggio per fare cassa. La risposta ce la ha fornita Michela Murgia stessa, tramite la sua decisione di fare uscire il suo ultimo romanzo, Tre ciotole, proprio appena fosse avvenuta la sua dipartita. E sappiamo che le motivazioni di una artista come Murgia non siano mai state di “cassa” o di “like” “.

    Colombo, nell’introdurre la narrazione di una ora andata in scena, non si sottrae alla biografia della Murgia, con la sua storia di vita e di scelte decise, appassionate e pubbliche, al punto da divenire oggetto di critiche (quando non “odio social”) da parte di detrattori non lettori.

    Senza intraprendere chine faziose, il vice-presidente di Ariel (che si è assunto in prima persona l’onere non facile di presentare il personaggio) lascia parlare la biografia ed il curriculum vitae ed artistico dell’autrice.

    Michela Murgia è stata donna, lavoratrice precaria, poi scrittrice ed intellettuale di fama la cui coerenza tra vita, arte, pensiero è palese. “Michela Murgia è stata artista, creativa, pensatrice ed allo stesso tempo una credente profonda, capace di testimonianze tanto significative quanto straordinarie: come la serenità con cui ha saputo affrontare malattia e morte in prima persona. A persone di questo calibro non si può chiedere di agire in posizioni scontate. Essi sono stimolo originale per la spiritualità e l’umanità di tutti”.

    Alla narrazione teatrale – molto efficace nella sua semplicità giocata su luci, ombre e voci, aderente allo spirito del racconto, come da tradizione TRUL – ad opera di Schedìa Teatro (Sara Cicenia in scena, Riccardo Colombini alla regia), è seguito poi, proprio come ai bei tempi del pre-pandemia, il classico “goccetto e dolcetto” (che può essere anche salato). Scelta inevitabile ma sempre gradita su mirto di Sardegna e bon bon cioccolattini.

    “L’idea di una narrazione breve e del “goccetto” in sala e nel foyer è nata per dare spazio ad uno dei primi obiettivi di queste nostre offerte di “spettacoli”, ossia la promozione dei rapporti umani, della vicinanza, dello stare bene insieme”, spiega il Direttore Alberto Baroni.

    “Dopo un momento emotivo nella narrazione teatrale condiviso dalle poltroncine è bello poter commentare, salutarsi e congedarsi con un piccolo cordiale. Vogliamo dare al nostro pubblico uno spazio empatico e di buoni valori da condividere. E sembra che, dopo diciotto anni, questa formula piaccia ancora”, conclude.

    Il prossimo appuntamento con Trul è per il 25 ottobre con una autrice che ha conquistato un costante gradimento dei lettori senza promozioni e con la sola forza della sua letteratura, raggiungendo poi l’attenzione, cum laude, della critica. Valerie Perrìn ed il suo romanzo di mai sopito successo “Cambiare l’acqua ai fiori”.

    In scena, la compagnia “Ariel Senior” : “Cercheremo di compensare la pochezza degli interpreti – scherzano Colombo e Baroni, in veste di attori – con un corposo assaggio finale….”.

    La chiave del successo di Ti Racconto Un Libro di Cinema Teatro Nuovo sta anche in questo atteggiamento umoristico, autoironico e sempre in punta di piedi, degli organizzatori, i quali ad ogni serata dialogano con la platea in sala in brevi e giocose apparizioni dove svolgono il compito dei bravi ospiti di casa.

    “….La pedanteria, ma nemmeno la sciatteria, non sono di casa in via San Martino 19. Forse per questo ognuno si sente proprio un po’ “a casa”

    Mercoledì sera, tra le note di sala, anche un abbraccio commosso al recentemente scomparso Mario Morani, fondatore della Libreria Il Segnalibro oggi condotta dalla brava figlia Emanuela, da sempre partner presente (anche al lavoro del banchetto dei libri) della rassegna e della Sala di Comunità magentina.

  • The Steel Woods – “On Your Time” (2023) – by Trex Roads

    The Steel Woods – “On Your Time” (2023) – by Trex Roads

    Ci sono artisti che reputo assolutamente fondamentali nel mio modo di vedere e ascoltare la musica. Artisti che sin dal primo ascolto mi hanno colpito e lasciato un segno nell’anima.

    La mia Stella Polare della musica indipendente ha cinque punte e una di queste punte è sicuramente occupata dagli Steel Woods (le altre sono Whiskey Myers, Cody Jinks, Shane Smith and the Saints e Turnpike Troubadours, ndr).

    La band, nata a Nashville nel 2016, era la creatura partorita da due menti artistiche con pochi eguali. Due menti che si sono trovate ad avere la stessa visione, gli stessi gusti e fra le quali è nata una chimica che possiamo definire magica. A me ha sempre ricordato la magia che c’era fra Jimmy Page e Robert Plant e dalla quale nacquero i Led Zeppelin.

    L’incontro fra il grande chitarrista (che all’epoca era il chitarrista della band di Jamey Johnson) Jason “Rowdy” Cope e il polistrumentista Wes Bayliss è avvenuto per puro caso e, come mi piace ricordare, per un aiuto arrivato dal Cielo: Wes stava cantando ad un concerto di tributo al leggendario countryman Wayne Mills e colpì Rowdy a tal punto che lo spinse a conoscerlo.

    Wayne Mills, la cui storia racconterò in una puntata del mio show Trex Music Club su WCN Radio a gennaio, condivide a suo modo lo stesso tragico destino di Cope: morì proprio mentre stava per raccogliere i frutti del duro lavoro on the road di quegli anni.

    Mills venne ucciso a colpi di pistola il 23 novembre 2013, fuori da un locale di Nashville, per un banale lite, mentre Rowdy Cope morì per le complicazioni del suo diabete il 16 gennaio 2021.
    Il filo rosso che lega Wayne Mills agli Steel Woods venne suggellato dalla stupenda cover di One Of These Days di Mills, che la band registrò per il loro secondo disco Old News del 2019.

    La scomparsa di Cope fu un colpo durissimo per la famiglia, per gli amici e per la band che era già diventata un riferimento assoluto della musica southern e rock americana, tanto che nel 2020 era in programma un tour europeo.

    In quei mesi ho avuto paura che gli Steel Woods non si sarebbero più ripresi, anzi che Bayliss non avrebbe più trovato forza e ispirazione per continuare nel progetto e nella visione che era il sogno di entrambi.
    Al contrario la band non si fermò e, come spesso ripete il grande Wes, è ciò che Jason avrebbe voluto per la sua creatura e, ne sono certo, ne sarebbe stato orgoglioso.

    All of Your Stones (che avevo recensito per il mio blog qui https://trexroads.altervista.org/all-of-your-stones-the-steel-woods-2021/) era stato l’ultimo disco in cui Cope era ancora presente, una specie di testamento in musica lasciato al mondo.

    Credo che la maggiore difficoltà non sia stata trovare un sostituto, soprattutto nei live, perché di chitarristi bravi ne esistono e la scelta di Tyler Powers fu perfetta, ma nessuno avrebbe potuto sostituire la magia che Rowdy creava quando lavorava con Wes Bayliss.

    Non voglio assolutamente sminuire Powers, che è un musicista straordinario e lo sta dimostrando nei tanti live che si sono succeduti, ma Jason “Rowdy” Cope aveva un ruolo che non potrà essere rimpiazzato da nessuno e il grandissimo merito di Wes Bayliss sta in questo disco che avete ora nei vostri speaker.

    E’ riuscito in questo On Your Time a dare seguito, da solo, alla visione che lui e Cope ebbero nel 2016 e lo ha fatto in una maniera che solo chi è toccato da un talento fuori dal comune può fare: suonando tutti gli strumenti che sentirete nelle 10 canzoni (TUTTI!), producendo il lavoro e cantando in maniera incredibile come se il suo amico Rowdy fosse al suo fianco nello studio di registrazione a vegliare su di lui e a dargli forza e ispirazione.

    Inoltre questo disco, nelle sue storie, continua il percorso della vita del personaggio che ha attraversato i 3 dischi degli Steel Woods e cioè Uncle Loyd (protagonista della canzone omonima presente nel primo disco Straw in the Wind che era una cover del grande Darrell Scott, presente in questo disco con la sua steel guitar). Se avete tempo, traducete i testi e seguite la storia, ne varrà la pena e poi ammiratelo sulla stupenda copertina guardare le montagne al tramonto.

    Il lavoro inizia con un arpeggio di chitarra southern: inizia così The Man From Everywhere. La voce di Bayliss è una delle migliori voci rock del music business e quando inizia a cantare capirete perché. Una canzone trascinata, appiccicosa, emozionante come nella migliori canzoni che il southern rock ha partorito negli anni.

    Bayliss ci canta di responsabilità famigliari e di bambini che cambiano la visione della vita dei genitori, mentre il riff di Cut the Grass ci avvolge con le sue chitarre. Le chitarre sono grasse e pesanti, gli assolo taglienti e si respira quell’aria umida della musica del Sud, ma la voce di Bayliss apre un varco ed è emozionante a livelli impensabili.

    Il riff di Devil in this Holler è un manuale di come deve suonare quel tipo di rock americano che deve la sua nascita alla Allman Brohters Band e ai Lynyrd Skynyrd. Graffiante, sporco, trascinato e quando la voce di Bayliss esplode non fa prigionieri. Una delle mie preferite della discografia magnifica di questa band eccezionale. L’assolo poi è di una bellezza lancinante e vi ricordo che suona tutto lui. Pazzesco.

    Famine Fortune ha un groove da far tremare i denti, le chitarre scavano solchi, mentre l’armonica regala un tocco di blues al sound sporco di polvere e fango. La storia modernizzata di Adamo ed Eva è cantata da una voce che viene dal Cielo, accompagnata da un brano in cui la melodia si intreccia ad un lavoro incredibile di ritmica e chitarra. Il finale è un altro assolo stupendo.

    La title track è una ballata dove le influenze country emergono in tutta la loro bellezza e Bayliss mostra tutto il suo talento padroneggiando questa melodia struggente con la sua voce incredibile.
    Rivedo, senza fare paragoni, in questo brano in cui Wes cui parla con il cuore del rapporto padre figlio, la stessa emozionante bellezza di Simple Man dei Lynyrd Skynyrd.

    Questa voce potrebbe cantare qualsiasi cosa e renderla emozionante, figuriamoci una canzone della bellezza di On Your Time: capolavoro.
    E’ poi il turno di due cover e come in ogni disco degli Steel Woods sono pezzi che non interpretano, ma le fanno sembrare come scritte da loro: You Don’t Even Know Who I Am, di Gretchen Peter, è una ballata intensa ed emozionante che sembra un’outtake di un album con Cope, mentre Border Lord, del leggendario Kris Kristofferson, è un rock del Sud dall’incedere quasi epico.

    Una cavalcata di 7 minuti con un tappeto di armonica e un andamento oscillante, quasi blues. Il lavoro di Bayliss agli strumenti è davvero soprannaturale: un artista che ha pochi paragoni nella musica americana di oggi, un vero fuoriclasse.

    Stories to tell to Myself è una ballata malinconica quasi folk-blues che era stata scritta nel 2018 e sembra proprio provenire dall’esordio discografico in cui c’era ancora Cope al fianco di Bayliss: le liriche paiono dare un filo conduttore a tutte le storie sentite finora, dove Uncle Loyd era protagonista e ascoltarle accompagnate da una parte strumentale di una bellezza commovente, ci fa entrare nell’immagine di copertina, all’ombra di quel tramonto.

    Seduti ad ascoltare quell’uomo e la sua vita. Poesia e arte, Wes Bayliss le padroneggia come fosse un pittore. Broken Down Dam inizia piano, con la voce calma di Bayliss ad accoglierci, ma proprio come l’acqua che esce dalla diga rotta del titolo, cresce sempre di più in intensità per arrivare all’ennesimo assolo di chitarra finale di una bellezza scintillante, attorniato dalle tastiere, dalla steel guitar e da un ritmo epico.

    Non si può raggiungere la felicità nella vita senza passare attraverso al dolore e alle difficoltà e If Not for the Rain è il manifesto finale di questo disco, come a dirci che la perdita di uno dei più grandi musicisti della musica americana indipendente è stato il passaggio per arrivare ad un disco, e mi ripeto, di una bellezza poetica stordente e magica. L’assolo di armonica ne suggella in maniera perfetta la chiusura.

    La vita per fortuna continua e Wes Bayliss la sua l’ha fatta continuare nel solco che un giorno tracciò assieme ad un umile musicista che aveva la sua stessa visione del mondo e dell’arte.

    Vi ricordo che sarebbe un peccato non approfittare della loro tournée europea che toccherà Milano assieme ai Blackberry Smoke il 2 ottobre 2024: vi aspetto, io di certo non me lo perderò. Grazie Dio per gli Steel Woods e per Wes Bayliss, chi li conosce non li molla più, anche se non è avvezzo a questa musica: potere della bellezza e della magia.

    Piccola nota a margine nel mio piccolo troverete nel mio romanzo in uscita il 13 giugno 2024 una dedica a Wes non solo nella colonna sonora del libro, ma anche nel nome del co-protagonista il detective Bayliss. Eagle Up!

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.altervista.org

  • Paderno Dugnano: centro massaggi con prestazioni hot posto sotto sequestro

    Paderno Dugnano: centro massaggi con prestazioni hot posto sotto sequestro

    Apparentemente era un centro benessere, in cui i clienti pagavano per ricevere massaggi rilassanti. Ma, dagli accertamenti, era emerso che si trattava, in realtà, di un verso e proprio locale a luci rosse, dove venivano offerte prestazioni sessuali a pagamento.

    I carabinieri hanno così sottoposto a sequestro preventivo un centro benessere a Paderno Dugagno, alle porte di Milano, in esecuzione a un provvedimento emesso dal Gip su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Monza.

    Due donne cinesi, di 50 e 54 anni, sono state denunciate, in stato di libertà, per il reato di favoreggiamento della prostituzione. Le due gestivano il locale dal novembre 2022, promuovendo anche l’attività illecita che si realizzava all’interno su diversi siti internet di incontri.

    Su questi, comparivano le immagini di ragazze collegate a utenze, in uso alle indagate, attraverso le quali fornivano ai clienti le informazioni sulla tipologia e sul prezzo delle prestazioni sessuali.

  • Novara, smantellata banda di ladri di rame: sequestrati beni per oltre 550 mila euro

    Novara, smantellata banda di ladri di rame: sequestrati beni per oltre 550 mila euro

    E’ successo a Novara, dove la Polizia di Stato ha dato esecuzione ieri ad un Decreto di Sequestro Preventivo di denaro, beni e altre utilità nei confronti di due conviventi, cittadini italiani di etnia Sinti.

    Il Decreto di Sequestro Preventivo si inserisce nell’ambito di una corposa attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile nel corso dell’anno 2022, che ha portato allo smantellamento di un’associazione a delinquere finalizzata ai furti di rame in centrali elettriche e aziende dismesse, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 7 persone, delle quali 4 tratte in arresto in flagranza di reato.

    Nel corso dell’attività è emerso che l’uomo, dopo aver acquistato il rame rubato, lo ripuliva e lo rendeva non individuabile per poi venderlo ad aziende specializzate nel recupero materiali ferrosi ed è allo stato attuale indagato anche per il reato di autoriciclaggio.

    La compagna, estranea ai singoli episodi di furto, è attualmente indagata per il reato di riciclaggio poiché faceva confluire, sui conti correnti a lei intestati, il profitto degli illeciti guadagni, successivamente reinvestiti nell’acquisto di immobili e auto di lusso sempre a lei intestate e nella disponibilità di entrambi i conviventi.

    Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 5 autoveicoli di cui 2 Ferrari, 2 conti correnti, 1 immobile ad uso abitativo di circa 200 mq e 2 terreni di cui uno edificabile e uno ad uso agricolo per un ammontare approssimativo di circa 550mila euro.

  • Sanità d’eccellenza: al Monzino il primo intervento di angioplastica TAC guidata

    Sanità d’eccellenza: al Monzino il primo intervento di angioplastica TAC guidata

    La grande novità dell’intervento sperimentato ieri “è che la procedura di angioplastica, cioè la dilatazione del tratto occluso di arteria coronarica mediante l’impianto di stent, avviene sulla base di immagini Tac acquisite prima dell’operazione”, sottolinea il Centro Cardiologico Monzino di Milano in una nota.

    Lo studio della coronaria malata viene quindi fatto preventivamente a ‘tavolino’. Il risultato è che il cardiologo interventista dirige il catetere nelle zone da dilatare sotto la guida della simulazione Tac.

    ”I vantaggi per il paziente dell’angioplastica Tac guidata sono evidenti: meno invasività, meno radiazioni, minor tempo sul letto operatorio – commenta Gianluca Pontone, direttore dipartimento Cardiologia peri-operatoria e Imaging cardiovascolare e principal investigator per il Monzino dello studio P4 – L’obiettivo principale dello studio, che recluterà 1000 pazienti, è dimostrare la non inferiorità fra l’angioplastica guidata dalla TAC rispetto alla procedura standard.

    Se tale obiettivo dovesse essere raggiunto, la Tac pre-operatoria potrebbe diventare lo standard per le procedure di angioplastica, evitando di sottoporre il paziente ad una coronarografia completa e risparmiando altre procedure oggi necessarie, come l’Ivua (Ecografia intravascolare)”.

    “Non è escluso che tale approccio, ovvero quello della angioplastica TAC guidata, possa addirittura rivelarsi più efficace rispetto a quello tradizionale”, sostiene Daniela Trabattoni, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia Interventistica del Monzino e team leader degli interventisti coinvolti nel progetto. Per questo il Monzino crede molto in questo studio tant’è che, appena ottenuto il semaforo verde dal Belgio, abbiamo arruolato il primo paziente e nei prossimi giorni ne abbiamo già programmati altri cinque”.

    “Questo trial si inserisce nell’ambito del crescente ruolo dell’imaging non invasivo nel guidare le procedure interventistiche sia nell’ambito della malattia coronarica, come nel caso dello studio P4, che in ambiti differenti quali la cardiopatia strutturale o le procedure di elettrofisiologia”, conclude Saima Mushtaq, responsabile dell’Unità operativa di TAC cardiovascolare del Monzino e Co-PI dello studio in oggetto.